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Manuale Del Gatto

by sophiaebenito

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  • 1.  
  • 2. UN GATTO IN CASA: I PERICOLI - I gatti (anche da adulti!) sono curiosi non meno dei bambini piccoli, per cui se volete bene al vostro gatto cercate di non lasciare aperti i contenitori con i detersivi, coltelli, aghi, forbici, matasse di fili sulle superficie facilmente raggiungibili dal gatto. - Occhio ai sacchetti di plastica vuoti: a volte il gatto, cascatoci dentro, non è in grado di uscirne e viene colto dal panico! Uno dei miei randagi così, dentro un sacchetto, ha dovuto percorrere un centinaio di metri prima di essere riuscito a liberarsene. Immaginate il suo terrore! - Se avete i gattini piccoli non lasciate mai dei fili degli elettrodomestici penzolanti - potrebbero addentarle rimanendo fulminati. - Un'altra esca pericolosa sono i nastrini da regali: per afferrali il gatto usa la bocca e corre il rischio di tagliarsi la lingua. - Moltissime piante d’appartamento sono velenosissime per i nostri amici. Basta nominare l’azalea, la stella di Natale, oppure l’edera. Se non potete farne a meno cercate di metterli laddove il gatto non può arrivare. - Se il vostro gatto ha la libera uscita di casa e vicino corre una strada, mettete in conto che i pericoli per lui sono infiniti. E’ meglio far castrare il maschi: non andrà lontano in cerca di femmine
  • 3. I luoghi comuni sui gatti - Non è vero che il gatto ha sette (o nove!) vite. I gatti sono incredibilmente stoici e non amano mostrare segni di debolezza, a meno che non stiano davvero malissimo. Ciononostante, è importante saper cogliere i primi segni del malessere. A volte è il vomito. Non è detto che il gatto che ha vomitato è malato: a volte lo fa per liberare lo stomaco dai peli ingoiati, specie se mangia l’erba gatta. Altre volte è semplicemente un sintomo di un dispiacere somatizzato (anche una discussione in famiglia, con le parole particolarmente forti): alcuni gatti sono molto delicati e nevrotici. Ma se il vomito si ripete non aspettate a portare il vostro amico dal vet, perché potrebbe accompagnare moltissime malattie pericolose: da una gastroenterite ai disturbi epatici o l’avvelenamento.
  • 4. Le malattie renali: un vero flagello - Molti anni di lavoro al gattile mi hanno permesso di constatare che, purtroppo, i reni nei gatti sono spesso il primo organo soggetto al deperiment Tante volte i primi sintomi ci sfuggono, mentre bisognerebbe, a partire dall’età di 8-9 anni, cominciare a osservare quante volte al giorno il gatto beve (l’aumento della sete è il primo sintomo della malattia), se comincia a fare più pipì del solito, se sta dimagrendo, se ha l’alito cattivo (in genere è l’indice dell’azotemia alta). Nell’ultimo periodo della malattia nella bocca compaiono delle dolorosissime piaghe per cui l’animale smette di mangiare e deperisce con rapidità. Cercate di prevenire questo stato somministrando al gatto le cure che vi darà il veterinario: conosco dei gatti che con l’aiuto di una flebo quotidiana (una sorta di dialisi) sono riusciti a mantenere un buon tenore di vita pur avendo da anni l’insufficienza renale. - Non cercate di curare il gatto da soli: una pastiglia ad uso umano per lui potrebbe risultare mortale!
  • 5. Somministrare le pastiglie - E se il vet vi prescrive una cura da fare al gatto? Niente di più facile,  anche se i gatti sono abilissimi a riconoscere la compressa “sepolta” nelle  profondità di una prelibatezza alimentare, e di conseguenza se ne vanno  sdegnati. Provate a fare come faccio io: cacciargli la pastiglia in gola. Se non è troppo “cattivo” ponetegli la mano sinistra sul capo, il pollice   e l’indice appoggiati sulla bocca, dietro i canini. Tirategli la testa  indietro. La pastiglia è nella vostra mano destra. Con questa mano aprite  la bocca del gatto, contemporaneamente facendo pressione dietro i canini  con la sinistra. Vedrete che la bocca si spalancherà, e mandate giù la  pastiglia. Tenetegli la bocca chiusa dando leggeri colpetti sulla gola:  la pillola andrà giù. E quando vedete che il gatto si sta leccando il naso  significa che ha ingoiato davvero la pastiglia.  I gatti davvero intrattabili vanno bendati o avvolti in un asciugamano,  ma è un operazione dall’esito incerto per voi e per il gatto stesso, e  comunque  non senza lo spargimento di sangue (vostro!). Se dovete fargli le iniezioni fatevi insegnare prima dal veterinario:  anche qui non c’è niente di difficile - dovete imparare a farlo se volete  bene al gatto!
  • 6. Sì all’omeopatia! - Soltanto negli ultimi anni ho provato a ricorrere alle cure omeopatiche,  per me e per i gatti, e ne sono rimasta entusiasta. A volte un rimedio  omeopatico fa davvero miracoli, soprattutto per i problemi psicologici.  Anche se esistono tantissimi libri per le cure omeopatiche “fai da te” è  molto importante trovare un bravo veterinario omeopata che vi darà le prime  nozioni di questa meravigliosa scienza medica (ce ne sono in tutte le grandi  città). Ormai ho sperimentato la cura di più vari disturbi dei felini: da  un forte raffreddore all’asma allergico, passando per tutti i tipi di  diarrea, depressione, traumi, ecc. Non fatevi delle idee preconcette:  “non ci credo”, provate per credere!
  • 7. Le sterilizzazioni - Esiste ancora la convinzione che i gatti sterilizzati cambiano il carattere  diventando pigri e grossi. Niente di più sbagliato! Facendo sterilizzare la  femmina eviterete le nascite indesiderate (i gattini finiscono per strada)  e anche i rischi che comporta la pillola ormonale (i tumori mammari). E per  quel che riguarda il maschio è l’unico modo per farlo smettere di marcare  tutti gli oggetti in casa spruzzandoli. Inoltre gli risparmierete le risse,  le ferite, e anche la brutta fine sotto le ruote di una macchina, perché un  maschio intero è girovago. Non dimenticate anche che per via sessuale si  trasmettono delle malattie mortali quali FIV, FELV e FIP, che a volte  rimangono subdole per anni scoppiando quando il gatto diventa anziano, e  altre volte sono davvero fulminanti!
  • 8. Immunodeficienza felina (FIV) - Non è assolutamente contagiosa  per noi, ma per gli altri gatti sì se un  gatto malato si accoppia con una femmina sana trasmettendole il virus, o se  si picchia con un altro maschio. Al gattile dove presto aiuto ci sono parecchi  gatti FIV, che in genere stanno molto bene (alcuni sono anche grassi e obesi!). Questa malattia potrebbe essere latente per lunghi anni e non dare alcun segno  (conosco dei gatti FIV che hanno brillantemente superato i 15 anni di età),  come potrebbe portare al deperimento degli organi vitali quali i reni e il fegato  (fu così che mi sono morti  Gianni e Sirio, due sfortunati randagi…).  In genere un gatto FIV, se è sterilizzato, non ha bisogno di essere isolato e  può condurre una vita normalissima se si tengono sotto controllo le eventuali  malattie da raffreddamento e le stomatiti (frequenti).
  • 9.
    • Alimentazione
    •  
      • Non date da mangiare ai gatti sughi, fritti, dolci (sarebbe un attentato al loro fegato che è molto delicato…)
      • Delle colonie molto numerose di solito vengono alimentate con dei “pastoni” a base di pasta scondita o riso misti alle scatolette (due etti di pasta + due scatolette, meglio se paté, per un gruppo di 10-12 gatti è una razione minima)
      • Non lasciate dei croccantini a basso prezzo, meglio darne pochi ma buoni
      • Non portate ai gatti delle teste di acciughe: fanno male!
      • Se fate cuocere delle ali di pollo cercate di togliere tutte le ossa, specialmente piccoli, perché possono conficcarsi nella bocca del gatto
      • Tutti gli avanzi del pasto di casa (arrosti, bolliti, ecc.) dovrebbero essere spezzettati o trittati; i gatti non sono in grado di masticare dei pezzi molto grossi
      • Non dimenticate mai di lasciare dell’acqua fresca che va cambiata tutti i giorni. Ricordatevi che in ogni colonia sono presenti degli individui con i problemi ai reni o al fegato che necessitano di bere spesso
      • Il latte non è sempre digerito bene; ad alcuni gatti potrebbe far venire la diarrea
  • 10. Le malattie Il nemico principale del gatto sono dei virus delle vie repiratorie; seguono le enteriti, poi le malattie renali. Oltre a ciò, i gatti sono spesso soggetti alle stomatiti e gengiviti. E’ uno dei disturbi classici che accompagnano l’immunodeficienza felina (FIV). Certe malattie sorgono, appunto, come il corollario di alcune gravi patologie (FELV, FIP). Le gattare più fortunate riescono a trovare un veterinario che fa degli sconti per i randagi; in ogni caso bisognerebbe avere sempre, a portata di mano, una confezione di antibiotico da dare per bocca, una pomata cicatrizzante, una garza pulita, i fermenti lattici e le vitamine. Chiedete sempre al vostro vet quali medicine è meglio avere sempre a portata di mano.
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