System is processing data
Please download to view
...

Gambient 1

by terzianisrl

on

Report

Category:

Engineering

Download: 0

Comment: 0

880

views

Comments

Description

Download Gambient 1

Transcript

  • 1. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/ Geologia2000INTRODUZIONE ALLA GEOLOGIA AMBIENTALE
  • 2. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia20002
  • 3. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000A Thammy e Zhora“ Egli fa scendere dal cielo un’acqua cui le fiumare servono da letto, a seconda dell’ampiezza.La corrente trascina una schiuma che galleggia: questa é simile alla schiuma di cio che viene fuso nel fuocoper gioielli e utensili. Cosi Dio forgia in parabole le verita e il falso: la schiuma viene scartata mentre cio cheé utile agli esseri umani rimane sulla Terra. Cosi Dio propone parabole”.(versetto 17, sura 13, Il Tuono, dal Sacro Corano)Nota: in copertina un albero i cui rami scrivono la parola هلُche in arabo vuol dire Allah = Dio.3
  • 4. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000IntroduzioneL’impiego maggiore dei geologi, in passato, era quello nel campo minerario (geologia del petrolio e mineraliutili) e soprattutto nelle costruzioni. Tenendo conto che diverse università avevano pochi esami applicativi,era ovvio che l’inserimento nel mondo del lavoro non é stato mai facile. Però ci sono stati vecchi geologi chehanno fatto carriere brillanti, per cui viene da chiedersi se le difficoltà attuali di inserimento sono dovute almomento economico - sociale difficile oppure se vi é qualcos’altro. Ancora oggi gli iscritti all’albo operanoprevalentemente nell’ambito delle costruzioni, cosi come gli ingegneri, quindi il mercato non é cambiato nelcorso degli ultimi 70 anni.Da un’analisi statistica condotta di recente, sembra che il 68% dei geologi ritiene che la preparazionericevuta non sia all’altezza per l’inserimento nel mondo del lavoro (fonte: geologia tecnica e ambientaletrimestrale ordine nazionale dei geologi n° 1 /2010), e quindi a quanto pare le cose sono peggiorate. Eppurecon il DM 509 i corsi di laurea avevano un cospicuo numero di crediti di esami affini e cosi per la primavolta nel corso di laurea di scienze geologiche si potevano ritrovare esami di agraria e ingegneria come:idraulica agraria e sistemazioni idrauliche forestali, assestamento forestale, pedologia, economia agraria,estimo, topografia, geotecnica, scienza delle costruzioni, sicurezza degli scavi. Si avevano oltre agli esami dirilevamento geologico, geomorfologia, georisorse e geologia applicata, altri esami che dovevano inseriremeglio il giovane geologo alla geologia delle costruzioni, e nello stesso tempo fornivano nozioni integrativeper interfacciarsi meglio con le altre figure professionali. Con l’avvento del DM 270 e la riduzione degliesami, si sono ridotti gli esami affini, che sono per lo più adesso solo geologici e quindi si é ritornati ad unpassato prettamente geologico-naturalistico e soprattutto per le lauree triennali. L’indirizzo minerarioriguarda per lo più la genesi dei giacimenti minerari ed eventualmente la loro ricerca, tralasciando lacoltivazione (di pertinenza storica dei periti e ingegneri minerari ora chiamati diversamente ovvero peritigeotecnici e ingegneri ambientali) che invece é quella che offre più mercato. In quest’ultimo campo é beneavere qualche nozione di base su corsi come: ingegneria degli scavi (ING-IND/28), ingegneria delle materieprime (ING-IND/29) e del petrolio (ING-IND/30), dato che secondo le professioni di competenza deigeologi senior vi é anche la gestione delle attività estrattive. Tra l’altro la ricerca dura poco mentre unaminiera dura decenni.Evidentemente si dovrebbe sapere di quel 32% di studenti che sostengono di avere ricevuto una buonapreparazione da quali Università sono usciti, ma le uniche notizie sulla qualità delle varie Università sono leclassifiche fatte dal Censis che tengono conto di tutta la facoltà di Scienze. Nei forum che si vedono ininternet sulle migliori Università di Geologia, gli studenti rispondono ad altri studenti che dipende da quelloche interessa dato che alcune sembrano migliori in petrografia e georisorse, altre in geofisica ed altre ancorain geologia applicata. Comunque dai forum studenteschi, investigati, sembra che nel campo applicativohanno qualcosa in più le Università di Milano, Padova Bologna e La Sapienza di Roma.Nel corso di laurea magistrale in Scienze geologiche gli esami di ambito delle discipline applicative sono:geografia fisica e geomorfologia (GEO/04) e geologia applicata (GEO/05). Quelli integrativi sono: idraulicaagraria e sistemazioni idraulico-forestali (AGR/08), pedologia (AGR/14), chimica dell’ambiente e dei beniculturali (CHIM/12), idraulica (ICAR/01), geotecnica (ICAR/07), scienze delle costruzioni (ICAR/08),architettura del paesaggio (ICAR/15), ingegneria e sicurezza degli scavi (ING-IND/28), dirittoamministrativo (IUS/10), economia aziendale (SECS-P/07). Quest’ultimi sono per lo più considerati,attualmente, dalle Università di Milano, Padova, Chieti e Pescara, quindi qualcosa di vero c’é nei forumstudenteschi. Comunque riportiamo qui una frase scritta negli appunti del mio Professore di geologiaapplicata, che citava: “un buon geologo applicato deve essere prima di tutto un buon geologo”.Riprendendo quegli appunti dopo più di trentanni mi sono accorto che questi, a parte le nuove leggi inmateria ambientali, e i nuovi piani settoriali di pianificazione territoriale introdotti (piani di bacino, pianiprovinciali delle cave, ecc.), e poco altro, restano ancora una buona base teorica per l’inserimento nel mondo4
  • 5. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000del lavoro, considerando inoltre che non tutto quello riportato era stato recepito bene, da me, al tempo.A questo punto viene dà domandarsi: se il geologo giovane ha problemi a superare un esame di stato oinserirsi bene nel mondo del lavoro, a prescindere dall’ambiente esterno, questo dipende dall’Università, omeglio dal professore, o dal giovane ?In genere si cerca sempre una via di mezzo per essere equi ed anche qui la risposta potrebbe essere che lacolpa é di entrambi. Il giovane non applica bene i concetti appresi ed il professore non fa sforzare troppo lostudente a mettere bene in pratica la teoria. In aggiunta se a questo ci mettiamo, anche, che attualmentel’Italia é al terzo posto, dopo Inghilterra e Germania, per numero di geologi per abitanti insediati, possiamoevincere come le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro diventino esponenziali, in questo momentodi crisi generale. Il resto lo ha fatto l’introduzione della laurea in scienze ambientali durante gli ultimi anni ela possibilità con essa di diventare sia geologo che agronomo che biologo !Fare degli appunti in generale non é mai facile si potrebbero mettere troppi concetti e quindi farli diventaredispersivi o al contrario, metterne pochi, ed essere non esaustivi. La caratteristica principale comunque, nelcampo applicativo, é quella che devono essere semplici e chiari e che leghino la teoria con quello che si vedesul campo. Attualmente i testi in circolazione fatti da docenti universitari “geologi”sono per lo più digeografia fisica e geomorfologia (ed i migliori per chiarezza e semplicità sono quelli utilizzati anche allemedie superiori, come ad esempio: Introduzione alle Scienze della terra del professore A. Bosellini, o Capirela Terra dei Professori, R.Siever e F. Press) mentre la geologia applicata sta diventando dominio diprofessionisti come si può notare nella recente collana della Dario Flaccovio editore:F.Uzzani, Laghi collinari e dighe, 2012P.Montin, Acque meteoriche di dilavamento, 2012M.Gorla, Siti Contaminati, 2012M.Gorla, Pozzi per acqua, 2010M.Gorla, Idrogeofisica, 2009F.Boccalaro, Difesa delle coste e ingegneria naturalistica, 2012M.Tanzini, Fenomeni franosi, 2011M.Tanzini, Perforazioni a scopo geotecnico e tecniche di consolidamento, 2012F.Garbin S. Storoni Ridolfi, Geologia e geotecnica stradale, 2010G.Riga, Geologia applicata e ingegneria geotecnica, esercizi svolti, 2010Il contrario avviene ad ingegneria dove i testi di ingegneria strutturale (scienza delle costruzioni, tecnicadelle costruzioni e geotecnica) sono fatti per lo più da professori universitari. Si pone quindi il problema se émeglio fare un testo semplice e divulgativo ma nello stesso tempo completo, come sono i testi delle mediesuperiori, oppure eseguire un testo universitario meno immediato ma più denso di nozioni specifiche. Mossoda questo dilemma ho cercato dei libri di testo delle medie superiori e ho scoperto che ve ne sono alcuni fattimolto bene e completi che si possono usare anche all’università. Se passiamo poi ai libri divulgativi per tutti,fatti da anziani professori americani (di cui molti di origine europea) si raggiunge probabilmente il top.Quindi sono giunto alla conclusione che ridurre il formalismo matematico, come erano gli appunti digeografia fisica e geologia applicata negli settanta - ottanta, ed aggiungere chiare foto e schemi, come sono itesti delle medie superiori, sia il miglior modo di fare degli appunti duraturi. La geologia ambientale,introdotta negli ultimi anni, viene considerata in genere come settore disciplinare GEO/04 e quindi éconsiderata una materia applicativa nell'ambito della geologia.Si sono prodotte, quindi, queste dispense che hanno lo scopo, oltre a fornire i classici argomenti dellageologia ambientale, di introdurre, in maniera semplice, le discipline agrarie e ingegneristiche affini, citateprecedentemente, utili al geologo.Yusuf Morrone 20135
  • 6. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Capitolo 1. Pianificazione territoriale e GeologiaForma della terra. Già gli egiziani ipotizzavano una terra sferica 1500 anni fa ma fu solo con Eratostene(276-194 ac) che si calcolo con precisione il raggio terrestre. Le sue osservazioni consideravano che i raggidel sole a mezzogiorno nel solstizio d’estate illuminavano il fondo di un pozzo a Syene (l’attuale Assuan) equindi arrivavano perpendicolari, mentre allo stesso momento nella citta di Alessandria i raggi che colpivanoun obelisco producevano una certa ombra. Misurando la lunghezza dell’ombra calcolò l’angolo di incidenzadei raggi del sole e trovo che era 1/50 dell’angolo giro. Quindi valutò la distanza tra Syene ed Alessandria in5000 stadi = 787,5 km e infine la circonferenza come 787,5 x 50 = 39375 km.Il raggio terrestre r = 39375/6,28 = 6269 km. Migliorate stime sulla sfericita della Terra avvennero solodopo la scoperta della gravitazione da parte di Newton quando si inizio a pensare ad una forma diversa daquella sferica. La forma solida piu adatta a rappresentare la Terra sembrò un ellissoide di rotazioneschiacciato ai poli ma solo nel 1737 si ebbe conferma di tale teoria. Lo schiacciamento vale: α = (a - b) / aCon a semiasse maggiore e b semiasse minore.Bessel (1841) α = 1 / 299,2Hayford (1924) 1 / 297Ellissoide 1980 1/ 298,257Le linee di forza del campo di gravita non sono piane ma curve. In ogni punto la direzione della linea diforza della gravita é fornita dal filo a piombo e questa é detta verticale. Normale alla verticale si dispongonole superfici equipotenziali che non sono parallele tra loro. Ogni superficie equipotenziale ha su di essa ilpotenziale costante dato dalla somma del potenziale di attrazione e di quello dell’accelerazione centrifuga.Il Geoide é la superficie equipotenziale passante per il livello medio marino privo di perturbazioni comeonde, maree e quindi in quiete e in equilibrio soggetto alla sola forza di gravita.L’equazione del geoide risulta: F = G ∫dm / rPer risolvere l’integrale é necessario conoscere la distribuzione delle masse all’interno della Terra cioé ladensità in ogni punto. Non si conosce bene la densità all’interno ma si sa che il valore medio é 5,52 gr/cm3,mentre quello della crosta 2,67 gr/cm3 (sabbia quarzosa) per cui nelle applicazioni pratiche si sono adottatesoluzioni approssimative e dedotte superfici di rotazione dette sferoidi.L’equazione dello sferoide é complessa ma l’ellissoide che presenta gli stessi semiassi si discosta poco dallosferoide. Quando l’approssimazione lo consente l’ellissoide può essere sostituito con la sfera o addiritturacon il piano.Coordinate geografiche. Permettono di individuare con esattezza la posizione di un qualsiasi punto sullasuperficie terrestre:fanno riferimento ad un reticolato geografico che é un sistema convenzionale di lineeimmaginarie tracciate sulla superficie terrestre. Queste linee sono i meridiani di direzione nord-sud ed iparalleli di direzione est-ovest. La latitudine é l’arco di meridiano compreso tra il parallelo locale el’equatore, mentre la longitudine è l’arco di parallelo tra il meridiano del luogo e il meridiano di riferimentodi Greenwich (meridiano zero).La bussola. La rotazione della Terra é direttamente correlata con l’esistenza del campo magnetico terrestre ilquale può essere considerato come generato da un dipolo magnetico il cui asse coincide con l’asse dirotazione che é leggermente inclinato rispetto al piano dell’eclittica, per cui l’emergenza del polo magneticosi trova a 70° N, 100 ° O e non coincide con il polo nord geografico. Quindi gli angoli contati a partire dalnord sono compresi tra 0° e 360° e riferiti al nord magnetico (azimut magnetico) o nord geografico (azimutgeografico).Classificazione delle rappresentazioni cartografiche. Si chiamano equazioni della carta quelle relazionianalitiche che per ciascun tipo di rappresentazione, legano tra loro le coordinate dei punti corrispondentiall’ellissoide terrestre con il piano rappresentativo. Si chiama centro della proiezione o della carta l’origine6
  • 7. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000delle coordinate. La scala di una carta indica il rapporto tra le dimensioni reali della superficie rappresentatae le dimensioni cartografate. Le carte conformi o ortomorfiche presentano angoli retti all’intersezioneparalleli con meridiani. Le carte equivalenti sono invece proiezioni cartografiche in cui i meridiani e parallelidelimitano aree uguali (la forma della superficie non viene mantenuta). Le prime si possono avere tramiteproiezioni cilindriche; ad esempio immaginando di proiettare dal punto di vista situato al centro della Terrala superficie terrestre sopra un cilindro tangente all’equatore (proiezione diretta Mercatore) e la cartaderivata viene usata nella navigazione marittima ed aerea. Le conformi possono essere dedotte anche conproiezioni coniche; ad esempio si immagina il cono su cui proiettare una zona terrestre, ha l’asse coincidentecon l’asse terrestre, in modo che i paralleli sono circoli concentrici e i meridiani rette uscenti dal centrocomune dei circoli (proiezione conica conforme di Lambert).Classificazione delle carte seconda la scala. Si hanno:Carte geografiche: scala fino a 1:2 000 000Carte corografiche: scala 1: 1 000 000 a 1:200 000Carte topografiche : scala 1:100 000 a 1: 5000Mappe : scala 1: 4000 a 1 :1000Piante: scala 1:500Con la moderna cartografia regionale (cartografia tecnica regionale) sono state introdotte delle modificazionia questa classificazione differenziando le carte in:carte tecniche: scala 1: 10. 000 a 1: 5000, rappresentazioni parziali;levate : scala 1: 500, rappresentazioni a grandissima scala dei centri urbani.A seconda delle finalità si distinguono carte generali che forniscono informazioni metriche e descrittive dellasuperficie fisica della terra e carte tematiche che forniscono informazioni specifiche (carta geologica,pedologica, vegetazione, pluviometrica, ecc.).Cartografia Italiana. Nella UTM (proiezione geografica trasversa di Mercatore per portare la sfera terrestrein pianta) la Terra e' divisa in 60 zone detti fusi, ognuno dei quali largo 6 gradi di longitudine considerandola parte est come positiva. Sulla carta il passaggio tra 60 ed 1 e' la linea di cambiamento di data. Ci sono poianche 20 fasce distinte da lettere ciascuna della larghezza di 8 gradi di latitudine. L'Italia é tra i fusi 32 e 33e tra le fasce S e T.Nel sistema NATO (north atlantic treaty organisation) l'unita' fondamentale e' un reticolo a maglia quadradi 100 km di lato, cosi' le coordinate: 72417 e 43762 significano 72,417 km est (spostandosi da sinistraverso destra) e 43,762 km nord (spostandosi dal basso in alto) di un quadrato definito da due lettere.7
  • 8. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Nelle quattro zone in cui risulta divisa l’Italia sono stati definiti numerosi quadrati da cento kilometri.Da questo reticolato chilometrico basato su UTM, sono stati elaborati dei fogli in scala 1:100000 (IstitutoGeografico Militare). Il territorio italiano risulta suddiviso in 278 fogli ciascuno dei quali ricopre unasuperficie di circa 1500 Km2. Ogni foglio viene diviso in 4 quadranti (I ,II, III , IV) delimitati ciascuno dadue archi di meridiano di 10’ e da due archi di parallelo dell’ampiezza di 15’. La scala in questo caso è1: 50 000 e la superficie coperta da un quadrante é 375 km2. Infine ogni quadrante é suddiviso in 4 tavolettealla scala 1:25 000 (NO, NE, SE, SO).La tavoletta ha come dimensioni : 7’ 30’’ in longitudine e 5’ in latitudine ed é inquadrata nellarappresentazione conforme Gauss- Boaga (sistema geodetico nazionale con riferimento a Monte Mario) e alreticolato UTM chilometrico (sistema geodetico europeo ED 50); nel 1986 é iniziato l’aggiornamento perl’Italia del nord.Attuale cartografia. Si stanno adottando i seguenti elementi di base: mappa con scala 1:1000, elemento conscala 1:5000, sezione con scala 1: 10000, foglio con scala 1: 50000.Coordinate su una carta topografica. Se si prende una tavoletta da 1: 25000, come la figura in seguito, siconsidera il reticolato geografico che è presente sulla cornice con intervalli di 1’ = 60 ‘’.Cosi la coordinata geografica di P per la latitudine e longitudine sul reticolato geografico sarà :lat = 42° 52’ + ( 54 mm /73,8 mm ) * 60 ‘’ = 42 ° 52’ 43, 9 ‘’long = 12° 31’ + ( 37,5 mm/ 54,2 mm) 60 ‘’ = 12° 31’ 41,5’’8
  • 9. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Catasto. Il catasto si basa sull’ellissoide di Bessel e utilizza la proiezione Cassini-Soldner. Ogni mappa éidentificata dal comune di appartenenza e dal numero del foglio. Il margine del foglio non é basato su unreticolato convenzionale. Vi sono rappresentate le particelle catastali (identificate da un numero progressivoall’interno del foglio ed ognuna appartenente ad un possessore o riservata ad una unica destinazione d’uso) egli altri elementi territoriali (strade e corsi d’acqua). La redazione catastale viene redatta alla scala 1:2000.Carta pedologica eseguita su mappa catastale.9
  • 10. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000La pianificazione territoriale . L’insieme di strumenti mediante i quali lo Stato si sforza di ripartiregeograficamente la popolazione e le attività economiche per rendere più omogeneo il territorio, accelerare oregolare lo sviluppo, o ancora migliorare la posizione del territorio nel gioco della concorrenzainternazionale. Anche il semplice tracciamento delle vie di comunicazione, così come le grandi operepubbliche, hanno infatti ripercussioni sulla strutturazione della vita economica.Funzioni ed obiettivi della pianificazione.• promuovere un ordinato sviluppo del territorio; assicurare che i processi di trasformazione sianocompatibili con la sicurezza e la tutela dell’integrità fisica e con l’identità culturale del territorio;• migliorare la qualità della vita e la salubrità degli insediamenti umani, nonché ridurre la pressione degliinsediamenti sui sistemi naturali e ambientali (interventi di riduzione e mitigazione degli impatti);• promuovere il miglioramento della qualità ambientale architettonica e sociale del territorio urbano;• prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative.Livelli di pianificazione territoriale. La prima ed unica legge urbanistica nazionale e’ la n.1150 del 1942 incui si definirono diversi livelli di pianificazione. In particolare il processo pianificatorio risulta come losviluppo di 3 fasi:-1 fase di programmazione a tempo indeterminato in ambito sovracomunale;-2 fase di assetto del territorio a tempo indeterminato in ambito comunale;-3 fase di attuazione a tempo determinato (10 anni) in ambito infracomunale;piano territoriale di coordinamento 1 fasePF Piano fabbricazione - PRG piano regolatore generale 2 fasePP piano particolareggiato 3 faseIl PTC risulta facoltativo e deve avere come contenuti principali :a) le zone da riservare a speciali destinazioni ed a quelle soggette a speciali vincoli o limitazioni di legge;b) le località da scegliere come sedi di nuovi nuclei edilizi od impianti di particolare natura ed importanza;c) la rete delle principali linee di comunicazione stradali, ferroviarie, elettriche, navigabili esistenti e inprogramma.I Piani Territoriali di Coordinamento potevano quindi avere i seguenti elaborati: studio sulla situazioneregionale, tavole di indagine, monografie particolari, tavole di progetto, norme di attuazione, relazionegenerale con particolare riferimento allo sviluppo socioeconomico del territorio.I PTC dovevano essere elaborati dal Ministero dei Lavori Pubblici (poi con il decentramento imposto dalDPR 616/1977 dagli uffici regionali dei provveditorati alle opere pubbliche che elaboravano anche undocumento di programmazione di sviluppo socio-economico delle regioni) cosi come anche il MinisteroLLPP doveva definire il perimetro di ogni singolo piano di area vasta. La disciplina (il contenuto) del PRGconsidera la totalità del territorio comunale ed indica essenzialmente (art. 7) :- rete delle principali infrastrutture- zonizzazione del territorio : aree industriali, agricole, centro storico, aree demaniali, ecc.- localizzazione del territorio: indicazione delle aree da destinare ad interesse pubblico(urbanizzazione come luce gas acqua, ecc., spazi ed edificipubblici) e come tali preordinate all’espropriazione.- norme per l’attuazione del piano.Le previsioni del PRG sono attuate con i piani particolareggiati che regolano quindi l’attività edificatoria(modificare, ricostruire, integrare) nella aree interessate con funzione di scala di dettaglio infra-comunale(progetto edilizio a scala urbana).10
  • 11. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000La legge 1150/1942 poi stabili’ che tutti i comuni devono avere il regolamento edilizio (l’altezza minima equella massima dei fabbricati secondo le zone, gli eventuali distacchi dai fabbricati vicini e dal filo stradale,le sporgenze sulle vie e piazze pubbliche, norme igieniche di particolare interesse edilizio, come richiedere lalicenza edilizia, in seguito sostituita con la concessione edilizia, ecc.). I PRG dovevano essere eseguiti daiComuni messi in apposito elenco mentre era obbligatorio per tutti il Piano di fabbricazione più semplice( zonizzazione e regolamento edilizio comunale).Nuove leggi hanno introdotto diversi piani attuativi:Attuale schema sinotticoPRGlegge 1150/42 PRG,PP167/62 PZPIP PL PP PZ PR 765/67 PL865/71 PIP457/78 PRAttuale pianificazione attuativa (PZ = piano di zona o di edilizia economica popolare, PL = piano dilottizzazione o PP di iniziativa privata , PP = piano particolareggiato, PIP = piano degli insediamentiproduttivi, PR = piani di recupero).Gli elaborati di progetto di un PRG sono:1. tavole di progetto:- planimetria comunale scala 1:10000 con lo stato di fatto esistente cioé: altimetria terreno, distinzione edificipubblici e privati, manufatti industriali, aree demaniali, immobili soggetti a tutela culturale o paesistica, zonesotto vincoli; planimetria in scala 1:10000 con suddivisione in zone: residenze, industria, agricoltura, sport,assistenza, zone destinate a formare spazi pubblici, sedi di edifici pubblici e di interesse collettivo;- planimetria in scala 1:10000 con la rete stradale e altre vie di comunicazione;2. norme tecniche di attuazione: indicanti i caratteri e le limitazioni di ciascuna zona, nonché i vincoli diparticolari servitù;3. relazione illustrativa: illustrazione generale e analitica dello stato di fatto (ambiente fisico, economia,demografia, attrezzature sociali e tecnologiche, edilizia, traffico e comunicazioni), indicazioni dei principaliproblemi ed esigenze e soluzioni dei problemi riferiti, illustrazione generale del progetto, programmazione diattuazione e sua graduazione nel tempo.Nelle norme tecniche di attuazione ci sono gli indici urbanistici come :It: indice fabbricabilità territoriale o densità edilizia territoriale = Vmax / St =volume max fabbricabile / superficie territoriale;If: indice fabbricabilità fondiaria o densità edilizia fondiaria = Vmax / Sf =volume max fabbricabile /superficie fondiaria; per volume di un fabbricato si intende il fabbricato emergentefino all’intradosso del solaio di copertura.Rc: rapporto di copertura = superficie coperta / superficie fondiaria ; la superficie coperta é la proiezioneorizzontale al suolo del fabbricato.Vi sono anche gli standard urbanistici ( m2 da assegnare alle scuole-assistenza infanzia, verde pubblico eparcheggi pubblici) nonché i vincoli urbanistici che sono:Le zone di rispettoLimitazioni alla libera attività edilizia sono previste in determinate località come:11
  • 12. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000- zone di rispetto dei cimiteri: debbono essere a 200 m dai centri abitati vietando nuove costruzioni in talefascia- zone di rispetto delle ferrovie: divieto per una distanza minore di 30 m- zone di rispetto del demanio marittimo: art 55 codice della navigazione- zone di rispetto degli aereoporti: zona assoluta nei 300 m del perimetro- zone di rispetto delle acque pubbliche: almeno 10 m dalla sponda dei fiumi, laghi, stagni, lagunevietando la copertura dei corsi d’acqua a meno di dover tutelare la pubblica incolumita (si veda piani dibacino- zone ad alto rischio idraulico).I vincoli sui beni culturaliSecondo TU 42/2004 sono considerati beni culturali: le cose mobili e immobili che presentano interesseartistico, storico, archeologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate come testimonianza dicivilta. L’art 20 vieta :- distruzione- danneggiamento- adibire i beni ad usi incompatibili con il loro carattere storicoRisulta subordinata all’autorizzazione del Soprintendente ogni esecuzione (diversa dalla demolizione) diopere e lavori di qualunque genere sui beni culturali. Il rilascio entro 120 gg dell’autorizzazione nonsostituisce il titolo abilitativo per l’esecuzione dei lavori : risulta quindi necessario il ricorso alla denuncia diinizio attivita DIA, nei casi previsti, cui andranno allegati l’autorizzazione di cui sopra ed il relativo progetto.I vincoli sui beni paesaggisticiSono considerati beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati nel Testo Unico 42/2004 costituentiespressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici, ed estetici del territorio. Per quanto riguardal’autorizzazione paesaggistica di proprietari di immobili ed aree di interesse per il paesaggio, hanno l’obbligodi presentare il progetto degli interventi che intendono intraprendere. Tale autorizzazione costituisce attoautonomo rispetto al permesso di costruire ed è valido 5 anni. La funzione autorizzatoria in materia dipaesaggio é esercitata dalla Regione. Con l’art. 142 del Decreto Galasso ripreso nel TU 42/2004 i territorisottoposti a vincolo paesaggistico sono:- i territori costieri e le sponde dei laghi compresi in una fascia della profondità di 300 m;- i fiumi, torrenti, corsi d’acqua iscritti nel Regio Decreto 1933 e le relative sponde o piedidegli argini per una fascia di 150 m ciascuna;- le montagne al di sopra di 1600 m per catena alpina e 1200 m per l’appenninica e isole;- i ghiacciai, circhi glaciali;- le zone umide;- i parchi e le riserve nazionali nonché i territori di protezione al di fuori dai parchi;- i territori coperti da foreste e boschi o quelli danneggiati dal fuoco e soggetti arimboschimento;- le aree assegnate alle agrarie e le zone gravate da usi civili;- le zone di interesse archeologico;- i vulcani.Non si applica alle zone territoriali omogenee A (centri storici) e B (zone parzialmente o totalmenteedificate) del piano regolatore comunale e limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali diattuazione o ad altre zone delimitate negli strumenti urbanistici. L’autorizzazione deve essere rilasciata onegata entro il termine perentorio di 60 giorni.Zone distrutte o danneggiate dal fuocoZone boscate, pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazionediversa da quella preesistente all’incendio per almeno 15 anni.12
  • 13. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Vincolo idrogeologicoIl vincolo idrogeologico (R.D.L. 30.12.1923 n° 3267, tuttora in vigore, dal titolo: "Riordinamento e riformain materia di boschi e terreni montani" sottopone a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasinatura e destinazione che, per effetto di forme di utilizzazione contrastanti con le norme di cui agli artt. 7,8 e9 (articoli che riguardano dissodamenti, cambiamenti di coltura ed esercizio del pascolo), possono con dannopubblico subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque. Lo scopo principale delvincolo idrogeologico è quello di preservare l'ambiente fisico e quindi di garantire che tutti gli interventi chevanno ad interagire con il territorio non compromettano la stabilità dello stesso, né inneschino fenomenierosivi, ecc., con possibilità di danno pubblico, specialmente nelle aree collinari e montane. Tale vincolo nonpreclude la possibilita di costruire, ma solo che l’opera non deve cambiare l’assetto del territorio da un puntodi vista idrogeologico. Nel caso il piano regolatore comunale prevede delle zone perimetrate sottoposte avincolo, occorre inoltrare domanda per il permesso di costruire, anche alla regione e al corpo forestale.Zone sismicheTutte le costruzioni in zone sismiche devono rispettare specifiche norme tecniche emanate con decreti dalMinistero per l’infrastrutture e i trasporti. In particolare bisogna definire i differenti valori del grado disismicita per diverse zone, e adeguare gli strumenti urbanistici con le condizioni geomorfologiche delterritorio. Chiunque intenda procedere a costruzioni nelle zone sismiche è tenuto a darne preavviso scrittoallo sportello unico edilizio indicando il proprio domicilio, il nome e la residenza, del progettista, deldirettore dei lavori e dell’appaltatore.Esempio di soluzione di un problema urbanistico per una lottizzazione (divisione in lotti fabbricabili di unazona infracomunale): sia dato un appezzamento di terreno di un ettaro St = 10000 mq, sapendo che essoricade in una zona con It = 1 m3/m2 ed Rc = 40%.Nella zona ci sono 110 abitanti e considerando uno standard urbanistico di 18 m2/ab si devono assegnarecome standard: 18 x 110 = 1980 mq = 2000 mq (asili nido + parcheggi pubblici + verde).Le strade incidono per il 10% ovvero 1000 mq.La superficie fondiaria vale: Sf = 10000 - 2000 - 1000 = 7000 m2.La massima superficie copribile = Rc. Sf = 0,4. 7000 = 2800 m2Densita edilizia fondiaria = St. It / Sf = 10000/7000 = 1,42 m3/m2.Esempio di soluzione di un problema urbanistico per un permesso di costruire privato: il testo unicosull’edilizia DPR n° 360 del 2001 riordina la materia ed introduce solo due titoli abitativi: il permesso dicostruire (sostituisce la concessione edilizia ed é sempre onerosa) e la denuncia di inizio attivita (quando sieseguono dei cambiamenti senza cambio dei volumi nell’edificio e non é onerosa). Infine con “l’attivitalibera” nessuna domanda amministrativa é richiesta come per la manutenzione ordinaria dei condomini e peri sondaggi geognostici. Con 360/2001 si instaura un ufficio unico dell’edilizia e il singolo privato per avere ilpermesso deve consegnare, oltre agli oneri visti gia per la concessione edilizia (una percentuale sul costo dicostruzione ed un’altra sugli oneri di urbanizzazione come gli allacciamenti di luce, gas, acqua), anche:- titolo di proprietà, estratti strumenti urbanistici (stralcio) e mappa catastale;- relazione tecnica del progetto, con documentazione fotografica;- relazione sulla sicurezza degli impianti, legge n.9 /1991;- relazione sul contenimento consumo energetico, legge n.9/1991;- relazione geologica e geotecnica;- autorizzazioni di altri enti pubblici: all’ufficio tecnico provinciale del genio civile per costruzioni incalcestruzzo precompresso e opere metalliche, al corpo forestale e regione per zone sotto vincoloidrogeologico, alla sovraintendenza delle belle arti, in zone sotto vincolo di beni culturali.13
  • 14. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Verifiche urbanistiche per un privato: volume totale pari alla superficie progetto per altezza di gronda,mentre quella da rispettare é la superficie di progetto per l’indice di fabbricabilita territoriale; almeno 5 mdai confini e il parcheggio in m2 deve essere un decimo del volume edificato totale.Nel tempo sono stati introdotti anche i piani settoriali sia di area vasta che comunali che prendono inconsiderazioni specifici argomenti.Piano Paesistico (PP): regola il rapporto tra cittadino e paesaggio e tende a salvaguardarlo (anche opereartistico-culturali). Già introdotto nel 1934 a livello locale, assume con la legge Galasso del 1985importanza a livello regionale-provinciale.Con la convezione europea sul paesaggio (Firenze 2000) “il paesaggiodesigna una parte del territorio come é percepita dalle popolazioni il cui carattere deriva da fattori naturalie/o umani e dalle loro interrelazioni” e si salvaguardia ”i paesaggi terrestri,le acque interne e marine,14
  • 15. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000nonché i paesaggi della vita quotidiana e quelli degradati”. Alcune regioni hanno preparato un pianoterritoriale di coordinamento a valenza paesistica. Il piano territoriale paesistico è costituito da 3 elementicardine: la pianificazione, le norme tecniche di attuazione, le indicazioni per la progettazione di grandiopere che devono essere molto precise per spiegare come ottenere una sostenibilità paesistica. La qualitàpaesistica rappresenta un valore territoriale da perseguire su tutto il territorio regionale. La tutela evalorizzazione dell’ambiente può essere attuata tramite: politiche e strumenti di pianificazione urbanistica,progetti di trasformazione del territorio.- Piani di Bacino (PdB): (1989) va ad interferire con tutti gli altri piani e ha valore superiore. Risulta lostrumento conoscitivo, normativo e tecnico operativo mediante il quale sono pianificate le norme d’uso perla conservazione del suolo e la regimazione delle acque sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientalidel territorio interessato ed è fatto dall’Autorita di Bacino.Tiene conto delle utilizzazioni del territoriopreviste dagli strumenti urbanistici comunali e intercomunali, dei vincoli idrogeologici, le prescrizioni per leopere di sistemazione idraulico-forestali e consolidamento dei terreni e vincoli generali per la conservazionedel suolo e alla tutela dell’ambiente, nonche le zone litorali che sottendono il bacino.I piani di bacino sono coordinati con i programmi nazionali e regionali di sviluppo economico e di uso delsuolo. Le disposizioni approvate diventano subito vincolanti per le amministrazioni ed enti pubblici noncheper i privati.- Piano del parco (PdP): riguarda le aree naturali protette e puo interessare una zona comunale o piu comunio province e regioni. L’Ente parco, una volta finito il piano, deve mandarlo all’ approvazione delle regionicoinvolte (in caso di parco inter-regionale).- Piani di settore specifici: sono figli dei piani di area vasta, nel senso che alcuni problemi di carattereterritoriale del piano di area di parco, trovano una soluzione in un piano diverso; per esempio il piano digestione faunistica non è compreso nel piano di area di parco, che si fa ogni 10 anni, perché la fauna habisogno di piani che si aggiornino ogni anno. Altri piani di settore sono il piano della viabilità e il piano delleattività estrattive o piano cave.Questo è lo strumento con il quale si attua la programmazione in materia di ricerca e coltivazione degli inertidi cava. Nel territorio provinciale o di area parco, i materiali inerti estratti sono ghiaia, sabbia e argilla; imateriali lapidei non sono presenti. Il Piano cave identifica gli ambiti territoriali nei quali è consentital'attività estrattiva, determina tipi e quantità di sostanze di cava estraibili nonché le modalità di escavazione ele norme tecniche da osservare nell’esercizio dell'attività. Il Piano inoltre individua le destinazioni finalidelle aree al termine della coltivazione e ne detta i criteri per il ripristino Il P iano di assetto idrogeologicoPAI é uno strumento conoscitivo normativo e tecnico-operativo ,che definisce le azioni e le norme di uso,finalizzate alla corretta utilizzazione delle acque e alla difesa contro il rischio idraulico la cui redazione éfatta dall’Autorità di Bacino.- Piano di sviluppo socio-economico: contiene gli elementi di indirizzo politico che devono essere presi inconsiderazione dai Piani di area dei parchi. Risulta uno strumento che legge la struttura sociale del territorio;dobbiamo conoscere come questo territorio è vissuto, frequentato, come si comporta la popolazione; si basasui censimenti che si fanno ogni 10 anni. Ci serve per capire come bisogna gestire il territorio (demografia,sanità, istruzione, artigianato, commercio). Anche le comunita montane presentano un programma socio-economicoche deve dotare i terreni montani di opere pubbliche, delineare le iniziative di ordine economicoper valorizzare le risorse presenti, coinvolgere la popolazione cercando le relazioni tra la popolazione.Ci deve comunque essere una coerenza tra il quadro di sviluppo regionale e quello delle aree montane.Le comunità montane (al di sopra di 600 m. slm) in alcuni casi hanno deleghe per approvare i PRG deicomuni dentro le comunità, come avviene in Liguria.15
  • 16. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Tavole di progetto nella Pianificazione.Lo studio,iniziale di ogni piano, dell’ ambiente fisico e naturale mi porta a definire delle mappe. Più è piccolal’area di studio e più dettagliata sarà la lettura che facciamo. La dimensione del territorio che andiamo astudiare influisce sul dettaglio della cartografia. Si possono usare strumenti di fotografia aerea e satellitare,google-maps, google-Earth. L’elemento immediato però sono le aereo-fotografie, che ci consentono didisegnare gli aspetti fisici del territorio in modo preciso.Disegnato il territorio devo riportare gli aspetti naturalistici: la presenza vegetazione posso vederla anchedalla foto aerea, però non individuo la sua struttura, mentre assolutamente non leggibile da una foto aerea èl’aspetto faunistico, che viene incaricato a esperti.La lettura ecologica del territorio mi porta ad avere una serie di carte tematiche, sulle quali riesco a definireun dettaglio sulla struttura complessiva del territorio. Per adesso abbiamo soltanto una conoscenza sullo statoe l’uso attuale del territorio sotto il profilo ecologico , ma non ho ancora fatto pianificazione. Possiamo fareuna lettura socio-economica, una lettura storico-culturale e l’evoluzione del territorio e la sua struttura attualein base alla storia. Vado a studiare la diffusione architettonica, artistica, delle abbazie e chiese, come si ècostruito nella storia in base alle caratteristiche del territorio, che vanno valorizzate e integrate nel sistemaambientale. Vediamo il paesaggio sia dal punto di vista naturale, sia da quello antropico, dove troviamostrutture che fanno parte esse stesse del paesaggio (es. Superga sulla collina di Torino). Bisogna peròconsiderare lo sviluppo urbanistico condizionato dalla storia sociale del territorio.Dopo aver disegnato carte tematiche di sintesi, posso avere un’ottica generale e iniziare a fare qualcheprevisione. La pianificazione non ha mai termine.A questo punto inizio a fare pianificazione, il che significa incrociare i dati che ho acquisito, valutando unaserie di elementi e prevedere le influenze degli interventi sui vari aspetti. Deve esserci un “diritto di veto”,cioè ognuno porta le proprie conoscenze. Gli incroci mi consentono di fare la verifica delle vocazioni (ogniterritorio ha la sua vocazione che è determinata dalla sua struttura); se un territorio ha una vocazionespecifica, questa deve diventare l’elemento di riferimento della pianificazione: se c’è un paesaggioparticolare, la pianificazione sarà portata a mantenere e preservare quel paesaggio.Fatto questo tipo di ragionamento inizio a definire gli obiettivi naturalistici, le destinazioni e gli interventicompatibili, quindi inizio ad avere un programma di pianificazione. La legislazione ambientale può esseremodificata, però non posso andare contro i suoi limiti. L’approvazione del “piano” passa attraverso unaprocedura amministrativa, che approvata ha validità a tutti gli effetti: non si può costruire dove il piano lovieta, mentre dove lo consente entra in gioco la pubblica amministrazione che decide se si può fare.Vediamo ora alcune tipiche carte di sintesi.Cart a sulla capacità d’uso del suolo o carta di vocazione agricola : mi traduce, in termini cartografici, lacapacità del suolo di produrre un prodotto agricolo. Capacità d’uso è un concetto energetico perché unsuolo è considerato tanto più fertile (capace) quanta meno energia devo aggiungere per ottenere un prodottofinito. Possiamo vedere subito la carta geologica per capire dove si hanno suoli alcalini calcarei o argillosi equindi la carta pluviometrica dato che influenzano la capacita del suolo. Devo quindi reperire le strisciateaero-fotografiche che hanno un dettaglio maggiore rispetto alle foto satellitari, perché con lafotointerpretazione riesco a descrivere gli aspetti fondamentali per la mia cartografia in modo da aggiungereinformazioni.La campagna pedologica si basa sulla programmazione di itinerari (devono essere organizzati in modo taleda avere rilevamenti efficaci) e l’intensità di rilevamento dipende sempre dal livello di dettaglio che vogliodare alla carta. Faccio un’analisi strutturale dei singoli suoli, dando delle valutazioni di carattere numerico adogni suolo, attraverso la codifica delle limitazioni, che hanno una scala che va da 0 a 3 (massimalimitazione). Considero la pietrosità, infatti un suolo pietroso è una limitazione per la fertilità; un’altravalutazione la si fa alla pendenza (un suolo in pendenza ha più limitazioni); considero l’erosione del suolo(l’erosione severa è una limitazione). Tutte queste valutazioni portano alla stesura di una tabella. La tessituradel suolo viene invece valutata tramite percentuale delle varie frazioni granulometriche (triangolo della16
  • 17. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000tessitura), infatti un suolo estremamente sabbioso corrisponde ad una massima limitazione (mancanza dinutrienti). Alla fine avremo una somma di valutazioni che mi permette di avere 8 classi di fertilità percostruire la mia mappa. La prima classe è la più fertile perché ha meno limitazioni. A questo punto devo fareun’operazione di controllo andando a rivedere le fotografie aeree, leggendo i dati bibliografici e andando araccogliere le informazioni locali dagli agricoltori. Dopo di questo abbiamo costruito la carta tematica sullacapacità d’uso del suolo.Laddove c’è una limitazione di fertilità come per le classi 3 o 4, la viticoltura va privilegiata; anche le risaiesono poste su terreni limitati, in quanto fortemente impermeabili perché vengono soddisfatte le condizioniottimali per la pianta.Tavola delle risorse agricole provincia di Avellino: piano territoriale coordinamento provinciale.I colori si riferiscono a diversi vini DOC coltivati mentre i punti colorati a prodotti tipici (pomodorinocciole e castagni).Incrociando le risorse forestali e agricole con i dati sulla capacità d’uso (per esempio il faggio con la classe5), si evidenzia una corrispondenza tra le specie o coltura praticata e la capacità d’uso del suolo.La carta di capacita di uso del suolo o carta di vocazione agricola puo ricavarsi anche con Gissovrapponendo semplicemente la carta della risorse agricole in atto, con una carta di storia di uso del suolo edi una dei vincoli paesaggistici-idrogeologici. Un’altra carta, che viene costruita con lo stesso percorso è lacarta forestale, che mi indica le aree forestali con le specie prevalenti che mi servono per capire come gestirecerte realtà sul territorio. La carta forestale si costruisce attraverso campagne forestali che consentono didisegnare la struttura. La scala del colore mi fornisce la copertura di ogni specie prevalente. Il bosco dellaPartecipanza è rimasto per ragioni storico-culturali. Intorno all’anno 1000 gli abitanti di Trino Vercellese,tagliavano il bosco per il fabbisogno e poi lo lasciavano ricostituire per 20 anni (primo esempio di gestioneforestale).- Carta della stabilita dei terreni : carta tematica dove i vari colori definiscono le classi di franosità da nonfranose a sicuramente franose; anche qui si assegnano dei punteggi a parametri come: quantità pioggiaannuale, inclinazione pendio, stratificazione rocce, presenza o meno di copertura vegetale, in modo da avereun punteggio finale e quindi definire le varie classi di franosità. Si può anche fare con Gis sovrapponendouna carta pluviometrica con una carta delle acclività e una carta geologica evidenziando soprattutto leformazioni argillose.Classe 1 2 3 4 5Molto Probabilmente Mediamente Poco Non franosa17
  • 18. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Litotipo e inclinazione strati molto medio-alti mediamente poco per niente dissestabili‘ 50 40 30 20 10Pendenza > 75% 75-55% 55-35% 35-15% < 15 %‘ 25 20 15 10 5Vegetazione priva erbacea cespugliosa boschiva rada molto boschiva ‘‘ 15 12 9 6 3Piovosità >1600 1600-1300 1300-1000 1000-700 < 700 mm‘ 10 8 6 4 2Valore franosita Tot 100 80 60 40 20Esempio di carta stabilita dei terreni con simbologia geomorfologica (dal sito regione emilia romagna).18
  • 19. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000- Carta della sicurezza per i fabbricati e infrastrutture: si prende la carta precedente, la frequenza storica deisismi, nonché la storia delle popolazioni in modo da assegnare anche qui dei punteggi e definire varie zone adiverso grado di sicurezza.- Carta del dissesto idrogeologico: essendo una delle principali cause del dissesto idrogeologico la carenteregimazione delle acque, si é preso come indicatore per tale fenomeno la capacita di ritenzione idrica delsuolo. La metodologia é detta SCN (curve number procedure) dove si valuta la capacita di deflussosuperficiale tramite: CN x precipitazioni.Con CN variabile da 1 a 100 determinato in funzione: tipo suolo, uso suolo e lavorazioni. Maggiore lacapacita di deflusso superficiale e minore la capacita di ritenuta idrica dei suoli.- Carte faunistiche: ci interessano perché ad ogni presenza faunistica corrisponde un ambiente diverso, ognispecie si è adattata ad un determinato ambiente e mi può dare informazioni sullo stato di salute dell’ambientesteso .Sono utili anche le rotte migratorie degli uccelli.Il controllo della qualità delle acque può avvenire con l’ indice IBE (Indice Biologico Esteso).Alla fine quello però che serve fare é la carta di vulnerabilita naturalistica che mi deve evidenziare gliecosistemi da proteggere o recuperare.- Carta storico-culturale: beni culturali presenti sul territorio (ogni pallino rosso corrisponde ad un bene adalto interesse).* Si ricorda che nella pianificazione urbanistica il concetto di rete ecologica (sistema interconnesso di unitaecosistemiche nelle e fra le quali conservare la biodiversita) viene ripreso per definire le destinazioni e gli usidel territorio, che tengano conto delle componenti naturali e antropiche, nonche delle loro interazioni. La reteecologica é articolata in varie componenti: aree centrali, zone cuscinetto e corridoi di interconnessione(greenways) che assolvono al ruolo di congiungere le aree ad alto valore naturale e assumono particolarerilievo in ambito urbano. Le reti ecologiche sono state acquisite nella pianificazione tramite direttivecomunitarie quali 79/409 CE (direttiva uccelli) e 92/43 CE (direttiva habitat). Il corridoio ecologico èessenzialmente uno spazio di territorio naturale che esiste di per sé o che viene creato dall’opera dell’uomotramite opere di ri-naturalizzazione, cioè di ripristino della diffusione di specie vegetali autoctone. E’composto da un adeguato insieme di habitat tra di loro interconnessi, che permettono lo spostamento dellafauna e lo scambio genetico tra specie vegetali presenti; con ciò viene aumentato il grado di biodiversità.La creazione di un corridoio ecologico comporta l’ampliamento degli areali di molte specie.A causa della forte urbanizzazione selvaggia, che aumenta sempre più, le nostre zone dell'Italia, hanno quasidel tutto perso le tracce del paesaggio originario, impedendo così alle comunità biologiche animali e vegetalidi svolgere il loro percorso naturale. Tipici esempi: zone umide, aree boscate, prati e pascoli incolti, siepi efilari, cinture verdi urbane.La classificazione del paesaggio: le carte viste precedentemente possono far parte delle tavole di progetto diun piano territoriale regionale o di un piano regionale paesistico o ancora di coordinamento provinciale.Il paesistico deve però contenere anche una classificazione dei paesaggi. Quest’ultima puo esseretassonomica e qualitativa. La classificazione tassonomica divide una regione o una parte in “vari tipi e unitadi paesaggi” mentre la qualitativa assegna dei valori numerici. La regione Lombardia ad esempio, nel suopiano territoriale paesistico in una tavola cartografica di progetto, ha diviso la regione nelle seguenti unitatipologiche di paesaggio: fascia alpina, prealpina, collinare, alta pianura, bassa pianura, oltre Po-pavese.Unendo le due classificazioni si ha una classificazione oggettiva. Si sa soggettivamente che un bosco apparepiù bello di un vigneto e che un vigneto é piu bello di un campo di mais. In tal modo assegniamo da 1 a 8alle bellezze geomorfologiche (8 ad una cima dolomitica, 6 montagna, collina, corso d’acqua, 4 pianuraondulata, 0 pianura). Quindi si passa alle classi di soprassuolo (8 edificato storico o aree nude, 4 edificazioneresidenziale bassa con verde o agrumeto-oliveto,2 strade e ferrovie o serre-vivai, 0 edificato residenziale-commercialecaotico e aree estrattive). A questo punto sommando si ha: 13-16 = aree ad elevato valorepaesaggistico; 9-12 = medio alto; 5 - 8 = mediocre; 0 - 4 = basso.19
  • 20. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Riepilogo degli enti per la pianificazione e gestione del territorioComunita Europea  con la PAC (politica agricola comunitaria) e Agenda 2000 stila piani eprogrammi di tutela ambientale, paesaggistica e specifiche categorie dibeni culturali lo Stato  con specifiche competenze attribuite ai singoli Ministeri (politicheagricole e forestali, ambiente, beni culturali, lavori pubblici) recepisce ledirettive e regolamenti comunitari e ne regolamenta l’applicazione sulterritorio demandando, per quanto possibile, alle singole regionile Regioni  recepiscono e applicano le direttive comunitarie mediante emissione diproprie circolari applicative e legiferano (dal DPR 616/1977) in tema diagricoltura, pianificazione urbanistica e territoriale, difesa del suolo,sanita, viabilita, ecc. Gestisce inoltre i finanziamenti ricevuti suddividendolifra province e comunita montanele Province  recepiscono per competenza regionale e hanno deleghe in materia diagricoltura, forestazione e viabilita ed emettono propri piani e programmiin ambito urbanistico territoriale ed economico in senso latoComunita Montane stesse deleghe delle province riferite ai soli territori montani e svolgonoattivita di controllo . Come le province si occupano dell’esercizio dell’ agricolturaAutorita di Bacino istituite con legge 183 /1989, hanno competenze in materia diprogrammazione degli interventi di difesa idrogeologica e idraulica dispecifici ambitiConsorzi Bonifica sono enti privati di diritto pubblico i quali, attraverso fondi raccolti datassazione di consorziati (che hanno il terreno nei consorzi )operano controlli, manutenzione, regimazione e valorizzazione degli ambientiumidi e delle acque relative ai singoli consorziEnti di Gestione  parchi regionali o provinciali (Ente Parco) , riserve naturali, eccCorpo Forestale  corpo di polizia avente competenze in materia di gestione, vigilanza esalvaguardia (e pronto intervento) di boschi e foreste, svolgefunzioni anche di controllo e applicazione dei regolamenti comunitariComuni  recepiscono le prescrizioni di regioni e provincie e controllano con i PRG20
  • 21. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Capitolo 2 Attività sismica e vulcanicaConcetti di scala e la tettonica a zolle. I concetti di scala sono importanti per capire:- banchi di roccia che si estendono lateralmente per centinaia di chilometri in una regione;- intrusioni di roccia (diapiri) innalzati per centinaia di metri per movimenti verticali gravitativi;- strutture rocciose tipiche che si estendono fino a 1000 m di profondità nel sottosuolo;- calcari duri deformati come argilla molle;- movimenti franosi che coinvolgono più di 100 milioni di tonnellate di roccia;- terremoti piu potenti di 10000 bombe atomiche.Il ciclo delle rocce, il tempo geologico (specie quello detto fossilifero degli ultimi 570 milioni di anni) e iconcetti di scala possono venire riuniti e spiegati dalla teoria della tettonica a zolle.Nel 1915, il meteorologo austriaco, A.Wegener pubblica “la formazione dei continenti e oceanici.” In talelibro si considera che l’America del sud e l’Africa un tempo erano unite a causa della somiglianza della flora,fauna e litologia, non ultimo l’incastro possibile tra le coste dei due continenti. Un tempo i continenti eranouniti, poi si sarebbero separati e frammentati come li vediamo adesso. Più in dettaglio nel Triassicoesistevano due supercontinenti Laurasia (nord america, europa ed asia) e Gondwana (sud America, Africa,India, Oceania) che iniziarono a frammentarsi andando alla deriva. Cosi la collisione dell'Africa con l'Europasecondo Suess e Argan poteva spiegare i grandi sovrascorrimenti nelle catene alpine, dato che eranonecessari elevati sforzi orizzontali per impilare rocce antiche sulle giovani. L’India staccatasi dall’Africa delsud andò alla deriva fino a collidere con l’Asia dando origine all’Himalaya.Schema del grande sovrascorrimento (faglia inversa a basso angolo) Hymalaiano; il lembo isolato esternoantico viene definito klippe.I primi studi sul chimismo delle rocce nell’interno della terra portarono a considerare uno strato inizialecostituito da silicio e alluminio in prevalenza (Sial) e al di sotto uno con silicio e magnesio (Sima). Holmes(1924) individuò come motore capace di muovere il Sial continentale, delle celle convettive nel Simasottostante per poter spiegare la deriva dei continenti. Negli anni 1930 furono scoperte nel fondodell’oceanico atlantico: le dorsali medio-oceaniche. In seguito negli anni 1950 si evidenziarono che talidorsali sono presenti in tutti gli oceani ed interessate da forti fenomeni sismici e vulcanici, con intenseanomalie gravimetriche e magnetiche. Si notò che le fosse oceaniche presentano anomalie gravimetrichenegative. Con la rifrazione delle onde sismiche, dopo terremoti profondi, si evidenziò una discontinuitàrepentina di densità delle rocce, definita Moho, che separa la crosta (continentale granitica e oceanicabasaltica) dal sottostante mantello di natura eclogitica. Infatti il basalto e l’eclogite hanno la stessacomposizione chimica. Inoltre le eclogiti ofiolitiche si ritrovano associate nelle Alpi con calcescisti per cui ilretrometamorfismo veniva visto come rocce del mantello che si ritrovano con altre di crosta. Negli 1960Hess formula la teoria di espansione dei fondi oceanici: nelle dorsali si trova lava basaltica nuova e sopra sihanno sedimenti giovani, cosi come lunghi i fianchi. Allontanandosi dalla zona centrale le colate basaltichesono via via più antiche. La riunione di tutte le teorie precedenti porta alla conclusiva “teoria della tettonica21
  • 22. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000globale o tettonica a placche”. Questa considera che le celle convettive si sviluppano nella astenosfera chesta sotto alla litosfera che comprende crosta e mantello superiore Tale litosfera è divisa in placche i cuiconfini superficiali sono delimitati dalle dorsali medio-oceaniche e dalle zone a forte attività vulcanica esismica. Ogni placca quindi è stabile nella zona centrale (cratone) ma i suoi bordi (margini) sono instabili.I margini delle placche possono essere:Margini convergenti. Viene distrutta crosta terrestre. Infatti quando due placche si avvicinano tendono asovrapporsi, quella leggera continentale si innalza e quella piu pesante oceanica va sotto, formando una fossaoceanica, e può fondere in profondità (subduzione).Tale fenomeno compensa la formazione di nuova crostabasaltica nelle dorsali e produce la formazione delle catene montuose (orogenesi). Si possono avere:- una placca continentale e una oceanica (porta solo crosta oceanica e oceano) che danno vita a cordiglierecome le Montagne rocciose e Ande;- due placche oceaniche che formano un arco insulare tipo Giava;- due placche continentali che formano catene tipo Alpi.Margini divergenti. Sono in pratica le dorsali medio oceaniche costruttive di nuova crosta.Margini conservativi. Non si crea e distrugge crosta, ma si hanno solo movimenti relativi in piano tra imargini come per la grande faglia trascorrente di San Andrea (California).Catene montuose. Le più alte catene montuose sono le più giovani. L’Himalaya é in posto da 10 milioni dianni ed il monte Everest è costituito nella sua sommità da calcari. Dopo una collisione tra marginiconvergenti agisce l’erosione. Le montagne Highlands in Scozia dopo la collisione tra una anticapaleoplacca europea con una canadese, sono state erose per 400 milioni di anni; esse consistono in graniti egneiss ovvero le rocce di base ( basamento cristallino) nelle valli dell’Himalaya.Ciclo orogenetico. Sedimentazione con formazione della fossa subsidente, quindi con la collisione tramargini convergenti si forma la catena (formazione di pieghe, faglie inverse, sovrascorrimenti, parzialefusione della crosta basaltica oceanica che mischiata a crosta continentale forma andesiti, metamorfismoregionale nelle zone centrali che presentano batoliti granitici di anatessi, mineralizzazioni per migrazioni difluidi nelle faglie attive) ed quindi inizia l’erosione. Come visto non sono riportate le colate basaltiche datoche esse sono di margine costruttivo, per cui se si evidenziano, nelle serie geologiche del passato, siriferiscono o a prima del ciclo o dopo la collisione per una diversa paleogeografia. Le lave basaltiche acuscini (pillows) invece si associano a depositi marini profondi. Queste lave si rinvengono nelle seriegeologiche sulla terraferma come vecchi brandelli di crosta oceanica non andata in subduzione. Con iltermine ofioliti o pietre verdi rinvenute sin dal 1813 nelle Alpi (serpentiniti e diabasi) sono considerate22
  • 23. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000attualmente una sezione crosta-mantello superiore di fondo oceanico secondo la sequenza: argilliti di mareprofondo, basalti a cuscino, dicchi basaltici, gabbro, peridotite. Le ofioliti si ritrovano nelle Alpi, Himalaya eCordigliera americana.Le onde sismiche. Il movimento delle placche o più semplicemente il movimento dovuto a faglie regionalicrea i terremoti. L’accumulo di energia e la conseguente rottura della roccia provoca per rimbalzo, unrilascio di energia che si propaga tramite onde sismiche. La maggior parte dei terremoti si originano(ipocentri) a meno di 20 km di profondità. Lo spostamento delle rocce in superficie puo essere di alcunimetri o assente.Scala dei terremoti. I movimenti del terreno sono rilevati dai sismografi.Si ricorda che le onde telluriche sono di due tipi ovvero onde di :- volume: onde di compressione dette prime P e onde di taglio dette seconde S (nulle in acqua);- superficie: onde L (Love) e onde R (Rayleigh), più lente ma più larghe e distruttive.Magnitudo M. Si valuta secondo Richter come il log della massima ampiezza A delle onde di Rayleigh inmicron registrato da un sismografo Wood-Anderson.Si scrive 10M = A/Ao, con Ao = ampiezza di riferimento di 1 micron per un sisma di 1 M con epicentro a 100km di distanza.Congiungendo il valore di 23 mm (ampiezza max) con 24 secondi (differenza di primo arrivo tra onde S eP), si ricava la magnitudo M = 5 da nomogramma (Hays 1980).Intensità. Gli effetti dei danni in superficie secondo la scala Mercalli consente di disegnare le isosiste equindi la zona epicentrale (zona in superficie più vicina all’ipocentro o sorgente). La distanza tra l’epicentroed il simografo vale 9 Km/sec ogni secondo di differenza tra onde P e S, quindi per il caso sopra espostorisulta: 24 x 9 = 216 km. Nelle figura seguente le isosiste sono allungate parallelamente alla direzione dellafaglia. I gradi più' pericolosi e frequenti di intensità' sismica sono: grado V (crepe nei rivestimenti), VI(cadute di intonaco e danni ai camini), VII (danni alle murature a secco), VIII (crolli parziali di edificiordinari in muratura cementata), IX (fondazioni in cemento armato danneggiate), X (crollo edifici). I diecigradi iniziali del Mercalli (1902) sono stati aumentati di altri due da Wood e Neumann (1931) per i terremoticaliforniani, considerando: log a = (1/3) I - 0,5.Cosi' per intensità' sismica I = 7,5 il picco di accelerazione orizzontale vale:a = 100 cm/sec2 = 0,1 g. Con g l’accelerazione di gravita.Per tale valore le murature a secco cedono, mentre case basse in legno resistono, dato che le prime hannoresistenza a taglio nulla, mentre il legno (rottura parallela alle fibre) presenta valori di 45-90 bar.Per intensità Mercalli X, si ha: a = g e tutto crolla.23
  • 24. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Modello di deformazione (Disegno D.Pantosti).Costruzioni in zone sismiche. Nel caso avvenga un sisma con forza orizzontale Fh = K mg, in presenzadella forza peso del manufatto W = mg, si forma una risultante inclinata con conseguente riduzione dellaresistenza per il terreno di fondazione.In genere si scrive: a = Kg, ovvero K = a/g = C I R (DM 16 gennaio 1996 ; questa é la vecchia normativamentre attualmente si danno i valori direttamente di kg ed il territorio italiano é diviso in 4 zone).Il coefficiente di intensità sismica vale C = S - 2/100, con S grado di sismicità. Le varie regioni italianehanno un diverso S (la dorsale appenninica centro- sud secondo vecchia normativa é una zona di 1a categoriacon S = 12). Per le opere la cui resistenza al sisma è di importanza primaria per le necessità della protezionecivile, per il coefficiente di protezione sismica si assume I = 1,4. Per le opere che presentano un particolarerischio per le loro caratteristiche d’uso, si assume I = 1,2. Per le opere che non rientrano nelle categorieprecedenti si assume I = 1,0. Infine come coefficiente di risposta R della struttura, si considera che sia unafunzione del periodo fondamentale T0 della stessa, per oscillazioni nella direzione considerata:per T0 > 0,8 secondi R = 0, 862 / T02/3per T0 < = 0,8 secondi R = 1,0Se il periodo T0 non viene determinato si assume R = 1,0 mentre il valore di To = N/10 (sec) dove N sono ipiani dell’edificio. In genere i terreni sciolti amplificano le vibrazioni, infatti gli edifici sui terreni soffrono dipiù le scosse di quelli su roccia, e hanno danni maggiori. L’ampiezza delle onde raddoppia passando da unsubstrato roccioso ad un terreno superficiale, per cui le zone pedemontane sono le piu pericolose dato che ilcontatto terreno-roccia é piu superficiale. Per tener conto di questa amplificazione locale, che coinvolge ilcoefficiente di intensità sismica C, é stato introdotto il coefficiente di fondazione epsilon: ε = 1 (substratorigido) e da 1,1 a 1,3 (all’aumentare dell'impedenza, ovvero velocità sismica per densità del mezzo, trasubstrato rigido e terreno superficiale). In generale per terreni molto compressibili vale 1,3. Il periodofondamentale passa da 0,3 secondi nella roccia dura a 1- 4 secondi nei terreni. Il periodo naturale ofondamentale aumenta con la profondità del terreno e con la distanza dall’epicentro. Un terreno sciolto moltospesso ha un elevato periodo e se uguale a quello To di un grattacielo si innesca il fenomeno della risonanza,con effetti catastrofici come é avvenuto nel terremoto di Citta del Messico nel 1985. Le strutture incalcestruzzo hanno bisogno di rinforzi maggiori per fermare il collasso romboedrico; questi in genere sonoeseguiti con massicci muri resistenti a taglio o da armatura di ferro diagonale nel cemento armato.24
  • 25. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Bisogna inoltre aggiungere piu armature di ferro all’intersezione colonna-trave.Le teste dei pali vengono bene incastrate alla piastra (ingl. pile cap) di fondazione e le varie piastre collegatetra loro da travi di ripartizione. Sovrastrutture di edifici e ponti vengono isolati da materiale gommoso(elastomero) che funziona come una molla; esistono anche “molle di ferro” che agiscono come assorbenti dienergia sismica.Indagini. Queste sono rivolte alla presenza di faglie recenti dell’Olocene e quindi attive. Su queste si esegueuna mappa potenziale delle isosiste e quindi nella zona epicentrale si verifica che i terreni superficiali nonsono spessi oppure sabbiosi uniformi con falda a breve distanza dal piano campagna. In California è proibitocostruire a meno di 15 m dalle faglie attive.Liquefazione. Avviene in sabbie e sabbie limose uniformi sature d’acqua quando il materiale passa da unostato solido ad uno fluido. E’ noto che per sabbie sature d’acqua la coesione é nulla e secondo il principiodegli sforzi efficaci del Terzaghi (la tensione totale σn é la somma tra l’effettiva σ * che compete alloscheletro solido e la idrostatica U) si deve scrivere per la resistenza a taglio delle terre: τ = f (σn - U )A causa della liquefazione si ha (σn - U ) f = 0, ed essendo il coefficiente di attrito tra grani f = 0, si haquindi: σn = U.Fenomeni di liquefazione sono le sabbie mobili, le quick clay, le correnti di torbida. Tra i materiali sabbiosisiltosi bisogna ricordare anche il loess che é potenzialmente soggetto a liquefazione.Previsione. La maggior parte dei terremoti avviene lungo i bordi non lisci delle zolle (v. tettonica a zolle) oal di sotto di vulcani a causa del movimento di un magma. Per la previsione sono stati considerati accumulidi stress, sollevamenti in atto, dilatazione delle onde sismiche, emissione di gas radon da fessure, variazionedel livello dell’acqua sotterranea; ma tutti questi studi non hanno portato risultati sicuri. Vengono valutati idati storici in maniera statistica e quando in una data regione, considerata sismica, non avvengono terremotida molto tempo, la probabilità che ne avvenga uno nuovo aumenta. Un metodo studiato per attenuare leonde sismiche è quello di iniettare acqua con pozzi profondi, per ridurre la resistenza a taglio della roccia, inmodo da creare fessure e scaricare l’energia accumulata. Comunque grandi terremoti profondi sono in praticaimpossibili da controllare.Fenomeni secondari legati ai terremoti. Tra i più importanti:- subsidenza: dovuta alla liquefazione o alla bassa densità relativa delle sabbie;- frane: la forza supplementare Fh = KW, fa aumentare le forze destabilizzanti del pendio;- tsunami: onde sismiche che si propagano nell’oceano formando onde del livello marino di elevatalunghezza;- sesse: oscillazioni del livello dei laghi.Carte del rischio. In geologia i rischi ambientali o naturali possono essere: rischi geologici, maremoti,tifoni, uragani. Tra i rischi geologici si hanno: rischio sismico, rischio vulcanico, rischio idrogeologico.Tra questi l’unico che può essere provocato da azione umane é quello idrogeologico (alluvioni, frane,valanghe, erosione del suolo, arretramento delle coste). In genere la protezione civile considera un rischioidraulico, sismico, vulcanico, valanghivo, geomorfologico (dissesti dei versanti ed erosione del suolo adopera di torrenti, fiumi vento, ghiaccio, moto ondoso), rischio da incendi boschivi.25
  • 26. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Negli studi di rischio geologico si utilizzano i concetti di: pericolosità, che riferisce al processo geologico, evulnerabilità che riferisce ai danni. Il rischio definito dal prodotto tra pericolosità P e vulnerabilità VR = VP, fa riferimento a considerazioni socio-economiche come perdite economiche e vite umane.Quindi la pericolosità P (ingl. hazard) fa riferimento alla frequenza di accadimento di un processo e alla suaubicazione e per valutarla é necessario studiare eventi geologici avvenuti in passato, la loro intensità e lefrequenze di accadimento. In maniera semplice la pericolosità può essere valutata come la probabilità che uncerto evento geologico possa accadere. La probabilità p che un determinato valore di intensità (portata fiume,accelerazione sismica, ecc) corrispondente ad un periodo di ritorno Tr (anni) venga oltrepassato durante unperiodo di tempo t (durata di vita di alcune costruzioni come 100 anni per dighe e 50 anni per edifici di civileabitazione) si esprime come: p = 1 – (1/Tr )Una carta delle pericolosità si può eseguire per una data zona considerando 3 aree con pericolosità: alta(47% di probabilità di accadimento per un processo di intensità i per un periodo di ritorno di 50 anni), media(31 %), bassa (11 %).La carta della vulnerabilità é più immediata dato che si assegnano dei valori tra zero ed uno per varie areeovvero ad esempio, per edifici molto distanti o prossimi ad un fiume che spesso é esondabile o faglia recenteattiva, zone vulcaniche attive, ecc. Infine il grado di rischio si valuta con i valori V*P e si costruisce lacorrispondente carta.Il rischio vulcanico. L' esplosioni vulcaniche formano i depositi piroclastici sciolti come i blocchi (grani >64 mm), i lapilli (64 mm-2mm), le ceneri (2mm-62 micron ) e le ceneri fini (< 62 micron). I lapilli, le cenerie le pomici cementate formano le rocce piroclastiche chiamate tufi mentre generalmente alle ceneri fini diambiente lacustre si da' il nome di tufiti. I tufi incoerenti sono definite pozzolane (da cui deriva il cementopozzolanico). Rocce di colore rossastro, un tempo inserite nella famiglia delle ''trachiti'' con una caratteristicastruttura a fiamme (schiacciamento della pomice), sono invece per lo più ''ignimbriti' ovvero tufi saldati edeposti da flussi piroclastici antichi.Vulcani e prevenzione. I vulcani si dividono per lo piu in due grandi categorie: vulcani a scudo e vulcani acono. I primi si ritrovano lungo i margini divergenti (Islanda) o lontano dai margini dove il magma égenerato direttamente nel mantello e risale attraverso lunghi condotti (Hawaii). Le effusioni sono lente sudeboli pendii di natura basaltica e le esplosioni sono minime l’ambiente è abbastanza arido con poca vitabiologica. I secondi sono legati a margini convergenti (Krakatoa, St Helen) ed il magma é generato a causadella subduzione e parziale fusione della crosta.Il magma più viscoso associato a gas, provoca effusioni esplosive di natura andesitica (Etna) o riolitica(Eolie). Oltre alla formazione di ceneri, molto pericolosi sono i flussi piroclastici (gas caldo con ceneri) chelungo i pendii può trasformarsi in “lahar” una forma di flusso fangoso che precipita a valle velocemente acausa del contatto del gas con acque sotterranee o ghiacciaio.In funzione dell’altezza della nube eruttiva (km) si ricava l’indice di esplosività :< 0,1 km 0,1 - 1 1 - 5 3 - 15 10 - 25 kmNon esplosiva piccola moderata quasi grande grande26
  • 27. Yusuf Morrone Geologia Ambientale www.ainsi.it/Geologia2000Le attività secondarie vulcaniche. Sono collegate con il raffreddamento di magmi in profondità ecomprendono: sorgenti termali (tiepide 20-30°C, calde 31-35°C, caldissime 36-45°C, ipertermali > 46°C),mofete (sorgenti fredde ricche in CO2) solfatare (vapore ricco in H2S con deposizione di zolfo persublimazione), fumarole (emanazioni di vapore surriscaldato ricco in CO2 ma anche di anidride borica) egetti geyser. L’acqua originaria dei geyser (temperatura 121,8°C, gia a 13 m di profondità) é di originepiovana e una variazione della pressione superficiale provoca la risalita di getti a 80-90°C ricchi di mineralidisciolti: carbonato di sodio, silice, ecc.Il controllo. Viene eseguito nei vulcani a scudo attraverso un monitoraggio sismico che può anticiparenuove e ripetute effusioni. Nei vulcani a cono invece si studiano le variazioni chimiche di fumarole esorgenti. La termografia all’infrarosso con telerilevamento, consente di rilevare aree calde. Le eruzioniparossistiche sono spesse precedute da deformazioni del suolo rilevati tramite tilmetri. Infine localivariazioni del campo magnetico sono a volte messe in relazione con la smagnetizzazione di rocce riscaldatesopra il punto di Curie da un magma superficiale. Nel tentativo di bloccare la lava si ricordano sbarramentidisposti diagonalmente al pendio per deviarla. Alcuni esperimenti sono stati fatti usando esplosivi in mododa deviare il flusso lavico in un alveo opportunamente predisposto. In Islanda nel 1973 furono usate potentiidrovore in modo che una grossa quantità di acqua formò il raffreddamento di un potente strato.27
  • Fly UP