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Rapporto procura aprile 2013 evidenziato

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Rapporto della Procura su Eccesso L.L.A. Ostia Lido (ROMA)
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  • 1 1 1 Valutazione dell¶incidenza di leucemia infantile nel Municipio Roma XIII e analisi della frequenza di casi in prossimità di alcune fonti di emissione di campi elettromagnetici (ELF e Radiofrequenze) presenti nell¶area. A cura del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio. L¶incidenza di leucemia infantile in Italia La leucemia infantile (ICD9: 204-208) è una malattia rara: nei Paesi occidentali colpisce ogni anno circa 35-45 bambini per milione in età 0-14 anni, rappresentando circa il 30% dei tumori maligni diagnosticati in questa fascia di età (Belson et al., 2007). In Italia sono diagnosticati circa 450 casi di leucemia infantile ogni anno. Di questi, il 75-80% è costituito da leucemia linfoide acuta (LLA) (ICD9: 204), il 15-20% dai vari tipi di leucemia mieloide acuta (LMA), il 2-4% da forme croniche di leucemia (in particolare la leucemia mielomonocitica giovanile) e l¶1% da altre forme non specificate (AIRTum, 2013). Come singola entità nosologica la LLA è il tumore più comunemente diagnosticato in età pediatrica (al di sotto dei 15 anni) e rappresenta la quasi totalità delle leucemie linfoidi nell¶infanzia (>99%); per questa ragione nei bambini è pressoché equivalente parlare di leucemia linfoide e di LLA. L¶Associazione Italiana dei Registri dei Tumori (AIRTum) ha recentemente pubblicato una monografia sui tumori infantili nella quale sono analizzati i dati dei Registri Tumori italiani (AIRTum, 2013). In Italia il tasso di incidenza standardizzato di tutte le leucemie tra 0 e 14 anni di età riferito al periodo 2003-2008 è pari a 56.1 casi per milione (IC95% 51.3-61.3) per i bambini e di 51.6 (IC95% 46.9-56.7) per le bambine, con un picco di incidenza nella classe di età 1-4 anni (91.8 casi per milione; 99.9 nei bambini e 83.2 nelle bambine). Considerando le diverse aree geografiche l¶incidenza più elevata si riscontra al Centro (58.0; IC95% 48.8- 68.5) e la più bassa al Sud (49.8; IC95% 43.3-57.0) (AIRTum, 2013). (AIRTum, 2013). L¶Associazione Italiana dei Registri dei Tumori (AIRTum) ha recentemente pubblicato una monografia sui tumori infantili nella quale sono analizzati i dati dei Registri Tumori italiani (AIRTum, 2013). In Italia il tasso di incidenza standardizzato di tutte le leucemie tra 0 e 14 anni di e a 56.1 casi per milione (IC95% 51 l¶incidenza più elevata si riscontra al Centro (58 I campi evidenziati in giallo e le annotazioni a margine sono di Minerva PELTI
  • 2 2 2 Stima dell¶incidenza di leucemia infantile nel Comune di Roma. La Regione Lazio non è un¶area coperta da registro tumori e i dati di incidenza di leucemia sono stati stimati utilizzando due fonti di dati: l¶archivio AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica) e il Sistema Informativo Ospedaliero della Regione Lazio. Nella Tabella 1 sono riportati i tassi di incidenza di tutte le leucemie e di LLA nella fascia di età 0-14 anni stimati per l¶intero Comune di Roma nel periodo 2000-2011. I tassi sono stati standardizzati con il metodo diretto usando come riferimento la popolazione italiana al censimento 2001. I tassi di incidenza di leucemia infantile di Roma sono stati confrontati con quelli stimati dal pool dei Registri tumori italiani (Fonte:AIRTUM; http://www.registri- tumori.it/cms/) negli anni 2003-2008. Si evidenzia che il tasso di incidenza di leucemia infantile del Comune di Roma (59.6 casi per milione) è simile a quello rilevato nei registri di tumori infantili del Centro Italia (58.0 casi per milione), ma superiore alla stima calcolata a livello nazionale (54.0 casi per milione). Il tasso di incidenza di LLA a Roma (44.1 casi per milione) è simile sia alla stima AIRTum per il Centro Italia che alla stima nazionale. In generale, sia per tutte le leucemie che per la LLA, l¶incidenza è maggiore nei maschi rispetto alle femmine. Sintesi delle conoscenze sui fattori di rischio per la leucemia infantile In Tabella 2 sono schematizzati i principali fattori di rischio per la leucemia infantile riportati in letteratura (Belson et al., 2007; Ries et al., 1999). Si ipotizza che alla patogenesi della malattia concorrano sia fattori genetici che ambientali. Con l¶eccezione dell¶esposizione a raggi X e dell¶associazione con particolari sindromi genetiche (S. di Down, S. di Bloom, S. di Klinefelter, etc.) le associazioni della leucemia con altri fattori di rischio sono deboli e talvolta discordanti. In generale gli studi pubblicati fino ad oggi non hanno prodotto molte evidenze riguardo al ruolo di fattori di rischio ambientali nell¶etiologia delle leucemie infantili; tra i fattori studiati è stato ipotizzato un possibile ruolo delle infezioni (Kroll et al., 2006) e di esposizioni a campi elettromagnetici (Belson et al., 2007). La Regione Lazio non è un¶area coperta da registro tumori e i dati di incidenza di leucemia sono stati stimati utilizzando due fonti di dati: l¶archivio AIEOP ( Ematologia Oncologia Pediatrica) e il Sistema Informativo Ospedaliero della Regione Lazio. I tassi di incidenza di leucemia infantile di Roma sono stati confrontati con quelli stimati dal pool dei Registri tumori italiani (Fonte:AIRTUM; livello nazionale (54.0 casi per milione). Il tasso di incidenza di LLA a Roma (4 è simile sia alla stima AIRTum per il Centro Italia che alla stima nazionale. Sintesi delle conoscenze sui fattori di rischio per la leucemia infantile Si ipotizza che alla patogenesi della malattia concorrano sia fattori genetici che ambientali. esposizioni a campi elettromagnetici
  • 3 3 3 Esposizione a campi elettromagnetici e rischio di leucemia infantile Riguardo il possibile rischio associato ad esposizione a campi elettromagnetici vanno sicuramente distinti i campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa dai campi elettromagnetici ad alta frequenza (radiofrequenze) che devono essere trattati come due fattori di rischio distinti. Per quanto riguarda i campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF), la Monografia IARC del 2002 (WHO, IARC, 2002) classifica questo fattore di rischio come possibile cancerogeno per l¶uomo (Gruppo 2B) in relazione alla leucemia infantile, sulla base delle evidenze prodotte da studi epidemiologici che avevano analizzato esposizioni a campi magnetici superiori a 0.3-0.4 µT di tipo residenziale. Nella stessa valutazione la IARC conclude per una evidenza inadeguata per tutte le altre forme tumorali e per una evidenza inadeguata di cancerogenicità negli studi sperimentali. Nel 2007 una revisione pubblicata dal WHO con i nuovi studi sull¶uomo, su animali e in vitro, pubblicati dopo la monografia IARC del 2002, sostanzialmente conferma la classificazione IARC del 2002 (WHO, 2007). Le principali fonti di esposizione residenziale per la popolazione sono le linee elettriche ad alta tensione (voltaggio 220-240V in Europa) e le cabine di trasformazione, nonché una esposizione indoor dovuta alle linee elettriche presenti negli edifici e l¶esposizione legata all¶uso di apparecchi elettrici . L¶esistenza di un rischio rilevante per la salute associato ad esposizione a radiofrequenze (RF) è a tutt¶oggi ancora molto controversa. La IARC ha recentemente classificato l¶esposizione a radiofrequenze come possibile cancerogeno per l¶uomo (Gruppo 2B) in relazione ad un aumento di rischio di tumori cerebrali associato all¶uso di telefoni cellulari (Baan et al., IARC 2011). L¶esposizione della popolazione a radiofrequenze è associata oltre che all¶utilizzo personale di telefoni cellulari, cordless e bluetooth, ad esposizioni occupazionali (es. Radioaiuti alla navigazione aerea) o ambientali (es. apparecchi wireless, emittenti radiofoniche e televisive, ripetitori di telefonia cellulare, stazioni radio base, antenne radar) (Baan et al., IARC 2011). Gli studi condotti fino ad oggi sul rischio legato ad esposizioni ambientali (residenza in aree con fonti di emissione) sono limitati e la IARC (Baan et al., IARC 2011) ritiene le evidenze Esposizione a campi elettromagnetici e rischio di leucemia infantile sicuramente distinti i campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa dai campi elettromagnetici ad alta frequenza (radiofrequenze) che devono essere trattati come due fattori di rischio distinti. i campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF), possibile cancerogeno per l¶uomo (Gruppo 2B) in relazione alla leucemia infantile, a 0.3-0.4 µT Nel 2007 una revisione pubblicata dal WHO con conferma la classificazione IARC del 2002 (WHO, 2007). linee elettriche ad alta tensione (voltaggio 220-240V in Europa) e le cabine di trasformazione, nonché una esposizione indoor radiofrequenze (RF) La IARC ha recentemente classificato l¶esposizione a radiofrequenze come possibile cancerogeno per l¶uomo (Gruppo 2B) in relazione ad un aumento di rischio di tumori cerebrali associato all¶uso di telefoni cellulari L¶esposizione della popolazione a radiofrequenze è associata oltre che all¶utilizzo personale di telefoni cellulari, cordless e bluetooth, ad esposizioni occupazionali (es. Radioaiuti alla navigazione aerea) o ambientali (es. apparecchi wireless, emittenti radiofoniche e televisive, ripetitori di telefonia cellulare, stazioni radio base, antenne radar) (Baan et al.
  • 4 4 4 disponibili insufficienti per qualsiasi conclusione su un possibile nesso causale tra esposizione a radiofrequenze e rischio di tumori. Un recente studio caso-controllo condotto in Inghilterra ha valutato il rischio di tumori infantili nella prima infanzia (da 0 a 4 anni di età) associato all¶esposizione delle madri a radiofrequenze generate da stazioni radio-base per la telefonia cellulare (Elliott et al., 2010). Lo studio non ha evidenziato alcuna associazione tra esposizione delle madri durante la gravidanza a RF da stazioni radio-base e rischio di tumori infantili . Analisi della distribuzione spaziale dei casi di leucemia infantile nel Municipio XIII del Comune di Roma e analisi della distanza da alcune fonti di esposizione a campi elettromagnetici. Metodi L¶area in studio comprende il territorio del Municipio XIII del Comune di Roma e in particolare l¶area di Ostia, ed alcune fonti di esposizione a campi elettromagnetici segnalate di interesse da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n° 51225/2012). Per ogni caso incidente di LLA (ICD9: 204) di età 0-14 anni nel periodo in studio (2000- 2011) è stata utilizzata come residenza di interesse, la residenza alla data di diagnosi, recuperata attraverso l¶anagrafe dei residenti nel Comune di Roma. Dapprima è stata effettuata un¶analisi dei tassi di incidenza grezzi e standardizzati con metodo diretto sulla popolazione italiana al censimento 2001 per il Comune di Roma; sono stati quindi calcolati i Rischi Relativi (RR) di ciascun Municipio rispetto al Comune di Roma come rapporto dei rispettivi tassi standardizzati. E¶ stato valutato il potenziale confondimento delle associazioni in studio per livello socioeconomico, attraverso un aggiustamento per l¶indicatore di livello socioeconomico definito attraverso un¶analisi fattoriale sulla base dei dati del censimento 2001 (Cesaroni et al., 2006). L¶area in studio comprende il territorio del Municipio XIII del Comune di Roma e in particolare l¶area di Ostia, ed alcune fonti di esposizione a campi elettromagnetici segnalate di interesse da parte della Procura della Repubblica socioeconomico, attraverso un aggiustamento per l¶indicatore di livello socioeconomico
  • 5 5 5 Nell¶area in studio è stata effettuata inoltre un¶analisi del tasso di incidenza per anno e mese di diagnosi per evidenziare eventuali cluster temporali. Per valutare la presenza di eventuali cluster spaziali, ogni caso è stato georeferenziato ed è stata ricostruita una mappa spaziale di tutti i casi riscontrati nel periodo in studio (Figura 1). Le fonti di esposizione segnalate dalla Procura di Roma per le quali è stata richiesta indagine epidemiologica sono 8: una sorgente di campi ELF (denominata ELF) e 7 fonti di radiofrequenze (denominate RF da 1 a 7). Tutte le fonti di emissione sono state georeferenziate (Figura 2) e nell¶intorno di ciascuna fonte sono state definite aree concentriche di 0-0.2 km, 0.2-0.5 km e due aree cumulate rispettivamente di 0-0.5 km e 0-1 km da ogni fonte di emissione che identificano aggregati di sezioni di censimento. La scelta di utilizzare aree circolari di 0.2 e 0.5 km nell¶intorno delle fonti di emissione è stata fatta per rispondere alla domanda se fosse presente o meno un eccesso di casi nell¶intorno di ciascuna fonte. L¶ampiezza scelta è del tutto arbitraria e non si basa sulla effettiva presenza di livelli di emissione a campi elettromagnetici rilevanti per la salute, ma sulla necessità di disporre di una popolazione di numerosità sufficiente su cui effettuare la rilevazione. Non disponiamo di risultati di campagne di misura di campo elettromagnetico ad eccezione che una relazione dell¶ARPA Lazio relativa alla fonte Torre ACEA indicata come RF2 dalla quale emerge che i valori di campo elettrico sono inferiori a quelli previsti dalla legge. Sono stati calcolati Rapporti Standardizzati di Incidenza (SIR) confrontando i casi di LLA osservati con i casi attesi stimati sulla base dei tassi di incidenza età-specifici del Comune di Roma nel periodo in studio. Gli intervalli di confidenza al 95% (IC 95%) sono stati calcolati assumendo una distribuzione di Poisson dei casi osservati. Un SIR pari a 1 indica un¶incidenza pari all¶atteso, mentre SIR maggiori o minori di 1 indicano che i tassi dell¶area sono rispettivamente superiori o inferiori rispetto al tasso osservato nella popolazione residente a Roma. Nell¶area in studio è stata effettuata inoltre un¶analisi del tasso di incidenza per anno e mese di diagnosi per evidenziare eventuali cluster temporali. Per valutare la presenza di eventuali cluster spaziali, ogni caso è stato georeferenziato ed è stata ricostruita una mappa spaziale di tutti i casi r sono 8: una sorgente di campi ELF (denominata ELF) e 7 fonti di radiofrequenze (denominate RF da 1 a 7). Tutte le fonti di emissione sono state L¶ampiezza scelta ¶¶ è del tutto arbitraria effettiva presenza di livelli di emissione a campi elettromagnetici rilevanti per la salute, che una relazione dell¶ARPA Lazio relativa alla fonte Torre ACEA indicata come RF2 quale emerge che i valori di campo elettrico sono inferiori a quelli previsti dalla legge. Rapporti Standardizzati di Incidenza (SIR) confrontando i casi di LLA osservati con i casi attesi stimati sulla base dei tassi di incidenza età specifici del Comune di Roma nel periodo in studio. mentre SIR maggiori o minori di 1 indicano che i tassi dell¶area sono rispettivamente superiori o inferiori rispetto al tasso osservato nella popolazione residente a Roma.
  • 6 6 6 Risultati Nella Tabella 3 sono presentati i tassi di incidenza di LLA nell¶intero Comune di Roma (tasso standardizzato=44.1 casi per milione) e per Municipio. I tassi di incidenza di LLA più elevati si osservano nel Municipio IX (67.7 casi per milione), nel Municipio XIII (72.3 casi per milione) e nel Municipio XIX ( 60.9 casi per milione), corrispondenti a eccessi tra il 40% e il 60% rispetto al Comune di Roma. Nel periodo in studio, nel Municipio XIII, sono stati riscontrati 27 casi . La Tabella 4 mostra la distribuzione temporale dei casi di LLA per anno di diagnosi relativa ai residenti nel Municipio XIII. E¶ da segnalare un possibile cluster temporale di casi nel 2008 e nel 2009 corrispondente a 4 casi osservati ogni anno rispetto a 1.5 casi attesi. Dall¶analisi del mese di diagnosi (dati non mostrati), emerge che nel 2009 tutti i casi sono stati diagnosticati nei mesi di luglio e agosto. La Figura 1 riporta la mappa del Municipio XIII per sezione di censimento con la localizzazione dei 27 casi di LLA infantile. La Figura 2 mostra un ingrandimento dell¶area di interesse in cui vengono localizzate le sorgenti di campi elettromagnetici segnalate dalla Procura di Roma. Per ogni fonte la mappa riporta cerchi concentrici di 0.2 e 0.5 km. E¶ evidente che le diverse fonti di emissione sono vicine, le aree circolari di 0.5 km nell¶intorno delle diverse sorgenti si sovrappongono in alcuni casi, mentre definendo raggi più ampi tutte le circonferenze sono tra di loro sovrapposte. Nel quartiere Ostia Nord Ponente a ridosso dell¶idroscalo si evidenzia un possibile cluster spaziale di casi che non risulta in prossimità di nessuna delle fonte di emissione considerate. . Dall¶analisi dei SIR (Tabella 5) si evidenzia che nell¶area entro 0.2 km dalle fonti di emissione è presente solo 1 caso relativo alla fonte RF5. Nell¶area entro 500 metri (seconda riga, colonna di destra) si osserva 1 caso per le fonti ELF e per l¶emittente RF7 e 2 casi per le emittenti RF2, RF4 e RF5. In nessun caso le stime raggiungono la significatività statistica. Quando viene effettuata un¶analisi considerando insieme tutte le aree tra 0.2 e 0.5 km dalle fonti (dati non mostrati in tabella), i tassi di incidenza sono superiori all¶atteso ma tale eccesso non risulta statisticamente significativo (0-0.2 km: SIR=1.65, IC95%, 0.02-9.19; 0-0.5 km: SIR=1.73, IC95%, 0.63-3.78). L¶aggiustamento per livello socioeconomico non modifica le stime. sono presentati i tassi di incidenza di LLA nell¶intero Comune di Roma e per Municipio. I tassi di incidenza di LLA più elevati si osservano nel Municipio IX (67.7 casi per milione), nel XIII (72.3 casi Municipio XIII (72.3 casi per milione) e nel Municipio XIX ( 60.9 casi per milione), corrispondenti a eccessi tra il 40% e il 60% rispetto al Comune di Roma. Nel periodo in studio, nel Municipio XIII, sono stati riscontrati 27 casi la distribuzione temporale dei casi di LLA per anno di diagnosi relativa ai residenti nel Municipio XIII. E da segnalare un possibile cluster temporale di casi nel 2008 e nel 2009 corrispondente a 4 casi osservati ogni anno rispetto a 1.5 casi attesi. nel 2009 tutti i casi sono stati diagnosticati nei mesi di luglio e agosto. La Figura 1 riporta la mappa del Municipio XIII per sezione di censimento con la localizzazione dei 27 casi di LLA infantile. La Figura 2 mostra un ingrandimento dell¶area di interesse in cui vengono localizzate le sorgenti di campi elettromagnetici segnalate dalla Procura di Roma. Nel quartiere Ostia Nord Ponente a ridosso dell¶idroscalo si evidenzia un possibile cluster spaziale aree tra 0.2 e 0.5 km dalle fonti (dati non mostrati in tabella), i tassi di incidenza sono superiori all¶atteso ma tale eccesso non risulta statisticamente significativo (0
  • 7 7 7 I SIR più elevati si osservano a maggiore distanza dalle fonti: 3 casi sono localizzati tra 500 metri ed 1 km da RF1 (SIR=4.17, IC95%, 0.84-12.19) e 2 casi tra 500 metri ed 1 km da RF6 (SIR=25.19, IC95%, 2.83-90.95). Tali eccessi rilevati nell¶area ad oltre 500 metri dai due impianti, sembrano non riferibili alle fonti di emissione ma identificano probabilmente due cluster spaziali. La Tabella 6 riporta l¶elenco dei 27 casi di LLA infantile analizzati con informazioni su genere, età alla diagnosi, anno di diagnosi e distanza in km dalla fonte più vicina. E¶ possibile verificare che i cluster geografici di casi entro in Km dalle fonti RF1 e RF6 sono diagnosticati in anni diversi e quindi non rappresentano dei cluster temporali. Discussione e Conclusioni Il presente studio relativo al periodo 2000-2011 evidenzia un eccesso di leucemia infantile ed in particolare di leucemia linfoide acuta (LLA) nel Municipio XIII di Roma rispetto all¶intero Comune. Nei 12 anni in studio sono stati osservati nell¶area 31 casi di tutte le leucemie e 27 casi di LLA con un eccesso del 60% rispetto ai casi attesi. L¶analisi per anno di diagnosi suggerisce un possibile ³aggregato´ (cluster) temporale di casi negli anni 2008- 2009, in particolare nei mesi di luglio e agosto del 2009, e un possibile cluster spaziale nel quartiere Ostia Nord. Il cluster spaziale è stato evidenziato in un¶area a basso livello socio- economico. Riguardo al possibile rischio associato alle fonti di campo elettromagnetico presenti nell¶area, si evidenzia che il numero di casi atteso è molto piccolo (1,2 casi in prossimità di ciascuna fonte). L¶analisi effettuata sui casi osservati tuttavia non evidenzia eccessi in prossimità delle fonti di emissione identificate. Il territorio del Municipio XIII del Comune di Roma, è stato precedentemente oggetto di uno studio condotto dalla ASL Roma D negli anni 2003-2009 in cui sono stati calcolati tassi di mortalità e di incidenza di tumori in età pediatrica (0-14 anni) nella popolazione residente (Fano et al., 2011). Lo studio non aveva rilevato eccessi significativi di mortalità o incidenza per specifiche sedi tumorali; tuttavia, era stata rilevata nel Municipio XIII un¶incidenza di tumori del sistema linfoematopoietico del 60% maggiore rispetto a quella del vicino Comune di Fiumicino, sebbene l¶ eccesso non fosse risultato statisticamente significativo. Le conoscenze sulle cause delle leucemie, in particolare sui fattori ambientali, sono scarse (Belson et al., 2007). È condivisa nella comunità scientifica la convinzione che essere portatori di una o più alterazioni genetiche appartenenti ad un gruppo definito, possa essere Il presente studio relativo al periodo 2000-2011 evidenzia un eccesso di leucemia infantile ed in particolare di leucemia linfoide acuta (LLA) nel Municipio XIII Nei 12 anni in studio con un eccesso del 60% rispetto ai casi attesi. L studio condotto dalla ASL Roma D negli anni 2003 non aveva rilevato eccessi significativi di mortalità o incidenza
  • 8 8 8 ritenuta condizione necessaria ma non sufficiente di malattia; la malattia diventerebbe clinicamente evidente in soggetti geneticamente predisposti che subiscono l¶azione di uno o più agenti esterni aspecifici e ancora sconosciuti. La caratteristica delle LLA di manifestarsi talvolta in cluster (addensamenti spaziali e/o temporali dei casi) ha indotto a ritenere che l¶ambiente esterno (chimico, fisico e biologico) possa giocare un ruolo. Sono state definite diverse teorie che tentano di spiegare l¶etiologia delle leucemie e la presenza di cluster spazio-temporali; è stata ipotizzata la presenza di un agente di tipo virale, un possibile ruolo del mescolamento della popolazione (la così detta teoria del ³population mixing´) (Parslow et al., 2002), l¶esposizione ad un¶infezione comune. Una ipotesi accreditata riportata in letteratura è la così detta ³ipotesi igienica´ che chiama in causa l¶isolamento ³infettivo´ nel primo anno di vita; la teoria suggerisce che tale possa esserci un aumento del rischio di leucemie infantili nei bambini che nei primi anni di vita hanno vissuto in condizioni di isolamento con una minore probabilità di contrarre infezioni (es. livello socio-economico elevato, i figli unici o primogeniti, l¶inserimento al nido o all¶asilo tardivo (Greaves, 2006; Gilham et al., 2005; Dockerty et al., 2001). L¶isolamento e la minore probabilità di contrarre infezioni e successivi cambiamenti sono anche alla base della teoria del population-mixing. Alcuni studi suggeriscono inoltre che l¶elevato livello socioeconomico possa rappresentare un fattore di rischio essendo probabilmente associato alla residenza nei primi anni di vita in condizioni caratterizzate da una minore probabilità di contrarre infezioni. Altri studi invece indicherebbero un maggior rischio associato al basso livello socio-economico a sua volta associabile all¶esposizione dei genitori in ambito occupazionale (a solventi, vernici, benzene, etc.) (Poole et al., 2006). Gli studi sulle vaccinazioni invece non hanno evidenziato effetti, ad eccezione di un possibile effetto protettivo della vaccinazione anti-Haemophilus influenzae (Auvinen et al., 2000). L¶analisi effettuata nel Municipio XIII, pur documentando un eccesso di LLA infantile nell¶area in rapporto all¶incidenza osservata negli stessi anni nel Comune di Roma, non documenta eccessi di rischio in relazione alla residenza in prossimità di fonti di emissione di ELF e Radiofrequenze. Riguardo alle fonti di emissione di campi elettromagnetici presenti nell¶area, le loro caratteristiche non sembrano essere associabili a livelli di esposizione particolarmente elevati. Per le frequenze ELF i livelli di esposizione che in letteratura sono risultati associati ad un rischio aumentato sono elevati (>0,4 µT), mentre per le la malattia diventerebbe clinicamente evidente in soggetti geneticamente predisposti che subiscono l¶azione di uno o più agenti esterni aspecifici e ancora sconosciuti. La caratteristica delle LLA di manifestarsi ancora sconosciuti. La caratteristica delle LLA di manifestarsi talvolta in cluster (addensamenti spaziali e/o temporali dei casi) ha indotto a ritenere che l¶ambiente esterno (chimico, fisico e biologico) possa giocare un ruolo. ³ipotesi igienica´ che chiama in L¶analisi effettuata nel Municipio XIII, pur documentando un eccesso di LLA infantile nell¶area in rapporto all¶incidenza osservata negli stessi anni nel Comune di Roma, non documenta eccessi di rischio in relazione alla residenza in prossimità di fonti di emissione di ELF e Radiofrequenze. Riguardo alle particolarmente elevati. Per le frequenze ELF i livelli di esposizione che in letteratura sono risultati associati ad un rischio aumentato sono elevati (>0,4 µT), mentre per le
  • 9 9 9 radiofrequenze gli studi effettuati fino ad oggi non evidenziano rischi associabili ad esposizioni di tipo residenziale (Baan et al., IARC, 2012). Si ritiene che i risultati dello studio effettuato indicano la necessità di approfondimenti. In particolare si propone un¶indagine epidemiologica attraverso un questionario individuale per raccogliere informazioni sulla vita del bambino dalla nascita riguardo ai numerosi fattori di rischio ipotizzati fino ad oggi nell¶eziologia delle leucemie infantili (Tabella 2). Tale indagine consentirebbe di dare risposte più adeguate alla popolazione e di attivare un processo di sorveglianza epidemiologica per monitorare i fattori di rischio e lo stato di salute della popolazione residente nell¶area. Si ritiene che i risultati dello studio effettuato indicano la necessità di approfondimenti. In particolare si propone un¶indagine epidemiologica attraverso un questionario individuale per raccogliere informazioni sulla vita del bambino dalla nascita riguardo ai numerosi fattori di rischio ipotizzati fino ad oggi nell¶eziologia delle leucemie infantili 2). Tale indagine consentirebbe di dare risposte più adeguate alla popolazione e di attivare un processo di sorveglianza epidemiologica per monitorare i fattori di rischio e lo stato di salute della popolazione residente nell¶area.
  • 10 10 10 Bibliografia 1. AIRTUM Working Group ± AIEOP Working Group, 2013. I tumori in Italia - Rapporto 2012. I tumori dei bambini e degli adolescenti. Epidemiol Prev. 37 (1) suppl 1: 1-296 2. Auvinen A, Hakulinen T, Groves F. 2000. Haemophilus influenzae type B vaccination and risk of childhood leukaemia in a vaccine trial in Finland. Br J Cancer. Oct;83(7):956-8. 3. Baan R, et al. IARC 2011. WHO International Agency for Research on Cancer (IARC) Monograph Working Group. Carcinogenicity of radiofrequency electromagnetic fields. Lancet Oncol. 2011 Jul;12(7):624-6. 4. Belson M, Kingsley B, Holmes A. 2007. Risk factors for acute leukemia in children: a review. Environ Health Perspect. Jan;115(1):138-45. 5. Cesaroni G, Agabiti N, Rosati R, Forastiere F, Perucci CA, 2006.. [An index of socioeconomic position based on 2001 Census, Rome]. Epidemiol Prev. 2006 Nov- Dec;30(6):352-7. Italian 6. Dockerty JD, Draper G, Vincent T, Rowan SD, Bunch KJ, 2001.. Case-control study of parental age, parity and socioeconomic level in relation to childhood cancers. Int J Epidemiol. Dec;30(6):1428-37. 7. Elliott et al., Mobile phone base stations and early childhood cancers: case-control study. BMJ 2010;340:c3077 doi:10.1136/bmj.c3077. 8. Fano V, Bontempi K, Cappai G, Santelli E, Fortino A, 2011. [Effect of misclassification of the place of residence on incidence estimates: the example of child cancer in a local health authority in Rome, Italy]. Ann Ig. Sep-Oct;23(5):367-73. Italian. 9. Gilham C, Peto J, Simpson J, Roman E, Eden TOB, Greaves MF, Alexander FE, for the UKCCS Investigators, 2005. Day care in infancy and risk of childhood acute lymphoblastic leukaemia: findings from a UK case-control study. British Medical Journal 330:1294-1297. 10.Greaves M, 2006. Infection, immune responses and the aetiology of childhood leukaemia. Nature Reviews Cancer 6:193-203. 11.Kroll ME, Draper GJ, Stiller CA, Murphy MF, 2006. Childhood leukemia incidence in Britain, 1974-2000: time trends and possible relation to influenza epidemics. J Natl Cancer Inst. Mar 15;98(6):417-20.
  • 11 11 11 12.Parslow RC, Law GR, Feltbower R, Kinsey SE, McKinney PA, 2002. Population mixing, childhood leukaemia, CNS tumours and other childhood cancers in Yorkshire. Eur J Cancer. Oct;38(15):2033-40. 13.Poole C, Greenland S, Luetters C, Kelsey JL, Mezei G, 2006. Socioeconomic status and childhood leukaemia: a review. Int J Epidemiol. Apr;35(2):370-84 14.Regione Lombardia, ASL di Milano, 2010. Rapporto su un cluster di leucemie infantili a Milano nel periodo dicembre 2009-gennaio 2010. Milano, 12 ottobre 2010. Italian. 15.Ries LAG, Smith MA, Gurney JG, Linet M, Tamra T, Young JL, Bunin GR (eds), 1999. Cancer Incidence and Survival among Children and Adolescents: United States SEER Program 1975-1995, National Cancer Institute, SEER Program. NIH Pub. No. 99-4649. Bethesda, MD,. 16.WHO, 2007. Extremely Low frequency fields. Environmental Health Criteria 238. 17.WHO, IARC. 2002. Volume 80. Non-ionizing radiation, Part 1: Static and extremely low-frequency (ELF) electric and magnetic fields. IARC Press Lyon, France.
  • 12 12 12 Tabella 1. Tassi standardizzati di incidenza di tutte le leucemie infantili e LLA a Roma, anni 2000-2011. Confronto con stime AIRTum 2003-2008. Roma AIRTum anni 2000-2011 anni 2003-2008 Italia Centro M F Tot M F Tot Tot Tutte le Leucemie (ICD9: 204-208) 63.4 52.8 59.6 56.1 51.6 54.0 58.0 LLA (ICD9: 204) 48.9 36.1 44.1 44.8 42.2 43.5 43.8
  • 13 13 13 Tabella 2: Sintesi dei fattori di rischio per la leucemia infantile suggeriti dalla letteratura* FATTORE DI RISCHIO EVIDENZE IN LETTERATURA F A T T O R I D I R IS C H IO D I T IP O F IS IC O Radiazioni ionizzanti Associazione positiva tra rischio di leucemia ed esposizione a raggi X per scopi sanitari in utero e nella vita post natale per ragioni terapeutiche. Associazione meno consistente con esposizione dei genitori in epoca periconcezionale (exp. occupazionale e sanitaria). Evidenze non consistenti per l'esposizione indoor a radon Campi elettromagnetici a bassissima frequenza (ELF) Alcuni studi hanno mostrato un incremento di incidenza per esposizioni intrauterine e post-natali a valori elevati di campo magnetico (ш0,3 - 0,4 µT) Radiofrequenze Mancanza di evidenza di associazione (la maggior parte degli studi sono stati condotti misurando l'esposizione a campi indotti da ripetitori radio AM e FM) di effetto leucemogeno di campi a radiofrequenze F A T T O R I D I R IS C H IO D I T IP O C H IM IC O Idrocarburi (idrocarburi policiclici aromatici, benzene e altri inquinanti) Rischio associato ad esposizione dei genitori in periodo periconcezionale a solventi, vernici e carburanti; del bambino a solventi e vernici; esposizione ambientale a benzene e altri inquinanti (diossina, butadiene, benzo(a)pirene). L͛esposizione a benzene appare correlata con l͛aumento di incidenza di leucemia mieloide acuta. Aldeidi Evidenze non consistenti Pesticidi Esposizione occupazionale dei genitori e del bambino outdoor. L͛esposizione a pesticidi indoor è stata correlata a leucemie mieloidi acute infantili. Farmaci Debole evidenza per l'assunzione di farmaci antinausea e l͛uso di ormoni in gravidanza. Un solo studio ha evidenziato una correlazione con l͛assunzione post-natale di cloramfenicolo (у10 x) F A T T O R I D I R IS C H IO G E N E T IC O Alcuni polimorfismi I numerosi polimorfismi indagati hanno dato risultati inconsistenti Patologie genetiche Associazione certa con sindrome di Down (у20 x), sindrome di Bloom, anemia di Fanconi, neurofibromatosi, atassia telangiectasia, sindrome di Schwachman, sindrome di Klinefelter Familiarità per neoplasie Aumentato rischio per parenti di primo e secondo grado affetti da neoplasie emolinfopoietiche F A T T O R I D I R IS C H IO L E G A T I A G LI S T IL I D I V IT A Fumo di tabacco Deboli evidenze per il fumo del padre in epoca pre-concezionale e per il fumo della madre durante la gravidanza. Alcool Deboli evidenze non consistenti per il consumo materno in epoca peri-concezionale. Il consumo materno appare invece correlato ad un aumento di incidenza di leucemia mieloide acuta (у1,5 ʹ 2 x) Droghe Non consistente l͛associazione con la leucemia linfoblastica acuta. Alcuni studi evidenziano un rischio aumentato di leucemia mieloide acuta collegato all͛uso di marijuana e anfetamine in periodo periconcezionale Dieta Si segnala qualche evidenza sull͛effetto protettivo della dieta in gravidanza ricca di vegetali e legumi Stato socioeconomico elevato Associato in modo consistente con le leucemie linfoblastiche diagnosticate tra 2 e 5 anni di età Ipotesi ͞igienica" Si ipotizza che una minore stimolazione del sistema immunitario nei primi anni di vita aumenti il rischio di leucemia A LT R I F A T T O R I D I R IS C H IO Allattamento Alcune evidenze di un effetto protettivo per l'allattamento al seno Storia riproduttiva Alcune evidenze di aumento del rischio per storia di aborti ripetuti della madre e per un͛età dei genitori >40 anni al concepimento del figlio Condizioni alla nascita Alcune evidenza di aumentato rischio per elevato peso alla nascita (у2 x) e per terapia post-natale con ossigeno Esposizione a virus Non ci sono evidenze certe in letteratura, sono stati studiati EBV (qualche studio segnala un͛associazione), HSV, parvovirus B19, virus JC, virus BK *Adattata da Regione Lombardia, ASL di Milano 2010 Radiazioni ionizzanti Campi elettromagnetici a bassissima frequenza bassissima frequenza (ELF) Radiofrequenze Pesticidi
  • 14 14 14 Tabella 3. Incidenza di LLA infantile (ICD9:204) nella popolazione residente nei Municipi del Comune di Roma. Tassi grezzi e standardizzati (x1000000), rischio relativo rispetto alla popolazione del Comune di Roma. Anni 2000-2011. inf sup inf sup ROMA 194 44.9 44.1 38.3 50.8 1.0 . . Municipio I 5 35.0 35.0 14.5 84.4 0.8 0.3 1.9 Municipio II 5 28.3 28.2 11.7 67.8 0.6 0.3 1.6 Municipio III 2 28.3 27.9 7.0 111.5 0.6 0.2 2.6 Municipio IV 14 48.3 47.6 28.2 80.4 1.1 0.6 1.9 Municipio V 10 35.2 34.8 18.7 64.7 0.8 0.4 1.5 Municipio VI 4 22.5 22.3 8.4 59.4 0.5 0.2 1.4 Municipio VII 9 44.9 44.4 23.1 85.3 1.0 0.5 2.0 Municipio VIII 17 42.9 42.3 26.2 68.1 1.0 0.6 1.6 Municipio IX 12 70.2 67.7 38.4 119.3 1.5 0.9 2.8 Municipio X 8 28.2 27.3 13.6 54.6 0.6 0.3 1.3 Municipio XI 8 41.9 40.7 20.3 81.4 0.9 0.5 1.9 Municipio XII 16 55.0 54.4 33.3 88.8 1.2 0.7 2.1 Municipio XIII 27 74.4 72.3 49.5 105.5 1.6 1.1 2.5 Municipio XV 7 30.4 29.2 13.9 61.3 0.7 0.3 1.4 Municipio XVI 9 42.9 41.4 21.6 79.7 0.9 0.5 1.8 Municipio XVII 3 34.0 33.5 10.8 104.0 0.8 0.2 2.4 Municipio XVIII 11 53.3 52.3 28.9 94.5 1.2 0.7 2.2 Municipio XIX 18 60.8 60.9 38.4 96.7 1.4 0.9 2.2 Municipio XX 9 35.9 35.3 18.4 67.9 0.8 0.4 1.6 Rischi relativo ci95% incidenza tasso grezzo tasso standard ci95% Municipio XIII 27 74.4 1.6
  • 15 15 15 Tabella 4. Popolazione residente nel Municipio XIII: casi osservati e attesi, rapporti standardizzati di incidenza (SIR) di LLA infantile (ICD9:204), per anno di diagnosi. osservati attesi inf sup 2000 26584 3 1.2 2.50 0.50 7.29 2001 27104 1 1.2 0.81 0.01 4.53 2002 27851 3 1.3 2.37 0.48 6.93 2003 28655 1 1.3 0.77 0.01 4.28 2004 29334 3 1.3 2.25 0.45 6.58 2005 30266 0 1.4 0.00 . . 2006 31105 2 1.4 1.42 0.16 5.12 2007 31652 2 1.4 1.39 0.16 5.02 2008 32597 4 1.5 2.70 0.73 6.92 2009 32240 4 1.5 2.73 0.73 6.99 2010 33040 2 1.5 1.33 0.15 4.81 2011 32710 2 1.5 1.36 0.15 4.92 2000-2011 30262 27 16.5 1.64 1.08 2.39 Anno incidenza Popolazione annua età 0-14 casi SIR ci95% Ostia 1 Ostia 0 Ostia 1 Ostia 2 Ostia 2 Ostia 2 Popolazione Ostia Nord e Sud bambini età 0-14 10672 nel 2009
  • T a b el la 5 . C a si o ss e rv a ti, c a si a tte si e r a p p o rt i s ta n d a rd iz za ti di in ci d en za ( S IR ) d iL L A in fa n til e ( IC D 9 :2 0 4) , p er d is ta n ze cr e sc e n ti d al le f o n ti di e m is si o n e E LF e R F . A n n i2 0 0 0- 2 0 1 1 . o ss e rv a ti a tt e si in f su p o ss e rv a ti a tt e si in f su p 0 -0 .2 0 0 .1 0 -0 .2 0 0 .1 0 .2 -0 .5 1 0 .5 2 .0 4 0 .0 3 1 1 .3 3 0 -0 .5 1 0 .6 1 .5 7 0 .0 2 8 .7 3 0 .5 -1 .0 2 1 .5 1 .3 6 0 .1 5 4 .9 0 0 -1 .0 3 2 .1 1 .4 2 0 .2 9 4 .1 5 0 -0 .2 0 0 .0 0 -0 .2 0 0 .0 0 .2 -0 .5 0 0 .1 0 -0 .5 0 0 .1 0 .5 -1 .0 3 0 .7 4 .1 7 0 .8 4 1 2 .1 9 0 -1 .0 3 0 .8 3 .7 1 0 .7 5 1 0 .8 4 0 -0 .2 0 0 .2 0 -0 .2 0 0 .2 0 .2 -0 .5 2 0 .7 3 .0 0 0 .3 4 1 0 .8 3 0 -0 .5 2 0 .9 2 .3 3 0 .2 6 8 .4 3 0 .5 -1 .0 2 1 .7 1 .2 1 0 .1 4 4 .3 8 0 -1 .0 4 2 .5 1 .6 0 0 .4 3 4 .0 9 0 -0 .2 0 0 .0 0 0 -0 .2 0 0 .0 0 0 .2 -0 .5 0 0 .1 0 -0 .5 0 0 .1 0 .5 -1 .0 0 0 .1 0 -1 .0 0 0 .1 0 -0 .2 0 0 .1 0 -0 .2 0 0 .1 0 .2 -0 .5 2 1 .1 1 .8 1 0 .2 0 6 .5 2 0 -0 .5 2 1 .2 1 .6 1 0 .1 8 5 .8 1 0 .5 -1 .0 3 1 .6 1 .9 1 0 .3 8 5 .5 8 0 -1 .0 5 2 .8 1 .7 8 0 .5 7 4 .1 5 0 -0 .2 1 0 .2 4 .0 2 0 .0 5 2 2 .3 7 0 -0 .2 1 0 .2 4 .0 2 0 .0 5 2 2 .3 7 0 .2 -0 .5 1 0 .8 1 .2 4 0 .0 2 6 .9 1 0 -0 .5 2 1 .1 1 .9 0 0 .2 1 6 .8 5 0 .5 -1 .0 2 1 .4 1 .3 8 0 .1 6 4 .9 8 0 -1 .0 4 2 .5 1 .6 0 0 .4 3 4 .0 9 0 -0 .2 0 0 .0 0 . . . 0 -0 .2 0 0 .0 0 0 .2 -0 .5 0 0 .0 1 0 .0 0 . . 0 -0 .5 0 0 .0 1 0 .0 0 . . 0 .5 -1 .0 2 0 .0 8 2 5 .1 9 2 .8 3 9 0 .9 5 0 -1 .0 2 0 .0 9 2 3 .6 6 2 .6 6 8 5 .4 3 0 -0 .2 0 0 .0 3 0 -0 .2 0 0 .0 3 0 .2 -0 .5 1 0 .4 2 .4 2 0 .0 3 1 3 .4 5 0 -0 .5 1 0 .4 2 .2 6 0 .0 3 1 2 .5 9 0 .5 -1 .0 2 1 .4 1 .4 4 0 .1 6 5 .2 2 0 -1 .0 3 1 .8 1 .6 4 0 .3 3 4 .8 0 c o ro n e a re a c u m u la ta d is ta n za (K m ) c a si S IR ci 9 5 % d is ta n za (K m ) c a si S .R . T e le fo n ia C e ll u la re T a g a st e R F 4 S IR ci 9 5 % C a b in e d i tr a sf o rm a zi o n e A C E A E LF R a d io F a ro R F 1 F o n te T ip o d i e m is si o n e T o rr e A C E A te le fo n ia ce ll u la re R F 2 S .R . T e le fo n ia C e ll u la re C a st e l F u sa n o R F 3 S .R . F M " R a d io r m 2 0 " R F 5 In st ru m e n ta l La n d in g S y st e m R F 6 P o n te R a d io R F 7 1 6
  • 17 Tabella 6. Distribuzione dei 27 casi di LLA infantile (ICD9:204) diagnosticati tra i residenti nel Municipio XIII; sono riportate informazioni su genere, età alla diagnosi, data di diagnosi e distanza dalla fonte di emissione più vicina. Anni 2000-2011 Fonte Distanza Km Maschio 3 12/05/2007 RF1 0.59 Femmina 8 11/12/2000 RF1 0.63 Maschio 4 29/10/2002 RF1 0.92 Maschio 6 29/12/2010 RF2 0.23 Femmina 6 18/08/2009 RF4 0.40 Maschio 11 22/02/2008 RF4 0.47 Maschio 13 07/06/2002 RF4 0.63 Femmina 4 06/12/2007 RF4 1.09 Maschio 3 20/09/2008 RF4 1.09 Maschio 7 14/08/2009 RF5 0.08 Femmina 5 21/10/2004 RF5 0.53 Maschio 2 26/08/2004 RF6 0.83 Femmina 3 22/07/2009 RF6 0.99 Maschio 6 22/07/2006 RF6 1.64 Maschio 2 10/12/2008 RF6 3.50 Femmina 0 04/10/2006 RF6 4.17 Femmina 9 13/02/2004 RF6 4.81 Femmina 4 08/01/2011 RF6 5.10 Maschio 11 17/01/2009 RF6 5.21 Femmina 3 02/06/2001 RF6 5.54 Maschio 12 27/02/2010 RF6 6.19 Maschio 12 13/02/2008 RF6 6.22 Maschio 7 20/06/2000 RF6 6.48 Maschio 2 05/10/2011 RF6 6.65 Maschio 2 06/02/2003 RF6 6.82 Maschio 2 02/03/2002 RF7 0.36 Femmina 1 23/06/2000 RF7 0.44 Esposizione più vicina Genere Età alla diagnosi Data di diagnosi 17
  • 1 8 F ig u ra 1 . L o ca liz za zi o n e d e i c a si d i L L A in fa n til e ( IC D 9 :2 0 4) , re si de n ti n el M u ni ci pi o X II I N el l'a re a di O st ia ci do vr eb be ro e ss e re u lte rio ri du e ca si ch e n o n so n o vi si bi lii n qu an to pr ob ab ilm en te so vr a pp os ti, tra tta nd os id ic a si co n re si de nz a n e lla st es sa vi a e n u m e ro ci vi co
  • 1 9 F ig u ra 2 . C a si d i L L A in fa n til e ( IC D 9 :2 0 4) , fo n ti di e m is si o n e e a re e d i 0 .2 e 0 .5 k m d a c ia sc u n a f o n te .
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