System is processing data
Please download to view
...

Istruttore fitness per bambini

by nonsolofitness

on

Report

Category:

Services

Download: 0

Comment: 0

898

views

Comments

Description

Download Istruttore fitness per bambini

Transcript

  • 1. NonSoloFitness CORSO ISTRUTTORE FITNESS PER BAMBINI Dott. Davide Serpe
  • 2. ETA’ EVOLUTIVA • Indicativamente, periodo compreso tra la nascita e i 20 anni circa; • Tre fasi principali: 0-6 anni 7-13/14 anni 14-20 anni
  • 3. ETA’ EVOLUTIVA • A conferma di ciò si è passati dal concetto di «psicologia dell’età evolutiva» a quello di «psicologia dello sviluppo» che dedica l’attenzione all’evoluzione della personalità lungo tutto l’arco della vita, dal concepimento fino all’età senile;
  • 4. FASI DI CRESCITA • Nei soggetti in accrescimento si verificano delle fasi di cambiamento delle proporzioni corporee, che producono variazioni periodiche della forma del corpo, definite anche periodi di turgor e proceritas. • TURGOR: aumento ponderale con modificazioni soprattutto a livello muscolare e adiposo;
  • 5. FASI DI CRESCITA • PROCERITAS :aumento della statura a livello scheletrico. Turgorprimus: 2-4 anni Proceritas prima: 5-7 anni Turgorsecundus: 8-11 anni Proceritassecunda: periodo prepuberale Turgortertius: periodo postpuberale
  • 6. MASCHIO/FEMMINA
  • 7. MASCHIO/FEMMINA • Nelle femmine la pubertà inizia a 10-12 anni e nei maschi a circa 12 anni e mezzo; • La crescita della massa corporea nelle femmine è anticipata di circa 2 anni, per questo motivo fra i 13/14 anni sono più pesanti dei maschi; • Nei maschi lo sviluppo della m.c. prosegue fino alla fine dell’adolescenza (18-19 anni), nelle femmine termina a 15/16 anni;
  • 8. MASCHIO/FEMMINA • Fino all’inizio della pubertà m. e f. non presentano differenze essenziali per quanto riguarda la forza muscolare o lo stato ormonale, che è strettamente correlata ad essa. • N.B. il tasso di testosterone è molto basso, per questa ragione un allenamento accentuato della forza prima della pubertà non dà grandi risultati. Poco prima della pubertà, il testosterone, nei maschi, aumenta di circa dieci volte.
  • 9. MASCHIO/FEMMINA
  • 10. MASCHIO/FEMMINA • È noto che il VO2max (sia in valore assoluto che relativo) è praticamente lo stesso fino a circa 12 anni. Dopo la pubertà, VO2max aumenta progressivamente con l’età, con incremento differente in rapporto al sesso, per raggiungere i massimi valori a circa 16 anni nella femmina e 18 nei maschi. • Viste le precedenti note, indicativamente entrambi i sessi possono seguire un iter di allenamento uguale, a mio avviso, fino massimo ai 12 anni.
  • 11. MASCHIO/FEMMINA
  • 12. MASCHIO/FEMMINA
  • 13. FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA
  • 14. FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA • Fattori sociali • Alimentazione • Il carico sportivo  concetto di eterocronismo.  Bambini con ritardi costituzionali dello sviluppo possono raggiungere stature del tutto normali in età adulta, ma con un certo ritardo rispetto alla norma;
  • 15. CAPACITA’ MOTORIE
  • 16. CAPACITA’ MOTORIE • Definizione: le capacità motorie possono essere definite come “disponibilità motorie individuali che abbisognano, per la loro educazione e sviluppo, di una corretta e progressiva metodologia di lavoro”. • Nel periodo della fanciulezza è importante che il lavoro sia mirato all’educazione e allo sviluppo della capacità coordinative e alla mobilità articolare, nonché alla strutturazione delle cap. condizionali, rispettando i diversi ritmi di apprendimento e di carico individuale.
  • 17. CAPACITA’ MOTORIE Periodo d’oro della motricità (8-11 anni): è il momento nel quale il bambino è altamente “recettivo” agli stimoli motori esterni; Sviluppo attraverso il movimento e il gioco degli schemi motori di base (sarebbe opportuno fin dall’infanzia…); Sviluppo capacità coordinative presupposto fondamentale per il miglioramento e lo sviluppo delle capacità condizionali;
  • 18. CAPACITA’ MOTORIE • Classificazione: CAPACITÀ COORDINATIVE CAPACITÀ CONDIZIONALI CAPACITÀ DI MOBILITÀ ARTICOLARE (FLESSIBILITÀ)
  • 19. CAPACITA’ COORDINATIVE • Le cap. coordinative sono determinate dai processi di controllo e di regolazione del movimento e si fondano sull’assunzione e sull’elaborazione delle informazioni e sul controllo dell’esecuzione; • Lo sviluppo delle cap. coord. è condizionato fortemente della maturazione del SNC e relativi effetti;
  • 20. CAPACITA’ COORDINATIVE • Sono allenabilissime nel periodo che va dai 6 ai 12 anni (sviluppo più intenso). La fase migliore per l’apprendimento dei movimenti va dai 10 ai 13 anni per i maschi e dai 10 ai 12 anni per le femmine; • In questo periodo si realizza uno dei punti massimi dell’intero sviluppo motorio e l’apprendimento procederà tanto più velocemente quanto i bambini disporranno di esperienze motorie polivalenti.
  • 21. CAPACITA’ COORDINATIVE • Si suddividono in generali e speciali: • Generali: Capacità di apprendimento motorio; Cap. di adattamento e trasformazione motoria; Cap. di controllo motorio;
  • 22. ANTICIPAZIONE…
  • 23. SOVRAPPESO/OBESITA’ INFANTILE IN ITALIA AUMENTO • Problematiche cardiovascolari; • Difficoltà nel competere con gli altri; • Sfiducia in se stessi; • Valori relativi di forza e VO2 max inferiori di un loro coetaneo normopeso; • L’attività motoria svolta nella scuola dell’obbligo non è assolutamente sufficiente per stimolare le qualità aerobiche…
  • 24. EDUCHIAMO AL MOVIMENTO…
  • 25. ATTENZIONE… • Vi sono due tipi di obesità: iperplastica e ipertrofica Iperplastica = obesità caratterizzata da un numero anormale di cellule adipose; Ipertrofica = aumento di volume degli adipociti esistenti. N.B. la dieta e l’esercizio fisico sono efficaci nella riduzione del volume ma non del numero delle cellule grasse, negli adulti (Hirsch,1971)
  • 26. …SOLUZIONE Educazione alimentare corretta; Attività sportiva idonea al bambino; Ruolo chiave giocato dai genitori e figure di riferimento che orbitano intorno al bambino compresi gli educatori.  “LA SALUTE NON È TUTTO, MA SENZA SALUTE TUTTO È NIENTE”. (Arthur Schopenhauer)
  • 27. MOBILITA’ ARTICOLARE
  • 28. MOBILITA’ ARTICOLARE • E’ definita l’arco di movimento possibile di un’articolazione o di una serie di articolazioni. Più precisamente è la cap. di un’articolazione di muoversi liberamente nell’ambito di una completa escursione articolare; • Posizione intermedia tra le capacità condizionali e quelle coordinative; • La flessibilità è l’unica cap. mot. nella quale le femmine sono superiori ai maschi per tutto il periodo dell’età scolare ;
  • 29. STRETCHING DINAMICO
  • 30. FUNZIONALE ALLO SPORT PRATICATO…
  • 31. FUNZIONALE ALLO SPORT PRATICATO…
  • 32. ATTENZIONE AGLI ESTREMI
  • 33. ISTRUTTORE/ALLENATORE/EDUCATORE
  • 34. ISTRUTTORE • Capacità comunicative, • Capacità d’insegnamento, • Conoscenze tecniche e teoriche, • Empatia, • Intelligenza e buon senso, • Pazienza…
  • 35. ISTRUTTORE • Il ruolo che riveste l’istruttore in campo sportivo è fondamentale. I suoi comportamenti e le sue parole possono avere un peso enorme sulla psiche del bambino e sulla sua volontà futura nel proseguire in quel determinato sport; • Abbandono sport in età adolescenziale…
  • 36. METTERSI AL LORO LIVELLO…
  • 37. ASPETTO MOTIVAZIONALE
  • 38. ASPETTO MOTIVAZIONALE
  • 39. ASPETTO MOTIVAZIONALE
  • 40. ASPETTO MOTIVAZIONALE
  • 41. FORZA PSICOLOGICA
  • 42. GESTIONE STRESS
  • 43. DINAMICHE DI GRUPPO
  • 44. FUNZIONI DEL GIOCO IN ETA’ EVOLUTIVA • Cognitiva • Formativa • Affettiva • Psicodiagnostica • psicoterapica
  • 45. IMPORTANZA DEL GIOCO • Il bambino con il gioco si crea il proprio mondo e in esso può trovare trovare una valvola di sfogo nei confronti della realtà circostante. Si crede libero, crea situazione immaginarie, le affronta e le domina (funzione affettiva); • Il gioco esprime il vero mondo del bambino, cioè come egli vede e sente il suo vissuto e le sue esperienze (funzione psicodiagnostica e psicoterapica)
  • 46. IMPORTANZA DEL GIOCO • Il gioco rappresenta per il bambino l’esperienza più ricca, impegnativa e decisiva; • Il gioco è tra gli stimoli più importanti attraverso cui il bambino riesce a raggiungere una rapida maturazione della corteccia cerebrale; • Il gioco è capace di agevolare la maturazione intellettiva e funziona da strada maestra verso il processo di socializzazione;
  • 47. GIOCO SIMBOLICO • Esso si basa sull’attribuire un significato proprio ad un oggetto, significato che prescinde dalla sue funzioni reali. Ad esempio parlare da soli con personaggi immaginari o utilizzare la cornetta del telefono come se fosse il braccio di una doccia
  • 48. DOMINANZA E LATERALITA’ • La lateralità è un processo naturale facente parte del percorso evolutivo dello schema corporeo; • Consente di prendere consapevolezza del lato destro e sinistro del corpo (organizzazione spazio/tempo); • Asimmetria funzionale tra i due emisferi del cervello umano;
  • 49. DOMINANZA/LATERALITA’ • La dominanza appare molto precocemente e prima del primo anno di età diviene chiaramente visibile; • Il 90% dei bambini denota una chiara predilezione per l’arto destro
  • 50. DOMINANZA/LATERALITA’ • Quando l’individuo ha acquisito una maturazione neuromotoria per la quale una metà del corpo risulta predominante rispetto all’altra metà, possiamo affermare che il processo di lateralizzazione è concluso; • La dominanza dev’essere fisiologica!
  • 51. MANCINO NELLO SPORT…
  • 52. FORZA
  • 53. FORZA • Forza generale: s’intende la forza di tutti i gruppi muscolari, indipendentemente dallo sport praticato; • Forza speciale: forma di manifestazione della forza tipica di un determinato sport o il suo correlato specifico (cioè i gruppi muscolari che partecipano ad un determinato movimento sportivo).
  • 54. FORZA • Si possono ricavare tre forme principali di espressione della forza: FORZA MASSIMALE FORZA RAPIDA RESISTENZA ALLA FORZA
  • 55. FORZA IN BAMBINI E ADOLESCENTI • Un allenamento della forza adeguato all’età dei bambini e degli adolescenti svolge un ruolo importante nella formazione fisica generale e multilaterale; • Sia come misura preventiva dalle alterazioni posturali, come anche per incrementare la capacità di prestazione motoria, diventa necessario un allenamento della forza, adeguato all’età;
  • 56. ESEMPIO
  • 57. ESEMPIO
  • 58. ESEMPIO
  • 59. FORZA IN BAMBINI E ADOLESCENTI Questo periodo d’età è particolarmente sensibile a carichi errati e prolungati, soprattutto nella regione della colonna vertebrale; Grazie all’improvviso aumento dell’increzione di testosterone l’allenabilità della forza migliora in modo notevole; Quindi abbiamo un aumento dell’allenabilità ed una diminuzione della capacità di carico…
  • 60. INDICAZIONI PER LA PALESTRA
  • 61. INDICAZIONI PER LA PALESTRA In palestra, un adolescente di 15-16 anni che non presenta problematiche particolari, può seguire lo stesso piano di allenamento iniziale di un adulto (scheda total body per un condizionamento generale). Da evitare carichi che comprimino la colonna vertebrale come ad es. lento avanti/dietro o esercizi che sollecitino in maniera eccessiva la cuffia dei rotatori (tirate al mento e alzate laterali oltre i 90°);
  • 62. LESIONI DELLE CARTILAGINI DI ACCRESCIMENTO • I soggetti in età prepuberale sono esposti a lesione delle cartilagini articolari. Soprattutto tre sono le sedi maggiormente colpite: Disco epifisario (cartilagine di coniugazione) Epifisi ossea Inserzione del tendine
  • 63. LESIONI CRONICHE • Questo termine indica lesioni da sovraccarico funzionale (usura) e si riferisce ai microtraumi che portano a una lesione. Tra le più comuni vi sono le fratture da stress; • Lo stress fisico può danneggiare le cartilagini di accrescimento nei tre punti citati; • Spalla,caviglia,ginocchio,gomito sono più esposte al rischio di infortunio rispetto all’adulto.
  • 64. SINDROME DA IMPINGEMENT
  • 65. SPALLA DEL GIOVANE GIOCATORE DI BASEBALL
  • 66. JUMPER’S KNEE
  • 67. JUMPER’S KNEE
  • 68. JUMPER’S KNEE
  • 69. …DA EVITARE
  • 70. LENTO AVANTI
  • 71. LENTO DIETRO
  • 72. REMATORE CON BILANCIERE
  • 73. TIRATE AL MENTO
  • 74. LAT MACHINE DIETRO
  • 75. LAT MACHINE DIETRO
  • 76. DA PREFERIRSI…
  • 77. INDICAZIONI PER LA PALESTRA Massima attenzione alla esecuzione degli esercizi per gli arti inferiori come il mezzo squat e gli affondi. Mantenere la giusta postura per non sollecitare eccessivamente l’articolazione femoro-rotulea e la parte lombare.
  • 78. MEZZO SQUAT
  • 79. RISCHI COLLEGATI ALLA FORZA
  • 80. VELOCITA’
  • 81. VELOCITA’/RAPIDITA’ • In generale, la velocità è la capacità (condizionale) di eseguire degli spostamenti nel più breve tempo possibile. Tale definizione implica anche il concetto di rapidità (cap. ibrida), che è la capacità di eseguire dei movimenti nel più breve tempo possibile; • Per quanto riguarda la corsa, non esistono grandi differenze tra maschi e femmine fino a 11-12 anni;
  • 82. VELOCITA’/RAPIDITA’ • I fattori che determinano la velocità sono: Tempo di reazione motoria; Rapidità d’esecuzione di ogni singolo movimento; Frequenza dei movimenti; Forza e coordinazione necessarie per l’esecuzione;
  • 83. VELOCITA’/RAPIDITA’ • È una capacità fortemente influenzata dai programmi di controllo di natura nervosa centrale e vi è stretta correlazione con la forza, la coordinazione, resistenza e mobilità articolare; • Tra le tre cap. condizionali è la meno influenzabile dall’allenamento; • All’interno dello stesso sport praticato, di regola i ragazzini più rapidi sono quelli dotati maggior talento… ;
  • 84. FREQUENZA DEL PASSO
  • 85. RAPIDITA’
  • 86. VELOCITA’/RAPIDITA’ • Fase sensibile dai 7 ai 15 anni; • Allenabile fin dalla prima età prescolare attraverso i giochi; • Fino alla pubertà evitare esercizi di resistenza alla velocità ( scarsa capacità alattacida e lattacida); • Dai 15-16 anni si possono utilizzare metodiche simili a quelle per gli adulti con un volume di lavoro inferiore;
  • 87. VELOCITA’/RAPIDITA’ • Per riassumere, anche in questo caso i contenuti dell’allenamento si devono adattare qualitativamente e quantitativamente, ai rispettivi periodi d’età. I metodi di allenamento e addestramento devono essere adeguati alle caratteristiche infantili; • Concetto di transfer come per la forza.
  • 88. RESISTENZA
  • 89. RESISTENZA • ADATTAMENTI POSITIVI (già a partire dai 10 anni): Frequenza cardiaca (diminuzione) Aumento dimensioni cavità cardiache Lavoro cardiaco più efficace ed economico Capacità di recupero Capacità di prestazione fisica/psichica
  • 90. RESISTENZA • EFFETTI POSITIVI ANCHE SU ALTRI FATTORI DELLA PRESTAZIONE QUALI : Rapidità Forza rapida Resistenza alla velocità Resistenza alla forza Destrezza
  • 91. RESISTENZA • A mio avviso, sviluppare una buona “base aerobica” è fondamentale in tutti gli sport siano essi ciclici/aciclici o individuali/collettivi. L’obiettivo è quello di creare i presupposti per un allenamento futuro del ragazzo sempre più specifico dello sport praticato, tenendo sempre come riferimento l’età biologica dei soggetti e l’aspetto motivazionale…
  • 92. INDICAZIONI • fino all’età di 11-12 anni sviluppare l’aspetto aerobico attraverso giochi di movimento; I bambini hanno una scarsa capacità anaerobica, aspetto fondamentale da tenere in considerazione; Utilizzare quindi metodi intervallati con pause frequenti; Assecondare le abitudini naturali di movimento del bambino;
  • 93. INDICAZIONI Con i ragazzi prepuberi attenzione ai cambi di direzione e agli arresti tipici delle esercitazioni con palla nel calcio; Prediligere corse in linea su superfici non particolarmente dure; Salvaguardare ossa, articolazioni e tendini.
  • 94. INDICAZIONI • Nella seconda fase puberale (adolescenza) la capacità anaerobica aumenta notevolmente; Utilizzo di contenuti e metodi di allenamento che servono volutamente allo sviluppo della capacità di resistenza anaerobica; Capacità e tollerabilità del carico elevate; In questa fascia d’età l’allenamento decide quale sarà la futura capacità di prestazione.
  • 95. INDICAZIONI I ragazzi così impareranno a convivere con lo stato di fatica e a dosare lo sforzo per ritardarlo, presupposto a mio avviso fondamentale per chi vuole primeggiare nel proprio sport. Aspetto motivazionale e psicologico del ragazzo molto importante, ruolo chiave giocato dall’allenatore.
  • 96. INDICAZIONI • Dai 16-17 anni il carico di lavoro si avvicina molto a quello degli adulti dello sport praticato; Privilegiare a questo punto l’intensità dell’allenamento e renderla il più specifica possibile alle caratteristiche richieste in gara; Suddividere la squadra in gruppi di lavoro omogenei per caratteristiche fisiche e di ruolo; Lavorare in regime di fatica (aspetto psicologico):
  • 97. ULTIMO CONSIGLIO… NON PENSARE AL BAMBINO COME UN ADULTO IN MINIATURA !!!
  • Fly UP