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www.confronto.org Venerdì 1 Marzo 2013 Anno X - Numero 5 Rubeis assediato in una città a cinque stelle spedisce i fedelissimi in crociata contro Sassano. E Bertucci vuole le primarie per il sindaco Pronto a cadere a pag. 5 Elezioni choc: il nord est è di Grillo Dati e commenti per ogni Comune RISTORANTE Aperto tutti i giorni a pranzo e cena fino alle 24.00 all’interno Pizza alla pala e pizze tonde TAVOLA CALDA ESPRESSA A PRANZO SI ACCETTANO BUONI PASTO 10,00 € a persona Per contattarci 0774 344201 GUIDONIA - Via Umberto Maddalena, 38 Tel. 0774.304066 - www.pizzamore.it 10,00 € a persona e-mail redazione@dentromagazine.com Pren o Primo Secondo e contorno 1/2 litro di acqua Menù Festa della Donna 00 € Fritti, Pizza No Stop Pizza con Nutella tuo tavolo! il a Bevanda e caffè t seguici su 2 SPECIALE ELEZIONI Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org Le politiche a Roma e provincia Pdl e Pd a pezzi Grillo stravolge e vince Prima lista a Lazio 1 con il 28,8%, gli elettori abbandonano i partiti Nei comitati elettorali volti funerei e toni da oltretomba. Tra le 15 e le 16 del pomeriggio di lunedì quando è appena iniziato lo spoglio delle schede per il Parlamento, gli instant poll danno il centrosinistra vincitore alla Camera e persino al Senato. Dopo un'ora monta uno schema con numeri strabilianti in un'unica direzione: i cinquestelle avanzano dappertutto. I dati di Lazio 1 (cioè Roma e provincia) per la Camera dei deputati segnano una svolta epocale, il movimento di Grillo è primo con il 28,8%, davanti al Pd come lista ed è vincitore nei più importanti Comuni della provincia, Guidonia Montecelio, Tivoli, Mentana, Fonte Nuova, per rimanere nel nord est. Come coalizione risulta primo il centrosinistra con Sel che porta un 4,2% e il Pd che si ferma al 27. Mentre il centrodestra tutto non va oltre il 25,3% con il Pdl al 20,6, Fratelli d'Italia un buon 2,6 e La Destra all'1,8. Rivoluzione civile registra 2,7%. Il Pdl perde a Roma e provincia un milione di voti, nelle politiche del 2008 – sempre alla Camera – il partito era nell'olimpo del 41,08%. In caduta libera anche il Pd che in quell'occasione (Veltroni candidato premier e alleanza con l'Idv) stava al 39,15%, dodici punti percentuali in più rispetto e oggi. L'area di centro rappresentata da Monti vede un voto complessivo di coalizione pari all'8,9%, con il 7,1 della lista del premier e i drammatici risultati di Udc (1,3) e Fli (0,5). Da quelle parti è un'ecatombe, Fini non entra in Parlamento e per lo scudo crociato c'è un solo posto. Al Senato che funziona con ripartizione dei seggi su base regionale, il Pd ottiene il 28% e Sel il 3,5, per quanto riguarda i democratici esattamente nove punti in meno dal 2008 quando la percentuale era del 37,2. Il centrodestra al Senato supera di Editoriale L’Italia intera trema E a Guidonia invece parte la crociata delle tabelline L'onda d'urto colpisce i partiti, il sistema politico non sarà più lo stesso: il movimento 5 stelle di Grillo si impone come nuovo protagonista della stagione difficile che l'Italia vive (e sopporta). Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio lasciano tramortiti i vincitori sulla carta – i democratici – e forniscono debole energia al Pdl dato per morto. Una boccata appena, legata solo e soltanto a quanto Berlusconi è riuscito a fare in campagna elettorale in un quadro che vede però il partito in un tracollo impietoso di consensi, perde sei milioni di voti, la metà di quanto ottenuto nel 2008. Erosa la fiducia nei blocchi tradizionali, perché anche per il Pd non ci sono bottiglie da stappare: i democratici vedono sfumare quasi quattro milioni di voti, un terzo di quanto registrato cinque anni fa. Alla Camera dei deputati – a livello nazionale – si accaparrano per un soffio il premio di maggioranza ma al Senato è l'ingovernabilità. Nessuno vince e la flebile performance di Mario Monti toglie di mezzo ogni chance. Il premier uscente ne esce con le ossa rotte, Fini è spazzato via dal Parlamento, l'Udc di Casini sopravvive negli scranni grazie ai meccanismi della legge elettorale celebrando però il de profundis di una classe dirigente (a suon di zero virgola). C'è una democrazia da riformare. Questa è la lezione impietosa che accomuna tutti, e tutti sono perdenti di fronte all'avanzata del movimento cinquestelle, sottostimato dai sondaggisti fino all'ultimo minuto utile e oggi primo partito d’Italia pur non essendo un partito. Non è un campanello d'allarme è una fanfara. In quell'onda anomala ci sono gli elettori del Pdl, quelli del Pd e gli indecisi. Un fenomeno senza precedenti nell'Italia repubblicana, il movimento entra nel cuore delle istituzioni, e non si può minimizzare. Il punto non è la demagogia di Grillo, la fragilità del programma, lo strisciante populismo. Non è il “comico” il problema, ma la marea che non crede più alle liturgie delle stanze. Chi sono i grillini? I giovani, anzi i giovanissimi della generazione “y” che vivono navigando in rete e parlano sui blog, e tante, tante persone comuni. Uomini e donne con radici politiche tra le più disparate unite dall'esasperazione per gli effetti reali della crisi economica e dal disprezzo per una politica arroccata tra i privilegi e i conticini di Palazzo. Il risultato delle urne è una frustata al meccanismo. Recuperano i partiti nelle regionali (il Pd per essere precisi) ma la strada è segnata. E mentre l’Italia scopre una stagione nuova e precaria, mentre le schede elettorali impongono riflessioni al di là dei tatticismi e delle strategie di sempre, nelle amministrazioni locali di città importanti della provincia di Roma si marcia a passo svelto verso il passato. Tivoli è inchiodata al sesto rimpasto di Giunta, Mentana è senza una maggioranza e Guidonia Montecelio si perde nelle liti da preferenza. Nella terza città del Lazio il cerchio magico del sindaco popolato dai fedelissimi che dicono di volere solo il meglio per lui si scatena in cerca di colpevoli per il risultato di un candidato - Aurigemma - che poi è stato anche eletto. Varcata la soglia del Palazzo si entra in un mondo parallelo. Sempre che lo scopo perseguito con la crociata delle tabelline non sia andare a casa. Gea Petrini poco il 23% contro il 43,9 di cinque anni fa, gli alleati si attestano intorno al 2%, con Fratelli d'Italia di uno 0,3 sopra La Destra. Il listone di Monti è a 7,5% e zero senatori, il movimento 5 stelle invece prende sei seggi con il 25,9%. Dopo queste elezioni sul campo rimangono morti (Udc e Fli) e feriti (Pd e Pdl), nelle città il voto mantiene questo stesso orientamento, Grillo è primo, il Pd perde una media di dieci punti percentuali ma si riprende nelle regionali e il Pdl dimezzato regge nei piccoli Comuni, sia per le nazionali che per il Lazio, San'Angelo Romano, Palombara, Marcellina preferiscono Berlusconi e Storace, non Castel Madama che premia il centrosinistra. Sul fronte degli eletti in Parlamento di questa area va a alla Camera dei deputati Andrea Ferro del Pd, consigliere comunale di Tivoli, Monica Gregori, 32enne di Cineto Romano e Carlo Lucherini dal fortino rosso di Monterotondo direttamente nell'Aula di Palazzo Madama. gp Zingaretti è Presidente di Regione La geografia del nuovo consiglio Vince Nicola Zingaretti, il nuovo presidente della Regione conquista il Lazio con il 40,6%, un risultato importante in termini di consensi che sposta numeri rispetto alla contestuale consultazione del Parlamento, tanto che il Pd si afferma primo partito (al 29,7%) e il movimento cinquestelle con il 16,6 perde terreno rispetto a quanto registrato alla Camera, Storace va all'opposizione dopo aver sommato un voto di coalizione del 32% con il Pdl al 21,20. Sono cinquanta i consiglieri – questa è la grande novità – e l'Aula si compone così: centrosinistra 28 consiglieri, centrodestra 13, Movimento 5 Stelle 7, civica Bongiorno 2. Dalla parte della maggioranza gli scranni saranno occupati dai dieci del listino di Nicola Zingaretti (Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Maria Teresa Petrangolini, Riccardo Valentini), un consigliere a testa, da Roma, per Sel (Gino De Paolis), Psi (Oscar Tortosa) e Centro Democratico (Piero Petrassi). E' il Pd che mette il numero maggiore di eletti, tredici uno a testa da Latina (Enrico Maria Forte), Frosinone (Mauro Buschini) e Viterbo (Enrico Panunzi) e dieci da Roma: il super votato Daniele Leodori che arriva In Regione con 22.748 preferenze, Massimiliano Valeriani (18.202 voti), terzo degli eletti Il centrosinistra si prende 28 seggi: ecco i super votati di tutti gli schieramenti Marco Vincenzi (16.069), quindi Mario Ciarla (14.278), Rodolfo Lena, Eugenio Patanè, Gianfranco Zambelli, Fabio Bellini, Simone Lupi e Riccardo Agostini. Due, entrambi da Roma, i consiglieri espressione della lista civica di Zingaretti, Michele Baldi e Gianluca Quadrana. All'opposizione il primo dei candidati presidente non eletto, Francesco Storace, un consigliere a testa di Fratelli d'Italia (Giancarlo Righini), La Destra (Fabrizio Santori) e lista Storace (Olimpia Tarzia) tutti delle liste della capitale. Ecco quindi i nove consiglieri del Pdl, uno a testa da Latina (Giuseppe Simeone), Frosinone (Mario Abbruzzese) e Viterbo (Daniele Sabatini), e sei da Roma dove la selezione delle urne ha riservato conferme e clamorose sorprese. Entrano Luca Gramazio (18.736 preferenze), Giuseppe Cangemi (15.790), Pietro Di Paolo (14.163), Antonello Aurigemma (12.322), Adriano Palozzi (12.089) e Fabio De Lillo (9.852). In consiglio siederanno cinque esponenti del M5S di Roma (Davide Barillari, Devid Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò), e uno a testa da Latina e Viterbo, Gaia Pernarella e Silvia Blasi. La civica Bongiorno porta alla Pisana due consiglieri: uno da Roma che è Pietro Sbardella e uno da Frosinone, Fabio Forte. Su cinquanta consiglieri solo nove donne e nessuna dal Pdl e dal Pd. Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org SPECIALE ELEZIONI 3 cipita allo 0,92%, un numero che segue il trend nazionale al quale non si riesce ad opporre resistenza, Futuro e Libertà poi è un fantasma che si aggira sullo 0,47. Messi insieme nelle alleanze ottengono il 6,62%, la coalizione della galassia berlusconiana invece il 28,2 perché c'è anche Fratelli d'Italia che alla prima uscita elettorale conquista il 2,17% e La Destra che con il 2,46% perde più della metà dei voti, nel 2008 erano il 5,44%. Un'altra stagione è finita. L'intera coalizione di centrosinistra (con Sel al 2,80 e Centro democratico allo 0,23%) naviga sul 26,41%. Per Rivoluzione civile non si va oltre il 2%. Vedendo lo scrutinio del Senato lo scenario varia di poco, il movimento di Grillo è ancora primo con il 31,2%, il Pdl rimane al 23% e il Pd guadagna un paio di punti (25,5%), Monti cresce appena con il 5,8 ma qui la lista è unica insieme a Udc e Fli, è la prova del nove che casiniani e finiani apportano nulla al progetto complessivo. Il resto dei partiti confermano pressoché invariato il dato della Camera. Un altro scossone arriva però con lo spoglio delle regionali dove vince Zingaretti con il 37,4%, Storace si blocca al 30 e i cinquestelle scendono al 23,5. Sono i numeri del Pd a cambiare rispetto alle nazionali, i democratici vanno al 29 e qualcosa recuperando sei punti percentuali, il Pdl guadagna appena un punto e la civica montiana della Bongiorno è ferma al 4,19, va peggio che al nazionale. E' dai grillini che tornano voti al Pd. Sono le preferenze a tirare ma non per tutte le liste nello stesso modo. Boccone amaro universale e ancor di più per chi guida la città, il Pdl prende meno che a Mentana e Fonte Nuova e solo due punti in più della Tivoli nella crisi perenne del centrodestra. Gea Petrini Lo strappo è repentino e si chiama movimento 5 stelle, prima lista a Guidonia Montecelio. Ci sono, e sono tanti da costringere i partiti tradizionali a percentuali da impallidire. La formazione di Grillo fa il pieno con il 33% alla Camera, il Pd e il Pdl piombano al 23% con un lieve vantaggio dei democratici. Si sono spostati migliaia di voti dalle ultime elezioni, consensi che si muovono ancora nelle contestuali regionali dove Bersani balza primo con il 29,2. Occhi puntati su ogni casella di queste cifre perché tra un anno – sempre che si arrivi a fine mandato – ci si gioca la partita delle comunali. Sono le schede delle politiche a segnare il punto di non ritorno nelle 68 sezioni elettorali della città. Un terzo degli aventi diritto non va ai seggi e i 48mila cittadini che invece scelgono le urne decidono così. Alla Camera Grillo al 33,27, Pd al 23,40 e Pdl al 23,27. I democratici rispetto alle consultazioni del 2008 vedono sparire il 12% dei voti, più difficile il paragone con le ultime amministrative perché nel 2009 la grande diaspora con Lippiello candidato in altra coalizione civica ha spezzato il voto, 17 al Pd e 16 per sé. Dalle parti del Pdl che governa Guidonia vanno in fumo ben 20 punti percentuali (aveva il 42,19) e rispetto alle comunali 3.400 consensi. L'annotazione è che il sostegno del consigliere Michele Bianco alla lista nazionale del Mid (prende 176 voti e lo 0,37%) se poco cambia alla squadra che ha sostenuto qualcosa comporta in quella di cui porta la maglia in assise. Il Pdl sta sotto il Pd giusto di 60 voti, per questo 0,13% è confinato al terzo posto. Per i maggiorenti locali l'analisi non è una passeggiata di salute, la sonora bocciatura non salva nessuno nemmeno spostandosi verso il centro dove avvengono fatti incredibili. Sempre per rimanere alla Camera infatti la lista Monti ottiene il 5,3% e l'Udc pre- Svolta cinque stelle Il movimento invade Guidonia La lista (stra)vince a danno dei partiti Il Pdl non recupera nemmeno alle regionali dove il Pd invece torna prima lista Montecelio AFFITTO Montecelio AFFITTO Guidonia Centrale AFFITTO Guidonia In piccolo condominio soggiorno, angolo cottura arredato camera, cameretta, bagno balcone perimetrale 25 mq referenziati con busta paga AFFITTO S. 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Nel Pdl vince il gruppo Bertucci, nel Pd De Vincenzi secondo e al centro sorprese Benvenuti nel regno delle preferenze per le regionali dove le componenti interne ai partiti misurano la propria forza. La tornata non è delle migliori per andare a caccia di voti, il clima è sembrato subito ostile, nessuno immagina montare la rivoluzione dolce delle urne per mano dei grillini. Ma sono andati avanti, i consiglieri comunali organizzati per correnti a sostegno dei volti di riferimento da spedire alla Pisana. Pdl e Pd fanno le cifre maggiori, i democratici portano a casa complessivamente per tutti i candidati 5.390 preferenze su 11.900 voti di lista, gli avversari incassano invece 4.934 indicazioni di nome in 9.978 voti di lista. Nel partito che governa la città prendono lo scettro i consiglieri dell'area di Marco Bertucci, il capogruppo del Pdl e i suoi portano Pietro Di Paolo assessore uscente e neoeletto in terza posizione a livello regionale. I voti per l'ex aennino sono 1.352 distribuiti a macchia d'olio in ogni quartiere con un distacco di 500 voti dal secondo arrivato Antonello Aurigemma (passato anche lui) e candidato di un nutrito numero di consiglieri, i sassaniani Massini e Tuzi, e i rubeisiani Venturiello e De Maio senza dimenticare il nuovo arrivato Pensato. Un po' poco quel 777 a segnare il totale visto che a battezzare la volata di Aurigemma spiccava il sindaco in persona. Dicono i bene Eletti Di Paolo In città 1.300 voti del gruppo ex aennino Aurigemma Si ferma a 777 il candidato del sindaco Leodori Più di 1.200 schede per l’astorriano informati che il primo cittadino abbia distribuito il suo consenso tra il secondo e il terzo in ordine di preferenze, Pino Cangemi. Giuseppe Emanuele infatti a Guidonia è il frutto della doppia operazione dell'architetto che prima ha accompagnato Di Palma fuori dai sassaniani e a seguire il consigliere Cacciamani, per poi convogliare sempre su Cangemi (che chiude con 710 voti) anche il supporto dell'assessore Casavecchia e del consigliere Bianco (in pausa dal Mid). La cronaca di un avvelenato dopo voto fa il resto. Quarto in città per il Pdl è Marco Vi- sconti che non riesce a entrare nell'Aula di Zingaretti ma segna il buon risultato di Antonio Tortora, assessore ex consigliere, che da solo mette insieme 410 voti. Quinto si piazza Erder Mazzocchi, che dall'Astral torna a casa senza passare dalla Regione, rimane a piedi il paladino delle sue tesi Mirko Benetti che gli consegna comunque 387 voti. Nel Pd c'è il consigliere regionale più votato a Guidonia e si chiama Marco Vincenzi, ben 1.836 volte è stato scritto il suo nome, spinto dai due consiglieri Guglielmo e Ciccotti ai quali sembra però difficile poter intestare per intero quel risultato. Sta lì, sotto di cinquecento schede, Daniele Leodori il super votato primo in assoluto del Lazio indicazione del capogruppo Domenico De Vincenzi e della collega Rita Salomone. La quota è 1.268 preferenze. Gli astorriani non riescono a tenere il gradino più alto del podio, l'offensiva vincenziana fa impallidire anche i più avvezzi alle dinamiche della politica. I giovani prendono il bronzo, De Angelis e Di Silvio con Agostini (eletto) a 650 voti confermano le ipotesi di previsione e nel languore generale da preferenza danno da pensare per il prossimo anno. Quindi c'è Ambrosi con 436 e Ciarla 204. Nella lista Bongiorno dei montiani prende più voti Mario Mei (rimasto fuori dal consiglio) indicato dal gruppo di Lippiello, ben 540 preferenze che nel 4% corrispondono a un terzo esatto dei voti complessivi conquistati dalla lista, secondo invece Massimiliano Maselli voluto da Valeri che chiude a 284, anche lui non andrà alla Pisana. Al terzo posto c'è Pietro Sbardella che invece è in consiglio, candidato di Pagano che segna 241 preferenze. Per i cinquestelle sono due voti a fare prima Loredana Cicerone, data per vincente fino all'ultimo rimane però esclusa dai banchi dell'opposizione. gea.pe Marini: “Il voto non è un giudizio su di noi” Male è andata male per il Pdl ma non è un giudizio sull'amministrazione. La tesi-analisi del voto è di Gianluigi Marini, consigliere comunale. “I dati di Guidonia sono in linea con quanto accaduto a livello nazionale, sarebbe scorretto prenderlo come un termometro nei confronti dell'amministrazione. Il 33% di Grillo va visto come malumore generale della gente ma non è colpa del nostro operato in città”. Il riflettore secondo l'ex aennino con il cuore a Colleverde va acceso sui numeri delle regionali, “i sei punti in meno rispetto al Pd ci devono far riflettere abbiamo un anno per invertire la rotta, altrimenti così perderemo le elezioni comunali. Ma lì Grillo non supererà il 15%, non è una forza che a livello locale può andare al ballottaggio. Si è capito comunque che gli italiani non sopportano più posizione ambigue, è il caso dell'Udc”. Sostenitore con Bertucci del candidato eletto Di Paolo, ora Marini commenta gli esiti: “Sinceramente pensavo di poter fare meglio ma vedendo la generale flessione delle preferenze e la percentuale della lista dico che abbiamo avuto un risultato ottimo, dimostrazione che il nostro gruppo lavora bene. Il voto adesso va analizzato attentamente quartiere per quartiere perché se a Marco Simone e Setteville escono poche preferenze del Pdl vuol dire che quella circoscrizione di sente lontana dall'amministrazione. Forse è il caso che si torni tutti sui territori”. Leonetti è sconfitto Arriva dodicesimo Sabatino Leonetti. L'ex vicepresidente del consiglio provinciale con una lunga storia politica a Guidonia Montecelio (dal Pci fino al Pd con un passaggio nell'Idv fino all'approdo nella civica di Zingaretti) è bocciato dalle urne. Perde Leonetti e non entra in consiglio regionale fermandosi a 1.905 preferenze. Ma la caduta libera è nella sua città dove non riesce ad andare oltre i 424 voti. Un epilogo al termine di una campagna elettorale frizzante, tra la Capitale e il bar Lanciani, cene di abruzzesi e ospitate di attori. Non basta all'ex piccolo grande uomo per imporsi nella conta regionale, isolato nel consenso dove dovrebbe avere le sue radici rimane oggi fuori dall'agone. Una parabola che darà da pensare agli analisti della politica di centrosinistra. Benetti: nel Pdl ora vanno rivisti i pesi Rimane senza bussola in Regione perché il suo candidato è fuori dai promossi ma il consigliere Mirko Benetti si dice soddisfatto comunque del risultato ottenuto e lancia frecce avvelenate dalle parti dei sassaniani dei quali bisogna riconsiderare – questo è il Ben-pensiero – la forza in termini di consenso. E' il tormentone Aurigemma che prende il largo. “Registro la disfatta del Pdl alle elezioni politiche. Per le regionali grosso modo teniamo e considero soddisfacente il dato che mi riguarda, insieme a quanto fatto da Tortora è il migliore in assoluto. Ai grillini dico in bocca al lupo, agli amici del Pdl invece vedendo i numeri delle preferenze dico che mi si aprono degli interrogativi. Mi aspettavo di più da Aurigemma, doveva arrivare primo vedendo il numero di consiglieri a sostenerlo. E' un'analisi che va fatta perché se si vuole vincere il prossimo anno bisogna capire chi rema in quella direzione e chi no”. Il convitato di pietra al quale allude il consigliere è il gruppo del Presidente Sassano. “Ci sono persone sopravvalutate in termini di voti, va individuato bene il peso di ognuno perché si potrebbero aprire scenari diversi”. Benetti vaga ormai senza consigliere regionale, su questo il giudizio è secco: “Mazzocchi è fuori perché hanno prevalso le strutture”. Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org SPECIALE ELEZIONI Bertucci è preoccupato per il contesto generale, la politica frana, la stabilità in parlamento è un miraggio. Ma non lo nasconde il capogruppo del Pdl di aver ottenuto un risultato buono nella competizione regionale a sostegno di Pietro Di Paolo. Ma è sul fronte della politica cittadina che arriva il colpo di scena inaspettato: primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra. “Il Pdl ha registrato una tenuta a Guidonia Montecelio – commenta Bertucci – a livello di preferenze ogni componente del partito ha dato il massimo, nessuno escluso, e sono i numeri a parlare in maniera oggettiva. Da questo comunque dobbiamo ripartire per confermare il governo di centrodestra il prossimo anno in città, verificando se Rubeis voglia davvero ricandidarsi come io spero o se intenda comunque fare le primarie per la scelta del candidato sindaco per riattivare la partecipazione dell'elettorato”. La fase due prende quota. 5 Bertucci (Pdl): “Primarie per il sindaco, Rubeis rifletta” Il fedele Venturiello Per Aurigemma fa esplodere la crisi L'attacco incrociato si sviluppa nell'arco di una manciata di ore, nemmeno il tempo di chiudere i seggi e guardare i voti che i più vicini al sindaco Rubeis con inaspettata violenza sferrano colpi all'interno del Pdl. Il partito è allo sbando con le ferite aperte dal voto nazionale eppure a Guidonia Montecelio sono le preferenze di Antonello Aurigemma, candidato poi eletto in Regione in forza alla componente Tajani a scuotere gli animi dei fedelissimi. Accusano il gruppo di Sassano di non aver sostenuto come loro il paladino romano, di essersi messi a riposo mentre Michele Venturiello trottava in lungo e in largo per Setteville a cercare voti. I sassaniani reagiscono e deflagra la maggioranza. E' la pravda cerchista sul web, il sito cioè di riferimento di Andrea Di Palma a pubblicare la mega intervista a Venturiello. Un affondo vero e proprio con il consigliere che rivendica per sé e la De Maio le 777 preferenze di Aurigemma spedendo al Presidente messaggi al vetriolo per l'assenza invece dei suoi, cioè di Maurizio Massini e Gianni Tuzi. Non c'è da meravigliarsi che l'aria si infiammi, trascorrono pochi minuti e sul sito di Mirko Benetti è sparata l'analisi, il flop di Sassano. La tesi poi è sostenuta a microfoni accesi. Venturiello sentito telefonicamente parte dal dato complessivo, “le elezioni politiche sono inquinate dal voto di vendetta del movimento cinque stelle, il Pdl e il Pd hanno necessità di fare sintesi con i propri possibili alleati per garantire stabilità al sistema. Non c'è comunque un giudizio sull'amministrazione”. Ecco poi le regionali, il fedelissimo dell'architetto intanto svela di aver incaricato un matematico e un esperto di statistica di studiare i dati dal 2006 a oggi, poi sintetizza che “il Pdl tiene mentre nel Pd registro il dato anomalo di Vincenzi che prende molte preferenze per essere portato da due soli consiglieri”. Chissà che ipotizza, tant'è che Venturiello arriva poi al nodo Aurigemma: “E' stato molto faticoso portare gli elettori a esprimere le preferenze, noi abbiamo un elettorato più d'opinione che fidelizzato come altri gruppi. Vedo però che dove si è spinto di più si sono ottenuti i risultati. Chi confidava nella teoria non ha portato frutti”. Dice così Venturiello eppure proprio a Setteville, il quartiere suo e del sassaniano Massini, Aurigemma si ferma a 121 voti. Sono tutti i suoi, questa è la lettura di fondo. “Registro che dove sono presente io ci sono i risultati”. Massini e Tuzi non ci stanno. La questione è politica e va oltre i numeretti. L'ombra della crisi avanza sul Palazzo, i consiglieri commentano: “Le esternazioni di Venturiello sono intempestive e prive di fondamento. Evidentemente il collega nell'intestarsi il risultato elettorale mira ad un'azione di recupero sullo stesso Aurigemma considerando che il neo consigliere regionale è stato determinante per l'elezione di Venturiello. Organizzò per lui due incontri elettorali durante i quali gli ha veicolato un ampio consenso, determinante per la sua entrata in consiglio comunale nel 2009”. Le “geometriche esternazioni” del fedelissimo sono per Massini e Tuzi ai limiti del surreale, “è sufficiente guardare il risultato ottenuto da Aurigemma a Villalba e Montecelio dove Venturiello non ci sembra abbia mai registrato significativi consensi. Se poi si aggiunge quello di Setteville tutt'altro che esaltante, consigliamo allora al collega di operare serie riflessioni prima di esternare e di non abbandonarsi a giudizi che risultano essere influenzati dall'agone post elettorale, nonché da sapienti e geometriche regie di consigliori massmediatici che come ormai è noto da tempo dettano al collega Venturiello la linea del proprio agire politico”. Non rimane che attendere la prossima riunione di maggioranza. Gea Petrini Massini e Tuzi attaccati per aver portato pochi consensi al candidato Sassano: “Venturiello capisca, la politica va oltre i decimali” Presidente Stefano Sassano, elezioni chiuse. E' stato candidato alla Camera con il Pdl, iniziamo dai risultati a Guidonia Montecelio. “I dati confermano che la città rispecchia il quadro nazionale. Certo qualora ci fosse stato lo 0,38% in più per il Pdl non solo ci sarebbe stato in Parlamento un rappresentante di Guidonia ma dell'intera provincia di Roma. Ritengo semplicistico catalogare il movimento cinque stelle come semplice voto di protesta, credo che tutti invece ci si debba interrogare su un fenomeno così importante e rideterminare la scala delle priorità nelle scelte politiche. Ristabilendo un rapporto nuovo tra eletti e elettori”. Ho letto su un sito web locale un'analisi di questo tipo: la sua candidatura non ha trainato voti al Pdl alle politiche. “A questi neo analisti della politica nostrana dico solo di guardare con attenzione quello che avviene nella realtà, in tutta questa area. Sono valutazioni che poco mi affascinano e reputo che proprio questo approccio lontano dai cittadini abbia permesso – insieme ad altri fattori – l'affermazione così forte del movimento cinque stelle anche a Guidonia Montecelio”. Senta Sassano occupiamoci di Aurigemma. Venturiello dice che non avete portato un voto al candidato. E' così? “Queste valutazioni le lascio a quei consiglieri che dovrebbero essere più attenti a leggere i dati che hanno contribuito all'elezione del mio amico Aurigemma. Venturiello dovrebbe capire che la politica non può essere declinata nei decimali. Questo approccio concorre a radicare ancora di più quel distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni”. Il capogruppo del Pdl Marco Bertucci apre alla prospettiva delle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra, che ne pensa? “Le primarie sono un importante strumento di partecipazione democratica. Ma il punto non è questo, perché nonostante possiamo dire che il Pdl abbia tenuto molto c'è fare. Nel movimento cinque stelle ci sono tanti nostri elettori, gente comune, gente perbene, la società civile, persone che non possono rimanere inascoltate quando esprimono dissenso in maniera democratica”. gea.pe. 6 SPECIALE ELEZIONI Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org L’analisi del capogruppo del Pd De Vincenzi: il crollo del Pdl è legato alla gestione comunale. Dopo Grillo è un nuovo muro di Berlino che cade “E' un altro muro di Berlino che cade, si apre una nuova pagina di storia”. L'immagine è tremenda e rende, la tira fuori in una conversazione post voto Domenico De Vincenzi, il capogruppo del Pd non glissa sul richiamo feroce che viene dalle urne all'apertura di una nuova stagione della politica. Le valutazioni non sono addolcite, “le elezioni non sono andate bene, il dato è sotto gli occhi di tutti, quello dell'area metropolitana e di Guidonia Montecelio rispecchia quanto accade in Italia. I grillini sono primi ed è una magra consolazione dire che il Pd sia secondo. Si apre un problema profondo nei partiti tradizionali, c'è la necessità di un radicale cambiamento e mi auguro che si sappia cogliere”. Gli elettori poi si sono sdoppiati, perché in quelle cabine al nazionale hanno votato cinque stelle e per il Lazio Zingaretti, “siamo contenti di aver riconquistato la Regione grazie a una personalità forte come quella del Presidente appena eletto che darà un'impronta di vera innovazione e trasparenza. A Guidonia Il voto boccia la Giunta Rubeis e Salomone – arrivare secondo dopo Marco Vincenzi che ha numeri da capogiro. “E' andata bene, le 1.300 preferenze per Leodori rappresentano il risultato più importante a livello provinciale. Un dato che voglio leggere anche su Tivoli, in totale nelle due città ben 2mila voti. Certo aver avuto personalità locali in gioco, Ambrosi, Leonetti e Vincenzi, senza scordare il candidato di Grillo, ha creato dei problemi. Ma il nostro radicamento è emerso in maniera decisiva”. Stare dopo Vincenzi non preoccupa il capogruppo, “il dato delle urne rafforza a Guidonia la nostra leadership nel partito, d'altronde a Vincenzi si sono avvicinati consiglieri comunali del Pd e non solo del Pd, forze economiche lo hanno sostenuto e anche parte dei socialisti. Per noi è comunque un importante punto di riferimento, il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta provinciale di Zingaretti gli ha consentito di prendere voti e ne siamo contenti”. Gea Petrini Montecelio con il 30% abbiamo raggiunto un traguardo che non vedevamo da tanto e ci fa sperare bene per le amministrative del prossimo anno. Il crollo del Pdl è fortemente legato alla gestione dell'amministrazione Rubeis”. La caccia alle preferenze ha visto Leodori – il candidato di De Vincenzi L’Udc scompare, Pagano: ora avanti Uno schiaffo da lasciare storditi: 0,9% alla Camera dei deputati, cioè 435 voti per la lista dell'Udc. Sono i minuti peggiori nello scudo crociato alle prese con una strategia fallimentare e un progetto che non solo non sfonda ma non esiste più. I numeri in città hanno il volto preoccupato di Michele Pagano, capogruppo e segretario provinciale, sembra quasi stordito, ripete che bisogna capire cosa abbia mandato tutto a rotoli. Ma non molla il terreno, “l'impegno continua”. “Ha vinto l'antipolitica”, Pagano fa una riflessione complessiva su queste urne al cardiopalma, il segretario dall'occhio chiaro, ultimo candidato sindaco di Udc e Pd, si dice in pena per le sorti dell'Italia, “temo che non si riesca ad avere un governo stabile e comunque nessuno può dire di aver vinto”. E se questo è vero – e lo è – c'è però chi ha perso di più. E chi è precipitato negli abissi dei consensi, da ago della bilancia vimento cinque stelle per vedere cosa fanno”. Anche sul fronte delle preferenze per le regionali, il vento non è stato più benevolo. All'interno della lista Bongiorno il candidato di Pagano che era Sbardella (eletto) ha preso 240 voti, terzo a Guidonia dopo Mei e Maselli. “Guardi la flessione è stata generale – commenta Pagano – ma queste elezioni per un verso sono tutte da dimenticare ma insieme sono uno schiaffo di realtà. Ora ci vuole maggiore impegno, Sbardella poi è andato positivamente rispetto al resto dei comuni, Tivoli compresa. Da segretario provinciale del partito dico che la provincia fa più preferenze di Roma. E di questo sono contento, nella disfatta almeno un sorriso posso farlo. Mi metto in discussione perché un progetto politico è fallito ma vado avanti ringraziando i tanti amici che in molte città ci hanno sostenuto con convinzione”. gea.pe Lippiello: il mio gruppo è un decisivo interlocutore Si toglie gli occhiali da sole, la giornata è quasi primaverile se non fosse che in città si agitano tormenti e la politica è in subbuglio. Filippo Lippiello, ex sindaco e oggi consigliere comunale d'opposizione, commenta gli esiti del voto dai lidi complicati del centro montiano. Inutile voler iniziare da altro, è il fenomeno Grillo a colpire duro: “E' evidente specialmente in provincia di Roma un voto di protesta che ha scompaginato ogni possibile previsione, una rotta poi parzialmente corretta con il voto per le regionali”. Qui i cinque stelle scendono a favore del centrosinistra. “E' riemersa l'importanza dei candidati”, dice Lippiello che non mostra nessun segno di delusione poi per il proprio fronte, è andata male per tutti – questo sia chiaro – ma nella bufera il risultato di Mario Mei, candidato al consiglio che ha ottenuto qui 540 preferenze, è un segno di presenza più che viva. E lo sguardo è al futuro prossimo, alle comunali del 2014. “Il dato svincolato dai simboli di partito in coerenza con la scelta civica effettuata quattro anni fa dice chiaramente che questo gruppo è ancor più oggi un interlocutore necessario”. a nulla. “Il risultato su Guidonia dell'Udc rispecchia il dato politico nazionale. In regione è andata meglio ma la lezione è terribile. Si deve ripartire adesso con maggiore vigore, il progetto politico non è stato capito questo è evidente. Io per primo mi rimetto in discussione, perché l'avanzata straordinaria di Grillo ci chiama tutti a fare autocritica, e io devo farla due volte. Provocatoriamente mi piacerebbe però lasciare il Comune in mano al mo- www.ciarrocchif.it PASSAGGIO DI PROPRIETA’ RINNOVO PATENTI ASSICURAZIONI PATENTI A-B-C-D-E -CQC P.zza CARLO ALBERTO DALLA CHIESA, 16 offerta valida fino al 31 marzo Tel. 0774.300.273 Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org SPECIALE ELEZIONI TIVOLI 7 La città ha un deputato, Ferro ce la fa Entra alla Camera con il Pd ma è boom dei cinque stelle. Il Pdl sconfitto, Monti bene ma Udc e Fli tramortiti Lo tsunami delle politiche è arrivato anche a Tivoli. Nel caos post elettorale con un'Italia incerta sul proprio futuro e che non sa ancora chi e come potrà governarla, la città tiburtina rispecchia a grandi linee il ritratto generale della nazione. Detto che l'affluenza si è attestata ad un 78% complessivo (3 punti sopra la media nazionale) e che Andrea Ferro è stato eletto alla Camera dei Deputati con il Partito Democratico, si registra il calo vertiginoso dei voti di Pd e Pdl che nel 2008 raccoglievano rispettivamente il 39,5% e il 41,4%. Tutto a beneficio dei grillini che possono dire di aver fatto la storia anche a Tivoli. Partiamo dal Senato: il Partito Democratico è il primo partito con il 30,29% dei voti, seguito dal Movimento 5 Stelle con il 27,65%. Lievemente distanziato Il Popolo della Libertà con il 21,65% e la lista di Mario Monti al 6,30%. Deludente anche qui Rivoluzione Civile al 2,24%, a seguire i “piccoli” sotto l'1%, da Casa Pound in giù, con Fare per Fermare il Declino che crolla prima di nascere addirittura sotto diversi partitini. Il centrosinistra tiene bene anche con la coalizione che grazie all'apporto soprattutto di Sinistra Ecoloall'1% , c'è da fare i conti anche qui per quel che riguarda le coalizioni. E considerando l'accorpamento del Pd con Sel il centrosinistra ottiene la maggioranza con il 31,26%. Il centrodestra arranca al 26,09%, mentre la coalizione a supporto di Monti, comprendente anche Udc e Futuro e Libertà (che tracollano totalmente ed in malo modo, non arrivando nessuno dei due al 1%) arriva al 7,07%. Tivoli quindi esprime oggi un deputato. Dopo le primarie Andrea Ferro entra in Parlamento in un momento di grave criticità. “Andrò a rappresentare i territori in una fase di profonda difficoltà per il Paese, è impossibile festeggiare con l’Italia appesa a un filo. Per quanto riguarda gli esiti delle urne devo dire che il voto della provincia di Roma per l’affermazione di Ciarla in Regione è stato molto consistente, si rafforza l’area riformista del Pd che si affaccia a una nuova fase con grande forza. Il mio contributo sarà a sostegno di Bersani e dell’Italia, milioni di persone sono a rischio indigenza, quindi o ci riprendiamo o rischiamo di cadere a livello della Grecia. Come Paese non possiamo più perdere mezza occasione”. Emanuele Chiti L’imperatore Vincenzi è consigliere regionale Dal feudo 4mila voti Saranno state le preferenze fiume dei candidati, il nome di Zingaretti, ma alle regionali il Pd raggiunge una vetta impensata di consensi. E’ Marco Vincenzi ex sindaco e ex assessore provinciale a spiazzare con più di 4mila preferenze. L’imperatore radicato nel consenso, con una struttura di rapporti decennali coltivati dalle stanze dei bottoni vola in Regione come terzo degli eletti del Pd, a suon di 16mila crocette. Quindi Nicola Zingaretti va altissimo (45,49%) e il Pd fa da traino alla coalizione con il 39,34% (insieme a Sel al 2,92%, Lista Zingaretti al 2,45%, Psi all'1,97% e Centro Democratico all'1,38%), il centrosinistra in tutto a Tivoli prende il 48,08% ed un consigliere eletto, appunto Vincenzi con 4.082 schede. “Nell’area del nord Est, come nel resto del territorio regionale - commenta - grazie alla candidatura e di Nicola Zingaretti, il centrosinistra è riuscito a raggiungere un risultato straordinario. In particolare ringrazio di cuore le migliaia di elettori di Tivoli, Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Mentana e della Valle dell'Aniene. La mia principale preoccupazione, ora, sarà quella di non deludere le loro aspettative e speranze. Confermo il mio totale impegno a rappresentare i bisogni e le esigenze di questo territorio alla Regione Lazio, e soprattutto a fare le scelte e a dare le risposte attese dalla comunità. A partire dalla salvaguardia del diritto alla salute e dei centri di eccellenza sanitaria, il potenziamento delle infrastrutture per la mobilità e del trasporto su ferro, il sostegno alle piccole e medie imprese, il turismo. Lavoreremo insieme per riavviare i motori dello sviluppo di questo territorio e garantire una crescita economica sostenibile”. Rimane fuori invece il secondo “big” in campo, Piero Ambrosi con 8.519 preferenze complessive (1.456 di Tivoli), si attesta come secondo dei non eletti. Risultato sottotono per il centrodestra: Storace è stato votato dal 27,66% dei tiburtini, con un Pdl indebolito al 16,24%, la Lista Storace al 5,64%, La Destra al 3,35%, Fratelli d'Italia all'1,63%, la Lega Centro all'1,51% e quattro liste più piccole che portano il risultato della coalizione al 29,27%. Nella Lista civica di Storace Andrea Napoleoni raccoglie 835 preferenze mentre Claudio Girdeni arriva a 532. Ne La Destra solamente 291 voti per Erika Osimani. Il Movimento 5 Stelle si assesta alla regione comunque come terza forza, non replicando lo strabiliante risultato delle elezioni nazionali. Il candidato Davide Barillari arriva al 18,14%. Bassi i risultati per il centro: Giulia Bongiorno è al 3,48%. Più bassa l'affluenza rispetto alle elezioni per Camera e Senato: per decidere il nuovo presidente e consiglieri della Regione Lazio sono andati a votare il 76,35% degli aventi diritto. e.c. gia e Libertà arriva al 33,63%, mentre il centrodestra insieme ai voti in particolare de La Destra e Fratelli d'Italia arriva al 26,83%, rimanendo comunque sotto ai 5 Stelle. Per la Camera dei Deputati invece si sente il peso dei giovani che non possono votare per il Senato: qui i capolista sono proprio i 5 Stelle di Beppe Grillo che arrivano al 29,80%, distanziando di più di un punto percentuale il Partito Democratico che arriva al 28%. Il Popolo della Libertà si assesta sulle stesse cifre del Senato: 21,09%. Invece Scelta Civica di Mario Monti alla Camera scende: 5,65%. Dopo aver constatato il 2,48% di Rivoluzione Civile e Casa Pound che per un soffio non arriva I dati più lenti d’Italia Quest'anno un premio davvero particolare riguardante le elezioni va proprio a Tivoli. Infatti per ottenere l'ufficialità dei risultati nazionali si è dovuta attendere proprio la città tiburtina che è stata l'ultima in tutta Italia a comunicare al Ministero degli Interni che le operazioni di scrutinio erano terminate. Non che questo fattore abbia tenuto l'Italia con il fiato sospeso (era dal pomeriggio che si era capito che la situazione era quella che era, col Senato sostanzialmente ingovernabile), ma è curioso pensare che a Tivoli le operazioni di scrutinio sono terminate alle 3 e 42 di notte, ben dodici ore e mezza dopo la chiusura dei seggi. Sarà stata la troppa premura, le troppe schede da annullare o la meraviglia di fronte al risultato dei 5 Stelle? Napoleoni si conta, viaggio nelle preferenze Dopo una campagna elettorale breve ma intensa, è arrivato il momento di tirare le somme per quel che riguarda le preferenze ottenute dai candidati a Tivoli. Partiamo dai grandi vincitori delle regionali nel Lazio, cioè il Partito Democratico. Il primo è Marco Vincenzi con 4.082 voti, a seguire Piero Ambrosi a 1456, poi Daniele Leonori (632), Gianfranco Zambelli (329), Mario Ciarla (277), Fabio Bellini (191), Eugenio Patanè (133) e Riccardo Agostini (114). Il Popolo della Libertà non presentava candidati di spicco locali: ad avere la meglio è stato Pietro Di Paolantonio (633), Massimo Cacciotti (515), Luca Malcotti (227), Antonio Aurigemma (193), Giuseppe Emanuele Cangemi (80), Erder Mazzocchi (72), Fabio De Lillo e Luca Gramazio (entrambi a 64), Adriano Palozzi (54), Marco Visconti (45), Bruno Prestagiovanni (37), Giovanni Sirini (35) e Marco Mattei (24). I più votati del Movimento 5 Stelle sono stati Devid Porrello (308), il candidato presidente Davide Barillari (265) e Loredana Cicerone (53). Nella Lista Storace buon risultato di Andrea Napoleoni che arriva a 835 voti, mentre Claudio Girdeni si ferma a 532, mentre ne La Destra Erika Osimani è stata votata da 291 persone. Nella Lista Civica Per Bongiorno Presidente Pierluca Dionisi prende 237 voti, Mario Mei segue a 191, Pietro Sbardella a 101 e Massimiliano Maselli a 74. Sinistra Ecologia e Libertà premia Marco Furfaro (251), i più votati della Lista Civica Nicola Zingaretti Presidente sono Michele Baldi (110), Gianluca Quadrana (98) e Sabatino Leonetti (84). Chiudono la lista delle liste più importanti i 184 voti di Ezio Paluzzi di Rivoluzione Civile e i 105 voti di Giancarlo Righini presentatosi con Fratelli D'Italia Centrodestra Nazionale. 8 SPECIALE ELEZIONI MENTANA Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org “Grillo adesso al massimo ci dirà una barzelletta” Antonini “Si rifletta anche qui la politica sta cambiando” Barbato “Per noi un vero tracollo ma non è locale” Virzi “Esultiamo per i risultati del Movimento” Brunacci Alle politiche l’Udc è annientata e il Pd perde dieci punti Se è vero che quello per Grillo è stato un voto di protesta, allora a Mentana sono in tanti a protestare. Il Movimento 5 Stelle fa il pieno ed è il primo partito per numero di voti alla Camera e al Senato. Per il resto, segnali minacciosi agli amministratori, visto che Udc e Pd – partiti che compongono la (traballante) maggioranza - sono staccati di gran lunga anche da un malconcio Pdl. Le affluenze - Tra domenica e lunedì a Mentana si sono recati alle urne 12.306 votanti, il 78,4 per cento sulla totalità degli elettori (15.683). Un dato superiore a quello registrato a livello nazionale (75,21%), a conferma della voglia dei mentanesi di far sentire la propria voce. I numeri - Il messaggio è arrivato forte e chiaro, sotto forma di una netta affermazione del Movimento di Beppe Grillo, che alla Camera con 3.965 voti ha toccato il primato del 33,3 per cento. Il calcolo è semplicissimo: per ogni tre persone entrate al seggio, una ha messo la croce sul simbolo a 5 stelle. Ecco spiegato il crollo delle due grandi coalizioni. Alla fine del turno elettorale il centrodestra (3.597 voti, 30,25%) esulta ma i numeri dicono che esce coi cerotti. Perché se è vero che il Pdl è distante dal sorprendente tsunami Grillo di “soli” mille voti (2.964, il 24,93% del totale), è altrettanto vero che nel 2008 a Mentana il partito di Berlusconi era arrivato a quota 5.576, addirittura il 48%. Nella coalizione di centrodestra sono significativi i numeri dei Fratelli d’Italia (394 voti, il 3,31%). Meno quelli della Destra (218; 1,83%). Ma se il centrodestra ha i cerotti, il centrosinistra non se la passa meglio. Anzi. La coalizione mette in cascina meno di tremila voti (esattamente 2.923, il 24,5%), con il Pd che scende dal 31% del 2008 (3.549 voti) all’attuale 21,5% (2.563). Piuttosto modesto l’apporto di Sel (333 voti, il 2,8 per cento). Ma le urne si rivelano davvero impietose nei confronti del centro e dell’Udc. Il partito che a Mentana esprime il sindaco e quattro consiglieri ha mantenuto solo 176 voti dei 742 della volta precedente, con una percentuale precipitata dal 6,5 al 1,4%. Non va molto meglio a Monti, fermo al 4,8 (579 voti), né tantomeno a Fini, che raccoglie le briciole di 46 preferenze, poco più dello 0,3 per cento. Francesco Morini Una città governata dalla minoranza I cinque stelle perdono il podio, è l’effetto Zingaretti Per il Lazio tendenza invertita I grillini vanno giù Quasi il 37% per Zingaretti, poco più del 31 per Storace, il 24 per Barillari del Movimento 5 stelle e il 4,1% per la Lista Civica per Buongiorno Presidente. Così i cittadini di Mentana si sono espressi al voto per l’elezione del nuovo Governatore del Lazio. Salta subito all’occhio - rispetto ai voti per la Camera - come anche nella città garibaldina abbiano recuperato le coalizioni di centrodestra (poco) e centrosinistra (molto), rispetto al Movimento di Beppe Grillo. Anche Mentana insomma ha scelto Zingaretti. Lo hanno votato in 4.303, distribuendo in questo modo le preferenze ai partiti della coalizione: Pd: voti 2.763; 26,1%. Lista Civica Nicola Zingaretti Presidente: voti 584; 5.5%. Sinistra Ecologia Libertà: voti 288; 2.7%. Centro Democratico Per Zingaretti: voti 149; 1.4%. Partito Socialista Italiano Per Zingaretti: voti 110; 1.%. Più equilibrato rispetto all’esito complessivo regionale il confronto con Storace, candidato del centrodestra, che ha ottenuto 3.711 voti, dei quali oltre 2.700 marchiati Pdl. Interessante anche il quadro dei risultati dei candidati in lista. Nel Pd risaltano le 610 preferenze di Marco Vincenzi, seguito da Piero Ambrosi (176), Mario Ciarla (137) e Daniele Leodori (121). Nella coalizione di centrosinistra molto bene anche Gianluca Quadrana, primo con 258 preferenze nella Lista Civica Nicola Zingaretti e praticamente certo della presenza nel Consiglio della Pisana. Nelle file del Popolo della Libertà miglior risultato per Adriano Palozzi (245 voti). Subito dopo Pietro Di Paolantonio (236), Antonio Aurigemma (216), Luca Malcotti (211) e Erder Mazzocchi (197). Infine 131 preferenze per il candidato presidente dei Grillini Davide Barillari, il più votato della lista, mentre nella Lista Civica per Buongiorno Presidente spiccano le 163 preferenze di Pietro Sbardella e le 102 di Pierluca Dionisi. Reazioni in libertà Grillo sorprende e Berlusconi tiene. Pd e Udc pagano anche il malgoverno del Comune. A Mentana (quasi) tutti d’accordo sull’analisi del voto. Walter Antonini, capogruppo Pd – “Grillo è la grande sorpresa. Sapevo che avrebbe preso voti, ma sinceramente non mi aspettavo tanto. Ora però vorrei chiedere a quelli che lo hanno votato cosa si aspettano da lui. Non ha storia politica, manca di esperienza. Ve lo immaginate a confronto con Obama o con un altro leader della politica internazionale? Al massimo gli racconterà una barzelletta delle sue”. Berlusconi invece ha trovato con la promessa di restituire l’Imu il tasto giusto per riconquistare gli elettori, anche se Grillo a Mentana la maggior parte dei voti l’ha tolta proprio al Pdl. Per il Pd è stata una grande delusione, e non escludo che noi – così come l’Udc - abbiamo pagato il malcontento dei cittadini anche sul fronte della politica locale. Da troppo tempo la crisi politica sta impedendo all’Amministrazione di portare avanti progetti seri. E il boom del Movimento 5 Stelle conferma la protesta”. Mario Barbato, capogruppo Pdl – “L’affermazione di Grillo è stata sorprendente. Credo che abbia influito sugli umori degli elettori il particolare momento di recessione, Sorpresi dall’onda ecco che dicono i politici unito all’opera svolta dagli organi d’informazione che da mesi denunciano sprechi e scandali della politica. Il Movimento 5 stelle ha rappresentato l’alternativa, l’ancora di salvataggio. Considerando questo, possiamo dire che tutto sommato a Mentana il Pdl abbia retto abbastanza bene. Il merito è del presidente Berlusconi, che ha condotto una campagna elettorale straordinaria. Italia difficilmente governabile? Vale il discorso che ho fatto sempre per Mentana: su proposte condivise non è detto che gruppi avversari non possano cooperare. L’equilibrio espresso al voto dagli italiani deve portare alla riflessione che il concetto di schieramento politico è sorpassato”. Alberto Virzi, segretario Udc Mentana – “Per l’Udc queste elezioni hanno segnato un tracollo, è inutile nasconderlo. Però non credo che il voto dei mentanesi sia stato condizionato dalla crisi dell’Amministrazione del sindaco Lodi, anche perché le elezioni politiche hanno un andamento indipendente. Piuttosto sono sicuro che il partito abbia pagato delle scelte poco indovinate a livello nazionale. Su tutte quella di unirsi a Monti, il cui operato, fatto di tasse e continui tagli, non è stato assolutamente apprezzato dai cittadini. Se potranno esserci ripercussioni a Mentana? Chissà, magari Lodi dovrà cambiare partito…”. Leandro Brunacci, Movimento politico indipendente – “Pur non avendo collegamenti ufficiali con il partito di Grillo, considero il nostro una derivazione tutta mentanese del Movimento 5 stelle. Abbiamo intrapreso un percorso su basi analoghe: quelle della politica fatta nell’interesse della gente e non delle poltrone. E oggi il risultato conseguito a Mentana non può che farci esultare. Sto vedendo grande entusiasmo da parte dei ragazzi del nostro movimento. Siamo stati i primi a capire che la politica dei partiti era finita e per questo abbiamo sempre rifiutato qualsiasi tipo di apparentamento. Proprio come oggi promette di fare Grillo. Spero che la presenza forte del Movimento 5 stelle in Parlamento possa rappresentare per gli italiani una garanzia. Proprio come la nostra vuole esserlo per i cittadini mentanesi”. Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org SPECIALE ELEZIONI FONTE NUOVA 9 Politiche Una città di cinque stelle I partiti in caduta libera Il Movimento di Grillo toglie al Pd e molto al Pdl. L’Udc sparisce Anche Fonte Nuova sommersa dallo tsunami Grillo. Il Movimento 5 stelle è il partito più votato, perdono consenso Pd e Pdl, sparisce l’Udc. Lo spoglio delle prime schede aveva dato la sensazione di un dato in controtendenza rispetto al resto del Paese. Il Pdl sembrava saldamente in vantaggio, ma è durata poco. I grillini hanno rimontato e fissato al 32,9 la percentuale delle proprie preferenze, primo partito in assoluto. 5.156 voti contro i 4.675 della coalizione a sostegno di Silvio Berlusconi (che ha concluso con 29,8% delle preferenze) e i 3.999 del centrosinistra (25,5%). Anche a Fonte Nuova analisi numerica simile a Mentana. Il Movimento 5 stelle ha tolto tanti voti al Pd (sceso rispetto alle elezioni del 2008 di oltre duemila voti e 8 punti di percentuale), e tantissimi al Pdl, che allora aveva raccolto 7.290 preferenze, addirittura il 47,6 per Alla Regione invece vogliono Zingaretti Nel Pd Vincenzi prende il doppio di Leodori Dei 15.594 voti validi complessivi (per le Regionali ha votato il 75,2 per cento degli elettori) 5.720 sono andati alla coalizione del centrosinistra. Anche a Fonte Nuova vince largamente la corsa alla presidenza della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sostenuto da una coalizione che ha chiuso lo spoglio con il 36,6 dei voti totali. Esattamente cinque punti e mezzo percentuali in più rispetto alla coalizione di centrodestra (il 31,1%, con 4.851 voti), mentre ancor più staccato è il candidato del Movimento 5 stelle Davide Barillari, che nonostante il calo rispetto allo tsunami delle politiche, ha comunque ottenuto un inaspettato 23,4 per cento, con 3.659 voti totali. Poco più del 4% per Giulia Bongiorno, mentre tra le altre candidature solo Alessandro Ruotolo ha superato la soglia dell’1 per cento. Anche a Fonte Nuova si conferma una tendenza diffusa: rispetto alla Camera, scende Grillo e salgono centrodestra e soprattutto centrosinistra. La sensazione è che la candidatura di Nicola Zingaretti possa aver fatto la differenza, anche perché sostenuta da personaggi di spessore. E’ il caso di Marco Vincenzi, capace nelle file del Pd di fare il pieno un po’ ovunque. Anche a Fonte Nuova per l’ex assessore provinciale ed ex sindaco di Tivoli, ben 625 preferenze. Più del doppio rispetto al secondo candidato della lista Daniele Leodori, che di preferenze ne ha raccolte 305. Risultato positivo anche per Riccardo Agostini (145) e Gianfranco Zambelli (120). Nella lista civica Zingaretti da segnalare le 96 preferenze per Michele Baldi e le 56 di Sabatino Leonetti. Nel centrodestra ottimi risultati per Pietro Di Paolantonio (510 voti), Antonio Aurigemma (456) e Giuseppe Cangemi (219) per il Pdl. 71 le preferenze per il primo dei candidati di Fratelli d’Italia, e solo 23 di Pierluigi Fioretti per la Destra di Storace. Per il centrodestra diciotto punti in meno cento del totale. Da segnalare anche nel giovane Comune nomentano il crollo dei partiti di centro. L’Udc, con lo 0,9% (140 voti), quasi scompare dal conteggio elettorale. Mentre il partito di Monti deve accontentarsi di 766 voti che sfiorano il 5 per cento del totale. In linea al resto d’Italia il calo nell’affluenza alle urne, passata dal 77,8% del 2008 al 76,2. f.m. 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Della Rocca: il voto di protesta è comprensibile Servizio a cura di Nicole Maturi A dispetto dell'onda lunga dello tsunami grillino, a Palombara Sabina il centrodestra tiene eccome. Secondo i risultati delle elezioni politiche, anche se con un distacco minimo rispetto agli altri partiti, la coalizione di centrodestra ha conquistato nel Comune il 34,11 % al Senato e il 33,09 % alla Camera. Il secondo partito che lo segue a ruota e con una carica di protesta inaspettata è il Movimento Cinque Stelle di Grillo con il 27,06 % al Senato e il 29,08 % alla Camera. Il terzo partito in lizza che ha arrancato un po’ con i consensi dei palombaresi è stata la coalizione di centrosinistra dove le percentuali sono più basse: 26,02% al Senato e il 24,31 % alla Camera. Anche per quel che concerne le elezioni regionali Storace del centrodestra ha avuto più credito da parte degli elettori conquistando il 37,23 %, battendo il suo rivale Zingaretti che non è riuscito ad attecchire in questo Comune uscendo con il 33,63 % dei consensi. "Chi è al governo delle amministrazioni locali ha fatto fatica per via delle difficoltà che quotidianamente attanagliano le casse pubbliche, scontando a cascata il ritardo nei pagamenti che tutte le amministrazioni superiori non riescono a superare. Tutto questo si ritorce contro i cittadini che, a loro volta, subiscono disservizi e ritardi nelle loro legittime aspettative - afferma Danilo Quaglini vice sindaco di Palombara militante tra le file del Pdl - Dal canto nostro cercheremo con ancor più forza ed energia di recuperare il vero senso della politica, stando sempre più vicini alle istanze della gente e assicurando loro la massima correttezza e trasparenza nell'amministrazione della nostra cittadina. Questa deve essere anche la risposta alla protesta sfociata nel voto Il sindaco “Da Monti solo tasse e tagli” Quaglini “La politica riparta dai principi” di Grillo. Io personalmente mi sento onorato di svolgere questo mandato amministrativo ormai da otto anni ed ho imparato che senza la passione per la politica e la costante attenzione alle richieste del territorio non avrebbe più alcun senso occuparsi della cosa pubblica. La sana politica deve recuperare proprio questi principi cosicché le onde di protesta potranno rientrare avendo solamente aiutato questo percorso e non spazzato via ogni cosa” conclude Quaglini. Sembra ci sia una volontà di rinnovamento e di una politica diretta sulla trasparenza e sull’onesta, questo si evince anche da un esponente del circolo del Pd di Palombara Umberto Desideri: “Noi come Pd stiamo in una fase di ricostruzione del partito, c’è la voglia di tornare in mezzo ai cittadini, cosa che è mancata in questi ultimi anni. C’è una volontà di riunificare tutte le forze del Pd di Palombara, ci serve un’azione più compatta, un coinvolgimento radicale anche della fascia giovanile. Bisogna ridare luogo ad una politica giusta e seria che sia a favore dei cittadini e dal malcontento generale scaturito dai risultati dei grillini sia Pd che Pdl dovranno fare i conti con questa dimostrazione di disagio nazionale”. E ancora tra il Pdl: “Il governo Monti ha pensato solo ad aumentare le tasse, a tagliare i trasferimenti ai Comuni mettendoli nella condizione di non poter garantire più i servizi ed è chiaro che la condizione scaturita sia stato un movimento di protesta - aggiunge il sindaco Della Rocca - un altro dato che non bisogna considerare in queste elezioni è la percentuale di astensionismo che ha coinvolto l’intera nazione a discapito sia del centrodestra che del centrosinistra i quali dovranno entrambi far fronte sia agli astenuti che ai grillini”. Marcellina Centrodestra al 36 Nicotera: “Siamo il primo partito” Il centrodestra continua ad essere una certezza nel Comune di Marcellina. Per quanto riguarda il parlamento il 36,22 % degli elettori alla Camera e il 36,81 % al Senato si schiera dalla parte di questa coalizione, battendo i grillini che ottengono il 27,26 % al Senato e il 29,45 % alla Camera. Il Pd è terzo sfiorando il 24,39 % alla Camera e il 26,78 % al Senato lasciando così aperto un forte distacco con il centrodestra. “Qui a Marcellina il Pdl ha mantenuto il primato di essere il primo partito - dice il sindaco Nicotera - si è seguito poi il trend nazionale in quanto c’è stato un grande afflusso di consensi per la lista di Grillo che è arrivata prima del Pd. È preoccupante anche a livello regionale poiché non sappiamo se riusciranno a governare e a interloquire con le amministrazioni”. Tra la coalizione del centrodestra a Marcellina ha preso buoni consensi anche il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia. “C’è molta soddisfazione poiché nonostante sia un partito nuovissimo siamo riusciti ad entrare in Parlamento – dice il consigliere comunale Alessandro Lundini - Per quanto riguarda Marcellina in pochi giorni di campagna elettorale Fratelli d’Italia è il sesto partito del paese. In un periodo in cui non è così facile far votare un partito di protesta e di proposta come il nostro mi rendo conto che i risultati ottenuti sono più che positivi. C’è stata tanta gente che avrebbe voluto votare noi ma si poi è orientata su Grillo proprio per segnalare ancora di più la protesta nei confronti dei grandi partiti. Quindi noi dal canto nostro siamo più che soddisfatti”. Per quanto riguarda le regionali gli elettori del Comune di Marcellina, che sono stati circa il 76,21 % degli aventi diritto, ha visto confermare i risultati di Camera e Senato facendo vincere con il 39,15 % delle preferenze il candidato del centrodestra Francesco Storace. E Luigi Gubinelli, ex segretario del Pd commenta: “Per quanto riguarda il Pdl rispetto agli ultimi anni c’è stato un calo di consensi mentre noi del Pd più o meno in questo comune abbiamo mantenuto una percentuale uguale. Tra tutti i candidati di destra e sinistra il candidato Marco Vincenzi è quello che ha ottenuto più consensi. Quindi noi ci riteniamo soddisfatti dei risultati che ci sono arrivati”. Sant’Angelo Berlusconiani e poi M5S I democratici solo al 22% Sant’angelo Romano ha detto “sì” al centrodestra. Dei cittadini sono andati alle urne il 72,77% e le percentuali della coalizione di Berlusconi sono arrivate al 38,56 % al Senato e il 36,44 % alla Camera. Seguono il Movimento cinque stelle di Grillo che con un’ondata di novità ha preso piede riscuotendo ben il 30,36 % di consensi al Senato e il 29,45 % alla Camera superando di gran lunga il Pd di Bersani con il 22,82 % al Senato e il 24,39 % alla Camera. Il nascente partito Fratelli d’Italia, che ha visto di recente l’apertura della sua sede anche presso questo Comune, ha ottenuto il 2,89 % dei voti attestandosi come terzo partito di maggioranza nella coalizione di centrodestra. “I numeri confermano l’affermazione di questo gruppo di ragazzi che non hanno nient'altro dietro se non il loro entusiasmo - afferma il candidato di Fratelli d’Italia Maurizio Guccini - il loro radicamento fra la gente e la loro voglia di spendersi in prima persona sul territorio. Fratelli d'Italia si appresta ad essere, grazie alla serietà, presentabilità, un partito protagonista del Centrodestra a livello nazionale e locale. A Fonte Nuova, Mentana, Sant'Angelo, Marcellina e in tutto il nordest della Provincia Fratelli d'Italia ha raggiunto percentuali che vanno dal 2,7% al 3,6, superando il dato nazionale. Sono convinto che fra qualche anno, quando saremo protagonisti del Centrodestra, ricorderemo tutti quanti insieme questa prima campagna elettorale di Fratelli D’Italia”. Alle elezioni regionali il centrodestra ha ottenuto uno stacco netto rispetto al Pd ottenendo il 40,12 % dei voti rispetto al 29,59 % destinati a Zingaretti e alla coalizione del Pd Castel Madama Invece qui vince la coalizione di Bersani e Zingaretti La coalizione di Bersani ottiene la fiducia dei castellani. Gli elettori alle politiche si sono espressi dando al centrosinistra il 33,71 % alla Camera e il 36,12 % al Senato, mentre il centrodestra ottiene solo il 26,48 % al Senato e il 25,85 % alla Camera: anche qui arriva l’onda anomala dei grillini con il 25,47 % alla Camera e il 24,5 % al Senato. Questo dato è certamente non trascurabile in quanto il Movimento cinque stelle di Grillo è riuscito a strappare molti voti di elettori che prima erano schierati su altri fronti. “L’affluenza dei castellani è stata molto alta, circa l’81,15 % della popolazione, e questo è un dato molto positivo – commenta il presidente del consiglio comunale Federico Pietropaoli Castel Madama è un paese che a livello ideologico, sulle nazionali, segue il centrosinistra e dunque i risultati non stupiscono. Molti elettori hanno rivolto il loro voto al Movimento di Grillo come segno di protesta sia al Senato che alla Camera”. Per quanto riguarda le regionali siamo di fronte ad una percentuale di votanti di circa 80,37 %, schiacciante la fiducia per il centrosinistra che raccoglie il 46,91 %, Storace invece si ferma al 27,16 %, mentre scende rispetto alle politiche il dato dei cinquestelle con Barillar al 15,81 %. “Per le regionali bisogna prestare attenzione alla bassa percentuale dei grillini che questa volta si sono spostati dietro al candidato di centrosinistra lasciando la coalizione di centrodestra indietro di circa 20 % – continua Pietropaoli - Grillo tocca dei tasti cari a tutti ma vedendo gli scandali e i vari errori politici provenienti sia del centrosinistra che del centrodestra, a partire dalla Regione Lazio fino ad arrivare alla banca Monte dei Paschi di Siena, è comprensibile che si è reso più fertile il territorio per questo nuovo movimento. È indubbia l'esigenza di cambiamento proveniente dalle file dei cittadini che con queste elezioni hanno dato un segnale forte a tutti noi”. Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org MENTANA FONTE NUOVA 13 Sono senza pace L’accusa di Virzi: se ci dà l’assessorato la Rotolo e amici lo fanno cadere Il sindaco è sotto il “ricatto” dei Democratici per Mentana e se ancora non si vota la mozione di sfiducia è per volere del loro Presidente del Consiglio comunale. Il segretario dell’Udc di Mentana Alberto Virzi va giù duro contro gli ex alleati di maggioranza, ai quali da mesi contende un assessorato. E il nuovo scontro chiude definitivamente le porte alla possibilità di un accordo in maggioranza. Le elezioni avevano congelato le polemiche politiche locali, ma è evidente che il fuoco covava sotto la cenere. Così trascorse solo poche ore si è già tornati ai toni forti degli ultimi mesi. Gli sviluppi - Il sindaco, dopo aver ritirato le deleghe, ha negli ultimi giorni ricevuto i nominativi che aveva richiesto all’Udc per l’assegnazione di un assessorato. Virzi però ha fatto di più: perché non solo ha rilanciato ribadendo la richiesta di un secondo assessorato, ma ha tolto a Lodi anche la possibilità di scelta indicando già gli incarichi: ha candidato se stesso quale assessore ai Lavori pubblici; e Giulio Agrestini ai Servizi sociali, al posto di Pandolfi. “Ancora il sindaco non ci ha dato risposta, ma sappiamo bene che non potrà accettare le nostre richieste. – spiega Virzi – Lodi è sotto il ricatto dei Democratici per Mentana dall’inizio della legislatura: se dovesse togliere loro l’assessorato per darlo all’Udc perderebbe il loro sostegno e non avrebbe più la maggioranza”. Mozione fantasma - Altro nodo da sciogliere è quello relativo alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco dai consiglieri dell’Udc. La mozione deve essere votata in Consiglio comunale, e un eventuale esito contrario a Lodi – piuttosto probabile a giudicare dall’aria che tira a Palazzo - ne decreterebbe la caduta. Però sulla questione aleggia uno strano contenzioso. “Nell’ultimo consiglio – spiega Luigi De Luca, consigliere Udc – la mozione non è stata votata in quanto ritenuta non valida dal presidente del Consiglio comunale. La signora Rotolo sostiene che il documento sia stato sottoscritto da un numero insufficiente di consiglieri, ma a noi non è giunta alcuna comunicazione ufficiale in tal senso. Così la mozione è lì ma nel frattempo rimane tutto fermo”. “E’ evidente che stanno prendendo tempo in attesa che il sindaco gli restituisca la delega”, conclude Alberto Virzi. Adesso tuttavia, passate le elezioni (oltretutto con numeri disastrosi per l’Udc), è probabile che dai vertici regionali del partito venga imposto a Lodi di risolvere la crisi. Anche a costo di provvedimenti drastici. Se così fosse, potrebbe accadere di tutto. Francesco Morini “Lodi è sotto ricatto dei Democratici” Il sindaco uddiccino “E’ tenuto bloccato dall’inizio del mandato” Adelaide Rotolo “Non porta la mozione di sfiducia in Aula” Barbato (Pdl) “Il sindaco si deve dimettere” “Noi mai in questa giunta. E Lodi deve dimettersi”. Dopo le recenti accuse di “trattative sommerse” con il sindaco, il capogruppo del Pdl Mario Barbato fa chiarezza sulla posizione del partito e chiede al primo cittadino di fare un passo indietro. Una presa di posizione netta, che potrebbe aprire scenari decisivi in vista del voto della famosa mozione di sfiducia presentata dai quattro consiglieri dell’Udc nei confronti del sindaco, che prima o poi – si dice – dovrà pur essere votata in Consiglio. Più volte in passato le difficoltà di Lodi a tenere salda la maggioranza hanno sollevato “sospetti” di un’apertura al Pdl. “Con alcuni esponenti del centrodestra ho ottimi rapporti”, ha sempre ripetuto Lodi, non escludendo la possibilità di un governo allargato. Al punto che l’ingresso in maggioranza del consigliere ormai ex pidiellino Pezzuto era stato interpretato da qualcuno come primo passo verso un clamoroso ribaltone. Non riuscendo a mettere d’accordo i suoi insomma, il sindaco avrebbe pensato a ridare solidità alla maggioranza con l’ingresso in Giunta del Pdl, riproponendo la coalizione che a Mentana aveva governato negli ultimi anni. Un’ipotesi ritenuta percorribile da molti, al punto che solo pochi giorni fa Marco Piergotti, candidato alla Camera per la lista Fratelli d’Italia, aveva attaccato duramente il Pdl mentanese, che “continua a trattare sottobanco con il primo cittadino anziché mettere in atto tutte le misure possibili per sfiduciare la fallimentare maggioranza Pd-Udc”. Senza mezzi termini la replica del capogruppo del Pdl Mario Barbato: “Escludo nella maniera più assoluta la possibilità di un nostro ingresso in giunta. Il sindaco Lodi ha dimostrato in questi mesi di non essere in grado di governare la città, per cui, per il bene dei mentanesi, deve dimettersi”. Più chiaro di così. In breve Strade e muri pieni di cartacce. E’ questo il vero tsunami Ecco quel che rimane della grande onda delle elezioni. Un mare di manifesti strappati e gettati ovunque. Sono i resti di una campagna elettorale per la quale, nonostante l’attuale stato di forte recessione, i partiti non hanno badato a spese. A pagarne le conseguenze il decoro delle città, che poche ore dopo il voto si ritrovano sommerse dagli ormai inutili faccioni dei candidati. La solita guerra di affissioni regolari e abusive, tanto vale tutto. Impiastrando muri, alberi e qualunque altra superficie in grado di accogliere un manifesto anche solo per qualche minuto. Prima che venga coperto dal faccione della concorrenza. Tutto poi per avere un paese “ingovernabile”. E’ questo il vero tsunami... In via Palombarese finalmente i marciapiedi. L’amministrazione comunale di Fonte Nuova ha stanziato oltre quattro milioni di euro per un piano triennale che migliorerà sicurezza e decoro della principale strada di Santa Lucia. Sembra essere finalmente in arrivo l’intervento che i residenti attendono da sempre. Nell’ambito del piano delle Opere pubbliche per il triennio 2013-2015, la Giunta comunale di Fonte Nuova ha approvato la “ristrutturazione dei marciapiedi di via Palombarese”. Un intervento oneroso, che prevede una spesa di 2,5 milioni per il primo anno, 2 milioni per il secondo e più di 1,5 per il terzo. Com- Fonte Nuova, marciapiedi sulla Palombarese. E luce fu plessivamente circa 6 milioni per migliorare la situazione della strada che attraversa tutta la frazione di Santa Lucia. Più volte in passato i residenti avevano lamentato le critiche condizioni della via, con il marciapiede presente solo un po’ qua e un po’ là. “La strada è stretta e le auto quando non c’è traffico corrono. – si lamentano in uno dei bar della via – Camminare a piedi lungo il ciglio senza marciapiede è molto pericoloso. Inoltre anche nei tratti dove il marciapiede è presente, è stretto e mal ridotto. Era ora che si intervenisse, anche perché la strada è frequentata da migliaia di persone ogni giorno”. Mentana: sussidi per i libri di testo, ultimi giorni per le domande Scadranno lunedì 4 marzo i termini per richiedere i sussidi relativi alla fornitura gratuita dei libri scolastici per gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori anno scolastico 2012/2013. Sul sito del Comune (www.comune.mentana.rm.it) sono indicate le modalità per la presentazione delle presentazione delle domande. “Si tratta di contributi destinati a famiglie che rientrano in determinate fasce di reddito. - spiega il sindaco Altiero Lodi - Il rimborso avverrà attraverso l’erogazione di un contributo pro capite”. 14 TIVOLI Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org Lavoratori in mobilità Villa a giorni alterni, manca solo questo E' saltato l'incontro tra il Comune e il Fai per discutere delle sorti dei nove giovani lavoratori di Villa Gregoriana, recentemente messi in cassa integrazione e con il serio rischio di perdere il lavoro. Nonostante il vertice annullato una delegazione dei nove ha incontrato rappresentanti del Fai, sindacati e CooCulture. La proposta è stata quella di assumere subito tre dei ragazzi, mentre gli altri torneranno a fine cassa integrazione. Al momento a seguire Villa Gregoriana rimarrebbero quindi ufficialmente due giardinieri e la responsabile del parco Giorgia Montesano. Ma cosa si prospetta di concreto, promesse a parte, per i lavoratori di Villa Gregoriana? Le indiscrezioni parlano di una probabile apertura in futuro della Villa a giorni alterni, una scelta che permetterebbe di sopperire anche alla carenza di personale se pure fossero riassunti tre dei nove e venisse mantenuto attivo l'uso dei volontari come si era vociferato appena scoppiato il caso. Una scelta che allo stesso tempo andrebbe a colpire ancora di più la città di Tivoli, la- Ambiente, ecco il nuovo Ecosportello sciandola scoperta dal punto di vista turistico con una delle sue attrazioni più importanti. La paura dei lavoratori è che il Fai stia prendendo tempo e che l'interessamento dei politici nel periodo elettorale fosse dovuto solo alle classiche manovre di visibilità. Emanuele Chiti Con un Pdl al 21% (così dicono le schede elettorali) e un partito democratico che raggiunge alle regionali il traguardo storico del 40% il sindaco Sandro Gallotti si trova a camminare su una strada sempre più accidentata. Appesi all’accordo di maggioranza Panei al Bilancio. E fuori c’è il caos sembra ormai che la quadra sia stata trovata sul nome di Panei come assessore al Bilancio. Un panorama però precario: fuori manca il consenso e dentro le stanze di Palazzo San Bernardino ci si occupa del tetris dei posti. L'atto delle dimissioni del sindaco è servito a poco, e oggi il voto anticipato con l'aria grillina che tira non invoglia nessuno, ma Gallotti può sempre decidere di mettersi dietro le spalle una stagione di debolezza esercitando il ruolo in una città nella quale il centrodestra ormai è minoranza. (red.pol) Apre a Tivoli l’EcoSportello del Cittadino. Fino al mese di giugno per chiedere informazioni su risparmio energetico, fotovoltaico ed energia rinnovabile ci sarà un nuovo servizio, gestito dall’associazione Terraverde onlus. Tra i compiti quello di offrire una consulenza anche economica su un settore, quello delle energie rinnovabili, in forte espansione, come sottolinea l’assessore all’Ambiente del Comune di Tivoli, Federico Lazzaro. "L’EcoSportello ha soprattutto il compito di fornire ai cittadini ed alle imprese una corretta informazione sulle opportunità offerte dalla tecnologia e dalla legislazione attuale per l’impiego, in casa o in azienda, dell’energia solate termica e fotovoltaica”. L’iniziativa è stata finanziata dall’assessorato all’Ambiente e Sviluppo sostenibile della Regione Lazio. "Parlare di risparmio energetico e fonti rinnovabili oggi significa aprire la strada verso opportunità di sviluppo sostenibile che possono essere alla portata non solo delle aziende ma anche di famiglie”, conclude il sindaco Sandro Gallotti. Elisabetta Di Maddalena Cultura e tempo libero Venerdì 1 Marzo 2013 www.confronto.org 15 Doppio appuntamento Montecelio: il teatro che celebra le donne Si rinnova il connubio ormai consolidato tra il paese cornicolano e l’arte della scena, grazie all’intensa attività organizzativa dell’associazione TeatrArgo, da anni attiva nell’ampliare l’offerta culturale e artistica del nostro territorio sotto la guida di Sergio Fedeli. Un doppio appuntamento è previsto per il prossimo fine settimana a Montecelio, quando saliranno in scena due interessanti compagnie teatrali professioniste, per omaggiare la figura femminile in occasione della Festa della donna, attraverso la magia del teatro. La compagnia dei Freaks aprirà il primo incontro teatrale, venerdì 8 marzo alle ore 20 e 45, con lo spettacolo ‘Il desideroso errante’, scritto da Mario Fedeli e Manuela Mosè, entrambi diplomati alla prestigiosa Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nell’intima cornice del Teatro dei Sassi, ricavato dalla cantina di Sergio Fedeli (Cantina Teatrale La Cornicula) sulla scia storica delle ‘cantine romane’ che hanno segnato il teatro di avanguardia italiano degli anni 60 e 70, gli spettatori saranno trascinati in un’atmosfera di anti-modernità, Otto marzo In scena “Il desideroso errante” di Fedeli e Mosè attraverso una drammaturgia delicata che poggia sugli scritti dei grandi poeti romantici tedeschi, da Goethe a Hoelderlin a Schiller, sostenuta dalle musiche di Chopin. Un viaggio attraverso le molteplici sfaccettature del rapporto uomodonna, da un punto di vista espressamente maschile del protagonista che partendo dal nichilismo iniziale della concezione dolorosa dell’amore arriverà a ribaltare completamente la sua visione del sentimento amoroso, fino a farne sorgente di vita e coraggio. La donna, da fonte di possibile infelicità, diventa il motore di vita e gioia. Temi decisamente più moderni, invece, saranno oggetto dello spettacolo ‘Coppia aperta, quasi spalancata’, in scena al teatro Dario Vittori, domenica 10 marzo, grazie al lavoro della Compagnia Willie Hughes, diretta da Sergio Fedeli e sostenuta dall’associazione TeatrArgo. La commedia brillante e grottesca di Dario Fo e Franca Rame , è stata già presentata alla 7°edizione del Teatrofestivalcittà di Guidonia Montecelio, riscuotendo un grande consenso sia di pubblico che di critica. I giovanissimi attori, dunque, torneranno a vestire i panni del protagonista donnaiolo che tenta di convincere la moglie sui benefici dell’amore libero, ma che si ricrederà quando verrà messo alla prova dalle astuzie di questa. Un'altra visione della relazione di coppia, più attuale ma altrettanto profonda, che farà riflettere, attraverso il gioco della scena, tutti i partecipanti. Per informazioni e prenotazioni contattare: 3666249869 Caroline Latini Rock inedito e giovane sul palco del Dissesto Serata dedicata alle promesse della musica emergente del territorio, sabato 2 marzo, presso i locali del Dissesto Musicale di Tivoli Terme. A partire dalle ore 22 saliranno sul palco per la prima volta nel live club tiburtino i Dada Circus e i giovanissimi Tiny Hell Carillon, già protagonisti delle notti dissestate nelle edizioni della JamExpo. Due realtà musicali locali di recente formazione che si confronteranno a suon di musica per confermarsi ancor di più sulla scena musicale della provincia del nord est romano. I Dada Circus nascono nel gennaio 2012 dall’incontro di sei ragazzi di Tivoli e dintorni, animati dal desiderio di proporre qualcosa di nuovo rispetto alle solite cover band, cercando di portare avanti un sound frizzate ed estroso proprio come le loro personalità musicali. I brani, nati dalla penna di Samuele Pasquali, cantante del gruppo, sono stati poi arrangiati da Simone Arcangeli (tromba), Ezio Bombelli (chitarra) Daniele Di Paolo (chitarra), David Denora (basso) e Fabrizio Candidi (batteria). Tra esibizioni live e diverse partecipazioni a concorsi musicali locali, la band approda finalmente alla registrazione del suo primo EP, ‘Fuga da Sambeach’, dall’omonima canzone che tratta in maniera ironica e profonda i luoghi comuni della quotidianità e i modi possibili per riscoprire il gusto delle cose più semplici della vita. In attesa di conoscere gli esiti della partecipazione al noto contest Rock Targato Italia, i Dada Circus continuano la loro attività live nei locali della zona, preparandosi, però anche all’elaborazione di un nuovo repertorio da sfoderare nella prossima estate 2013. Accanto alla loro energia e voglia di vivere, sabato prossimo troveremo i giovani musicisti del gruppo Tiny hell Carillon, provenienti dalla stessa città natale. Il progetto, che nasce tra i corridoi del Liceo artistico di Tivoli, vede luce nel 2011 da un’idea di Simone Vapori, (voce) accolta da Eugenio Vidau(basso), Michele Germani(chitarra), Amedeo Capù (batteria) e Marco Ferrera (tastiere). Con la forza dissacrante e provocatoria, tipica delle prime esperienze, la musica dei Tiny Hell Carillon si muove tra i pilastri della storia del rock : Hendrix, Pink Floyd e Led Zeppelin, rivisti dalla prospettiva del punk e hard rock targato anni 90, come AC/DC e Iron Maiden. L’entusiasmo tipico delle giovani promesse c’è, ora sta a noi sostenerli nel loro viaggio di crescita attraverso la musica. c.l. Oroscopo dall’1 al 7 marzo www.confronto.org Ariete : provate terapie alternative per ritrovare la vostra energia dispersa in questo periodo di forte stress. Relax è la parola d’ordine! Toro: inutile cercare di nascondere il vostro desiderio di evadere dalla quotidianità che tanto vi spaventa. Iniziate il vostro cambiamento. Gemelli: nuove conoscenze vi rendono entusiasti del presente, ma attenti ad abbagli momentanei o presto vi ritroverete a lamentarvi. Cancro: l’impegno di questi giorni nel lavoro darà i suoi frutti in primavera, siate più pazienti. La vittoria è vicina anche per voi. Leone: c’è aria di crisi nella vostra vita, Urano non vi aiuta a trovare una soluzione immediata ed efficace per ora. Settimana in salita. Vergine: valutate tutti i pro e i contro della vostra situazione affettiva, non prendete decisioni affrettate che possono rovinare tutto. Bilancia: le stelle vi aiuteranno a sciogliere i nodi del passato. Potrete finalmente voltare pagina e orientare meglio le vostre attenzioni. Scorpione: l’impegno e l’originalità saranno premiati in questa settimana che vi vedrà protagonisti sia sul lavoro che in amore. Sagittario: conflittualità con la famiglia amplificheranno il vostro nervosismo attuale. Cercate di intraprendere la via della diplomazia. Capricorno: tralasciate i dubbi e i ripensamenti su questioni in sospeso nella vostra vita amorosa. È tempo di concentrarsi sul lavoro. Acquario: attacchi di romanticismo vi coglieranno di sorpresa regalandovi attimi indimenticabili per un week end con la vostra anima gemella. Pesci: Nettuno alimenta il vostro equilibrio emotivo. Potrete finalmente dedicarvi agli obiettivi che vi siete prefissati ad inizio anno. Direttore Responsabile Gea Petrini Direttore Editoriale Elisabetta Di Maddalena Editore Società Cooperativa Seconda a.r.l. S. legale: via M. Calderara, 4 Guidonia Montecelio (RM) Concluso in redazione Giovedì 28/02/2013 Registrazione n. 9 del 10/06/2004 al Tribunale di Tivoli Concessionarie pubblicitarie Cooperativa Seconda Edizioni Omnilazio Credici s.r.l. Iscrizione Roc 14300 Contatti concessionariaseconda@gmail.com edizioniomnilazio@gmail.com credicisrl@gmail.com Stampa Metrotipo S.p.A. Via Vaccareccia, 27 - Pomezia (Rm) Tiratura 10.000 copie
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