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Il graticolato ed il Muson: una ricognizione con google earth

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IL GRATICOLATO, LE MOTTE, LE ANTICHE VIE VENETE. RISCOPERTE CON GOOGLE EARTH
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  • 1. IL GRATICOLATO ED IL MUSON UNA RICOGNIZIONE CON GOOGLE EARTH L’IDROGEOLOGIA Non si può visitare il graticolato con la sola guida del manuale del piccolo agrimensore romano: bisogna soprattutto conoscere e “capire” il territorio. Personalmente, dopo questa passeggiata virtuale, ho ulteriormente rafforzato la percezione di un ambiente piuttosto paludoso ed impervio, tranne nel quadrato idilliaco di Borgoricco, beninteso. Il Muson ha invece dettato la sua legge ai Veneti che certamente, per primi, hanno provato ad ordinare il territorio a nord di Camposanpiero : molto incerto e problematico distinguere l’eventuale apporto di Roma in questo territorio. LE NOSTRE STRADE C’ERANO BEN PRIMA DEI ROMANI A sentire certi autori locali, si ha l’impressione che fossimo dei selvaggi, al momento dell’annessione a Roma. Invece i tracciati delle vie Aurelia, Pagnana e Postumia, era usati dalla preistoria : semplicemente delle “autostrade” hanno rimpiazzato le nostre vecchie provinciali. Una questione più di risorse che di know how: andate a vedere a Padova alcune vie venete, portate alla luce anche di recente. LE MOTTE, I CASTELLIERI ED IL CARAVANSERRAGLIO L’aerofotogrammetria pare aver evidenziato una regola nella disposizione di questi luoghi di rifugio: ho trovato una conferma anch’io, tra le motte di Godego ed il castelliero di Vallà. Ho sentito ipotizzare motivazioni magico-religiose! Secondo me, questi pragmatici allevatori avevano esigenze ben più urgenti ed utilitaristiche. Ho visitato un caravanserraglio in Turchia, mi pare ragionevole pensare che le nostre strutture, certo molto più rudimentali, avessero la stessa funzione protettiva per animali ed uomini, in un ambiente molto ostile, da ogni punto di vista, ma soprattutto di notte. In questo caso, la distanza misurata potrebbe corrispondere allo spostamento medio giornaliero di un branco di animali al pascolo. Questo argomento, con lo stesso titolo, è disponibile in rete anche incluso nel documento “La storia sulle rive del Muson” Per una panoramica di tutte le pubblicazioni vedi: http://rivemuson.wordpress.com/
  • 2. INSEDIAMENTI E PENDENZA DELLA PIANURA VENETA 1 2 3 4 5 6 7 Quando i corsi d’acqua irrompono nella pianura, continuano a mantenere la direzione assunta nelle valli per un certo tratto, approssimativamente nord-sud, verso il Po. Prima o poi questa componente si attenua e prevale la pendenza ovest - est, verso il mare. Tutti i principali insediamenti dei Veneti sono posizionati nel punto di questa svolta, dove, di solito, c’è anche una confluenza di più corsi d’acqua. 1 Verona 2 Vicenza 3 Padova 4 Este 5 Montebelluna 6 Oderzo 7 Graticolato Este : l’insediamento più importante. Era posto sull’Adige, che mutò la sua corsa nel 589 d.c. Montebelluna : una serie di indizi sembrano indicare che la deviazione sia relativamente recente,a livello geologico, mancano studi sicuri Presso Campo San Piero Il Muson di Monfumo confluiva con il ramo di risorgiva, proveniente da San Martino dei Lupari, continuando poi parallelamente agli altri corsi di risorgiva. A sud, una rara, preziosa e vasta zona asciutta, veniva accaparrata da Roma per realizzare il graticolato, come ricompensa per i suoi legionari 4 5 7
  • 3. Il Brenta ed il Piave si sono aperti la via verso il mare “camminando” sopra i loro stessi depositi alluvionali. Al centro tra i due si è formata una vasta e profonda depressione, che si è andata man mano colmando, con gli ulteriori apporti alluvionali: il Muson, con i suoi numerosi, piccoli, affluenti, convoglia le acque di questa vasta zona. Il Piave all’inizio scendeva dalle parti di Cornuda, poi deviò bruscamente a est, a causa dell’ostruzione generata dallo stesso fiume, il Montello. IL MUSON NASCE DA UNA DEPRESSIONE Brenta Muson
  • 4. ALTIMETRIA DAL BRENTA AL PIAVE I CAPRICCI DEL PIAVE Come illustrato nella diap. precedente, ho rappresentato qui, nei grafici altimetrici, il profilo da un fiume all’altro, i corrispondenza dell’inizio, metà e fine dell’Avenale. Mentre il Brenta ha colmato la depressione, il Piave, allontanandosi, ci ha lasciato in eredità, tra l’altro, una specie di palude, che noi chiamiamo affettuosamente “ i prai”. L’altimetria deve essere una chiave fondamentale per interpretare tutta la struttura fluviale e, nella fattispecie, la brusca deviazione del Muson verso est a Camposanpiero. Muson, 71slm Montello Metà Avenale Fine Avenale prai prai prai Inizio Avenale 56 44 54 65 80 11 26 45 BRENTA PIAVE
  • 5. ALTIMETRIA DELL’AVENALE TRA VIA PAGNANA ED AURELIA LA BONIFICA Il nostro territorio deve essere stato particolarmente disagevole ed inospitale, a nord di Camposan- piero. Roma si è tenuta ben lontana da qualsiasi intervento in queste zone, allora sicuramente semidisabitate e non attraenti, cioè poco redditizie. I nostri eruditi locali, quasi sempre tendono ad ignorare il grande apporto di Venezia. Dobbiamo onorare i nostri antenati, i Veneti e più tardi la Serenissima, ai quali va il merito della bonifica dei “Prai” : una rete fittissima di canali. L’Avenale è il collettore principale e delimita esattamente il lato est della depressione. Muson Avenale fine Muson Avenale metà Muson Avenale inizio Via AureliaVia Pagnana Le due vie sono evidenziate nella diap. seguente 43 57 76 67 71 55 53 43 43 70 57 49
  • 6. LE VIE VENETE PRESSO IL MUSON Asolo Castelfranco Astego Muson Motte Castelliero Vallà Cendrole Santuario Montebelluna Importante città veneta dopo Padova ed Este Tumulo
  • 7. IL SELVAGGIO ED IMPRATICABILE MUSON LA SUA SCAPESTRATA GIOVINEZZA Prima dell’intervento dell’On. Maria Pia Del Canton, l’alveo era molto meno profondo, estremamente irregolare, ostruito da una vegetazione selvaggia, mancavano gli argini rialzati che vediamo adesso. In questi ultimi anni è stata anche razionalizzata tutta la complessa struttura idraulica della zona, ottimizzando ed equilibrando le portate. Gli allagamenti erano frequenti, interessavano zone molto più ampie di quanto possiamo immaginare noi. I SUOLI IMPERMEABILI L’altimetria non basta certo a spiegare la grande complessità del nostro contesto idrografico ed un lavoro, anche con un obiettivo meramente divulgativo, richiede una competenza adeguata ed una grande mole di mezzi e di tempo: questa invece è solo una ricognizione per dilettanti. Sintetizzando brutalmente, il materiale alluvionale, apportato dai due grandi fiumi, si è separato durante il tragitto verso il centro della depressione (Muson), diminuendo progressivamente la sua granulometria. I terreni, ghiaiosi e molto permeabili a nord est, diventano progressivamente argillosi e meno permeabili avvicinandosi al Muson. Il fenomeno è molto accentuato dal lato del Piave e a partire da nord, basta pensare ai “prai” da Godego. Quindi, vaste zone depresse si allagavano, ma rimanevano impraticabili a lungo, perché le acque venivano assorbite molto lentamente dal terreno. CONTESTUALIZZARE Uno studio un po’ approfondito del territorio potrebbe illustrare meglio come gran parte del Veneto fosse abbastanza paludosa ed impraticabile, diventerebbe banale capire perché gli insediamenti dei nostri antenati si fossero concentrati presso qualche altura naturale o artificiale ( Motte). Il linguaggio del territorio ci può svelare segreti molto più interessanti di quanto ci possano testimoniare tutti i cocci ed le monete “romane” rinvenute finora nella nostra zona.
  • 8. Montebelluna Asolo Castelfranco (1) Astego Motte Muson Monfumo Brenta S. Martino dei Lupari Sile Piave (1) difficile ritrovare il tragitto dell’Aurelia qui Padova Treviso I GRATICOLATI
  • 9. A VENEZIA IL MERITO DELLE GRANDI OPERE IDRAULICHE IL MUSON DEI SASSI Il Muson di Monfumo trasportava molto materiale fino al mare, rischiando di compromettere la navigabilità locale. Invece il ramo, che parte presso San Martino dei Lupari, è alimentato da acqua di risorgiva e non presenta questo problema. I due rami si incontravano a Camposanpiero e proseguivano verso Mirano ( Muson vecio). Venezia deviò il corso del Muson di Monfumo a Camposanpiero, costruendo il Muson dei sassi, che si immette nel Brenta. Invece il ramo di risorgiva continua a percorrere il vecchio alveo. Montebelluna Asolo Padova Astego Muson di Monfumo San Martino dei Lupari Brenta Camposanpiero
  • 10. IL MUSON DI MONFUMO ENTRA NEL BRENTA A PADOVA
  • 11. Ecco una parte delle numerose ed importanti opere idrauliche realizzate dai veneziani, anche, ma non solo, per tutelare la città: quanti battibecchi e scaricabarile per un minimo di manutenzione preventiva oggi. ALTRI INTERVENTI DI VENEZIA Muson di Monfumo Muson dei sassi http://it.wikipedia.org/wiki/Brenta
  • 12. LA ZONA DI RISPETTO DEL BRENTA VERSO BASSANO
  • 13. CAMPOSANPIERO:LA CENTURIAZIONE TERMINA BRUSCAMENTE Centuria a CampoSanpiero Muson vecio BORGO RICCO Ho letto strampalate teorie sull’origine tedesca del nome: il termine è certamente romano ed è coerente con lo sviluppo della centuria in quella zona. Sostanzialmente, i borghi romani sono gli antenati dei castelli medioevali, una fortificazione al centro di un territorio donato a delle milizie con il duplice compito di coltivare le terre e di difendere militarmente il territorio. Ovviamente queste iniziative abbondavano in zone ostili, di barbari, come appunto la Germania di allora, per quello lì è così diffuso il termine “Burg”. http://it.cukwiki.com/wiki/
  • 14. LA CENTURIA ED I SUOI SOTTOMULTIPLI CENTURIA “VENETA” (5000 x 7 X 14) 500000 m2 scala 1: 10000 7x14 campi trevisani 2 CAMPI = 1 ETTARO = (100 X100) = 10000 m2 CAMPO TREVISANO 50x100 = 5000 m2 scala 1:2000 CENTURIA ROMANA (711,6 X 711,6) 500000m2 10 x 20 jugeri scala 1: 10000 JUGERO 35,6X71,2 = 2500 2 JUGERI = 1 HEREDIO= (71,16x71,16 ) = 5000 m2 scala 1:2000 Come misuravano la terra i Veneti e gli altri popoli italici? Certo non hanno aspettato i romani per suddividere i loro campi. Districarsi nella forsennata diversifica- zione, da una provincia all’altra, probabilmente sopravissuta ai probabili sforzi di standardizzazione di roma, farebbe impazzire anche il più fanatico degli eruditi. Per esempio, oggi approssimiamo a 5000 m2 il campo trevisano, mentre la sua misura esatta dovrebbe essere pari a 5204,69 m2. In realtà l’errore tra la centuria alla “Veneta” e quella alla “romana” è molto minore in “piedi” di quanto appaia dopo l’arrotondamento in metri. Interessante la compatibilità delle due unità misura, entrambe sottomultipli dello stesso modulo quadrato.
  • 15. A BORGORICCO : CENTURIAZIONE MOLTO INTEGRA scala 1:44530 campo jugero perimetro = 2823 ; 2823/4= 706 m Lato nominale = 712 m L’orientamento, l’ortogonalità, le misure della centuria sono perfettamente integre. Più complesso capire l’evoluzione dei sottomultipli, campi o jugeri? In questo caso, considerando la rozzezza della mia verifica, mi pare decisamente ben conservata la misura romana.
  • 16. dove il graticolato è più visibile CENTURIA A RIESE Centuriazione poco visibile a oriente dell’Aurelia. La suddivisione segue piuttosto l’orientamento del Muson, fino ad una distanza notevole. Più visibile a occidente, ma meno evidente rispetto a Borgoricco. La disposizione dei campi ci può far capire fin dove arrivasse l’impatto del torrente in una zona pochissimo permeabile, acquitrinosa.
  • 17. CENTURIA A RIESE 1)Il perimetro della centuriazione è deformato e confuso. 2) Il Muson compie una forte deviazione a Campo- sanpiero, la via Aurelia lo segue, ma ad una distanza di sicurezza dai “prai”. La centuria a Riese è ortogonale alla via Aurelia e non risponde a tutti i canoni classici della centuriazione. 3)Anche le tracce dei sottomultipli della centuria mi sembrano particolarmente incerte, forse più vicine al campo trevisano. campo jugero scala 1:41000
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