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Motivazione, fare gruppo, Leadership

by valentina-mallamaci

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Una presentazione semplice e immediata per esprimere alcuni concetti chiave sui temi della motivazione, creare un gruppo ed essere in una squadra vincente, leadership e tipi di leader.
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  • 1. INTRODUZIONE • Etimologicamente motivare significa “muovere verso”, la motivazione è dunque ciò che muove l’individuo rispetto a qualcosa. • La motivazione riguarda essenzialmente il perché dei comportamenti e dei fatti psichici in generale. • La motivazione è legata a fattori interni al soggetto che costantemente interagiscono con fattori esterni, per cui nasce dagli interscambi tra individuo e ambiente. • La motivazione guida il comportamento umano verso uno scopo, un determinato obiettivo.
  • 2. Motivare è fondamentale per lavorare bene; la demotivazione, al contrario è parecchio insidiosa, debilita ed infetta velocemente gli altri. INDIZI DI MORALE BASSO • Mancanza di collaborazione • Riluttanza al lavoro extra • Non rispettare gli orari • Assentarsi senza adeguate giustificazioni • Prestazioni sotto i livelli concordati • Continue lamentele per banalità • Prendersela con gli altri quando le cose non funzionano • Mancata osservanza delle istruzioni FATTORI CHE INFLUENZANO NEGATIVAMENTE LA PRESTAZIONE • Incompetenza confusa con pigrizia • Addestramento insufficiente • Mancanza di disciplina • Standard bassi • Obiettivi non chiari • Cattiva gestione • Problemi personali
  • 3. Bisogna tenere bene a mente che non sempre ciò che motiva noi stessi necessariamente può motivare anche gli altri! Nella vita reale, spesso interagiscono più motivi, per cui ci troviamo a voler attuare diversi comportamenti, legati a diverse motivazioni. A volte le differenti motivazioni entrano tra loro in conflitto. Ci troviamo così ad ordinare i motivi in competizione a seconda della loro importanza relativa. Maslow (1954) ha spiegato questa necessità in termini di una “gerarchia dei bisogni”.
  • 4. I BISOGNI DI UN ATLETA COMPETENZA-AFFILIAZIONE-SQUDRA-COMPETIZIONE SFIDA (si preferiscono compiti più complessi) CURIOSITÀ (voglia di migliorare) PADRONANZA (capire come farcela da sé) GIUDIZIO (dare importanza alle proprie idee e giudizi personali) CRITERI (autovalutazione)
  • 5. LA MOTIVAZIONE DELL’ALLENATORE Cosa può motivare l’allenatore?  successo personale (vittoria o denaro)  avere padronanza di ciò che si insegna  gratificazione data da una buona e costruttiva interazione con tutti i membri della squadra/colleghi
  • 6. IL PROGETTO DI LAVORO • Per raggiungere il massimo livello di risultato e soddisfazione è indispensabile progettare il lavoro che si va a fare, fare qualcosa che valga la pena fare. • È, inoltre, importante comprendere che le necessità che vanno soddisfatte è una cosa e comprendere ciò che motiva a lavorare bene è un’altra. NON PERDERE TEMPO!
  • 7. Spesso nonostante una buona programmazione iniziale, buone competenze e tutto il resto, l’insuccesso può essere dovuto alle CONDIZIONI IN CUI SI LAVORA e alla poca soddisfazione. NON OPPRIMERE gli altri con le proprie manie di potere e dominio … bisogna lasciare ad ognuno il giusto spazio d’azione. Concordare standard chiari e raggiungibili con periodici resoconti.
  • 8. Bisogna essere ORGOGLIOSI di ciò che si fa e TRARNE PIACERE per dare il meglio di sé. Percepire che il LAVORO HA UN SIGNIFICATO. SENTIRSI RESPONSABILI AVVERTIRE INTERESSE CAPIRE i risultati raggiunti per INCORAGGIARSI e MIGLIORARE SEMPRE PIÙ.
  • 9. Si stimola la motivazione e, quindi, la prestazione con: • Clima adatto (ambiente gradevole, eliminare i pettegolezzi) • Accertarsi che le persone siano competenti • Fornire incentivi adeguati • Andare incontro alle necessità individuali • Dimostrare alle persone di essere apprezzate • Incoraggiare occasioni di socializzazione • Lodare il lavoro... …MA…
  • 10. NON UNIRE MAI LA LODE ALLA CRITICA. La critica se necessaria va fatta e bene, fornendo consigli pratici affinchè sia costruttiva, perché il conflitto può stimolare la creatività nell’altro. A tal proposito, è importante saper ASCOLTARE l’altro per capire cosa ci può offrire, adeguare il lavoro e costruire un’efficace cooperazione con entusiasmo e reciproco incoraggiamento.
  • 11. Per avere una forte e corretta motivazione è importante controllare le INFLUENZE delle persone che ci circondano e che, se sbagliate, possono indebolire la nostra capacità di concentrazione sugli obiettivi prefissatici.
  • 12. IL VOSTRO ATTEGGIAMENTO NEL MOTIVARE: • Avere una visione positiva: vedere il bene piuttosto che il male. • Credere sinceramente negli obiettivi generali. • Contare fino a dieci prima di reagire. • Comunicare chiaramente i vostri valori.
  • 13. IL RINFORZO RINFORZO: qualsiasi evento suscettibile di aumentare le probabilità di emissione di una risposta. 1. Rinforzare le prestazioni e non solo il risultato. 2. Rinforzare i piccoli miglioramenti e non solo il raggiungimento di grandi obiettivi. 3. Rinforzare non solo l’apprendimento tecnico,ma anche l’apprendimento delle abilità cognitive,emotive e sociali. “E’ necessario che i rinforzi simbolici prevalgano su quelli materiali“
  • 14. PUNIZIONI! • L’obiettivo è correggere comportamenti errati. • Deve essere impersonale. • Bisogna fornire la possibilità di non ripetere l’errore. • Essere coerenti. • Terminata la punizione non deve essere un sorvegliato speciale:fa parte del gruppo. • No errori di gioco. • No esercizi fisici.
  • 15. Che cos’è un gruppo? Dal vocabolario: “ … insieme di persone, animali o di cose raccolte … ”
  • 16. In psicologia … “ … un gruppo può essere definito come un insieme formato da due o più persone che interagiscono tra loro e che dividono delle mete e delle norme comuni che stanno a capo della loro attività, sviluppando una rete di ruoli e di relazioni affettive … ” (Harrè, Lamb e Mecacci)
  • 17. Caratteristiche di un gruppo Oltre all’insieme particolare delle relazioni affettive che si sviluppano all’interno del gruppo e che ne sono il collante, le caratteristiche di un gruppo sono:  ampiezza,  interazione prolungata,  percezione del gruppo come una unità a se stante,  obiettivi,  norme interne,  presenza di ruoli.
  • 18. Ragioni per stare in un gruppo • Interazione; • coesione; • interdipendenza. 1. Sicurezza: il soggetto non si sente solo 2. Status: al soggetto che appartiene ad un gruppo viene riconosciuto uno status sociale. 3. Autostima: riconoscimento di sé e delle proprie capacità 4. Affiliazione: aspetti sociali 5. Potere 6. Raggiungimento di obiettivi: sforzi di gruppo /talento
  • 19. Sviluppo del gruppo: il modello a 5 stadi Primo stadio: formazione del gruppo. Secondo stadio: conflitto emergenza del leader. Terzo stadio: creazione delle norme del gruppo. Quarto stadio: azione del gruppo. Quinto stadio: aggiornamento.
  • 20. Perché alcuni gruppi sono di successo? • Abilità dei membri, taglia del gruppo, livello di conflitto, pressione interna a conformarsi alle norme del gruppo. • Influenze esterne (i gruppi non lavorano in isolamento ma come parte di una organizzazione). • Influenze interne (abilità dei membri, intelligenza, motivazione, risorse del gruppo, tipi di compiti).
  • 21. LA CREAZIONE DEL LEADER Caratteristiche indispensabili per essere leader: • Self-awareness: coscienza di sé • Credibilità: persona credibile ed affidabile • Empatia: capace di comprendere gli altri • Onestà: persona corretta, onesta e leale nei confronti degli altri leader così come nei confronti del proprio gruppo • Comunicazione: capacità di farsi capire, capacità di esprimere chiaramente le idee e gli obiettivi da raggiungere • Active listening: capacità di ascoltare e di capire • Vision: il vero leader ha sempre una vision, guarda lontano, sa quali saranno gli obiettivi da raggiungere ed ha la capacità di trasmettere la sua vision al proprio gruppo • Mission: saper delineare i punti chiave per mettere in atto la vision, come raggiungere gli obiettivi che la vision descrive.
  • 22. • Esistono due punti di vista estremi: – chi è leader lo è in ogni situazione (leadership generale); – il leader è tale solo rispetto al compito che il gruppo si prefigge di realizzare volta per volta (leadership specifica).
  • 23. IL LEADER E IL MANAGER MANAGER ✔ Logico e razionale ✔ Approccio strutturato ✔ Valutazione del rischio ✔ Preferisce avere un piano ✔ Usa la negoziazione ✔ Definisce la realtà in base ai dati ✔ Orientato al presente LEADER ✔ Intuitivo ed empatico ✔ Approccio destrutturato ✔ Assunzione del rischio ✔ Preferisce avere un obiettivo ✔ Usa la persuasione ✔ Definisce la realtà in base a se stesso ✔ Orientato al futuro Caratteristiche personali
  • 24. Comportamento verso i collaboratori MANAGER ✔ Controllo ✔ Orientamento ai risultati ✔ Distacco ✔ Nel processo decisionale orientamento al “come” ✔ Usa la negoziazione ✔ Gestisce la complessità LEADER ✔ Visione e condivisione ✔ Orientamento agli obiettivi e alle relazioni ✔ Coinvolgimento ✔ Nel processo decisionale orientamento al “cosa” ✔ Usa la persuasione ✔ Affronta il cambiamento
  • 25. Comportamento organizzativo MANAGER LEADER ✔ Fedele alla cultura aziendale ✔ Risultati a breve termine ✔ Predilige gli aspetti tangibili ✔ Riduzionismo ✔ Strategie consolidate ✔ Crea la cultura aziendale ✔ Risultati a lungo termine ✔ Predilige gli aspetti intangibili ✔ Olismo ✔ Nuove strategie
  • 26. DEFINIZIONE DI LEADERSHIP Leadership è il comportamento finalizzato ad attivare,impegnare e soddisfare le motivazioni dei collaboratori (in un ambiente caratterizzato dal conflitto, dalla competizione e dal cambiamento), inducendoli ad adottare modalità d'azione finalizzate al conseguimento di una visione
  • 27. Il leader è tanto più accettato dai collaboratori quanto più questi lo considerano idoneo a soddisfare i loro bisogni immediatamente o nel futuro. Il leader è particolarmente motivante quando riesce a convincere i collaboratori che la loro soddisfazione dipende dal raggiungimento di risultati brillanti (ovvero quando riesce ad integrare gli obiettivi personali dei collaboratori con gli obiettivi organizzativi) e che di questo cammino egli si farà carico (guida, chiarificazioni, ricompense adeguate).
  • 28. IL LEADER CARISMATICO • Fornisce forti modelli di ruolo • Ha una competenza elevata • Esprime scopi ideologici • Ha la capacità di comunicare un elevato grado di aspettative
  • 29. Lo studio dei comportamenti del leader Lewin, Lippitt e White (1939) AUTOCRATICO DEMOCRATICO LAISSEZ-FAIRE Stile Esercita il potere dispoticamente determina la linea del gruppo, no al cambiamento Stimola la partecipazione, accetta critiche, distribuisce responsabilità Disinteressato, non stimola, non controlla, non collabora, rispetto passivo dell’attività Effetti Provoca aggressività e apatia Diminuisce l’aggressività, stimola la motivazione Gruppo poco coeso, no collaborazione Conclusioni Funziona in situazioni di emergenza. Produzione vs. soddisfazione Relazioni interne vs. produttività, attenzione al singolo Si trasforma facilmente in autoritario o scompare
  • 30. ✔__ha la capacità di capire i sentimenti i bisogni, i sentimenti e le prospettive degli altri. ✔__è aperto alla condivisione delle proprie emozioni ✔__ crea armonia ✔__sa gestire le diverse personalità ✔__presta attenzione alle esigenze emotive dei propri collaboratori ✔__effettua un controllo molto forte sulle situazioni ✔__ha autorità ✔__dà ordini e pretende che gli altri li eseguano senza spiegarne le motivazioni ✔__ loda raramente ✔__dà maggior rilevanza agli errori, piuttosto che valorizzare i buoni risultati ✔__esplora i sogni e le speranze dei suoi collaboratori ✔__crea rapporti e fiducia ✔__è bravo a delegare e a dare ai propri collaboratori compiti importanti e ambiziosi. ✔__incoraggia lo staff a porsi obbiettivi di miglioramento a lungo termine. ✔__aiuta le persone a scoprire punti forti e debolezze ✔__è disponibile ad avere input da tutti i membri del gruppo. ✔__ascolta i dubbi degli altri ✔__ha buona capacità di gestione dei conflitti ✔__è collaborativo ✔__ha ottime capacità di ascolto ✔__ cerca di fare le cose sempre meglio e più velocemente ✔__è esempio di eccellenza e dedizione al lavoro ✔__ chiede molto ai propri collaboratori ✔__è focalizzato sugli obiettivi __si aspetta che le persone sappiano sempre cosa devono fare ✔__condivide le informazioni e la conoscenza cosicchè le persone siano in grado di prendere le decisioni migliori. ✔__ indica al gruppo l'obbiettivo, ma non come raggiungerlo. ✔__fà in modo che le persone siano entusiaste nel lavoro. ✔__aiuta le persone a capire come le loro attività si collochino nei processi aziendale Leader affiliativo Leader autoritario Leader coach Leader democratico Leader“battistrada” Leader visionario
  • 31. LEADERSHIP FEMMINILE LEADERSHIP MASCHILE È di tipo “a rete” E’ di tipo gerarchico Il potere è energia da condividere Il potere è dominio Il conflitto è una opportunità Il conflitto è una minaccia Più competente nelle relazioni Più attenta al proprio ruolo
  • 32. Un capo qualunque fa sì che gli altri pensino che il capo sia straordinario. Un capo straordinario fa sì che gli altri pensino che loro stessi sono straordinari. Hagerty
  • 33. C O L L E Z I O N I W I N N I N G
  • 34. Realizzato da Valentina Mallamaci
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