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UNI TR 11542 su World Class Manufacturing e integrazione della sicurezza nei processi produttivi

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Intervento di Giuseppe Spada - relatore del progetto di norma UNI -
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  • 1. PRESENTAZIONE DELTR11542UNI SicurezzaWORLD CLASS MANUFACTURINGL’INTEGRAZIONE DELLASICUREZZA NEI PROCESSIPRODUTTIVI1a cura di G. Spada
  • 2. PREVENZIONE OGGI: PUNTI DI CADUTA1. LA CONVINZIONE CHE LE SPESE PER LA PREVENZIONEa cura di G. Spada2SONO COSTI PRIVI DI VALORE AGGIUNTO PERL’AZIENDA2. IL TOTALE SCOLLAMENTO DELLA GESTIONE DELLEATTIVITA’ DI PREVENZIONE DALLE ALTRE GESTIONIAZIENDALI CHE LA EMARGINANO IN UN RUOLOSECONDARIO3. UN APPROCCIO ALLA PREVENZIONE TESO PIU’ ATUTELARE I DATORI DI LAVORO E LA DIRIGENZAAZIENDALE DALLE RESPONSABILITA’ LEGALI,PIUTTOSTO CHE RIVOLTO AL CONSEGUIMENTO DIRISULTATI CONCRETI ED EFFICACI DI SSL DEILAVORATORI E, DI CONSEGUENZA, UN PEDISSEQUOADEMPIMENTO FORMALE DEL RISPETTO DELLE LEGGI
  • 3. MOTORE DELL’INTEGRAZIONEa cura di G. Spada3QUESTE CRITICITA’ POSSONO ESSERESANATE ADOTTANDO IL METODOWCM,GRAZIE ALLA CONVERGENZA DIINTERESSI TRA IMPRENDITORI ELAVORATORI, NEL PERSEGUIMENTO DIVANTAGGI COMPETITIVI
  • 4. COMPETITIVITA’FATTORI INTERNI ALL’AZIENDA:QUALITA’ DEI PRODOTTI (aderenza alle attese del cliente)FLESSIBILITA’(per adeguarsi ai cambiamenti richiesti dal mercato)INNOVAZIONE TECNOLOGICA (meno costi, più qualità)SPRECHI (scorte in esubero, sovrapproduzione, disallineamentiproduttivi, code ed attese dei materiali, tempi morti delle macchine, trasportiincongruenti, forniture ritardate)EFFICIENZA PRODUTTIVA E PRODUTTIVITA’OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE INTERNE (economiche,strumentali, organizzative ed umane)CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE DI TUTTI ILAVORATORI –motivati- ALLA MISSION DELL’AZIENDA EQUINDI AI SUOI OBIETTIVI DI CRESCITALA GESTIONE AZIENDALE WCM PUO’ INCIDERE SOLOa cura di G. Spada4SUI FATTORI INTERNI
  • 5. WCM: COSA E’E’ UN MODELLO DI GESTIONE INTEGRATAE COERENTE DI TUTTE LE COMPONENTIa cura di G. Spada5DI UN’ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA,BASATO SUL MIGLIORAMENTODELL’EFFICIENZA DI TUTTI I FATTORICOMPETITIVI, CON L’OBIETTIVO DIPERSEGUIRE LA MASSIMA COMPETITIVITA’NEL MERCATOSFRUTTANDO TUTTI I MARGINI POSSIBILI PER RIDURRE I COSTI EDAUMENTARE CONTESTUALMENTE LA QUALITA’ GRAZIE ALCONTRIBUTO ATTIVO DI TUTTO IL PERSONALE
  • 6. OBIETTIVO DI FONDO DEL WCMOTTENERE VANTAGGI COMPETITIVIPER ACQUISIRE QUOTE DI MERCATOMIGLIORANDO LE PERFORMANCEOPERATIVE AL FINE DI OTTENEREMAGGIORI UTILI (SENZA UTILI NON C’E’ AZIENDA, NONA cura di G. Spada6C’E’ LAVORO, NON C’E’ BENESSERE PER NESSUNODELL’ORGANIZZAZIONE)SENZA DIMENTICARE CHE NELLA NOSTRASOCIETA’ ALLE AZIENDE E’ AFFIDATO UNRUOLO IMPORTANTE: perché producono lavoro,ricchezza, stabilità sociale
  • 7. OBIETTIVI PECULIARI DELWCM 1MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ E PERFORMANCEDEI PRODOTTIRIDUZIONE DEI COSTI DI GESTIONE ELIMINANDOSPRECHI ED INEFFICIENZE, AUMENTANDO LEPRESTAZIONI E LA PRODUTTIVITA’RIDUZIONE AL MINIMO DELLE SCORTE SIA DIMAGAZZINO SIA DI PROCESSORIDUZIONE AL MINIMO DEI DIFETTI DI PRODUZIONEDEGLI SCARTI E DELLE RILAVORAZIONIRIDUZIONE DEI TEMPI DI FERMO MACCHINA DOVUTIA START UP O MANCANZA DI MATERIALI IN ENTRATAO GUASTI O MANUTENZIONEa cura di G. Spada7
  • 8. OBIETTIVI PECULIARI DELWCM 2ELIMINAZIONE DELLE ATTIVITA’ PRIVE DI VALOREAGGIUNTORIDUZIONE DEI COSTI DI MANUTENZIONEATTRAVERSO L’AFFIDAMENTO DELLA MANUTENZIONEORDINARIA DI ROUTINE AGLI STESSI OPERATORIVALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO ANCHEATTRAVERSO UN MAGGIORE COINVOLGIMENTORIDUZIONE DEGLI INFORTUNI, DELLE MP E DEGLIINCIDENTI PER RIDURRE I RELATIVI COSTI PERL’AZIENDA E PER AUMENTARE IL RAPPORTO DI FIDUCIACON LE RISORSE UMANEa cura di G. Spada8
  • 9. ancheWCM E PMIA cura di G. Spada9DOMANDA: GLI OBIETTIVISPECIFICI DEL WCM SONOVALEVOLI SOLO PER LEGRANDI ORGANIZZAZIONI ?CERTAMENTE NOquesti sono obiettivi di qualsiasiimprenditore, piccolo o grande che sia,operante in qualsiasi settore produttivo dibeni e servizianche senza mirare al top di un livello worldclass, gli obiettivi sono di sicura crescita
  • 10. IL WCM SFRUTTA IN MODO ARMONICO I PRINCIPI EGLI STRUMENTI DIMODERNE TECNICHE DIGESTIONE:- TOTAL QUALITY CONTROL (TQC)- TOTAL PRODUCTIVE MAINTENANCE (TPM)- TOTAL INDUSTRIAL ENGINEERING (TIE)- LEAN MANUFACTURING (LM)- JUST IN TIME (JIT)NESSUNA DI QUESTE TECNICHE PUO’ ESSEREATTUATA SENZA L’IMPEGNO ATTIVODEL PERSONALE che così diventa LEVAessenziale per lo sviluppo dell’aziendaa cura di G. Spada10
  • 11. FILOSOFIA DEL WCMPER QUESTO MOTIVOIL WCM PONE AL CENTRODELL’ATTENZIONEDELL’ORGANIZZAZIONEL’ESSERE UMANO QUALEELEMENTO DETERMINANTE PERIL RAGGIUNGIMENTO DEGLIOBIETTIVI ECONOMICO-STRATEGICIDELL’AZIENDA11a cura di G. Spada
  • 12. LE ESPERIENZE PREGRESSE INGIAPPONE, NEGLI USA ED IN ALTRIPAESI HANNO DIMOSTRATO CHESENZA LA PARTECIPAZIONECORALE, ATTIVA DEL PERSONALEAGLI OBIETTIVI DELL’AZIENDA INTERMINI DI ATTENZIONE,PROPOSTE, INIZIATIVE (fruttodell’INTELLETTO), IL WCM NON PUO’AVERE SUCCESSO.IL COINVOLGIMENTO ATTIVO DELPERSONALE E’ CONDIZIONEDETERMINANTEa cura di G. Spada12
  • 13. LEVA PER IL SUCCESSO DEL WCMa cura di G. Spada13PER OTTENERE VANTAGGI COMPETITIVI E’NECESSARIA LA PARTECIPAZIONE ATTIVA E LACONDIVISIONE DA PARTE DI TUTTE LE COMPONENTIUMANE DELL’ORGANIZZAZIONE ALLA MISSIONAZIENDALE ED AI SUOI OBIETTIVI GENERALICIO’ E’ OTTENIBILE CON UNA POLITICA DIATTENZIONE NEI CONFRONTI DI TUTTI I LAVORATORICHE NE STIMOLI IL SENSO DI APPARTENENZAALL’ORGANIZZAZIONE STESSASENZA QUESTA PARTECIPAZIONE E CONDIVISIONESARA’ DIFFICILE OTTENERE DAL PERSONALE UNCONTRIBUTO D’IDEE E DI MAGGIORE IMPEGNOINDISPENSABILI A CREARE ED ACCRESCERE ILVANTAGGIO COMPETITIVO
  • 14. IN ESTREMA SINTESIa cura di G. Spada14L’AZIENDA FORNISCE EMOLUMENTI,CRESCITA CULTURALE (addestramento eformazione) E SICUREZZA (in termini di SSL edanche di CERTEZZA DEL POSTO DI LAVORO);IL LAVORATORE RICAMBIA CONATTENZIONE, IMPEGNO,PARTECIPAZIONE MOTIVAZIONALE,CONTRIBUTO INNOVATIVO PER LACRESCITA DELL’AZIENDA (ANCHE NEL SUOSTESSO INTERESSE PERSONALE)
  • 15. InfattiCOME PUO’ UN DIPENDENTEESSERE MOTIVATO EPARTECIPE E QUINDI DAREUN CONTRIBUTO AGLIOBIETTIVI DELL’AZIENDA SENON SI SENTE TUTELATOALMENO IN TERMINI DI SSL ?GLI INTERESSI SPECIFICI DEILAVORATORI E DELL’AZIENDASONO CONVERGENTIa cura di G. Spada15
  • 16. IL PIENO COINVOLGIMENTODI TUTTE LE PERSONEDELL’ORGANIZZAZIONE EL’INVESTIMENTO SULLE LOROCOMPETENZECOSTITUISCONOLA LEVA VINCENTEDEL DISEGNO COMPLESSIVODELL’AZIENDAa cura di G. Spada16
  • 17. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORODOMANDA: I COSTI PER LAPREVENZIONE SONO RISORSESPRECATE O INVESTIMENTI CHEPORTANO UTILI ALL’AZIENDA ??A cura di G. Spada17NELL’OTTICA DI OTTENERE LAPARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI AGLIOBIETTIVI STRATEGICI AZIENDALI E QUINDIOTTENERE VANTAGGI COMPETITIVI, SONOINVESTIMENTI PER LACRESCITA
  • 18. SE E’ VERO, COME DIMOSTRATO, CHE LAGESTIONE DELLE PROBLEMATICHE DI SSL SICONFIGURA COME UN ELEMENTO DELLAPRODUTTIVITA’ AZIENDALE, CON UNA SUAVALENZA ECONOMICA PER L’AZIENDA,L’ATTIVITA’ DI PREVENZIONE: NON PUO’ ESSERE CONSIDERATA ATTIVITA’SENZA VALORE AGGIUNTO NON PUO’ ESSERE EMARGINATA RISPETTOALLE ALTRE GESTIONI AZIENDALI MACOERENTE ED INTEGRATA NON PUO’ ESSERE VISTA SOLO COMEATTIVITA’ ATTA A REALIZZARE GLIADEMPIMENTI FORMALI MA DEVE CONDURREA SOLUZIONI EFFICACI CHE PORTANOBENEFICI ALL’AZIENDAA cura di G. Spada18
  • 19. WCM ED INFORTUNIDOVE E’ STATO ADOTTATO IL WCMSI E’ OTTENUTA UNAELEVATA RIDUZIONEDEL NUMERO DEGLI INFORTUNI EDELLE MALATTIE PROFESSIONALIa cura di G. Spada19
  • 20. FIN QUI LE MOTIVAZIONI, ILCORE DEL TRSENZA AVER COMPRESO ECONDIVISO FINO IN FONDOQUESTE MOTIVAZIONI, NONPUO’ ADOTTARSI CONSUCCESSO IL METODO DIGESTIONE WCMa cura di G. Spada20
  • 21. ARTICOLAZIONE DEL TR PARTE GENERALE (Testo base): PRINCIPI, MOTIVAZIONI, ELEMENTI DI BASEDELLA STRATEGIA INDUSTRIALE E DELLACOMPETITIVITA’, FILOSOFIA ED OBIETTIVI DELWCM, STRUTTURA, PRECONDIZIONIMANAGERIALI CENNI SULL’ESSENZA DEI 10 PILLAR IMPLEMENTAZIONE DEL PILLAR SAFETY(Appendice A) I TOOL (Appendice B)a cura di G. Spada21
  • 22. I PILLAR DEL WCMAUTONOMUS MAINTENANCE AND WORKPLACE ORGANIZTIONCOST DEPLOYMENTSAFETYFOCUSED IMPROVEMENTPROFESSIONAL MAINTENANCEQUALITY CONTROLLOGISTIC AND CUSTOMER SERVICEEARLY PRODUCT AND EQUIPMENT MANAGEMENTENVIRONMENTPEOPLE DEVELOPMENTLEADERSHIP FORTE E COINVOLGIMENTO DELL’ALTA DIREZIONE CHIAREZZA E COERENZA DEGLI OBIETTIVI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONEa cura di G. Spada22STANDARDIZZAZIONE COINVOLGIMENTO DELL’INTERA ORGANIZZAZIONE MOTIVAZIONE DEGLI OPERATORICOMPETENZA DELL’ORGANIZZAZIONE E ALLOCAZIONE DEL PERSONALE ORIENTAMENTO AL RISULTATO SVILUPPO DELLA PARTNERSHIP
  • 23. ARTICOLAZIONE DEI PILLARA cura di G. Spada23CHE COSA E’: in cosa consisteA COSA SERVE: gli obiettivi specifici del PillarPRINCIPALI ATTIVITA’: come si perseguono gliobiettiviRISULTATI ATTESI: risultati concreti ottenibiliINTERAZIONI CON IL PILLAR SAFETY: qualiinterconnessioni, interferenze, concomitanze ecoerenze esistenti
  • 24. INTEGRAZIONE TOTALE DELLEVARIE AREE GESTIONALILA GESTIONE DI UN’ORGANIZZAZIONE COMPORTA IL COORDINAMENTODELLE DIVERSE AREE AZIENDALI AL FINE DI OTTENERERISULTATI DI GESTIONE POSITIVI (EBITDA/MOL positivoe quindi UTILI )LE SCELTE ASSUNTE IN UN’AREA NON POSSONO IGNORARE LENECESSITA’ E LE SCELTE ASSUNTE NELLE ALTRE AREE, MA DEVONOESSERE INTEGRATE, COORDINATE ED ARMONICHE IN UNTUTT’UNO UNIVOCO PERCHE’ TUTTE DEVONO CONCORRERE APERSEGUIRE LA MISSION DELL’ORGANIZZAZIONESCELTE ASSUNTE IN OGNI AREA GESTIONALE DEVONO ESSERERECIPROCAMENTE FUNZIONALI AGLI OBIETTIVI DELLE ALTREAREE PER TENDERE AL COMUNE OBIETTIVO AZIENDALEa cura di G. Spada24
  • 25. I PILASTRI DEL WCMA cura di G. Spada25SAFETYPEOPLEDEVELOPMENTENVIRONMENTEARLYEQUIPMENTLOGISTICCUSTOMER S.QUALITYCONTROLCOSTDEPLOYMENTFOCUSIMPROVEMENTAUTONOMUSMAINTENANCEPROFESSIONALMAINTENANCEOBIETTIVIAZIENDALI
  • 26. PERCORSO DI IMPLEMENTAZIONE1E’ ARTICOLATA IN 7 STEP CHE INDICANOCOME GESTIRE LE PROBLEMATICHE DISSL, PARTENDO DA UNA SITUAZIONEINFORTUNISTICA “PRIMITIVA” FINO ADUNA SITUAZIONE DI INFORTUNI E MP PARIA ZERO, DOVE SI E’ RAGGIUNTO ILMASSIMO CONFORT ERGONOMICO EDOVE, PERFINO, L’AZIENDA AIUTA LE SUERISORSE UMANE E LE RELATIVEFAMIGLIE A MEGLIO VIVERE AL DI FUORIDEI LUOGHI DI LAVOROa cura di G. Spada26
  • 27. PERCORSO DI IMPLEMENTAZIONE2IN ESSA SI SOTTOLINEA: L’IMPEGNO PRIORITARIO A RISPETTARE LE LEGGI L’IMPEGNO METODICO NON SOLO AD EVITARE NUOVIINFORTUNI E MP, MA ANCHE (molto importante) ADEVITARE GLI INCIDENTI CHE SPESSO SI TRASFORMANOIN INFORTUNI (vedi Piramide di Heinrich) LA NECESSITA’ DI INVESTIMENTI ECONOMICI SULLAPREPARAZIONE E COMPETENZA DELLE RISORSEUMANE ANCHE IN TEMA DI SAFETY (non come elementipassivi ma come autori di scelte di problem solving) L’IMPORTANZA DELL’AFFIDAMENTO DIRETTO (a partiredal 5° Step) AGLI OPERATORI (seppure consigliati daglispecialisti) DELLE SCELTE PREVENZIONALI PIU’ ADATTEAI CASI SPECIFICI E PERFINO DELLO STANDARD DISICUREZZA ADOTTATO CASO PER CASO (ciò nonscarica il DL dalle sue responsabilità).a cura di G. Spada27
  • 28. a cura di G. Spada28Step 1 Analisi degli eventi: analisi degli infortuni, delle malattie professionali e degli incidenti accaduti ericerca delle causeStep 2 Contromisure ed espansione orizzontale: adozione delle contromisure ed estensione alle situazionisimilariStep 3 Creazione standard iniziali: individuazione di tutte le fonti di pericolo, valutazione dei rischi e creazionedegli standard inizialiStep 4 Controllo generale: adozione degli interventi per rientrare negli standard, audit manageriale, avvio dellaformazione e sensibilizzazioneStep 5 Controllo autonomo: ispezione autonoma e contromisure aggiuntive locali autonomeStep 6 Standard autonomi di sicurezza: ampliamento dello standard locale di sicurezza ed affinamento dellecontromisureStep 7 Implementazione del sistema di gestione: sistema di gestione della salute e sicurezza a regimeTipo di intervento: reattivo preventivo proattivo
  • 29. I 7 STEPA cura di G. Spada29COSTITUISCONO LE FASI DI IMPLEMENTAZIONE DEL WCMSONO STEP FLESSIBILI, IN TERMINI DI TEMPONECESSARIO AD ATTUARLI, IN FUNZIONE DELLA:•SITUAZIONE DI PARTENZA•COMPLESSITA’ E DIMENSIONI DELL’ORGANIZZAZIONE•COMPLESSITA’ DEL PROCESSO PRODUTTIVODUE CHIAVI DI LETTURA DELLE CARATTERISTICHE DEGLI STEP:1. TIPOLOGIA D’AZIONE: REATTIVA, PREVENTIVA,PROATTIVA2. LIVELLO D’INIZIATIVA: MANAGERIALE, INDIVIDUALE,TEAM
  • 30. I TOOL I TOOL SONO STRUMENTI DI LAVORO ASUPPORTO DEGLI SPECIALISTI DELLASICUREZZA E, dallo Step 4, ANCHE DEGLIOPERATORINON SONO UNIVOCI MA SONO STATISCELTI PER ESSERE UTILIZZATI DALMAGGIOR NUMERO DI PERSONEPERTANTO OGNI UTILIZZATORE DEVEADATTARLI ALLA REALTA’ DELL’UNITA’PRODUTTIVA DOVE OPERAA cura di G. Spada30
  • 31. I TOOLSTEP DOVE PRIMARIAMENTE SONO USATIA cura di G. Spada31NORMALE USO DEI TOOL IN RELAZIONE AGLI STEPSTEP TOOL1PIRAMIDE DI HEINRICH CLASSIFICAZIONE AREE S-MATRIX REACTIVES-EWO VISUAL MANAGEMENT2 SCHEDA KAIZEN UNIFICATA OPL3PERCORSO VALUTAZ.RISCHIFATTORI DI RISCHIO MATRICE DI RISCHIORISK PREDICTIONSINTESI VALUT.RISCHIS-MATRIX PREVENT S-MATRIX AP4LAVORI NON ROUTINARISMAT AUDITMANAGEMENTCHECKLIST SUPERVISORETWTTP CLASSIFICAZIONE DEGLI INCIDENTI5SMAT AUDIT OPERATORE S-CARDCHECKLIST CAPITANO CHECKLIST TEAM LEADER6 WCL RJA24 TOOL DI GESTIONE
  • 32. CLASSIFICAZIONE DELLE AREEA cura di G. Spada32TABELLA PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE AREE Anni da: a:Reparto AreaNumero incidenti e infortuniSommadeiprodottiClassificazioneIncidenteMedicazioneDannotemporaneoDannopermanenteMortecoefficiente15coefficiente2coefficiente23coefficiente2250coefficiente7500Montaggio1 3 1 1 0 0 70 B2 11 3 1 0 0 194 AA3 8 4 2 0 0 174 AA4 2 0 0 0 0 30 CRifinitura1 13 3 1 0 0 224 AA2 5 0 0 0 0 75 A3 6 0 0 0 0 90 ATorni 1 2 5 2 0 0 86 A
  • 33. A cura di G. Spada33S – EWO Report di Analisi1Report di analisi causa radice infortunio/deviazione 0Report n°:1Unità Produttiva 2Reparto/Area 3Cognome Nome4Luogo 5Persone coinvolteData 6Turno 7Squadra IspezionePLAN8Classificazione 9Evidenze dell’analisi 5W + HInfortunimortaliLesionigravipermanentiLesionitemporaneeMedicazioniIncidentiCondizioninon sicureAzioni nonsicureQuando:(per esempio: inizio o fine turno)Dove:(luogo del reparto/stabilimento)Cosa è accaduto:(tipo di danno)11Parti del corpo coinvolteNote:Chi:(operatori coinvolti e mansione)10Lavoro abituale:Sì NoQuale:(tipologia attività svolte)Come:(descrizione sintetica dell’evento)12Causa radice e concause:Azioni non sicureCompetenzaConoscenzaAtteggiamentoComportamentoGestionePrecauzioneAttenzioneCondizionipersonaliFormazionenonadeguataPocaesperienzanella ansioneNonconoscenzadella linguaAltroNegligenzaNon utilizzodei sistemi diprotezioneNon rispettodelle normedi sicurezzaNon utilizzodei DPIAltroFormazionenon erogataFormazionenon verificataManutenzionenon eseguitaMancatorispetto delleprocedureAltroDisattenzioneEseguitaoperazionenon dipropriacompetenzaDPI nonusatospecificatamenteAltroProblemifisiciProblemipsichiciProblemipersonaliProblemi direlazione coni colleghiUbriachezzaAltroCondizioni non sicureImpianti Attrezzature Procedure SistemiCarenza di progettazioneDimensionamento non adeguatoMancanza dei sistemi di sicurezzaMancanza di puliziaIlluminazione insufficienteAltroManca una proceduraProcedura lacunosaSistema di lavoro complicatoCarenze nei sistemi di sicurezzaAltro13Piano di ripristino(usare Ordine di lavoro)Assegnato a: Data di esecuzione prevista: Data effettiva fine lavori Note:DO
  • 34. A cura di G. Spada34S – EWO Report di Analisi214Risultati raggiunti Data verifica Verifica eseguita da: Note: Firma:CHECKSi (negli ultimi 3 mesiNON ci sono statieventi con la stessacausa radice)No (ci sono stati eventicon la stessa causaradice)In caso NO passare al punto 15Piano di ripristino supplementareIn caso SI passare al punto 17Estensione ad aree simili15Piano di ripristino supplementareAssegnato a: Data di esecuzione prevista: Data effettiva fine lavori: Note:16Risultati raggiunti Data verifica Verifica eseguita da: Note: Firma:Si (negli ultimi 3 mesiNON ci sono statieventi con la stessacausa radice)No (ci sono stati eventicon la stessa causaradice)17Estenzione del piano ad areesimiliArea (identificare l’area/zona) Responsabile area Data inizio lavori: Data fine lavori:ACTRepartoArea di lavoro interna adun repartoMansione
  • 35. A cura di G. Spada35S – EWO Ordine di Lavoro3ORDINE DI LAVORO PER LA SICUREZZA18Origine dell’ordine: 19Riferimento Report n°: Data:20Reparto e Area: 21Squadra/Ditta che interviene: Numero ordine:22Macchina/Attrezzatura:(identificare e descrivere un'eventuale macchina/attrezzatura coinvolta)23Matricola macchina:24Priorità dell’intervento:Alta (potenziale infortunio o danno immediato grave)Media (potenziale infortunio o danno probabile di media entità)Bassa (potenziale infortunio o danno lieve poco probabile)25Aree dell’intervento:(zone del reparto dove si interviene con l’ordine)26Descrizione dell’intervento:27Intervento su:Pavimento/superfici di lavoroMacchinari/sicurezza macchineGestione emergenzaSegnalazione di sicurezzaSalute/controllo ambientaleMateriali pericolosiSicurezza elettricaMovimentazione materiali/magazzinoDPIProtezione antincendioAltro28 Numero ordine specifico:29Materiale usato:30Stima costi:31Lavoro assegnato a: 32Data assegnazione33Descrizione lavori eseguiti: 34Data inizio 34Data fine35Immagine:36Materiali utilizzati:37Ore lavoro: 38Costo:39Lavoro eseguito da: 40Firma:
  • 36. MATRICE DI RISCHIO41A cura di G. Spada361612128984464 632 321M0 122334ABOrdine delle priorità di intervento1°2°3°4°5°Azione Valore Livello DescrizionePROBABILITÀAzione preventiva4 Molto elevata Si sono verificati nel passato diversi episodi; nessuna concomitanza dieventi3 Elevata Si sono verificati nel passato alcuni episodi ed è prevedibile il loro ripetersi ;concomitanza di eventi2 Media Non si sono verificati nel passato episodi ma è prevedibile un loroaccadimento; nessuna concomitanza di eventi1 Molto bassa Non si sono verificati nel passato episodi ma è possibile un loroaccadimento; concomitanza di eventi; la situazione è tenuta sotto controlloMAGNITUDOAzione protettiva4 Molto grave Morte; lesione permanente inabilitante al lavoro o molto grave; assenza dallavoro per oltre 30 giorni3 Grave Lesione permanente non inabilitante o lesione temporanea con assenza dallavoro fino a 30 giorni2 Media Lesioni temporanee con assenza dal lavoro fino a 3 giorni1 Lieve Medicazione con nessuna assenza dal lavoroP
  • 37. SCHEDA DI SINTESIA cura di G. Spada37Scheda di Sintesi per la valutazione dei rischiRepartoNomecompilatore:DatacompilazioneDPI 1. 2. 3. 4. Inizio lavoriLavorial1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15Istogramma livello dirischio inizialeN.Attività Pericolo CausaLivello RischioPiano d’azioneLivello residuoP M R IStandard*-P -M Pn Mn Rn In 4 8121 2 3 6 > 0 -22 1 3 3 > 0 03 4 1 4 -2 04 1 2 2 > 0 05 2 4 8 > 0 -46 3 1 3 0 0
  • 38. RAPPORTO SGSL / WCM SIA IL WCM SIA IL SGSL UTILIZZANO ILSISTEMA CICLICO PROPOSTO DA DEMING:PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE,AZIONE, CONTROLLO, REVISIONE (PDCA) IL WCM INDICA LA STRADA VERSO ILMIGLIORAMENTO; IL SGSL PIANIFICA LAGESTIONE (in questo senso i 2 sistemi/metodisi compendiano e si integrano)WCM E SGSL CONDIVIDONO I PRINCIPI DIFONDO MA IL WCM FORNISCE ANCHE GLISTRUMENTI PER FACILITARE E TENERESOTTO CONTROLLO LA GESTIONE DELPILLAR SAFETY 38a cura di G. Spada
  • 39. PUNTI DI FORZA DEL WCMRISPETTO AL SGSLGESTIONE INTEGRATA DELLE ATTIVITA’ DITUTELA DELLA SSL CON LE ALTREGESTIONI AZIENDALI (nel SGSL l’integrazione è solosuggerita ma non costituisce un imperativo gestionale)COINVOLGIMENTO DIRETTO EDETERMINANTE DEL PERSONALE NELLAGESTIONE DELLA SSLEVIDENZA DEI VANTAGGI ECONOMICI PERL’AZIENDA OTTENUTE DALLE ATTIVITA’ DIPREVENZIONEGUIDA AL MIGLIORAMENTO 39a cura di G. Spada
  • 40. PERCHE’TR E NON NORMA PERCHE’ QUESTO E’ UN DOCUMENTO PERSPIEGARE ED AIUTARE NON PER IMPORREREQUISITI ED IMBRIGLIARE LE AZIENDE INSCHEMI RIGIDI PERCHE’ OGNI ORGANIZZAZIONE DEVEADATTARE QUESTO TR ALLE SUE DIMENSIONIED AL TIPO DI TECNOLOGIA UTILIZZATA E DIPRODUZIONE REALIZZATA PERCHE’ IL TR NON DEVE ESSERE UTILIZZATOPER SCOPI DI IMMAGINE O DI PROMOZIONEDEL MARCHIO O DI CERTIFICAZIONEa cura di G. Spada40
  • 41. CITAZIONI riferite al WCM “E’ NECESSARIO UN CAMBIAMENTO CULTURALE CHEAIUTI LE PERSONE A VEDERE CON NUOVI OCCHI, APENSARE DA UOMINI D’AZIONE ED AGIRE DA UOMINIDI PENSIERO” (Prof. Hajime Yamashina) “LA STORIA INSEGNA CHE LA PIU’ GRANDE RISORSAA DISPOSIZIONE DI UN’AZIENDA NON SONO LERISORSE FINANZIARIE, NON LE MACCHINE, NON GLIIMPIANTI, NON LA TECNOLOGIA, BENSI’ LE RISORSEUMANE" (F. Strever) IL SUCCESSO DELLA METODOLOGIA WCM TRAE LAPROPRIA FORZA DAL COINVOLGIMENTO CONVINTODELLE PERSONE E DALL’INVESTIMENTO SULLE LOROCOMPETENZE (tratto da una dichiarazione di L.Massone)a cura di G. Spada41
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