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I controlli sui materiali e prove di collaudo

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I controlli sui materiali e le prove di collaudo statico, il collaudatore statico e le norme tecniche sulle costruzioni.
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  • 1. I CONTROLLI SUIMATERIALI E LEPROVE DI COLLAUDOCATANIA, 18 FEBBRAIO 2011 dott. ing. Vincenzo VENTURI
  • 2. LA NORMATIVA PREVIGENTED.M. 09/01/1996 - Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo dellestrutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metallicheO.P.C.M. n° 3274 del 20 marzo 2003 - Primi elementi in materia di criterigenerali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normativetecniche per le costruzioni in zona sismica.D.M. 14/09/2005 - Norme tecniche per le costruzioni
  • 3. LA NORMATIVA COGENTELegge n° 1086 del 5 novembre 1971 - art. 21”Norme Tecniche per laesecuzione delle opere in c.a., c.a.p, e per le strutture metalliche”Legge n° 64 del 2 febbraio 1974 - Provvedimenti per le costruzioni conparticolari prescrizioni per le zone sismicheD.P.R. n° 246 del 21 aprile 1993 – Regolamento di attuazione della“Direttiva 89/106 CEE” relativa ai prodotti da costruzione”D.P.R. n° 380 del 6 giugno 2001 – “ Testo Unico per l’Edilizia”D.M. 14/01/2008 - Norme tecniche per le costruzioniCircolare n. 617 del 02/02/2009 – “Nuove norme tecniche per lecostruzioni" di cui al D.M. 14/01/2008
  • 4. D.M. 14 gennaio 2008Norme tecniche per le costruzionicap. 11 - Materiali e prodotti per uso strutturale11.2 - Calcestruzzo 11.3 - Acciaio 11.7 - Legno 11.9 – Dispositivi antisismici 11.10 - Muratura……. tutti i materiali prima di essere impiegati devono essere:accettatiidentificati dal produttorequalificatidal Direttoredei Lavori Analisi documentaleAccettazione deiAccertare corrispondenza tra materialiProve sperimentaliprodotto fornito e dichiarato
  • 5. D.M. 14 gennaio 2008Norme tecniche per le costruzioni CAP. 11MATERIALI E PRODOTTI PER USO STRUTTURALEMARCATURA CE (A) Nel caso in cui esista la norma armonizzata UNI EN.. – ALL. ZA)ATTESTATO DIQUALIFICAZIONE (B)Nel caso in cui la procedura sia prevista nelle Norme TecnicheMARCATURA CE (C)(ETA – ETAG - ITC) Casi non previsti nelle situazioni precedenti, e quindi marcatura CE in conformità a Benestare Tecnico Europeo (ETA) ovvero a Certificati di Idoneità Tecnica all’impiego rilasciati dal STC
  • 6. MARCATURA CEIl sistema di attestazione della conformità previsto per questi prodotti è di classe 2+.
  • 7. QUALIFICAZIONE DI ALCUNI PRODOTTI STRUTTURALIMateriale /QualificazioneQualificazioneNorma di NOTE prodotto Nazionale CEriferimentoAcciaio perNO SI UNI EN 10025Vale solo la marcaturacarpenteriaUN IEN 10210 CE UNI EN 10219(Caso A) Barre per c.a.SINON ANCORANTC 11.3.2L’armonizzazione è in corso con EN 10080 e Acciai per c.a.p. SINON ANCORANTC 11.3.3EN 10138(Caso B)Sistemi precompr.SI SI ETAG 013CIT sulla base di ETAGa cavi post tesi NTC 11.5.1013(Caso C)Calcestruzzo SI NO NTC 11.1.8Non esiste Mandato CE preconfezionatoper il cls(Caso B)AggregatiNO SI EN 12260 (Caso A)UNI EN 13055DispositiviSIVolontario dal NTC 11.9Caso Bantisismci 01.08.10 Armonizzazione in corso EN 12159:2009Appoggi strutturaliNO SIEN 1337 (Caso A)AncorantiSI SIETAG 001 NTC 4.6CIT sulla base distrutturaliETAG001ETA = Benestare Tecnico EuropeoETAG = Linea Guida Benestare Tecnico EuropeoCIT = Certificato di Idoneità Tecnica
  • 8. QUALIFICAZIONE DI ALCUNI PRODOTTI STRUTTURALIMateriale /Qualificazione QualificazioneNorma diNOTE prodotto NazionaleCEriferimento Legno lamellare SI SIEN 14080Periodo di coesistenza NTC 11.7.10 (Caso A o B) Legno massiccio SI SIEN 14081Periodo di coesistenza NTC 11.7.10 (Caso A o B) Prefabbricati NO SIEN 13225, EN 13693, (Caso A)soggetti ad EN 14843, EN 14991armonizzazione Prefabbricati non SIPOSSIBILE CON NTC 11.8 (Caso B o C)soggetti adETAG o ETAarmonizzazioneBarriere paramassi SI SIETAG 027 NTC 4.6CIT sulla base di ETAG027 (Caso C)Prodotti innovativi, SIPOSSIBILE CON NTC 4.6CIT (Caso C) sistemi misti, altriETAG o ETA senzaprodotti strutturali ETAGETA = Benestare Tecnico EuropeoETAG = Linea Guida Benestare Tecnico EuropeoCIT = Certificato di Idoneità Tecnica
  • 9. “Norme Tecniche per le costruzioni”SOGGETTI – COMPETENZE - PROCEDUREIL PROGETTISTAL’IMPRESA ESECUTRICEIL PRECONFEZIONATOREIL CENTRO DI TRASFORMAZIONEIL DIRETTORE DEI LAVORIIL COLLAUDATORE STATICOIL LABORATORIO DI PROVA
  • 10. IL DIRETTORE DEI LAVORI CONTROLLO DI ACCETTAZIONEFrequenza dei Controlli sugli acciaiStabilimentoCentro di trasformazione CantiereLotto di produzione Lotto di fornitura Lotto unico dida 30 t a 120 t (max 90 t) spedizione (max 30 t)Acciaio: i controlli di accettazione in cantiere interessanociascun lotto di spedizione (max 30 t), riguarda almenotre diametri e devono essere eseguiti non oltre i 30 gg.dalla consegna in cantiere delle barre.Calcestruzzo: i controlli di accettazione in cantiere sieffettuano con le modalità e le frequenze previste al par.11.2 delle NTC e che devono essere eseguite, salvomotivati casi particolari, entro un termine ragionevolenon superiore a qualche settimana dal prelievo.
  • 11. IL COLLAUDATORE STATICO•LE OPERE NON POSSONO ESSERE POSTE IN ESERCIZIO PRIMADELL’ESECUZIONE DEL COLLAUDO STATICO.• NEL CASO DI MANUFATTI O ELEMENTI STRUTTURALI NONPIU’ ISPEZIONABILI,CONTROLLABILI EQUINDICOLLAUDABILI A STRUTTURA ULTIMATA IL COLLAUDO VAESEGUITO IN CORSO D’ OPERA.
  • 12. IL COLLAUDATORE STATICO•Non è intervenuto in alcuna fase dei lavori.•Acquisisce la documentazione relativa alle procedure di controllodella qualità ed il registro delle non conformità.•Verifica i certificati delle prove sui materiali siano conformi: nel numero, alle procedure di accettazione previste dal Cap. 11 delle NTC. nell’esito, con riferimento ai criteri di accettazione del cap. 11 delle NTC.•Esegue il controllo dei verbali di prelievo e di visita.•Esegue il controllo dei risultati delle eventuali prove di carico fatteeseguire dal Direttore dei Lavori.•Esamina il progetto dell’opera.
  • 13. IL COLLAUDATORE STATICO•Esamina la documentazione relativa alle indagini eseguite nellafase di progettazione e costruzione e verifica che siano conformi aquanto prescritto nelle NTC.•Esamina la relazione a strutture ultimate redatta dal D.L.•Sulla scorta di quanto acquisito nel corso delle ispezionisull’opera e dall’esito delle attività sperimentali svolte durante laprogettazione e l’esecuzione può prescrivere: Ulteriori prove sui materiali anche con metodi non distruttivi. Ulteriori prove di carico. Il monitoraggio di grandezze significative del comportamento dell’opera, prevedendone la prosecuzione anche dopo il collaudo statico.
  • 14. IL COLLAUDATORE STATICO•Predispone il programma prove indicando le procedure di carico ele prestazioni attese (deformazioni, abbassamenti, livelli tensionali,reazioni ai vincoli …).•Sottopone tale programma al direttore dei lavori per l’attuazione,al progettista perché convalidi la compatibilità con il progettostrutturale ed al costruttore per accettazione.•In caso di mancata convalida del progettista o accettazione delcostruttore, può richiederne, previa relazione d’intervento,l’esecuzione al D.L. ovvero dichiarare l’opera non collaudabile.
  • 15. IL COLLAUDATORE STATICOIl numero delle prove: •Nel caso di pali è funzione della numerosità della palificata: n paliNumero prove <=201 21÷50 2 51÷1003 101÷200 4 201÷500 5 > 500 5+n/500 •Nel caso dei tiranti è funzione del numero degli ancoraggi:ancoraggiProve di progetto<=30 131÷50251÷100 3101÷2007201÷5008> 50010
  • 16. IL COLLAUDATORE STATICO• I ponti stradali o ferroviari non possono essere messi in esercizio, primadell’esecuzione del collaudo statico di cui all’art. 7 della L1086/71.• E’ necessarioverificare che le deformazionisottoicarichi diprova, abbassamenti, rotazioni ecc. siano compatibili con quelle previste daprogetto e che le deformazioni residue dopo il primo ciclo non superino il15% di quelle massime misurate, ovvero si esauriscano nei successivi cicli dicarico.• Per ponti a campata multipla, il numero delle prove deve essere almeno pariad 1/5 del numero complessivo di campate, arrotondato all’unità superiore.• Per opere di una certa rilevanza, le prove statiche devono essere integrate daprove dinamiche che devono consentire di verificare che il periododeterminato sperimentalmente sia compatibile con il periodo fondamentaleprevisto in progetto.
  • 17. IL LABORATORIO DI PROVA -Legge n° 1086 del 5 novembre 1971”Norme Tecniche per la esecuzione delle opere in c.a., c.a.p, e per le strutture metalliche”Art. 20 - Laboratori - Agli effetti della presente legge sono considerati laboratori ufficiali:- i laboratori degli istituti universitari dei politecnici e delle facoltà di ingegneria e delle facoltà oistituti universitari di architettura;- il laboratorio dellistituto sperimentale delle ferrovie dello Stato (Roma);- il laboratorio dellistituto sperimentale stradale, del Touring Club italiano (Milano);- il laboratorio di scienza delle costruzioni del centro studi ed esperienze dei servizi antincendi e diprotezione civile (Roma);- il Centro sperimentale dellANAS di Cesano (Roma).Il Ministro per i lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore dei lavoripubblici, può autorizzare con proprio decreto altri laboratori ad effettuareprove sui materiali da costruzione, ai sensi della presente legge.Lattività dei laboratori, ai fini della presente legge, è servizio di pubblicautilità.
  • 18. IL LABORATORIO DI PROVA D.P.R. n° 380 del 6 giugno 2001Testo unico delle disposizioni legislative eregolamentari in materia ediliziaArt. 59 (L) - Laboratori (Legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 20) – 1. Agli effetti del presente testo unico sono considerati laboratori ufficiali:.a) i laboratori degli istituti universitari dei politecnici e delle facoltà di ingegneria e delle facoltà o istitutiuniversitari di architettura;b) il laboratorio di scienza delle costruzioni del centro studi ed esperienze dei servizi antincendi e diprotezione civile (Roma);b-bis) il laboratorio dell’Istituto sperimentale di rete ferroviaria italiana spa (1);b-ter) il Centro sperimentale dellEnte nazionale per le strade (ANAS) di Cesano (Roma), autorizzandolo stesso ad effettuare prove di crash test per le barriere metalliche (1).2. Il Ministro per le infrastrutture e i trasporti, sentito il Consiglio superiore dei lavoripubblici, può autorizzare con proprio decreto, ai sensi del presente capo, altri laboratori adeffettuare prove su materiali da costruzione, comprese quelle geotecniche su terreni e rocce.3. Lattività dei laboratori, ai fini del presente capo, è servizio di pubblica utilità.
  • 19. IL LABORATORIO DI PROVA Circolare 8 settembre 2010 n. 7617/STC Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratoriper l’esecuzione di prove sui materiali da costruzione dicui all’art. 59 del D.P.R. n. 380/2001Oltrealle prove obbligatorie dei settori A e B, il laboratorio potrà chiederel’autorizzazione a svolgere e certificare altre specifiche prove, riconducibili aprescrizioni contenute nelle vigenti norme tecniche; le prove facoltative possonoriguardare i seguenti materiali:• Elementi di collegamento in acciaio (chiodi, bulloni, viti e dadi).•Aggregati.•Materiali compositi fibro - rinforzati e loro componenti.Un laboratorio di prove su materiali da costruzione può inoltre chiedere autorizzazionead eseguire prove in esterno ovvero:Prove di carico su piastra.Prove di carico su pali.I materiali da sottoporre a prove di laboratorio devono essere messi a disposizione dalrichiedente.Il laboratorio potrà anche effettuare, su richiesta del Committente e/o Direttore deiLavori, il campionamento in cantiere ovvero in sito.
  • 20. IL LABORATORIO DI PROVACircolare 8 settembre 2010 n. 7618/STCCriteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per l’esecuzione e certificazione di prove su terre e rocce di cui all’art. 59 del D.P.R. 380/2001Vengono definiti due settori di prova e certificazione:SETTORE ASETTORE BTerreRocceVengono indicate come prove facoltative su terre le prove meccaniche di tipo dinamico.Nell’ambito del settore B, il laboratorio deve essere in grado di eseguire tutte le provepreviste per la caratterizzazione meccanica, fisica e chimica degli aggregati.E’ possibile richiedere autorizzazione per le seguenti prove esterne: densità in sito,carico su piastra, carico su pali.Oltrealle prove obbligatorie dei settori A e B, il laboratorio potrà chiederel’autorizzazione a svolgere e certificare altre specifiche prove, riconducibili aprescrizioni contenute nelle vigenti norme tecniche;.
  • 21. IL LABORATORIO DI PROVACircolare 8 settembre 2010 n. 7619/STC Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori perl’esecuzione e certificazione di indagini geognostiche, prelievo di campioni e prove in situ di cui all’art. 59 del D.P.R. n. 380/2001Il Laboratorio deve essere in grado di eseguire, elaborare e certificare le seguentiattività e prove obbligatorie:PERFORAZIONIPROVE DI PERMEABILITA’ PROVE IN FORO Di SONDAGGIOA carotaggiocontinuoo Pompaggio con foro centrale e piezometri S.P.T.distruzione di nucleo fino ad .Vane test.almeno 50 m, per ogni tipo di In foro nei terreni (prova Lefranc). Installazione di colonnemateriale In foro nelle rocce (prova Lugeon).piezometriche e inclinometricheOltre alle prove obbligatorie sopra elencate, il laboratorio potrà chiedere l’autorizzazione asvolgere e certificare altre specifiche prove, riconducibili a prescrizioni contenute nelle vigentinorme tecniche;Si riportano a titolo esemplificativo alcune delle possibili prove “facoltative”:•Prove penetrometriche dinamiche e statiche; Prove di carico su piastra con diverse metodologie.•Indice C.B.R. in sito. Prove pressiometriche. Sondaggi a mare. Perforazioni inclinate – orizzontaliper esecuzione di opere in galleria. Controlli e monitoraggio in continuo.
  • 22. IL LABORATORIO DI PROVA Qualità dei locali Efficienza delle attrezzature Tarature periodicheREQUISITI Personale qualificatoConcessione/accreditamento Indipendenza AffidabilitàGARANZIECompetenzaRiproducibilita’ e ripetibilità dei risultati
  • 23. PROVE DI COLLAUDOCATANIA, 18 FEBBRAIO 2011 dott. ing. Vincenzo VENTURI
  • 24. PROVE DI COLLAUDO A CARICODISTRIBUITOComparatore C5 carico P5 scarico P5 06000 12000 18000 2400030000 360000,000,200,40 0,47Spostamenti (mm)0,600,801,001,201,401,60 1,701,80carico (kg)
  • 25. PROVE DI COLLAUDO A CARICODISTRIBUITODEFINIZIONE DEL CARICO DI COLLAUDO•Le condizioni logistiche richiedono spesso di caricare una porzione ridotta(striscia generalmente in direzione parallela alla direzione di orditura ) del solaioda collaudare.•Occorre definire il carico equivalente di collaudo tale da indurre in puntispecifici una sollecitazione pari a quella massima di progetto.p coll k q acc q perm non ancora in opera•K = coefficiente moltiplicativo che tiene conto dell’effetto di ripartizionetrasversale dei carichi.
  • 26. PROVE DI COLLAUDO A CARICODISTRIBUITO METODO SPERIMENTALE PER IL CALCOLO DEL K•Si eseguono le letture in 5 punti ad interasse costante i, disposti a partire dal centrodella striscia di carico larga b, lungo la linea mediana ortogonale del solaio.•Si sommano le aree dei rettangoli di compenso di larghezza pari ad i: A (f 0 f1f2f3f4 ) i•La larghezza del solaio con rigidezza trasversale infinita caratterizzato da unabbassamento costante f0 è pari a: A f0f1 f2f3 f4 ) iB f0f0
  • 27. PROVE DI COLLAUDO A CARICODISTRIBUITO METODO SPERIMENTALE PER IL CALCOLO DEL K•B è la porzione di geometria del solaio, dei vincoli durante la prova;=ilf3; f2 = f41. simmetria della solaio effettivamente reagente e del carico f1 coefficiente k,che amplifica il carico teorico per ottenere il carico di collaudo è dato dal rapporto2. Interasse unitarioi=1mB/b:B f f 0 2f 1 f 1 f 2 f 2 f 30f4 ik kbf 0 bf 0 b•Il carico totale, funzione della luce del solaio L e della larghezza della striscia b sarà: [f 02 (f 1 f 2 )]Q L b p collL b k q Lq f0
  • 28. PROVE DI COLLAUDO SU SOLAIO A CARICHI CONCENTRATI
  • 29. PROVE DI COLLAUDO A CARICOCONCENTRATO DETERMINAZIONE DELLA FORZA EQUIVALENTE •Feq è la forza applicata nella mezzeria di un solaio di luce L, trasversalmente alle nervature, tale da indurre lo stesso momento massimo indotto dal carico uniformemente distribuito q.K1 = coefficiente amplificativo per effetto della ripartizione trasversaledei carichi.F eq k 1 k 2 q LK2 = coefficiente di equivalenza tra i momenti flettenti generati inmezzeria dal carico concentrato e dal carico distribuito, funzione delgrado di vincolo.1. TRAVE APPOGGIATA - INCASTRATA MEZZERIA2. INCASTRATA – APPOGGIATA: 1 a)2 MEZZERIA 1pLIL CARICO CHE EGUAGLIA IL MOMENTO AIpL FL F 8 2 pL2 4 FL 42 pLF VINCOLI DETERMINA IN MEZZERIA UN 48 32 3MOMENTO BEN MAGGIORE DI QUELLO DIPROGETTOb) VINCOLI 442pLpL2FL F 48 323
  • 30. PROVE DI COLLAUDO A CARICO CONCENTRATODETERMINAZIONE DELLA FORZA EQUIVALENTE•La determinazione sperimentale della linea elastica consiste nella misura degliabbassamenti lungo l’asse longitudinale in mezzeria, ad L/4 ed agli appoggi.•Si determina il calcolo del rapporto tra fL/4 e fL/2, depurato dei cedimenti vincolari.•Tale rapporto è tabellato, sulla base del tipo di vincolo, e correlatosperimentalmente al coefficiente k2.Condizione Momenti di fL/4estremità di vincolo fL/242Incastro p L 0.5003232Incastro-semincastro p L 0.6073222Semincastrop L 0.6503212 Appoggio-semincastrop L 0.67332 Appoggio0 0.6875
  • 31. PROVE DI COLLAUDO A CARICOCONCENTRATO SCUOLA: SOLAIO DI CALPESTIO – PIANO PRIMO •Luce solaio L: 7,20 m. •qe = 350 kg/m2. •N° cicli carico / scarico: 2. •N° comparatori: 5.Per il predimensionamento del carico di prova si può ipotizzare il vincolo di incastroed un solaio con una certa rigidezza trasversale, la forza concentrata equivalenterisulta: k 1 3.0Feq k 1 k 2 q e L 2494 .8 kgk 2 0.33
  • 32. PROVE DI COLLAUDO A CARICO CONCENTRATO SCUOLA: SOLAIO DI CALPESTIO – PIANO PRIMO1. CICLO PRELIMINARE DI CARICO – SCARICO PER LA DETERMINAZIONE SPERIMENTALE DELLA FORZA CONCENTRATA EQUIVALENTE.F i bf1 [mm] f2 [mm] f3 [mm] f4f5 [kg] [mm][mm] [mm][mm] 500100010000.020.030.03 0.020.00•DETERMINAZIONE DEL COEFFICIENTE DI COMPARTECIPAZIONE TRASVERSALE k1 A i f32 f1f21000 0.03 2 0.03 0.02 130 mm 2 A 130B 4333B4333 mmk1 4.333 f30.03 b 1000
  • 33. PROVE DI COLLAUDO A CARICOCONCENTRATOSCUOLA: SOLAIO DI CALPESTIO – PIANO PRIMO1. CICLO PRELIMINARE DI CARICO – SCARICO PER DETERMINAZIONE SPERIMENTALE DELLA FORZA CONCENTRATA EQUIVALENTE. F i b f1 [mm] f2 [mm] f3 [mm] f4 f5[kg] [mm][mm][mm] [mm]50010001000 0.020.030.03 0.02 0.00•DETERMINAZIONE DEL COEFFICIENTE k2 FUNZIONE DELLE CONDIZIONI DI VINCOLOfL/4 f L0 f4f5 0.02 0.00 0.666fL/2 f L0 f3f5 0.03 0.00 k2 0.440
  • 34. PROVE DI COLLAUDO A CARICOCONCENTRATOEvoluzione con il carico del grado di vincolo da appoggio ad incastro SCUOLA: SOLAIO DI CALPESTIO – PIANO PRIMOCALCOLO DEL CARICO MASSIMO DI rilevatiSpostamenti COLLAUDO: t t F Comparatore 3[mm] K1fL/4/fL/2K2 Feq [ore.min][ore.min] [kg]Feqk1 k 2 Q e L4.333f 0.44 f 350 7.20 f f 4804 kg f5000 kg 1 2 carico (kg) 3 4513.00 00 0,000,00 0,000,00 0,000 1.000 2.000 3.0004.0005.000 6.000 7.000 8.00013.30 0.30 1.000 0,020,05 0,060,04 0,00 3,333 0,6670,4673922,814.100,00 1.10 1.500 0,030,07 0,090,06 0,00 3,222 0,6670,4673792,0spostamenti (mm)14.25 1.25 2.000 0,040,09 0,130,08 0,00 3,000 0,6150,3952986,2 0,0514.40 1.40 2.500 0,060,13 0,180,10 0,00 3,111 0,5560,3682885,114.500,10 1.50 3.000 0,080,16 0,230,13 0,00 3,087 0,5650,3732901,614.55 1.55 3.000 0,080,17 0,240,13 0,01 3,083 0,5220,3462688,415.000,15 2.00 3.000 0,080,17 0,240,13 0,01 3,083 0,5220,3462688,415.000,20 2.00 1.500 0,050,10 0,130,08 0,0015.05 2.05 1.500 0,050,10 0,130,08 0,0015.050,25 2.05 0 0,020,03 0,020,02 0,0015.10 2.10 0 0,010,02 0,020,02 0,00 0,3015.15 2.15 1.500 0,030,08 0,110,06 0,00 3,0000,545 0,3612729,215.250,35 2.25 3.000 0,070,16 0,230,12 0,00 3,0000,522 0,3462615,815.30 2.30 3.500 0,080,19 0,270,14 0,00 3,0000,519 0,3452606,7 0,4015.35 2.35 4.000 0,100,23 0,330,17 0,00 3,0000,515 0,3422585,515.500,45 2.50 4.500 0,140,29 0,410,22 0,01 3,0980,525 0,3492721,116.00 3.00 5.000 0,160,32 0,440,24 0,02 3,1820,524 0,3482790,316.10 0,50 3.10 5.000 0,160,33 0,450,24 0,02 3,1780,512 0,3412726,716.20 3.20 5.000 0,160,33 0,460,24 0,02 3,1300,500 0,3332626,916.30 I° ciclo (F=3000 kg) 0,163.30 5.000 II° ciclo0,46 0,33( F=5000 kg)0,24 0,02 3,1300,500 0,3332626,916.50 3.50 3.000 0,140,29 0,380,20 0,0316.50 3.50 1.500 0,080,18 0,250,12 0,0116.55 3.55 0 0,030,07 0,090,04 0,0017.00 4.00 0 0,010,04 0,060,02 0,00
  • 35. PROVE DI COLLAUDO A CARICO CONCENTRATODUE CARICHI APPLICATI AD 1/3 DELLA LUCE•Dall’ uguaglianza dei momenti ai vincoli ed in mezzeria, si ricavano le forzeconcentrate equivalenti Feq. 3 Feqk 1 qL 8
  • 36. PROVA DI CARICO SU TRAVECON MARTINETTI OLEODINAMICI
  • 37. PROVA DI CARICO SU TRAVECON CARICHI SOSPESI
  • 38. PROV E DI COLLAUDO STATICHE SU IMPALCATI STRADALI• I ponti stradali o ferroviari non possono essere messi in esercizio, primadell’esecuzione del collaudo statico di cui all’art. 7 della L1086/71.• E’ necessario verificare che le deformazioni sotto i carichi di prova,abbassamenti, rotazioni ecc. siano compatibili con quelle previste da progettoe che le deformazioni residue dopo il primo ciclo non superino il 15% diquelle massime misurate, ovvero si esauriscano nei successivi cicli di carico.• Per ponti a campata multipla, il numero delle prove deve essere almeno pariad 1/5 del numero complessivo di campate, arrotondato all’unità superiore.
  • 39. PROV E DI COLLAUDO STATICHE SU IMPALCATI STRADALI
  • 40. PROV E DI COLLAUDO DINAMICHE SU IMPALCATI STRADALI• Per opere di una certa rilevanza, le prove statiche devono essere integrate daprove dinamiche che devono consentire di verificare che il periododeterminato sperimentalmente sia compatibile con il periodo fondamentaleprevisto in progetto.
  • 41. PROV E DI COLLAUDO SU PALIPROVE DI CARICO•La modalità e la durata delle prove dipendono dalle caratteristiche meccaniche dei terreni.•Gli strumenti impiegati per le prove devono essere tarati e controllati.•La misura degli spostamenti alla testa del palo deve essere riferita a punti fissi non influenzati dalle operazioni di prova.•Il sistema di vincolo deve essere opportunamente dimensionato in modo da contrastare adeguatamente il carico di collaudo.PROVE DI VERIFICA IN CORSO D’OPERA La verifica della corretta esecuzione e del comportamento dei pali sotto le azioni di progetto avvienePROVE DI PROGETTO SU PALI PILOTA un carico di collaudo pari a 1,5 volte l’azione di progetto utilizzata per le attraverso prove statiche spinte ad verifiche SLE. I pali pilota sono identici per geometria e tecnologia esecutiva a quelli da realizzare. Seesegue una sola prova percarico statica ubicata nella zona dove sono più sfavorevoli le condizioni del Si il palo è strumentato di il rilievo separato delle curve di mobilitazione delle resistenze lungo la superficie ed alla base il massimo carico assiale può essere ridotto ad 1,2 volte il carico d’esercizio. terreno.La prova viene eseguita fino a raggiungere valori di carico assiale che determinano la rottura del complesso palo – terreno o provocano cedimenti significati alla testa del palo. Il carico di prova è almeno pari a 2,5 volte l’azione di progetto utilizzata per le verifiche SLE.Si assume come resistenza palo – terreno il carico corrispondente al cedimento pari a: n pali Numero prove•10% D (pali piccolo e medio diametro < 80 cm).•5% D (pali di 1 <=20 grande diametro).Per pali di grande diametro si può ammettere unadi prove può essere ridotto palo pilota non superiore al 50%Il numero riduzione del diametro del se vengono eseguite prove 21÷50 a quello reale.rispetto2dinamiche da tarare con quelle statiche di progetto, integrate da controlliLe prove di progetto possono essere eseguite insu almeno il 50% ad alta deformazione, purché siano 51÷100 3 eseguiti campo dinamico dei paliadeguatamente interpretate per essere comparabili con quelle statiche. 101÷2004 201÷500 5 > 500 5+n/500
  • 42. PROV E DI COLLAUDO SU PALI STRUTTURA DI CONTRASTO: ZAVORRA
  • 43. PROV E DI COLLAUDO SU PALISTRUTTURA DI CONTRASTO: TRAVE IN ACCIAIO ANCORATA APALI D’ANCORAGGIO Trave in acciaioFerri piegati del palo da testare per il rilievo Ferri long. dei pali,degli spostamenti sotto carico ancorati alla travePiastre di distribuzione dei carichiMartinetto
  • 44. PROV E DI COLLAUDO SU PALISTRUTTURA DI CONTRASTO: PLINTO DI FONDAZIONEZavorraPlinto in c.a. Ferri piegati del palo da testare per il rilievo degli spostamenti sotto carico Piastre di distribuzione dei carichi Martinetto
  • 45. PROV E DI COLLAUDO SU PALI 1° ciclo 2° ciclo800700 0,00600 Carico - [t]500 0,50400 0,91300 1,00200Spostamenti [mm]1,49 1,36 1,50 10000 200 400600800100012001400 1600 2,00 Tempo [minuti] 2,50 3,001° ciclo2° ciclo 3,01 3,50 3,50 300400500 100200600 700 8000 3,00 Carico [t]2,50Spostamenti - [mm] 2,001° CICLO2° CICLO 1,50 1,00 0,50 0,000 200 400 600 800 1000 1200 14001600Tempo [minuti] E’ discrezione del progettista adottare il criterio interpretativo per desumere il carico limite Qlim dai dati sperimentali. In fase di collaudo, l’ammissibilità delle prove deriva dal confronto tra gli abbassamenti misurati e quelli previsti sulla base del modello di calcolo adottato.
  • 46. VERIFICA D’INTEGRITA’ DEIvelocità Andamento dellePALI allinterno del Palo n° 103 PROVA CROSS – HOLE (ASTM D6760) 00 1000 2000 3000 4000 5000•Il metodo si basa sulla misura dei tempi di propagazione di impulsi ultrasonori generati da una sonda emittente e captati da una 100sonda ricevente, poste ad una distanza nota all’interno di tubi di ispezione.200•Difetti e disomogeneità all’interno del calcestruzzo provocano un abbattimento della velocità di propagazione e del rapporto tra 300l’intensità del segnale emesso e quella del segnale ricevuto.400• Le velocità delle onde di pressione (P) e di taglio (S) sono funzione delle caratteristiche del materiale. 500 600 700E 1E vp vs 800 11 290021 1000 1100 1200 1300 Profondità [cm] 1400 1500 1600 1700 1800 1900 2000 2100 2200 2300 2400 2500 2600 2700 2800 2900 3000 Velocità [m/s]
  • 47. VERIFICA D’INTEGRITA’ DEI PALIPROVA CROSS – HOLE (ASTM D6760)
  • 48. VERIFICA D’INTEGRITA’ DEI PALIMETODO IT TESTER (ASTM D5882)•La prova ecometrica si basa sull’analisi della propagazione di un’onda elastica, generata da un impatto meccanico sulla testa delpalo e la registrazione dell’onda riflessa tramite un sensore (geofono).•L’intercettazione di una discontinuità lungo il fusto dell’onda incidente ne provoca la riflessione.•Fissata la velocità di propagazione dell’onda C, dal tempo di andata e ritorno dell’onda t si può risalire alla lunghezza del palo.L = (C x t)/2•Il picco di riflessione concorde a quello della battuta evidenzia una diminuzione di impedenza riconducibile ad una interruzionedel palo o ad una strizione del fusto.•Se il picco di riflessione ha segno discorde a quello dell’onda incidente, il conseguente aumento di impedenza può inveceassociarsi ad una locale sbulbatura del fusto.• Fenomeni di riflessione possono manifestarsi anche a seguito di variazioni stratigrafiche del terreno.
  • 49. PROVE DINAMICHE SU PALI PROVE DI AMMETTENZA MECCANICA•Il palo viene idealizzato come un solido omogeneo in un mezzo alla Winkler, che si comporta come un oscillatore elementare, PROVA 7sollecitato da una forzante sinusoidale applicata alla testa. 1,8E-05•L’interazione palo – terreno viene rappresentata attraverso uno smorzamento C(z) ed una rigidezza K(z) distribuiti lungo la1,6E-05superficie laterale; alla base si può avere un vincolo di incastro (ancoraggio in roccia) oppure il palo può risultare libero (inpresenza di terreni sciolti). 1,4E-051,2E-05 A [m/NS]1,0E-058,0E-066,0E-064,0E-062,0E-060,0E+000 5001000 f [HZ]15002000 25006,0E-06 370 Hzu 0, t5,0E-06115 HztA m ax A [m/NS]4,0E-06F03,0E-062,0E-06•L’analisi nel dominio delle frequenze dei profili di ammettenza consente di ricavare informazioni riguardo la profondità del palo, epresenza di difetti lungo il fusto, dovuta ad esempio a variazioni di sezione o di modulo elastico.1,0E-06•Alla profondità del difetto l’energia incidente viene in parte trasmessa ed in parte riflessa, generando un’onda che si sovrapponea quella propria riflessa alla base del palo. 0,0E+00300 400 500 600f [HZ] 700 8009001000
  • 50. PROV E DI COLLAUDO SU PALIDETERMINAZIONE DELLA PORTATA STATICA CON METODO “CASE”1. DETERMINAZIONE DELLA FORZA APPLICATA E DELLA VELOCITA’ DIRISPOSTA MISURATA ALLA TESTA DI UN PALO, CONSEGUENTE AD UNIMPATTO DINAMICO INDOTTO DA UN MAGLIO.2. RILIEVO DELLO STATO DI SOLLECITAZIONE TRAMITE ESTENSIMETRI.3. MISURA DELLA RISPOSTA TRAMITE TRASDUTTORE ACCELEROMETRICO.4. DETERMINAZIONE DELLA PORTATA STATICA Q NELLE FASI DI ESERCIZIO:Al generico istante t:Q(t) = R[V(t), F(t)] – D[F(t), V(t)]dove•R = forza di reazione del sistema palo – terreno•D = forza d’urto in fase di smorzamento
  • 51. COLLAUDO SU TIRANTI DI ANCORAGGIO (D.M. 14.01.08 – AICAP 1993 - UNI EN 1537) Tempo di sosta CarichiPressione CaricoAllungamento teoricoLetture [mm] Allungam. effettivoPROVE DI CARICO DI PROGETTO Fasimanometro Trefolo Carico Tirante 12 media [mm]•Sono eseguite su ancoraggi preliminari, realizzati con lo =N 32,23 0,1 N stesso sistema costruttivo dei definitivi nello 92,50 stesso sito[min.][%]bar [kN][kN] [mm]014,7129,42 0,00 89 Q 96O 0,00e nelle stesse condizioni ambientali, ma sottoposti a sollecitazioni più severe di quelle di verifica e non sono 14,00110,2 N0,3 N64,4696,6929,4244,13 58,84 88,262,9375,8738375 90 82 Q86,5078,50 6,00utilizzabili per il successivo impiego. Q10,4 N128,92 58,84 117,688,810 68 75Q71,50 21,00•La durata delle prove dipende dalla natura del terreno0,6 N(roccioso o coesivo).10,5 N161,15 73,55 147,10 11,747 61 67Q64,00 28,501 193,38 88,26 176,52 14,684 55 61Q58,00 34,50 Carico 1 0,7 NQ 225,61102,97205,9417,620 485350,50 42,00 1 0,8 NQ 257,84117,68235,3620,557 404442,00 50,50 1 0,9 NQ 290,07132,39264,7823,494 323634,00 58,50 1NQ322,30147,10294,2026,431 252726,00 66,50 ancoraggi 1Prove di progetto1,1 NQ 354,54161,81323,6229,367 202120,50 72,00 0 1,2 NQ =NC 386,77176,52353,0432,304118 9,50 83,00 <=301 1 1,2 NQ =NC 386,77176,52353,0432,30411910,00 82,50 5 1,2 NQ =NC 386,77176,52353,0432,304117 9,00 83,50 31÷50 1 2 0,8 NQ 257,84117,68235,3620,557 162721,50 71,00 Scarico 1 0,4 NQ 128,92 58,84117,68 8,810 455449,50 43,00 1 0,1 NQ32,23 14,71 29,42 0,000 657067,50 25,00 51÷100 3 101÷2007 PROVA DI COLLAUDO T1 Allungamenti teorici 201÷5008 Allungamenti Reali 400.00 > 5001083.50 Carico di Tesatura [kN] 300.00 PROVE DI VERIFICA 200.00 •Vanno eseguite su tutti gli ancoraggi e consistono in un ciclo di carico e scarico fino ad un carico di collaudo 100.00 pari a 1,2 volte il carico di esercizio. 0.000.00 10.0020.00 30.00 40.0050.00 60.0070.0080.00 90.00l [mm]
  • 52. COLLAUDO SU TIRANTI DI ANCORAGGIO(D.M. 14.01.08 – AICAP 1993 – UNI EN 1537)
  • 53. METODI NON CONVENZIONALI CARATTERIZZAZIONEDELLE STRUTTURE IN ACCIAIO VERIFICA DELLA COPPIA DI SERRAGGIO
  • 54. METODI NON CONVENZIONALI CARATTERIZZAZIONEDELLE STRUTTURE IN ACCIAIO VERIFICA DELLA RESISTENZA ATRAZIONEMEDIANTE PROVA DI DUREZZA
  • 55. METODI NON CONVENZIONALI CARATTERIZZAZIONEDELLE STRUTTURE IN ACCIAIO VERIFICA DELLA COMPOSIZIONE CHIMICA
  • 56. METODI NON CONVENZIONALICARATTERIZZAZIONE DELLE STRUTTURE IN ACCIAIOVERIFICA DINAMICA DELLO STATO TENSIONALEDELLE CATENE
  • 57. COLLAUDO SU MONTANTI DI BARRIERE(D.M. 14.01.08)WBS: BA06E - MONTANTE:16 2000 1800carico applicato [daN] 1600 140031,96 1200 100016,96 I CICLO800600 II CICLO40020000,00 5,00 10,00 15,00 20,0025,0030,0035,00 40,00 45,00 50,00spostamenti [mm]
  • 58. DIAGNOSI DEL DEGRADOCATANIA, 18 FEBBRAIO 2011 dott. ing. Vincenzo VENTURI
  • 59. IL CONTROLLO IN OPERA DELLE STRUTTURE L’esigenza di conoscere le proprietà meccaniche del calcestruzzo in un determinato momento della stagionatura del calcestruzzo o della vita dell’opera nasce quando:· sorgono dubbi sulla conformità della resistenza a compressione valutata su cubi, o su cilindri, convenzionali o sulla reale resistenza del conglomerato aseguito delle modalità di posa in opera;· si rende necessario stimare la resistenza reale di un calcestruzzo in condizioni diverse da quelle convenzionali (28 gg) o di progetto; · si è in presenza di un cambio di destinazione di uso di una struttura esistente;· a seguito di particolari eventi (incendio, sisma, urti, esplosioni, etc.), la struttura ha subito un danneggiamento;
  • 60. IL CONTROLLO IN OPERA DELLE STRUTTURE ESAMI PRELIMINARIRICOGNIZIONE SUI LUOGHIANALISI DOCUMENTALEED ESAME VISIVO(RICERCA STORICA)OBIETTIVI DELL’INDAGINE QUALIFICA DEI MATERIALI VERIFICA STRUTTURALERISANAMENTO CONSOLIDAMENTO MIGLIORAMENTOaccettazione contenzioso collaudo(dannegg. lieve)(dissesto-degrado)(aumento capacità portante; ed.civ. ed. pub.) PROGETTO DELL’INDAGINE
  • 61. CRONOPROGRAMMADI UN INTERVENTO CONOSCENZA-Geometria-Caratteristiche dei materiali-Condizioni di conservazione DEFINIZIONE DELLE PRESTAZIONI RICHIESTE-Sismicità dell’area-Destinazione d’uso-Livello di protezione richiesto/accettato VALUTAZIONE DELLA STRUTTURA ESISTENTE-Definizione del modello-Analisi sismica-Verifica di sicurezza PROGETTO DI ADEGUAMENTO-Scelta in relazione a vincoli e prestazioni richieste-Dimensionamento dell’interventoVALUTAZIONE DELLA STRUTTURA ADEGUATA
  • 62. DATI NECESSARI PER LA VALUTAZIONEDEL DEGRADOLe fonti da considerare per la acquisizione dei dati necessari sono:Documenti di progettoRilievo strutturale Prove in situ e in laboratorioL’O.P.C.M. 3274 ed il D.M. 14/01/08 distinguono tre livelli di conoscenza : LC1: ConoscenzaLC2: ConoscenzaLC3: Conoscenza LimitataAdeguata Accurata
  • 63. LIVELLI DI CONOSCENZALA GEOMETRIALC1: è nota o in base a un rilievo o dai disegni originali. In quest’ultimo caso un rilievovisivo a campione dovrà essere effettuato per verificare l’effettiva corrispondenza delcostruito ai disegni. I dati raccolti sulle dimensioni degli elementi strutturali saranno talida consentire la messa a punto di un modello strutturale idoneo ad un’analisi lineare.LC2: è nota o in base a un rilievo o dai disegni originali. In quest’ultimo caso un rilievovisivo a campione dovrà essere effettuato per verificare l’effettiva corrispondenza delcostruito ai disegni. I dati raccolti sulle dimensioni degli elementi strutturali, insieme aquelli riguardanti i dettagli strutturali, saranno tali da consentire la messa a punto di unmodello strutturale idoneo ad un’analisi lineare o non lineare.LC3: è nota o in base a un rilievo o dai disegni originali. In quest’ultimo caso un rilievovisivo a campione dovrà essere effettuato per verificare l’effettiva corrispondenza delcostruito ai disegni. I dati raccolti sulle dimensioni degli elementi strutturali, insieme aquelli riguardanti i dettagli strutturali, saranno tali da consentire la messa a punto di unmodello strutturale idoneo ad un’analisi lineare o non lineare.
  • 64. LIVELLI DI CONOSCENZA I DETTAGLI COSTRUTTIVILC1: non sono disponibili da disegni costruttivi e devono venire ricavati sulla base di unprogetto simulato eseguito secondo la pratica dell’epoca della costruzione. E’richiesta una limitata verifica in-situ delle armature e dei collegamenti presenti neglielementi più importanti. I dati raccolti saranno tali da consentire verifiche locali diresistenza.LC2 : sono noti da un’estesa verifica in-situ oppure parzialmente noti dai disegnicostruttivi originali incompleti. In quest’ultimo caso è richiesta una limitata verificain-situ delle armature e dei collegamenti presenti negli elementi più importanti.LC3: sono noti o da un’esaustiva verifica in-situ oppure dai disegni costruttivioriginali. In quest’ultimo caso è comunque richiesta una limitata verifica in-situ dellearmature e dei collegamenti presenti negli elementi più importanti.
  • 65. LIVELLI DI CONOSCENZA LE PROPRIETA’ DEI MATERIALILC1: non sono disponibili informazioni sulle caratteristiche meccaniche deimateriali, né da disegni costruttivi né da certificati di prova. Si adotteranno valori usualidella pratica costruttiva dell’epoca convalidati da limitate prove in-situ sugli elementipiù importanti.LC2 : informazioni sulle caratteristiche meccaniche dei materiali sono disponibili inbase ai disegni costruttivi o ai certificati originali di prova, o da estese verifiche in-situ. Nel primo caso dovranno anche essere eseguite limitate prove in-situ; se ivalori ottenuti dalle prove in-situ sono minori di quelli disponibili dai disegni o daicertificati originali, dovranno essere eseguite estese prove in-situ.LC3 : informazioni sulle caratteristiche meccaniche dei materiali sono disponibili inbase ai disegni costruttivi o ai certificati originali, o da esaustive verifiche in situ. Nelprimo caso dovranno anche essere eseguite estese prove in situ; se i valori ottenutidalle prove in situ sono minori di quelli disponibili dai disegni o dai certificatioriginali, dovranno essere eseguite esaustive prove in situ.
  • 66. STRUTTURE IN C.A. Rilievo (dei dettagli costruttivi)Prove (sui materiali) Per ogni tipo di elemento “primario” (trave, pilastro…)VerificheLa quantità e disposizione1 provino di cls per pianolimitate dell’armatura è verificata perdell’edificio, almeno il 15% dei collegamenti1 campione di armatura per piano dell’edificioVerificheLa quantità e disposizione2 provini di cls per pianoEstese dell’armatura è verificata perdell’edificio, almeno il 35% dei collegamenti2 campioni di armatura per piano dell’edificioVerificheLa quantità e disposizione3 provini di cls per pianoEsaustivedell’armatura è verificata perdell’edificio, almeno il 50% dei collegamenti3 campioni di armatura per piano dell’edificio•Le prove sugli acciai sono finalizzate all’identificazione della classe dell’acciaio con riferimento alla normativavigente all’epoca della costruzione.•Ai fini delle prove sui materiali è consentito sostituire alcune prove distruttive (non più del 50%) con un piùampio numero, almeno il triplo, di prove non distruttive, singole o combinate, tarate su quelle distruttive.•La Circolare n° 617 del 2 febbraio 2009 chiarisce che, per una stima attendibile della resistenza di un’area diprova, devono essere prelevate e provate almeno 3 carote di calcestruzzo.
  • 67. ESAME VISIVOScheda ACOMMITTENTE:LOCALITA’:TIPOLOGIA MANUFATTO:UBICAZIONE: CLIMA:NOTE:AMBIENTE CITTADINOINDUSTRIALEAGRICOLOCLIMAMARINO COLLINAREMONTANOELEMENTI STRUTTURALI: CLS ARMATOARCO:MURATURAACCIAIOMISTA C.A.P. CLS ARMATOTRAVI(impalcato) ACCIAIOMISTAGEOMETRIAC.A.P. DATICLS ARMATOPULVINO(impalcato) TECNICI MURATURAACCIAIOMISTA C.A.P. CLS ARMATOPILE/PILONI: MURATURAACCIAIOMISTA C.A.P. CLS ARMATOSPALLE MURATURAACCIAIOMISTA C.A.P. ASSENTITIPOLOGIAACCIAIOMISTABARRIERE NEW JERSEY
  • 68. ESAME VISIVOScheda B - DIFETTOSITA’ B1 - FessurazioniUbicazione:Geometria e frequenza fessura Spessore ______(mm)-Lunghezza ______(mm)- Frequenza______ (mm)Regolarità/Irregolarità Fessure RegolariFessure IrregolariAmbiente Esposizione Strutturale EstensionePosizione ed estensione INTERNO EST OVESTINTRADOSSO _______ [m2]ESTERNO NORDSUDESTRADOSSOB2 – Delaminazioni Ubicazione: Aspetto e frequenza delaminato Duro - Incoerente Frequenza______ Presenza diEfflorescenze CrazingScaling Spalling AmbienteEsposizioneStrutturaleEstensione Posizione ed estensione INTERNOEST OVESTINTRADOSSO _______ [m2] ESTERNONORDSUDESTRADOSSO Note: (riportare i punti di riferimento)
  • 69. ESAME VISIVOScheda B - DIFETTOSITA’ B3 – Ferri d’armatura scopertiUbicazione:Aspetto e frequenza corrosioneGeneralizzataLocalizzataFrequenza ______Riduzioneferri e spessore SINOSpessore ______(mm)copriferroTipo di ruggine Compatta Porosa Ambiente EsposizioneStrutturaleEstensionePosizione ed estensioneINTERNOEST OVEST INTRADOSSO _______ [m2] ESTERNONORDSUD ESTRADOSSOB4 – Macchie di ruggine Ubicazione: Forma e frequenza macchiaCircolareOblunga IrregolareFrequenza ______ Ambiente EsposizioneStrutturaleEstensione Posizione ed estensioneINTERNO EST OVEST INTRADOSSO _______ [m2]ESTERNO NORDSUD ESTRADOSSO
  • 70. CATALOGO DEI DIFETTI Il catalogo viene redatto perconsentire una chiara identificazione dei difetti rilevati ed utilizzati nella redazione dello schedario tecnico.Il codice dei difetti indicato in ciascuna scheda si riferisce alla numerazione utilizzata nellacompilazione delle schede difetti degli elementi strutturali. Alla nomenclatura segue una breve descrizione del difetto con leindicazioni delle principali cause chelo possono determinare.
  • 71. SCHEDE DIFETTI
  • 72. SCHEDE DIFETTI
  • 73. SCHEDE DIFETTI
  • 74. PROVE PER STRUTTURE IN C.A. INFORMAZIONE RICHIESTA TIPOLOGIA DI PROVA DISPONIBILEResistenza a compressione delPrelievo campioni di campioni cilindricicalcestruzzo Prove non distruttiveResistenza dell’acciaio per armature Prelievo campioni di armatura con prova di rottura a trazioneIndividuazione delle armature- Saggi diretti - Rilievi pacometriciDegrado acciaio per armature - Prove di propagazione della corrosione nelle barre - Misure di potenziale di corrosione - Misure di resistività del cls - Induzione magneticaDimensioni e profondità fondazioni - Saggi diretti (scavi) - Rilievi Georadar
  • 75. RILIEVO MAGNETOMETRICO DELLE BARRE(B.S. 1881) Principio dell’induzione magneticaV = L· v · IIndividuazione di materialiferromagnetici nel cls o murature Spessore copriferro ediametro delle armature
  • 76. RESISTENZA A COMPRESSIONE DI CAMPIONICILINDRICI PRELEVATI IN OPERA(UNI EN 12504-1; UNI EN 12590-3)Prelievo di campioni cilindrici di clsDeterminazione della resistenza acompressione del cls dell’elementoindagato posto in operaRc,car Rcil RcubRckSPECIFICHE TECNICHE:-prelievo – esame – prova di compressione UNI EN 12504-1-- tolleranze e geometria dei campioni UNI EN 12390-1- elaborazione dei risultati UNI EN 13791 ; T.R. n° 11 , Concrete and Cement society; BS 6089
  • 77. METODO MICROSISMICO (UNI EN 12504-4) Metodo ad ultrasuoni basato Determinazione dellaANALISI DEI DIFETTI sul rilievo di ondevelocità didegli elementi strutturali microsismiche emesse da un trasmissione delletrasmettitore (E) ad altaonde di pressione nelfrequenza (ultrasuoni) eclsricevute da un’apposita sonda.
  • 78. METODO SCLEROMETRICO(UNI EN 12504-4) Massa scagliata da una molla colpisce un pistone a contatto con la superficie.Determinazione dell’indice di rimbalzo. Misura della durezza superficiale e valutazione dell’uniformità di un cls postoin opera.Fornisce una stima della resistenza insitu con opportuna correlazione
  • 79. PULL OUT TEST (UNI EN 12504-3) Estrazione da un elemento di cls un inserto metallico di opportune caratteristiche introdotto nell’elemento stessoDeterminazione della forza diestrazioneIndividuazione della resistenza a compressione delcls in situ, con opportuna curva di taratura R= 0,0427 F + 242,52 R= 0,092 F + 93,1Tasselli pre-inglobati Tasselli post-inseriti
  • 80. PULL OFF (ASTM D 6881)Estrazione/strappo da un elemento di cls di un dischetto metallico diopportune caratteristiche accoppiato all’elemento stessoDeterminazione della resistenza allo strappo
  • 81. ANALISI ENDOSCOPICA Esame visivo in-situ di cavità naturali e/o artificiali in punti inaccessibili. Individuazione della morfologia, tipologia e stato di conservazione superficiale dei materiali, solai, travi e tutte le strutture indagabili attraverso fori di piccolodiametro
  • 82. METODI NON CONVENZIONALI DIVALUTAZIONE DEL DEGRADOMAPPATURA DI POTENZIALE (UNI 10174 – ASTM C876-91)Misura della differenza di potenziale tra una barra d’armatura del manufatto analizzato edun elettrodo di riferimento (Cu/SO4Cu).Individuazione di processi corrosivi all’interno dell’elemento strutturale indagato. RIFERIMENTI ASTM C876-91 LIVELLO DITRASCURABILEBASSO MODERATO MEDIOALTOCORROSIONEP (mV) >0 -100÷ 0 -200 ÷ -100 -300÷-200 < -300
  • 83. METODI NON CONVENZIONALI DI VALUTAZIONE DEL DEGRADOGEORADARStudia l’interazione di onde elettromagnetiche ad alta frequenza con il materiale daindagare (leggi di Maxwell). LesioneL’antenna ha doppia funzione di trasmissione e ricezione del segnale; quando l’ondaintercetta un bersaglio, si genera un ecogramma intercettato dall’antenna in fase diavanzamento (hyperbola).x-N x-1 x0 x1 xNxx-Nx0 xN moto antenna d0 Antennad1 d-1 d-N d0 dN d-N dNoggetto sepolto GenerazioneAcquisizioneiperboleSezione radar
  • 84. METODI NON CONVENZIONALI DIVALUTAZIONE DEL DEGRADOSTIMA DELLA VELOCITA’ DI CORROSIONE E DELLA RESISTIVITA’ (SHRP # 2001 AASHTO TP11-95, 5^/2002)Impalcato 4 Trave 1 Dx (mV CSE) Misura della Resistenza di Polarizzazione, attraverso la tecnica del CONFINAMENTO MODULATO - Livello di trascurabile basso moderato A cm 2 I corr 0.048 altocorrosione “anello di guardia” (Corrosimetro GECOR-6). E154 .1 mV corrIcorr ( A/cm2)< 0,1 Determinazione della corrente di corrosione I0,1 – 0,5e della Resistività 0,5 - 41 K Rdel cls. .64 >1 corr 26 .12 KcmS1 Riduzione della sezione a causa della penetrazione dell’attacco. La perdita di raggio, x, può essere calcolata attraverso l’espressione:S2 -400--300 1x = 0,0115 Icorr t dove t è il tempo in anni.-300--2001- unità di misura LG-ECM-06-200--100 (microprocessore)S3 La resistività è 2 1 inversamente proporzionale alla velocitàA34 5 67 8di 9 10-100-0corrosione: più bassa è la resistività nel calcestruzzo, più rapida èI corr 2.219laAdiffusione di agenti inquinanti A- sensore LG-ECS-06Ainfatti cm 2 0-100 (cloruri) all’interno della matrice cementizia. 273 .1 mV(misura della Icorr) E corr R2.33 KB- sensore LG-ECS-06B(misura della ρ) 18 . 66 K Bcm
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