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La Trascendenza Della Bhagavad Gita Di Michele Perrotta - versione rivisitata 2012

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Il Senso anagogico di un testo sacro è quello secondo cui le cose terrene sono considerate come simbolo delle cose celesti – la via che va verso l’alto o l’elevazione dell’anima attraverso la conoscenza nella contemplazione del divino.

In India vengono presi in considerazione quattro livelli diversi di Verità o Realtà; è curioso vedere come la verità storica sia situata, come importanza, al livello più basso, mentre tra le verità più elevate troviamo quella mistica e/o quella del cuore.

Ecco perché ritengo importantissima l’esperienza del misticismo in ogni religione, più che la ricerca della storicità della questione teologica o della normale dottrina letterale.

Si può credere in Dio e sentirlo vivente, senza averlo mai incontrato o riscontrato storicamente in questo mondo; sono infatti convinto che attraverso un percorso interiore, il velo sull’infinito e su Dio, può essere rivelato al nostro Io - affinché ciò avvenga è necessario considerare Dio un nostro intimo amico che risiede nel nostro cuore.

Il Dio del Cuore si presenterà a chi lo amerà con tutto sé stesso!
Solo così la chiave individuale o l’intimo (l’Io) si espanderà nell’universale.

Michele Perrotta.


"LA FORMA CHE STAI VEDENDO CON OCCHI TRASCENDENTALI NON PUO’ ESSERE COMPRESA CON LO STUDIO DEI VEDA, NE’ CON SEVERE AUSTERITA’, NE’ CON ATTI CARITATEVOLI, NE’ CON L’ADORAZIONE RITUALE. NESSUNO, PER QUESTE VIE, POTRA’ VEDERMI COSI’ COME SONO".
(Bhagavad Gita – Cap. 11 Verso 53)
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LA TRASCENDENZA DELLA BHAGAVAD GITA di Michele Perrotta Riuscire a superare i limiti dell'esperienza sensibile, della realtà tangibile, vedendo al di là. Quando Dio offre la chave o visione trascendentale al suo intimo devoto per far sì che l’ordine cosmico del Dharma ritorni in armonia con l’Assoluto Arjuna dovrà agire per uscire dalla crisi esistenziale e combattere per il dovere religiose verso Dio, armato della Conoscenza Trascendentale e del Bhakti Yoga (il servizio d’amore verso Dio). Tutto questo è il Canto di Dio – La Bhagavad Gita “OVUNQUE SI TROVI KRISHNA, IL MAESTRO DI TUTTI I MISTICI, OVUNQUE SI TROVI ARJUNA, L’ARCIERE SUPREMO, LA’ SENZA DUBBIO REGNANO ANCHE OPULENZA, VITTORIA, STRAORDINARIA POTENZA E MORALITA’”. (Bhagavad Gita – Cap. 18 Verso 78) 1 “ Dio, la Persona Suprem a, disse: M io caro Arjuna, figlio di Pritha, guarda ora le m ie opulenze, centinaia di m igliaia di form e divine e m ulticolori”. (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 5) “I n quella form a universale Arjuna vede innum erevoli bocche, innum erevoli occhi, innum erevoli cose prodigiose. Quella form a era adorna di gioielli divini e im pugnava num erose arm i divine. I ndossava vesti e ghirlande celestiali e profum ava di varie essenze odorose; tutto era straordinario, splendente, illim itato e in continua espansione. Se m igliaia e m igliaia di soli sorgessero insiem e nel cielo, il loro sfolgorio si avvicinerebbe forse a quello del Signore Suprem o in questa form a universale. Sebbene le lim itate espansioni dell'universo siano m olte m igliaia, Arjuna le vede riunite tutte in un solo punto, nella form a universale del Signore. (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 11–13) 2 “Allora, confuso e attonito, i peli ritti sul corpo, Arjuna china la testa in segno di om aggio e a m ani giunte com incia a offrire preghiere al Signore. Arjuna disse: K rishna, m io caro Signore, vedo riuniti nel Tuo corpo tutti gli esseri celesti e m olti altri esseri. Vedo Brahm a, seduto sul fiore di loto, vedo Siva, e tutti i saggi e i serpenti divini. O Signore dell'universo, form a universale, vedo nel Tuo corpo innum erevoli braccia, ventri bocche e occhi estesi in ogni luogo, senza lim ite. Non vedo fine in Te, né m eta, né inizio. I n Te non esiste inizio, m età o fine. La Tua gloria è illim itata. I nnum erevoli sono le Tue braccia, e il sole e la luna sono i Tuoi occhi. Vedo che sprigioni dalle Tue bocche un fuoco ardente e bruci l'universo intero con la Tua radiosità. Sebbene Tu sia Uno, Ti estendi attraverso il cielo, i pianeti e lo spazio che li separa. O m aestoso Signore, vedendo questa Tua form a prodigiosa e terribile, tutti i sistem i planetari sono in preda allo sgom ento. M oltitudini di esseri celesti si sottom ettono a Te ed entrano in Te. Atterriti, alcuni di loro offrono preghiere a m ani giunte. Una folla di saggi e di esseri realizzati si rivolgono a Te col canto degli inni vedici e gridano: "Pace, pace!" Le varie m anifestazioni di Siva, gli Aditya, i Vasu, i Sadhya, i Visvedeva, i due Asvini, i M arut, gli antenati, i Gandharva, gli Yaksa, gli Asura e gli esseri celesti realizzati, tutti Ti contem plano in preda allo stupore. O Signore dalle braccia potenti, alla vista della Tua form a gigantesca con i suoi innum erevoli volti e occhi, braccia, ventri, cosce e gam be, alla vista dei Tuoi terribili denti, tutti i pianeti con i loro esseri celesti sono sconvolti, com e lo sono anch'io. O Visnu, che tutto pervadi, nel guardare i Tuoi colori sfolgoranti che riem piono i cieli, le Tue bocche spalancate, i Tuoi im m ensi occhi sfavillanti, m i sento preda della paura; non riesco più a m antenere la stabilità e il m io equilibrio m entale. Alla vista dei Tuoi volti ardenti com e la m orte e dei Tuoi denti orribili i sensi m i vengono m eno. Dovunque io guardi, la confusione m i assale. O Signore dei signori, rifugio dei m ondi, sii benevolo con m e. Tutti i figli di Dhritarastra con i loro alleati, e Bhism a, Drona, K arna - e anche i nostri guerrieri più em inenti - si precipitano nelle Tue bocche spaventose e rim angono intrappolati con le teste schiacciate tra i Tuoi denti. Com e le acque dei fium i si gettano nell'oceano, così tutti questi grandi guerrieri si precipitano bruciando nelle Tue bocche. Com e farfalle che si lanciano verso la m orte in un fuoco ardente, tutti questi uom ini si precipitano a gran velocità nelle Tue bocche. O Visnu, vedo che inghiotti uom ini in tutte le direzioni con le Tue bocche infuocate. Coprendo l'universo con la Tua radiosità Ti m anifesti con terribili raggi ardenti. O Signore dei signori, la Tua forza è terrificante, Ti prego, dim m i chi sei. Ti offro i m iei om aggi; Ti prego, concedim i la Tua grazia. Tu sei il Signore prim ordiale e io vorrei conoscerTi perché non so qual é la Tua m issione.” (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 14 – 31) “Dio, la Persona Suprem a, disse: I o sono il tem po, il grande distruttore dei m ondi, e sono venuto ad annientare tutti gli uom ini. Ad eccezione di voi [i Pandava], tutti i guerrieri dei due eserciti presenti qui saranno uccisi. Alzati dunque, e sii pronto a com battere. La gloria sarà tua. Conquista i nem ici e godi di un regno fiorente. Tutti per M ia volontà, sono già uccisi, e tu, o Savyasaci, non sei che uno strum ento in questa lotta.” (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 32 – 33) 3 “Arjuna disse: O m aestro dei sensi, ascoltando il Tuo nom e il m ondo intero si riem pie di gioia e tutti si sentono attratti da Te. Gli esseri perfetti Ti offrono i loro rispettosi om aggi, m a gli esseri dem oniaci, in preda allo spavento, fuggono in ogni direzione. Ed è giusto the sia cosi. O Signore, Tu sei il creatore originale, il più grande di tutti, anche di Brahm a. Perché non si dovrebbero offrire om aggi rispettosi a Te? O illim itato, Dio degli dèi, rifugio dell'universo, Tu sei la fonte invincibile, la causa di tutte le cause, e trascendi questa m anifestazione m ateriale. Tu sei Dio, la Persona Suprem a e originale, la più anziana, il rifugio suprem o di questa m anifestazione cosm ica. Sei colui che conosce ogni cosa e sei anche tutto ciò che può essere conosciuto. Sei la suprem a dim ora, al di là delle influenze m ateriali. O form a illim itata! Questa intera m anifestazione cosm ica è pervasa da Te! (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 36 - 38) “Chiunque si presenti davanti a Te, fosse anche un essere celeste, appartiene alla Tua creazione, perché Tu sei Dio la P ersona Suprem a.” (Bhagavad Gita - Cap. 11 Verso 40) 4 “LA FORMA CHE STAI VEDENDO CON OCCHI TRASCENDENTALI NON PUO’ ESSERE COMPRESA CON LO STUDIO DEI VEDA, NE’ CON SEVERE AUSTERITA’, NE’ CON ATTI CARITATEVOLI, NE’ CON L’ADORAZIONE RITUALE. NESSUNO, PER QUESTE VIE, POTRA’ VEDERMI COSI’ COME SONO. (Bhagavad Gita – Cap. 11 Verso 53) BREVE PREFAZIONE Il Senso anagogico di un testo sacro è quello secondo cui le cose terrene sono considerate come simbolo delle cose celesti – la via che va verso l’alto o l’elevazione dell’anima attraverso la conoscenza nella contemplazione del divino. In India vengono presi in considerazione quattro livelli diversi di Verità o Realtà; è curioso vedere come la verità storica sia situata, come importanza, al livello più basso, mentre tra le verità più elevate troviamo quella mistica e/o quella del cuore. Ecco perché ritengo importantissima l’esperienza del misticismo in ogni religione, più che la ricerca della storicità della questione teologica o della normale dottrina letterale. Si può credere in Dio e sentirlo vivente, senza averlo mai incontrato o riscontrato storicamente in questo mondo; sono infatti convinto che attraverso un percorso interiore, il velo sull’infinito e su Dio, può essere rivelato al nostro Io - affinché ciò avvenga è necessario considerare Dio un nostro intimo amico che risiede nel nostro cuore. “LASCIA OGNI FORMA DI RELIGIONE E ABBANDONATI A ME. IO TI LIBERERO’ DA TUTTE LE REAZIONI DEL PECCATO, NON TEMERE.” (Bhagavad Gita – Cap.18 Verso 66) 5 Il Dio del Cuore si presenterà a chi lo amerà con tutto sé stesso! Solo così la chiave individuale o l’intimo (l’Io) si espanderà nell’universale. “COLUI CHE E’ VERAMENTE CONVINTO DELLA MIA GLORIA E DEL MIO POTERE MISTICO, MI SERVE CON UNA DEVOZIONE PURA E COMPLETA, DI QUESTO NON C’E’ DUBBIO. SONO LA FONTE DI TUTTI I MONDI, SPIRITUALI E MATERIALI. TUTTO EMANA DA ME. I SAGGI CHE CONOSCONO PERFETTAMENTE QUESTA VERITA’ MI SERVONO CON DEVOZIONE E MI ADORANO CON TUTTO IL LORO CUORE. (Bhagavad Gita - Cap.10 verso 7-8) Michele Perrotta “PER MOSTRAR LORO UNA MISERICORDIA SPECIALE IO, CHE DIMORO NEL LORO CUORE, DISSIPO LE TENEBRE, NATE DALL’IGNORANZA CON LA TORCIA LUMINOSA DELLA CONOSCENZA”. (Bhagavad Gita – Cap.10 Verso 11) “L’ANIMA SUPREMA E’ LA FONTE DI LUCE IN TUTTO CIO’ CHE E’ LUMINOSO. E’ AL DI LA’ DELL’OSCURITA’ DELLA MATERIA ED E’ NON MANIFESTATA. E’ LA CONOSCENZA, L’OGGETTO DELLA CONOSCENZA E IL FINE DELLA CONOSCENZA. E’ SITUTATA NEL CUORE DI TUTTI GLI ESSERI. (Bhagavad Gita – Cap. 13 Verso 18) “Come un Fuoco generatore, la conoscenza (Gnosi), si espande dentro di noi incendiando l’ignoranza, accumulata come illusione nel mondo materiale.” (Michele Perrotta) 6 LA BHAGAVAD GITA La Bhagavad-Gita, scritta da Vyasadeva (l’Avatara scrittore che complilò tutte le scritture vediche), è il dialogo tra Srì Krishna, descritto in alcuni Veda e Purana come la Persona Suprema (Dio), e Arjuna, suo devoto, discepolo e intimo amico. Questo straordinario testo fa parte del Mahabharata, la narrazione storica delle imprese del re Bharata e dei suoi discendenti fino ai tre figli: Dhartarastra, Pandu e Vidura. La Bhagavad gita presenta la scienza trascendentale della saggezza vedica e della realizzazione spirituale, si presume che fu scritta 5000 anni fa. In questo capitolo verranno presentati solo alcuni aspetti di fondamentale interesse della spiritualità racchiusa in questo poema. “ARJUNA DISSE: MIO CARO KRISHNA, VEDENDO PARENTI E AMICI SCHIERATI DAVANTI A ME IN TALE SPIRITO BELLICOSO, SENTO LE MEMBRA TREMARE E LA BOCCA INARIDISRSI. TUTTO IL MIO CORPO RABBRIVIDISCE, I MIEI CAPELLI SI RIZZANO, L’ARCO GANDIVA MI SCIVOLA DALLA MANO E LA MIA PELLE BRUCIA” (Bhagavad Gita – Cap.1 Verso 28-29) Arjuna rappresenta il puro devoto e l’eterno amico di Dio, che cade in crisi perché costretto ad affrontare nel campo di battaglia di Kuruksetra alcuni membri della sua stessa famiglia. L’eroe della Gita non sa che però il suo cocchiere altri non è che Dio, la persona suprema, il quale gli offre, durante la battaglia, tutta la sintesi della conoscenza vedica e lo convince per il suo dovere religioso e per onorare il Guna della Virtù (qualità di Vishnu) ad agire per ristabilire il bene dell’umanità e del cosmo. 7 “SE INVECE RIFIUTI IL TUO DOVERE CHE CONSISTE NEL COMBATTERE, CERTAMENTE PECCHERAI PER AVER MANCATO AL TUO DOVERE E PERDERAI COSI’ LA TUA FAMA DI GUERRIERO. GLI UOMINI PARLERANNO PER SEMPRE DELLA TUA INFAMIA, E PER UNA PERSONA DEGNA DI RISPETTO IL DISONORE E’ PEGGIORE DELLA MORTE.” (Bhagavad Gita - Cap.2 Verso 33-34) “COMBATTI PER DOVERE, SENZA CONSIDERARE GIOIA O DOLORE, PERDITA O GUADAGNO, VITTORIA O SCONFITTA – COSI’ FACENDO NON INCORRERAI MAI NEL PECCATO”. (Bhagavad Gita - Cap.2 Verso 38) La Battaglia di Kuruksetra deve venire intesa come una guerra tra forze divine (i Pandava) e forze demoniache (i Kaurava– dinastia dei Kuru); questo controllo per l’ordine cosmico è analogo alla guerra finale descritta nell’Apocalisse, quando Gesù Cristo ritornerà per sconfiggere il male sulla terra e ci ricorda inoltre la lettura che la Kabbalah ebraica offre sullo scontro tra Mosè e il Faraone egizio. Sul misticismo della Kabbalah scrissi: La Kabbalah rivela il vero senso nascosto del divino e lo mette a disposizione dell’uomo attraverso l’insegnamento della luce divina. Questa visione offre anche la possibilità di comprendere che tutto ciò che è stato scritto nell’Antico Testamento, altro non è che una storia allegorica di forze celesti, messe a disposizione per il “popolo eletto”; Israele viene quindi indicato come un popolo interiore o una forza spirituale connessa a Dio che non deve venir inteso letteralmente come luogo fisico o etnia di persone. Lo stesso Mosè che viene presentato come uno tra i più grandi cabalisti, viene illustrato come una forza divina o potere spirituale che aiuta l’umanità alla connessione verso Dio, contro l’altra corrente spirituale impersonificata dal Faraone. La luce emanata dal misticismo della Kabbalah offre a chi la riceve una visione del tutto interiore, che porterà alla comprensione dell’Io e del Divino in maniera diversa dall’insegnamento esteriore della comune teologia. La spiritualità dalla Kabbalah, come la Gnosi, va al di là dell’esteriorità materiale; questo insegnamento dei piani superiori ha però bisogno di un senso figurato e allegorico per la comprensione dell’uomo - Tale insegnamento è analogo a quando Gesù Cristo parla ai suoi discepoli in parabole per rivelare il senso divino. “Il visibile non è altro che il riflesso dell’invisibile”. (Zohar) “La verità non è venuta nuda nel mondo, ma è venuta in simboli e immagini. Non la si può afferrare in altro modo”. (Vangelo di Filippo – Vangelo Gnostico) 8 La Bhagavad Gita (il canto di Dio o Canzone di Dio) è a tutti gli effetti un testo sacro che ci invita ad agire verso Dio, superando le mille insidie che la vita materiale ci propone ogni giorno; tale insegnamento vuol far sì che la nostra parte spirituale migliori ed evolva fino a ritornare a Dio, per mezzo della devozione o servizio d’amore e della REALIZZAZIONE SPIRITUALE. La materia e la crisi vengono vinte da tutti quanti noi se ci armiamo dell’arma della conoscenza salvifica o Gnosi ed onoriamo Dio con l’amore. "Sono la fonte (DIO) di tutti i mondi, spirituali e materiali, Tutto emana da Me. I saggi che conoscono perfettamente questa verità Mi servono con devozione e Mi adorano con tutto il loro cuore". (BHAGAVAD GITA - Cap.10 Ver.8) "Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?". Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso". E Gesù: "Hai risposto bene; fà questo e vivrai". (LUCA 10:26-28) 9 “DOPO AVER COSI’ PARLATO AI SUOI GENITORI, DIO, LA PERSONA SUPREMA, KRISHNA, RIMASE IN SILENZIO. IN LORO PRESENZA, IN VIRTU’ DELLA SUA ENERGIA INTERNA, SI TRASFORMO’ ALLORA IN UN BIMBO UMANO – In altre parole, Egli si trasformò nella sua forma originale: KRSNAS TU BHAGAVAN SVAYAM”. (Srimad Bhagavatam - Canto 10.3.46) “IO NON MI RIVELO MAI AGLI SCIOCCHI E AGLI IGNORANTI. PER LORO RIMANGO NASCOSTO DALLA MIA POTENZA INTERNA, PERCIO’ ESSI NON SANNO CHE IO SONO NON NATO E INFALLIBILE”. (Bhagavad Gita – Cap.7 Verso 25) 10 I VAISNAVA I Vaisnava (Vaishnava) o Vishnuiti sono coloro che considerano Vishnu (in realtà Krishna) Dio la persona suprema, alla quale sono sottomessi tutti gli esseri celesti (Deva) e tutte le creature del Creato. La tradizione Vaisnava è un’antica corrente religiosa monoteista, tramandata da Krishna in una catena di maestri spirituali (Parampara); tale dottrina è menzionata, oltre che nella Bhagavad Gita, nello Srimad Bhagavatam o Bhagavata Purana. Dio viene venerato dai Vaisnava sotto forma dei due più importanti Avatara (“colui che discende”): Krishna e Rama (eroe del Ramayana – e personificazione del Dharma). Krishna oltre ad essere il Dio del principio, il Non Nato, Avatari (Dio e fonte di tutti gli Avatara), gioca anche il ruolo dell’Avatara che discese 5000 anni fa per parlare ad Arjuna nel cuore della battaglia di Kuruksetra, divulgando così l’insegnamento per tutta l’umanità conosciuto oggi con il nome di Bhagavad Gita (la Canzone di Dio). Tra le maggiori scuole Vaisnava sono incluse: * Shri Sampradaya, o Vishishtadvaita vedanta (non-dualismo qualificato), fondata da Ramanuja. * Brama-Madhva Sampradaya, o Dvaita (Dualismo), fondata da Madhva. * Rudra Sampradaya, o Shuddhaadvaita, fondata da Vallabha. * Kumara Sampradaya, o Dvaitaadvaita, fondata da Nimbarka. * Gaudiya Sampradaya Acintya Bheda-Bheda, (simultaneamente simile e differente), fondata da Caitanya Mahaprabhu. Nel XVI secolo nel Bengala apparve Sri Caitanya Mahaprabhu, un mistico, considerato oggi dagli Hare Krishna, un Avatara di Krishna stesso – L’Avatara di questa era. Caitanya rifiutò il sistema delle caste e accettò tra i suoi seguaci molti discepoli appartenenti a differenti credi religiosi, tra essi vi erano anche Musulmani. L’amore (Bhakti) che Caitanya predicava per Dio si espresse al culmine nel cantare e nel danzare il Kirtana: "Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare". Il movimento Hare Krishna è un prodotto della corrente Vaisnava di Caitanya Mahaprabhu. 11 L’ANIMA NELLA BHAGAVAD GITA “ SI DEVE MEDITARE SULLA PERSONA SUPREMA (DIO) COME SULL’ESSERE ONNISCIENTE, IL PIU’ ANTICO, COLUI CHE CONTROLLA E MANTIENE TUTTO, CHE E’ PIU’ PICCOLO DEL PIU’ PICCOLO (PENETRANTE IN OGNI COSA), CHE E’ INCONCEPIBILE E RIMANE QUINDI AL DI LA’ DI OGNI COMPRENSIONE MATERIALE, PUR RESTANDO SEMPRE UNA PERSONA. LUMINOSO COME IL SOLE, EGLI TRASCENDE QUESTA NATURA MATERIALE ”. (Bhagavad Gita - Cap. 8 verso 9) Dio viene dipinto come colui che dà senso a tutto il creato, l’essere perfetto, l’origine di tutto, l’onnipresente, è colui che può ogni cosa. Se leggiamo attentamente la Bhagavad gita ci rendiamo subito conto che questo straordinario testo Veda, di oltre cinquemila anni, ci offre una dettagliata sintesi di una certa linea di pensiero orientale su Dio e sull’esistenza stessa della vita; viene menzionata la legge del Karma (azione), la Reincarnazione (ciclo delle nascite e morti), la vera natura degli esseri, l’importanza del Bhakti yoga (servizio di devozione d’amore a Dio) e moltissime altre verità sulla realizzazione spirituale. In questo straordinario testo sacro viene descritta l’importanza dell’anima, che non solo è la vera essenza dell’essere individuale, ma viene spiegato in maniera specifica che la sua natura è immortale, pacifica ed è al di fuori dello spazio e del tempo: 12 “ COLORO CHE VEDONO LA VERITA’ HANNO CONCLUSO CHE NON VI E’ DURATA IN CIO’ CHE NON ESISTE (CORPO MATERIALE) E NON VI E’ CAMBIAMENTO IN CIO’ CHE E’ ETERNO (L’ANIMA). STUDIANDO LA NATURA DI ENTRAMBI, ESSI SONO GIUNTI A QUESTA CONCLUSIONE. SAPPI CHE NON PUO’ ESSERE DISTRUTTO CIO CHE PERVADE IL CORPO. NESSUNO PUO’ DISTRUGGERE L’ANIMA ETERNA ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 16-17) “ NON E’ SITUTATO NELLA CONOSCENZA COLUI CHE CREDE CHE L’ANIMA POSSA UCCIDERE O ESSERE UCCISA; L’ANIMA INFATTI NON UCCIDE NE’ MUORE ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 19) “ PER L’ANIMA NON VI E’ NASCITA NE’ MORTE. LA SUA ESISTENZA NON HA AVUTO INIZIO NEL PASSATO, NON HA INIZIO NEL PRESENTE E NON AVRA’ INIZIO NEL FUTURO. ESSA E’ NON NATA, ETERNA, SEMPRE ESISTENTE E PRIMORDIALE. NON MUORE QUANDO IL CORPO MUORE ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 20) Abbiamo appreso in questi versi che l’anima individuale è un essere eterno e senza cognizione temporale, una straordinaria essenza in cerca di esperienze, affinché possa acquisire sempre più coscienza. Ecco spiegata la sua caparbietà nel persistere, nel risiedere, se pur in maniera differente, in altri corpi: animali, vegetali, umani o addirittura in esseri celesti. L’anima cambia il corpo e prova emozioni differenti ogni volta che si reincarna: “ COME UNA PERSONA INDOSSA ABITI NUOVI E LASCIA QUELLI USATI, COSI’ L’ANIMA SI RIVESTE DI NUOVI CORPI MATERIALI, ABBANDONANDO QUELLI VECCHI E INUTILI ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 22) 13 La natura dell’anima è fantastica e non può essere identificata con la percezione sensitiva: “ MAI UN’ARMA PUO’ TAGLIARE A PEZZI L’ANIMA NE’ IL FUOCO PUO’ BRUCIARLA; L’ACQUA NON PUO’ BAGNARLA NE’ IL VENTO INARIDIRLA ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 23) “ E’ DETTO CHE L’ANIMA E’ INVISIBILE, INCONCEPIBILE E IMMUTABILE. SAPENDO CIO’, NON DOVRESTI LAMENTARTI PER IL CORPO ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 24) L’anima è immensamente grandiosa ed indecifrabile: “ ALCUNI VEDONO L’ANIMA COME UNA MERAVIGLIA, ALTRI LA DESCRIVONO COME UNA MERAVIGLIA, ALTRI ANCORA NE SENTONO PARLARE COME DI UNA MERAVIGLIA, MA C’E’ CHI NON RIESCE A CONCEPIRLA NEANCHE DOPO AVERNE SENTITO PARLARE ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 29) In questo mondo materiale, pieno di piaceri materiali, l’anima può restare assuefatta dal piacere dei sensi corporei e smarrirsi, e a questo proposito è necessario meditare sulla nostra vera essenza per trascendere tutto questo: “ L’ANIMA INCARNATA PUO’ ASTENERSI DAL GODIMENTO DEI SENSI, SEBBENE IL GUSTO PER GLI OGGETTI DEI SENSI RIMANGA. MA SE PERDE QUESTO GUSTO SPERIMENTANDO UN PIACERE SUPERIORE, RESTERA’ FISSA NELLA COSCIENZA SPIRITUALE “. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 59) “ I SENSI SONO COSI’ FORTI E IMPETUOSI, CHE TRAVOLGONO PERFINO LA MENTE DI UN UOMO SAGGIO CHE SI SFORZA DI CONTROLLARLI “. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 60) 14 Solo concentrandosi sull’infinito e su Dio possiamo evitare questo burrascoso evento: “ CHI FRENA I SENSI TENENDOLI SOTTO CONTROLLO, E FISSA LA COSCIENZA IN ME (DIO), E’ CONSIDERATO UN UOMO DALL’INTELLIGENZA FERMA. CONTEMPLANDO GLI OGGETTI DEI SENSI SI SVILUPPA ATTACCAMENTO PER ESSI; DALL’ATTACAMENTO SI SVILUPPA LA CUPIDIGIA E DALLA CUPIDIGIA NASCE LA COLLERA. DALLA COLLERA NASCE LA COMPLETA ILLUSIONE E DALL’ILLUSIONE LA CONFUSIONE DELLA MEMORIA. QUANDO LA MEMORIA E’ CONFUSA L’INTELLIGENZA E’ PERDUTA, E QUANDO L’INTELLIGENZA E’ PERDUTA SI CADE DI NUOVO NELLA PALUDE DELL’ESISTENZA MATERIALE ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 61-62-63) “ SOLTANTO COLUI CHE NON E’ PIU’ ATTRATTO DALLA GRATIFICAZIONE DEI SENSI, CHE VIVE LIBERO DAI DESIDERI CHE HA LASCIATO OGNI SENSO DI POSSESSO E SI E’ SPOGLIATO DEL FALSO EGO, PUO’ RAGGIUNGERE LA VERA PACE. QUESTA E ‘LA VIA DELLA VITA SPIRITUALE E DIVINA E DOPO AVERLA CONSEGUITA L’UOMO NON E’ PIU’ CONFUSO. CHI INTRAPRENDE QUESTA VIA, FOSSE ANCHE IN PUNTO DI MORTE, ENTRA NEL REGNO DI DIO ”. (Bhagavad Gita – Cap. 2 verso 71-72) In questo passo possiamo apprendere che solo lasciando il piacere materiale possiamo trovare la pace interiore e capire che la nostra vera essenza, non ha bisogno del superfluo (la materialità) ma dell’amore del Padre, inteso come Dio o come un’energia che fortifica il tuo “IO” interiore. Questo è l’amore trascendentale. 15 DIO CREATORE DEL COSMO E DI OGNI ESSERE VIVENTE Nella Bhagavad-gita come in molti altri testi sacri, si apprende che Dio è il creatore di tutto il creato e risiede in ogni essere vivente, se pur in forma diversa. Questa sua onnipresenza è da considerarsi un’amicizia segreta che ci accompagnerà nell’arco dell’intera esistenza. “ QUESTO INTERO UNIVERSO E PERVASO DA ME, NELLA MIA FORMA NON MANIFESTATA. TUTTI GLI ESSERI SONO IN ME, MA IO NON SONO IN LORO. TUTTA VIA NIENTE DI CIO’ CHE E’ CREATO E’ IN ME. GUARDA LA MIA POTENZA MISTICA! SONO IO IL SOSTEGNO DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, SONO PRESENTE IN OGNI LUOGO, EPPURE NON SONO PARTE DI QUESTA MANIFESTAZIONE COSMICA IN QUANTO IO STESSO SONO LA FONTE DELLA CREAZIONE ”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 4-5) E’ impossibile, nella percezione umana, dare forma alla divinità suprema, poiché non siamo in grado di comprendere in pieno la totale essenza del vero Dio. La nostra limitazione è palesemente dovuta alla mancanza della totale pienezza dei poteri di Dio, il creatore di tutto. “ COME IL VENTO POSSENTE CHE SOFFIA IN OGNI DIREZIONE RIMANE SEMPRE NELLO SPAZIO ETEREO, SAPPI CHE TUTTI GLI ESSERI CREATI RIMANGONO IN ME. … ALLA FINE DI UN’ERA TUTTE LE MANIFESTAZIONI MATERIALI ENTRANO NELLA MIA NATURA, E ALL’INIZIO DELL’ERA SUCCESSIVA, IN VIRTU’ DELLA MIA POTENZA, IO LE CREO DI NUOVO. L’INTERO ORDINE COSMICO E’ SOGGETTO AL MIO CONTROLLO. PER MIA VOLONTA’ OGNI VOLTA SI MANIFESTA DI NUOVO, E SEMPRE PER MIA VOLONTA’ ALLA FINE E’ ANNIENTATO. … TUTTE QUESTE ATTIVITA’ MATERIALI NON POSSONO LEGARMI. SEMPRE DISTACCATO DA ESSE, IO RIMANGO NEUTRALE. LA NATURA MATERIALE, CHE E’ UNA DELLA MIE ENERGIE, AGISCE SOTTO LA MIA DIREZIONE, GENERANDO TUTTI GLI ESSERI, MOBILI E IMMOBILI. SECONDO LE SUE LEGGI QUESTA MANIFESTAZIONE E’ CREATA E ANNIENTATA IN UN CICLO SENZA FINE. GLI SCIOCCHI MI DERIDONO QUANDO DISCENDO NELLA FORMA UMANA (Avatara – “colui che discende”). NON CONOSCONO LA MIA NATURA TRASCENDENTALE E LA MIA SUPREMAZIA SU TUTTO CIO’ CHE ESISTE. COSI’ CONFUSI, ESSI PREDILIGONO CONCEZIONI ATEE E DEMONIACHE. IN QUESTA ILLUSIONE LE LORO SPERANZE DI LIBERAZIONE, LE LORO ATTIVITA’ INTERESSATE E LA LORO CONOSCENZA SONO TUTTE SCONFITTE”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 6-12) 16 Dio, la persona suprema si descrive come il tutto: “ DI QUESTO UNIVERSO IO SONO IL PADRE, LA MADRE, IL SOSTEGNO E L’ANTENATO. SONO L’OGGETTO DELLA CONOSCENZA, IL PURIFICATORE E LA SILLABA “OM” (vibrazione sonora che rappresenta la verità assoluta). SONO ANCHE IL RG, IL SAMA E LO YAJUR VEDA (purificazione di tutti i MANTRA). SONO LA META, IL SOSTEGNO, IL MAESTRO, IL TESTIMONE, LA DIMORA, IL RIFUGIO E L’AMICO PIU’ CARO. SONO LA CREAZIONE E LA DISSOLUZIONE, IL FONDAMENTO DI TUTTO CIO’ CHE ESISTE, SONO IL LUOGO DI RIPOSO E IL SEME ETERNO. … SONO LA FONTE DEL CALORE, ELARGISCO E TRATTENGO LA PIOGGIA. SONO L’IMMORTALITA’ E ANCHE LA MORTE PERSONIFICATA. LO SPIRITO E LA MATERIA SONO ENTRAMBI IN ME ”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 17-19) Dio parla inoltre di come funzionano le reincarnazioni e la suprema devozione, e di tutti i benifici che un’anima può ottenere o rinunciare a seconda della sua libera scelta o libero arbitrio: “ COLORO CHE STUDIANO I VEDA E BEVONO IL SOMA AL FINE DI RAGGIUNGERE I PIANETI CELESTI MI ADORANO INDIRETTAMENTE. PURIFICATI DALLE REAZIONI DEL PECCATO, ESSI RINASCONO SUL PIANETA VIRTUOSO DI INDRA (essere celeste che controlla la pioggia e la folgore; regna sui pianeti superiori e su tutti gli altri esseri celesti) DOVE GODONO DI PIACERI PARADISIACI. QUANDO, DOPO AVER GODUTO A LUNGO DEI PIACERI PARADISIACI, IL FRUTTO DELLE LORO ATTIVITA’ PIE E’ STATO CONSUMATO, ESSI TORNANO DI NUOVO SU QUESTA TERRA MORTALE. COSI’ LE PERSONE CHE SI CONFORMANO AI PRINCIPI DEI TRE VEDA PERCHE’ AMBISCONO AL PIACERE DEI SENSI OTTENGONO SOLTANTO DI NASCERE E MORIRE RIPETUTE VOLTE ”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 20-21) In questi versi della Bhagavad-gita viene spiegato che ogni essere è libero di venerare chi vuole, un essere celeste, un antenato, i demoni o il vero Dio, a seconda delle sue azioni la legge del KARMA farà il suo corso. Se si desidera ottenere dei piaceri materiali in altri mondi e risiedere in dei corpi di esseri celesti è possibile, ma tutto questo non comporta altro che vivere un’altra esistenza materiale, anche se di gran lunga più comoda e facile di quella umana; ma se si vuole ottenere la realizzazione suprema, dobbiamo venerare soltanto Dio, la persona suprema, affinché si possa ottenere la pace spirituale senza essere soggetti alla reincarnazione dei mondi materiali, e solo così possiamo elevarci nei mondi spirituali. 17 “ MA A COLORO CHE MI ADORANO CON DEVOZIONE ESCLUSIVA MEDITANDO SULLA MIA FORMA TRASCENDENTALE, IO FORNISCO IL NECESSARIO E PRESERVO CIO’ CHE GIA’ POSSIEDONO. COLORO CHE SI DEDICANO AD ALTRI DEI E LI ADORANO CON FEDE, IN REALTA’ ADORANO ME SOLTANTO, MA LA LORO ADORAZIONE E’ MAL ORIENTATA ”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 22-23) Qui è esplicitamente spiegato che non abbiamo bisogno di intermediari tra Dio e noi; come in una scala gerarchica se vogliamo arrivare al vertice del comando per portare un messaggio, non ci soffermiamo di certo a parlare con un servo di casa, ma ci incamminiamo verso il signore, il padrone della residenza. “ IO SONO L’UNICO BENEFICIARIO E L’UNICO OGGETTO DEL SACRIFICIO. COLORO CHE NON RICONOSCONO LA MIA VERA NATURA TRASCENDENTALE SI DEGRADANO. CHI ADORA GLI ESSERI CELESTI NASCERA’ TRA GLI ESSERI CELESTI, CHI ADORA GLI ANTENATI RAGGIUNGERA’ GLI ANTENATI, CHI ADORA I FANTASMI E GLI ALTRI SPIRITI RINASCERA’ TRA QUESTI ESSERI, E CHI ADORA ME VIVRA’ CON ME”. (Bhagavad gita – Cap. 9 verso 24-25) Solo venerando il vero Dio possiamo ottenere la suprema residenza affianco a lui, e se perseveriamo nell’ignoranza spirituale, accontentandoci di venerare esseri celesti o addirittura parenti defunti, non facciamo altro che rimanere attaccati ad un passato materiale. In questi versetti della Bhagavad-gita si apprende che è possibile anche reincarnarsi in FANTASMI o SPIRITI poiché queste entità hanno un corpo, se pur chiamato CORPO SOTTILE. Il corpo sottile è differente dal corpo grossolano che usufruisce del piacere dei sensi, ma è altrettanto capace di ospitare un’anima, ecco perché è importante ricordarsi che la materia, intesa come vita materiale, non porta altro che all’attaccamento ad essa. Se si vuol raggiungere altri orizzonti è bene dedicarsi ed arricchirsi nella via spirituale per non ottenere di nuovo una vita nel mondo materiale. 18 L’ONNIPOTENZA DI DIO Avendo appreso che Dio, la persona suprema, è il creatore di ogni essere vivente e che solo aspirando a lui soltanto, possiamo ottenere dei benefici che non ci riportino più nella bassezza dei mondi materiali, ma ci elevino fino a recarci in sua compagnia nei mondi spirituali, continuiamo a vedere l’onnipotenza di Dio e come lui può essere tutto: “ LA PERSONA SUPREMA DISSE: TI DESCRIVERO’ LE MIE GLORIOSE MANIFESTAZIONI, MA SOLTANTO LE PIU’ IMPORTANTI, PERCHE’ LAMIA OPULENZA NON HA LIMITI. SONO L’ANIMA SUPREMA SITUTATA IN OGNI CUORE DI OGNI ESSERE. SONO L’INIZIO, LA META’ E LA FINE DI TUTTI GLI ESSERI. TRA GLI ADITA (gruppo di dodici esseri celesti, figli di Aditi) SONO VISNU, TRA GLI ASTRI SONO IL SOLE RADIANTE, TRA I MARUT SONO MARICI (Deva-maestro degli spazi celesti, il più importante dei Marut) E TRA LE STELLE SONO LA LUNA (la luna viene considerata una stella nella Bhagavad-gita, nella letteratura vedica non si accettano l’esistenza di più soli, le stelle vengono considerati come satelliti simili alla luna, il sole è ritenuto la fonte suprema della luce e viene dipinto come unico nel suo genere). TRA I VEDA SONO IL SAMA VEDA, TRA GLI ESSERI CELESTI, SONO INDRA, IL RE DEL CIELO, TRA I SENSI SONO LA MENTE E NEGLI ESSERI VIVENTI SONO LA FORZA VITALE (LA COSCIENZA). TRA I RUDRA (figlio di BRAHMA; altro nome di SIVA/SHIVA) SONO SHIVA, TRA GLI YAKSA E I RAKSASA SONO IL SIGNORE DELLE RICCHEZZE (KUVERA), TRA I VASU SONO IL FUOCO (AGNI) E TRA LE MONTAGNE SONO MERU. SAPPI, CHE TRA I SACERDOTI IO SONO IL CAPO, BRHASPATI. TRA I GENERALI SONO KARTIKEYA E TRA LE DISTESE D’ACQUA SONO L’OCEANO. TRA I GRANDI SAGGI IO SONO BHRGU, TRA LE VIBRAZIONI SONO L’OM, LA SILLABA TRASCENDENTALE, TRA I SACRIFICI SONO IL CANTO DEI SANTI NOMI (JAPA) E TRA LE MASSE INAMOVIBILI SONO L’HIMALAYA. TRA GLI ALBERI SONO IL BANIANO E TRA I SAGGI DEL REGNO CELESTE SONO NARADA. TRA I GANHARVA SONO CITRARATHA, E TRA LE ANIME PERFETTE SONO IL SAGGIO KAPILA. SAPPI CHE TRA I CAVALLI SONO UCCAIHSRAVA, NATO DALL’OCEANO CHE FU FRULLATO PER OTTENERE IL NETTARE. TRA I NOBILI ELEFANTI SONO AIRAVATA E TRA GLI UOMINI SONO IL MONARCA. TRA LE ARMI SONO LA FOLGORE E TRA LE MUCCHE SONO LA SURABHI. TRA LE CAUSE DELLA PROCREAZIONE SONO KANDARPA, IL DIO DELL’AMORE, E TRA I SERPENTI SONO VASUKI (ANNATA, RE DEI SERPENTI). TRA I NAGA, I SERPENTI DALLE MOLTEPLICI TESTE, SONO ANNATA, E TRA GLI ESSERI ACQUATICI SONO IL DIO DELLE ACQUE, VERUNA. TRA GLI ANTENATI SONO ARYAMA E TRA GLI AMMINISTRATORI DELLA LEGGE SONO YAMA, IL SIGNORE DELLA MORTE. TRA I DEMONIACI DAITYA, SONO IL DEVOTO PRAHLADA, TRA I DOMINATORI SONO IL TEMPO, TRA LE BESTIE SONO IL LEONE E TRA GLI UCCELLI SONO GARUDA (uccello gigantesco che trasporta VISNU). 19 TRA I PURIFICATORI SONO IL VENTO, E TRA COLORO CHE PORTANO LE ARMI SONO RAMA; TRA I PESCI SONO LO SQUALO, E TRA I CORSI D’ACQUA SONO IL GANGE. DI OGNI CREAZIONE SONO L’INIZIO, LA FINE E ANCHE LA META’. TRA TUTTE LE SCIENZE SONO LA SCIENZA SPIRITUALE DEL SE’, E TRA I LOGICI SONO LA VERITA’ CONCLUSIVA. TRA LE LETTERE SONO LA “A”, E TRA LE PAROLE COMPOSTE SONO LA PAROLA DOPPIA, SONO ANCHE IL TEMPO INESAURIBILE, E TRA I CREATORI SONO BRAHMA (primo essere creato nell’universo. Ricevette dal Signore Supremo il potere di creare ogni cosa nell’universo, di cui è il reggente principale. E’ anche la divinità della passione). SONO LA MORTE CHE TUTTO DIVORA E IL PRINCIPIO GENERATORE DI TUTTO CIO’ CHE SARA’. TRA LE DONNE SONO LA FAMA, LA FORTUNA, L’ELOQUENZA, LA MEMORIA, L’INTELLIGENZA, LA FERMEZZA E LA PAZIENZA. TRA GLI INNI DEL SAMA VEDA SONO IL BRHAT-SAMA, E TRA LE POESIE SONO LA GAYATRI. TRA I MESI SONO MARGASIRSA (novembre-dicembre), E TRA LE STAGIONI LA PRIMAVERA FIORITA. TRA LE TRUFFE SONO IL GIOCO D’AZZARDO E SONO LO SPLENDORE DI TUTTO CIO‘ CHE RISPLENDE. SONO LA VITTORIA, L’AVVENTURA E LA FORZA DEL FORTE. TRA I DISCENDENTI DEI VRSNI SONO VASUDEVA, TRA I PANDAVA SONO ARJUNA (amico, discepolo e devoto di KRISHNA), TRA I SAGGI SONO VYASA E TRA I GRANDI PENSATORI SONO USANA (maestro spirituale dei demoni). TRA I VARI METODI DI LOTTA CONTRO L’ILLEGALITA’ SONO LA PUNIZIONE, E TRA COLORO CHE CERCANO LA VITTORIA SONO LA MORALITA’. DELLE COSE SEGRETE SONO IL SILENZIO E DEL SAGGIO LA SAGGEZZA. INOLTRE SONO IL SEME GENERATORE DI TUTTE LE ESISTENZE. NON C’E’ ESSERE, MOBILE O IMMOBILE, CHE POSSA ESISTERE SENZA DI ME. … NON C’E’ FINE ALLE MIE MANIFESTAZIONI DIVINE. CIO CHE TI HO RIVELATO NON E’ CHE UN’INDICAZIONE DELLE MIE OPULENZE INFINITE. SAPPI CHE TUTTO CIO’ CHE E’ BELLO, POTENTE E GLORIOSO SCATURISCE DA UNA SEMPLICE SCINTILLA DEL MIO SPLENDORE. MA A CHE SERVONO TUTTI QUESTI PARTICOLARI? CON UN SOLO FRAMMENTO DELLA MIA PERSONA PERVADO E SOSTENGO L’UNIVERSO INTERO. ” (Bhagavad gita - Cap. 10 verso 20-42) Dio rappresenta il tutto, è onnipresente, senza la sua presenza tutto il creato sarebbe inanimato e inerme. In questi versetti della Bhagavad-gita, abbiamo appreso che Krishna è Dio, la persona suprema, egli è superiore addirittura alla Trimurti indù, BRAHMA, VISNU e SHIVA, Dio è l’uno che comprende l’assoluto, e che ogni tanto discende in forma umana (AVATARA - “colui che discende”), come in questo caso, dove racconta ad Arjuna, amico e devoto, la sua opulenza dell’assoluto. 20 “ DI OGNI CREAZIONE SONO L’INIZIO, LA FINE E ANCHE LA META’. TRA TUTTE LE SCIENZE SONO LA SCIENZA SPIRITUALE DEL SE’, E TRA I LOGICI SONO LA VERITA’ CONCLUSIVA ”. (Bhagavad Gita - Cap.10 verso 32) IL FINE ULTIMO “ DIO LA PERSONA SUPREMA DISSE: COLORO CHE FISSANO LA MENTE SULLA MIA FORMA PERSONALE, E SONO SEMPRE IMPEGNATI NELL’ADORARMI (fedeli/credenti/devoti) CON UN’ARDENTE FEDE SPIRITUALE, SONO CONSIDERATI DA ME I PIU’ PERFETTI. QUANTO A COLORO CHE SI VOTANO COMPLETAMENTE AL NON MANIFESTATO, INACCESSIBILE ALLA PERCEZIONE DEI SENSI, ONNIPERVADENTE, INCONCEPIBILE, IMMUTABILE, FISSO E INAMOVIBILE (LA CONCEZIONE IMPERSONALE DELLA VERITA’ ASSOLUTA); CONTROLLANDO I SENSI, MOSTRANDOSI EQUANIMI VERSO TUTTI GLI ESSERI E PRODIGANDOSI PER IL BENE ALTRUI, ANCH’ESSI ALLA FINE MI RAGGIUNGERANNO. PER COLORO LA CUI MENTE E’ ATTRATTA DAL NON MANIFESTATO, DALL’ASPETTO IMPERSONALE DEL SUPREMO, L’AVANZAMENTO E’ PIENO DI DIFFICOLTA’. PROGREDIRE SU QUESTA VIA E’ SEMPRE DIFFICILE PER GLI ESSERI INCARNATI. MA PER COLORO CHE MI ADORANO E ABBANDONANO OGNI ATTIVITA’ DEDICANDOSI ESCLUSIVAMENTE A ME, ASSORTI NEL SERVIZIO DEVOZIONALE E MEDITANDO SEMPRE SU DI ME (DIO), IO SONO IL LIBERATORE CHE LI SOTTRARRA’ PRESTO ALL’OCEANO DI NASCITA E MORTE (REINCARNAZIONE). FISSA LA TUA MENTE SU DI ME, DIO, LA PERSONA SUPREMA, E IMPEGNA IN ME TUTTA LA TUA INTELLIGENZA. COSI’, SENZA DUBBIO, VIVRAI SEMPRE IN ME ”. (Bhagavad Gita - Cap.12 verso 2-8) 21 LA CONOSCENZA SUPREMA “ L’UMILTA’, L’ASSENZA DI ORGOGLIO, LA NONVIOLENZA, LA TOLLERANZA, LA SEMPLICITA’, L’ATTO DI AVVICINARE UN MAESTRO SPIRITUALE AUTENTICO, LA PULIZIA, LA COSTANZA, IL CONTROLLO DI SE’, LA RINUNCIA AGLI OGGETTI DEL PIACERE DEI SENSI, L’ASSENZA DI FALSO EGO, LA PERCEZIONE CHE NASCITA, MALATTIA, VECCHIAIA E MORTE SONO MALI DA COMBATTERE, IL DISTACCO, LA LIBERTA’ DAI LEGAMI CON MOGLIE, FIGLI, CASA E CIO’ CHE LI RIGUARDA, L’EQUANIMITA’ IN OGNI SITUAZIONE, PIACEVOLE E DOLOROSA, LA DEVOZIONE PURA E COSTANTE VERSO DI ME, L’ASPIRAZIONE A VIVERE IN LUOGHI SOLITARI E IL DISINTERESSE PER LA FOLLA, IL FATTO DI RICONOSCERE L’IMPORTANZA DELLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE E LA RICERCA FILOSOFICA DELLA VERITA’ ASSOLUTA – IO DICHIARO (è KRISHNA che parla) CHE QUESTA E’ CONOSCENZA E TUTTO IL RESTO E’ IGNORANZA ”. (Bhagavad Gita - Cap.13 verso 8-12) LO SPIRITO SUPREMO Analizzeremo in questo breve paragrafo la natura dell’Anima suprema e di come agisce in tutto il creato: “ TI SPIEGHERO’ ORA CIO’ CHE DEV’ESSERE CONOSCIUTO E GRAZIE A QUESTA CONOSCENZA POTRAI GUSTARE L’ETERNO. IL BRAHMAN (l’aspetto impersonale della Verità Assoluta), LO SPIRITO, CHE NON HA INIZIO ED E’ SUBORDINATO A ME, E’ AL DI LA’ DELLA CAUSA E DELL’EFFETTO DI QUESTO MONDO MATERIALE. IN OGNI LUOGO SONO LE SUE MANI E LE SUE GAMBE, I SUOI OCCHI, LE SUE TESTE E I SUOI VOLTI, E IN OGNI LUOGO SONO I SUOI ORECCHI. IN QUESTO MODO, PERVADENDO OGNI COSA, L’ANIMA SUPREMA ESISTE. L’ANIMA SUPREMA E’ LA FONTE ORIGINALE DI TUTTI I SENSI, SEBBENE SIA PRIVA DI SENSI; MANTIENE TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, MA E’ DISTACCATA DA TUTTI; TRASCENDE LE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE, MA NELLO STESSO TEMPO E’ MAESTRA DI QUESTE INFLUENZE. LA VERITA’ SUPREMA E’ ALL’ESTERNO E ALL’INTERNO DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, MOBILI E IMMOBILI (l’anima suprema, parte di Dio, è in ogni essere animale e vegetale). PER LA SUA NATURA SOTTILE, ESSA E’ AL DI LA’ DEL POTERE DI PERCEZIONE E DI COMPRENSIONE DEI SENSI MATERIALI. INFINITAMENTE LONTANA E’ ANCHE MOLTO VICINA. PUR APPARENDO DIVISA TRA TUTTI GLI ESSERI, L’ANIMA SUPREMA RIMANE INDIVISIBILE (la connessione di Dio con tutto il creato). E’ UNA. SEBBENE MANTENGA TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, SAPPI CHE E’ SEMPRE LEI CHE LI DIVORA E LI FA SVILUPPARE. L’ANIMA SUPREMA E’ LA FONTE DI LUCE IN TUTTO CIO’ CHE E’ LUMINOSO. E’ AL DI LA’ DELL’OSCURITA’ DELLA MATERIA ED E’ NON MANIFESTATA. E’ LA CONOSCENZA, L’OGGETTO DELLA CONOSCENZA E IL FINE DELLA CONOSCENZA. E’ SITUATA NEL CUORE DI TUTTI GLI ESSERI ”. (Bhagavad gita - Cap.13 verso 13-18) 22 L’Anima suprema ci accompagna ogni giorno della nostra esistenza e ci rafforza sempre di più se riusciamo a percepirla. Ogni volta che entriamo in profonda meditazione e realizziamo idee su chi siamo e dove siamo diretti, possiamo elevarci ed emanare energie positive ed esser parte della luce suprema di Dio. “ MA NEL CORPO E’ PRESENTE UN ALTRO ESSERE, UN BENEFICIARIO TRASCENDENTALE; E’ IL SIGNORE, IL PROPRIETARIO SUPREMO, IL SUPERVISORE E IL CONSENZIENTE, CONOSCIUTO COME ANIMA SUPREMA (DIO). CHI COMPRENDE QUESTA FILOSOFIA CHE RIGUARDA LA NATURA MATERIALE, L’ESSERE VIVENTE E L’INTERAZIONE DELLE INFLUENZE MATERIALI E’ SICURO DI OTTENERE LA LIBERAZIONE. IN QUALUNQUE SITUAZIONE SI TROVI NON RINASCERA’ MAI PIU’ IN QUESTO MONDO. ALCUNI PERCEPISCONO LA PRESENZA DELL’ANIMA SUPREMA ALL’INTERNO DI SE’ CON LA MEDITAZIONE, ALTRI COLTIVANDO LA CONOSCENZA, ALTRI ANCORA RINUNCIANDO AI FRUTTI DELL’ATTIVITA’. INOLTRE VI SONO ALCUNI CHE, PUR NON ESSENDO ESPERTI NELLA CONOSCENZA SPIRITUALE, COMINCIANO AD ADORARE IL SIGNORE SUPREMO DOPO AVER SENTITO PARLARE DI LUI. POICHE’ SONO INCLINI AD ASCOLTARE GLI INSEGNAMENTI DELLE AUTORITA’, ANCHE’ESSI TRASCENDONO IL CICLO DI NASCITE E MORTI. TUTTO CIO’ CHE ESISTE, SIA MOBILE CHE IMMOBILE, NON E’ CHE L’UNIONE TRA IL CAMPO D’AZIONE (IL CORPO) E IL CONOSCITORE DI QUESTO CAMPO (L’ANIMA). CHI VEDE L’ANIMA SUPREMA (DIO) CHE ACCOMPAGNA L’ANIMA INDIVIDUALE (LA COSCIENZA DELL’INDIVIDUO, L’ESSERE, L’IO) IN TUTTI I CORPI, E COMPRENDE CHE L’ANIMA E L’ANIMA SUPREMA SITUATE NEL CORPO DISTRUTTIBILE NON SONO MAI DISTRUTTE (IMMORTALI), VEDE VERAMENTE. CHI VEDE IN OGNI ESSERE L’ANIMA SUPREMA (il Divino), OVUNQUE LA STESSA, NON SI LASCIA TRASCINARE DALLA MENTE ALLA DEGRADAZIONE. SI AVVICINA COSI’ ALLA DESTINAZIONE TRASCENDETALE. CHIUNQUE RIESCA A VEDERE CHE E’ IL CORPO, CREATO DALLA NATURA MATERIALE, A COMPIERE OGNI AZIONE, MENTRE IL SE’ NON AGISCE MAI, VEDE VERAMENTE. QUANDO L’UOMO SENSIBILE CESSA DI VEDERE IDENTITA’ DIFFERENTI A CAUSA DEI CORPI MATERIALI, E VEDE CHE GLI ESSERI SONO PRESENTI IN OGNI LUOGO, RAGGIUNGE IL CONCETTO DEL BRAHMAN. COLORO CHE HANNO LA PERCEZIONE DELL’ETERNITA’ POSSONO VEDERE CHE L’ANIMA ETERNA E’ SPIRITUALE E INESAURIBILE ED E’ AL DI LA’ DELLE INFLUENZE DELLA NATURA. SEBBENE SIA A CONTATTO COL CORPO MATERIALE, L’ANIMA NON AGISCE MAI E NON E’ MAI LEGATA. COME L’ETERE NON PUO’ MISCHIARSI A NIENTE PER LA SUA NATURA SOTTILE, SEBBENE PERVADA OGNI LUOGO, COSI’ L’ANIMA, CHE E’ DELLA STESSA SOSTANZA DEL BRAHMAN, NON SI MISCHIA COL CORPO, SEBBENE SIA SITUATA NEL CORPO (come l’essere umano non si mischia con il mare o con l’oceano se fa il bagno in esso). COME UN UNICO SOLE ILLUMINA L’INTERO UNIVERSO, COSI’ L’ANIMA SPIRITUALE, UNA NEL CORPO, ILLUMINA CON LA COSCIENZA IL CORPO INTERO. COLORO CHE VEDONO CON GLI OCCHI DELLA CONOSCENZA LA DIFFERENZA TRA IL CORPO E IL CONOSCITORE DEL CORPO (L’ANIMA), E POSSONO ANCHE COMPRENDERE IL METODO PER LIBERARSI DALLA PRIGIONIA DELLA NATURA MATERIALE (REINCARNAZIONE), RAGGIUNGONO LA DESTINAZIONE SUPREMA ”. (Bhagavad Gita - Cap.13 verso 23-35) 23 Dio è in tutto ciò che esiste, è l’Anima Suprema che risiede nell’armonia degli opposti, il tutto. Comprendere che ogni cosa è l’intera creazione che dipende esclusivamente dal vero creatore, Dio, lo spirito supremo e che in ogni essere vivente risiede una parte di Dio e che non dobbiamo esercitare violenza sul prossimo ma portare un grande rispetto per la vita stessa, è una grande ricchezza. “TRA MIGLIAIA DI UOMINI FORSE UNO CERCHERA’ LA PERFEZIONE, E TRA COLORO CHE LA RAGGIUNGONO, RARO E’ COLUI CHE MI CONOSCE VERAMENTE”. (Bhagavad Gita - Cap.7 Verso 3) 24 L’AVATARA (“COLUI CHE DISCENDE”) & LA CONOSCENZA TRASCENDENTALE “IL SIGNORE SUPREMO, DISSE: HO INSEGNATO QUESTA SCIENZA IMMORTALE DELLO YOGA A VIVASVAN, IL DIO DEL SOLE, E VIVASVAN L’HA INSEGNATA A MANU, IL PADRE DEL GENERE UMANO; MANU A SUA VOLTA, L’HA INSEGNATA A IKSVAKU ”. (Bhagavad Gita - Cap. 4 verso 1) > “ QUESTA SCIENZA SUPREMA FU COSI’ TRASMESSA IN SUCCESSIONE DA MAESTRO A DISCEPOLO, E I RE SANTI RICEVETTERO IN QUESTO MODO; NEL CORSO DEL TEMPO; TUTTAVIA, LA CATENA DEI MAESTRI SI E’ INTERROTTA E QUESTA SCIENZA COSI’ COM’E’ SEMBRA ORA PERDUTA. OGGI, QUESTA ANTICHISSIMA SCIENZA DELLA RELAZIONE COL SUPREMO LA ESPONGO A TE (Arjuna), PERCHE TU SEI MIO DEVOTO E MIO AMICO E PUOI QUINDI CAPIRNE IL MISTERO TRASCENDENTALE. ARJUNA DISSE: VIVASVAN, IL DIO SEL SOLE, E’ NATO MOLTO PRIMA DI TE. COME CONCEPIRE DUNQUE CHE SIA STATO TU ALL’INIZIO A IMPARTIGLI QUESTA SCIENZA? IL SIGNORE SUPREMO DISSE: ENTRAMBI, TU ED IO, ABBIAMO ATTRAVERSATO INNUMEREVOLI NASCITE. IO POSSO RICORDARLE TUTTE, MA TU NON PUOI, O VINCITORE DEL NEMICO. ANCHE SE IO SONO IL NON NATO E IL MIO CORPO TRASCENDENTALE NON SI DETERIORA MAI, ANCHE SE SONO IL SIGNORE DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, DISCENDO IN OGNI ERA NELLA MIA FORMA ORIGINALE TRASCENDENTALE. OGNI VOLTA CHE IN UN LUOGO DELL’UNIVERSO LA RELIGIONE DECLINA E L’IRRELIGIONE AVANZA, O DISCENDENTE DI BHARATA, IO VENGO IN PERSONA. DISCENDO DI ERA IN ERA PER LIBERARE LE PERSONE PIE, PER ANNIENTARE I MISCREDENTI E RISTABILIRE I PRINCIPI DELLA RELIGIONE. COLUI CHE CONOSCE LA NATURA TRASCENDENTALE DELLA MIA APPARIZIONE E DELLE MIE ATTIVITA’, NON DOVRA’ PIU’ NASCERE IN QUESTO MONDO MATERIALE QUANDO AVRA’ LASCIATO IL CORPO, MA RAGGIUNGERA’ LA MIA ETERNA DIMORA. ” (Bhagavad Gita - Cap.4 verso 2-9) 25 > 26 Questa spiegazione di A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada mi ha subito trasmesso e proiettato interiormente la similitudine del Dio fatto uomo, o figlio di Dio, Gesù Cristo, che discese sotto forma umana per insegnare la “via nuova” al popolo ebraico, che perseverava nell’errore di interpretazione della legge di Dio sui sacrifici. Gesù di Nazaret, insegnò una via alternativa e parlò così: “ AVETE INTESO CHE FU DETTO: “ OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE “. MA IO VI DICO DI NON OPPORVI AL MALVAGIO; ANZI SE UNO TI PERCUOTE LA GUANCIA DESTRA, TU PORGIGLI ANCHE L’ALTRA ”. (MATTEO 5:38-39) “ MA A VOI CHE ASCOLTATE, IO DICO: AMATE I VOSTRI NEMICI, FATE DEL BENE A COLORO CHE VI ODIANO, BENEDITE COLORO CHE VI MALEDICONO, PREGATE PER COLORO CHE VI MALTRATTANO ”. (LUCA 6:27-28) 27 Parole, queste, che vanno in contrasto con la legge del Dio dell’Antico testamento la quale insegnava queste cose: “ Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all’altro”. ( LEVITICO 24:19) “ Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte ”. ( LEVITICO 27,29) “ Perché io il Signore tuo Dio (Yahwè/Ihoah/Geova) sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti ”. ( DEUTERONOMIO 5:9) “ Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore (Yahwè) ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto ”. ( ESODO 13:15) “ La vittima, perché sia gradita, dovrà essere perfetta: senza difetti. Non offrirete al Signore nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulceri o con la scabbia o con piaghe purulente; non ne farete sull’altare un sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore ”. (LEVITICO 22:21) “ Il Signore (Yahwè) disse a Mosè: «Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, poi sarai riunito ai tuoi antenati». Marciarono dunque contro Madian come il Signore aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi… Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e depredarono tutto il loro bestiame, tutti i loro greggi e ogni loro bene; appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro attendamenti e presero tutto il bottino e tutta la preda, gente e bestiame ”. ( NUMERI 31-7) 28 “ Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l’abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore . ( DEUTERONOMIO 21:18) “ Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte ”. (LEVITICO 20:10) “ Il bastardo (figlio di genitori non sposati) non entrerà nella comunità del Signore; nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del Signore ”. ( DEUTERONOMIO 23:3) “ Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro ”. (LEVITICO 20:13) “ Chi bestemmia il nome del Signore (Yahwè è infatti il nome impronunciabile del Dio degli ebrei ) dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare…”. ( LEVITICO 24:16) “ Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento ”. ( LEVITICO 13:45) “ Osserverete dunque il sabato, perché lo dovete ritenere santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque in quel giorno farà qualche lavoro, sarà eliminato dal suo popolo. Durante sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte. Gli Israeliti osserveranno il sabato, festeggiando il sabato nelle loro generazioni come un’alleanza perenne ”. ( ESODO 31:14) 29 Come ben sappiamo Gesù Cristo aiutava gli ultimi, accudiva i lebbrosi e non osservava come legge divina il sabato, perché riteneva che il sabato fosse fatto per gli uomini e non viceversa; questa irreligiosità degli ebrei era dovuta alla venerazione del Dio minore, il Demiurgo – che viene interpretato come l’Altissimo ed erroneamente attribuito a lui il nome di Yahwè. Gesù di Nazaret discese dall’Alto per confermare solo in parte le legge di Mosè, se pur in maniera differente, ovvero portando il frutto dell’amore e del perdono, la vera essenza del vero Dio, immolandosi con il suo estremo sacrificio corporeo, rendendo i sacrifici dell’Antico Testamento non più necessari. “ POI GESU’ DISSE: “ QUESTO E’ IL MIO SANGUE, IL SANGUE DELLA NUOVA ALLEANZA, CHE E’ SPARSO PER MOLTI “. (MARCO 14:24) Tornando alla Bhagavad Gita, nel capitolo quattro dove si parla della conoscenza trascendentale si apprende inoltre che: “ LIBERI DALL’ATTACAMENTO, DALLA PAURA E DALLA COLLERA, PIENAMENTE ASSORTI IN ME E CERCANDO RIFUGIO IN ME, NUMEROSI FURONO COLORO CHE NEL PASSATO SI PURIFICARONO IMPARANDO A CONOSCERMI, E TUTTI SVILUPPARONO COSI’ UN AMORE TRASCENDENTALE PER LA MIA PERSONA. TUTTI SEGUONO LA MIA VIA IN UN MODO O NELL’ALTRO, E NELLA MISURA IN CUI SI ABBANDONANO A ME, IO LI RICOMPENSO. IN QUESTO MONDO GLI UOMINI ASPIRANO AL SUCCESSO NEL COMPIMENTO DELL’ATTIVITA’ INTERESSATA, PERCIO’ ADORANO GLI ESSERI CELESTI; CERTAMENTE QUAGGIU’ RACCOLGANO IN BREVE TEMPO IL FRUTTO DEL LORO LAVORO. IO HO CREATO LE QUATTRO DIVISIONI DELLA SOCIETA’ UMANA SULLA BASE DELLE TRE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE E DELLE ATTIVITA’ AD ESSE COLLEGATE; SAPPI PERO’ CHE SEBBENE IO SIA IL CREATORE DI QUESTO SISTEMA, NON AGISCO ALL’INTERNO DI ESSO PERCHE’ SONO IMMUTABILE. NON C’E’ AZIONE CHE MI CONTAMINI NE’ IO ASPIRO AI FRUTTI DELL’AZIONE (GLI ESSERI VIVENTI AGISCONO NEL LIBERO ARBITRIO). COMPRENDENDO QUESTA VERITA’ SULLA MIA PERSONA, NESSUNO S’IMPIGLIA PIU’ NELLE REAZIONI DELL’ATTIVITA’ INTERESSATA. TUTTE LE ANIME LIBERATE DAL PASSATO AGIRONO NELLA COMPRENSIONE DELLA MIA NATURA TRASCENDENTALE. COMPI DUNQUE IL TUO DOVERE SEGUENDO IL LORO ESEMPIO. ANCHE L’UOMO INTELLIGENTE RESTA PERPLESSO NEL DETERMINARE CIO CHE E’ L’AZIONE E CIO’ CHE E’ L’INAZIONE. ORA TI SPIEGHERO’ CHE COS’E’ L’AZIONE E CON QUESTA CONOSCENZA TI LIBERERAI DA OGNI AVVERSITA’. LA NATURA INTRICATA DELL’AZIONE E’ MOLTO DIFFICILE DA CAPIRE; SI DEVE QUINDI DETERMINARE IN MODO APPROPRIATO CHE COSA SONO L’AZIONE, L’AZIONE PROIBITA E L’INAZIONE. L’UOMO CHE VEDE L’INAZIONE NELL’AZIONE E L’AZIONE NELL’INAZIONE SI DISTINGUE PER LA SUA INTELLIGENZA E SEBBENE S’IMPEGNI IN ATTIVITA’ DI OGNI GENERE E’ SITUATO SUL PIANO TRASCENDENTALE. L’UOMO CHE AGISCE LIBERO DA OGNI DESIDERIO DI GRATIFICAZIONE DEI SENSI E’ DA CONSIDERARSI SITUATO NELLA PIENA CONOSCENZA. DI LUI I SAGGI 30 AFFERMANO CHE IL FUOCO DELLA PERFETTA CONOSCENZA HA RIDOTTO IN CENERE LE CONSEGUENZE DEI SUOI ATTI. ABBANDONANDO OGNI ATTACCAMENTO AI RISULTATI DELL’AZIONE, SEMPRE SODDISFATTO E INDIPENDENTE, EGLI NON COMPIE ATTI INTERESSANTI, BENCHE’ SIA IMPEGNATO IN OGNI GENERE DI ATTIVITA’. UN UOMO DOTATO DI TALE COMPRENSIONE AGISCE CON MENTE E INTELLIGENZA PERFETTAMENTE CONTROLLATE, ABBANDONA OGNI DESIDERIO DI POSSESSO E AGISCE SOLO PER PROVVEDERE ALLE SUE STRETTE NECESSITA’ VITALI. COSI’ FACENDO NON E’ COLPITO DALLE REAZIONI DEL PECCATO. CHI E’ SODDISFATTO DI CIO’ CHE GIUNGE SPONTANEAMENTE, CHI E’ LIBERO DALLA DUALITA’ E DALL’INVIDIA, ED E’ EQUANIME NEL SUCCESSO E NEL FALLIMENTO, BENCHE’ AGISCA NON RIMANE MAI LEGATO DALLE SUE ATTIVITA’. LE AZIONI DELL’UOMO CHE NON SUBISCE LE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE ED E’ PIENAMENTE SITUATO NELLA CONOSCENZA TRASCENDENTALE SI FONDONO COMPLETAMENTE NELLA TRASCENDENZA. LA PERSONA PIENAMENTE ASSORTA NELLA COSCIENZA DI KRISHNA E’ SICURA DI RAGGIUNGERE IL REGNO SPIRITUALE GRAZIE AL SUO PIENO CONTRIBUTO ALLE ATTIVITA’ SPIRITUALI, IN CUI LA CONSUMAZIONE E’ ASSOLUTA E CIO’ CHE E’ OFFERTO PARTECIPA DELLA MEDESIMA NATURA SPIRITUALE. ALCUNI YOGI ADORANO PERFETTAMENTE GLI ESSERI CELESTI (DEVA) CON L’OFFERTA DI SACRIFICI, ALTRI OFFRONO SACRIFICI NEL FUOCO DEL BRAHMAN SUPREMO. ALCUNI (I PURI BRAHMACARI) SACRIFICANO L’UDITO E GLI ALTRI SENSI NEL FUOCO DELLA MENTE CONTROLLATA, E ALTRI (I GRHASTHA) SACRIFICANO GLI OGGETTI DEI SENSI NEL FUOCO DEI SENSI. ALTRI ANCORA, INTERESSATI A RAGGIUNGERE LA REALIZZAZIONE SPIRITUALE CONTROLLANO LA MENTE E I SENSI, OFFRONO LE FUNZIONI DEI SENSI E DEL SOFFIO VITALE COME OBLAZIONI NEL FUOCO DELLA MENTE CONTROLLATA. SEGUENDO I RIGIDI VOTI, ALCUNI SONO ILLUMINATI DAL SACRIFICIO DEI BENI MATERIALI E ALTRI DAL COMPIMENTO DI SEVERE AUSTERITA’, ALTRI ANCORA DALLA PRATICA DELLO YOGA MISTICO IN OTTO FASI, OPPURE DALLO STUDIO DEI VEDA AL FINE DI ACQUISIRE LA CONOSCENZA TRASCENDENTALE. ALCUNI, INOLTRE, CERCANO L’ESTASI COL CONTROLLO DEL RESPIRO E SI ESERCITANO A FONDERE IL SOFFIO ESPIRATO NEL SOFFIO INSPIRATO, E IL SOFFIO INSPIRATO IN QUELLO ESPIRATO, GIUNGENDO COSI’ A SOSPENDERE OGNI RESPIRAZIONE E A CONOSCERE L’ESTASI. ALTRI ANCORA, LIMITANDO IL NUTRIMENTO, SACRIFICANO IL SOFFIO ESPIRATO IN SE STESSO. TUTTI COLORO CHE CONOSCONO LO SCOPO DEL SACRIFICIO (NON INTESO COME SACRIFICARE ESSERI VIVENTI) SI PURIFICANO DALLE REAZIONI DEL PECCATO, E AVENDO GUSTATO IL NETTARE DEI FRUTTI DEL SACRIFICIO AVANZANO VERSO LA SUPREMA ED ETERNA ATMOSFERA. SENZA SACRIFICI NON SI PUO’ VIVERE FELICI SU QUESTO PIANETA O IN QUESTA VITA; CHE DIRE DELLA PROSSIMA? TUTTI QUESTI DIFFERENTI SACRIFICI SONO APPROVATI DAI VEDA E SONO CONCEPITI SECONDO LE DIVERSE FORME DI ATTIVITA’. SAPENDO QUESTO, SARAI LIBERATO. O VINCITORE DEL NEMICO, IL SACRIFICIO COMPIUTO IN CONOSCENZA (vedi GESU’ CRISTO) E’ SUPERIORE AL SEMPLICE SACRIFICIO DEI BENI MATERIALI PERCHE’ IN REALTA’ IL SACRIFICIO DELL’AZIONE CULMINA NELLA CONOSCENZA TRASCENDENTALE. 31 CERCA DI CONOSCERE LA VERITA’ AVVICINANDO UN MAESTRO SPIRITUALE, PONIGLI DELLE DOMANDE (essere come un BAMBINO) CON SOTTOMISSIONE E SERVILO. L’ANIMA REALIZZATA PUO’ RIVELARTI LA CONOSCENZA PERCHE’ HA VISTO LA VERITA’. E QUANDO AVRAI ACQUISITO LA VERA CONOSCENZA DA UN’ANIMA REALIZZATA NON CADRAI MAI PIU’ NELL’ILLUSIONE PERCHE’ GRAZIE A QUESTA CONOSCENZA CAPIRAI CHE TUTTI GLI ESSERI SONO PARTE DEL SUPREMO; IN ALRTE PAROLE, ESSI MI APPARTENGONO”. (Bhagavad Gita - Cap.4 verso 10-35) Il sacrificio fatto da Gesù Cristo di finire in croce per l’umanità è stato forse il gesto che ha permesso di sfuggire (a chi crede in LUI/DIO) dal ciclo delle nascite e morti? La Resurrezione simbolica del Cristo la possiamo ottenere tutti quanti noi; nell’archetipo dell’interiorità spirituale, possiamo infatti resuscitare spiritualmente passando da un concetto di morte, intesa come vita materiale, ad una più elevata vita nella coscienza di Dio. “ DIO INFATTI HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE IL SUO UNIGENITO FIGLIO, PERCHE’ CHIUNQUE CREDE IN LUI NON MUOIA, MA ABBIA VITA ETERNA ”. (GIOVANNI 3:16) “ ANCHE SE TU FOSSI CONSIDERATO IL PEGGIORE DEI PECCATORI, UNA VOLTA SALITO SUL VASCELLO DELLA CONOSCENZA TRASCENDENTALE RIUSCIRAI A SUPERARE L’OCEANO DELLA SOFFERENZA. COME IL FUOCO ARDENTE RIDUCE IN CENERE IL LEGNO, COSI’ IL FUOCO DELLA CONOSCENZA RIDUCE IN CENERE TUTTE LE REAZIONI DELLE ATTIVITA’ MATERIALI. IN QUESTO MONDO NIENTE E’ COSI’ SUBLIME E PURO COME LA CONOSCENZA TRASCENDENTALE. TALE CONOSCENZA E’ IL FRUTTO MATURO DI OGNI MISTICISMO. CHI E’ DIVENTATO PERFETTO NELLA PRATICA DEL SERVIZIO DEVOZIONALE GODE IN SE STESSO DI QUESTA CONOSCENZA NEL CORSO DEL TEMPO. L’UOMO DI FEDE, CHE E’ VOTATO ALLA CONOSCENZA TRASCENDENTALE E DOMINA I SENSI, E’ IDONEO A OTTENERE TALE CONOSCENZA, E DOPO AVERLA RAGGIUNTA CONQUISTA PRESTO LA SUPREMA PACE SPIRITUALE. MA GLI UOMINI IGNORANTI E PRIVI DI FEDE CHE DUBITANO DELLE SCRITTURE RIVELATE NON POSSONO DIVENTARE COSCIENTI DI DIO E SI DEGRADANO. PER COLUI CHE DUBITA NON C’E’ FELICITA’ NE’ IN QUESTA VITA NE’ NELLA PROSSIMA. 32 L’UOMO CHE AGISCE NEL SERVIZIO DEVOZIONALE RINUNCIANDO AI FRUTTI DELL’AZIONE, E HA ELIMINATO I DUBBI CON LA CONOSCENZA TRASCENDENTALE, E’ FERMAMENTE STABILITO NEL SE’; NON E’ QUINDI LEGATO DALLE CONSEGUENZE DELL’AZIONE. I DUBBI CHE SONO SORTI NEL TUO CUORE A CAUSE DELL’IGNORANZA DEVONO DUNQUE ESSERE TRONCATI CON L’ARMA DELLA CONOSCENZA. ARMATO DELLO YOGA (UNIONE CON DIO) O BHARATA, ALZATI E COMBATTI ”. (Bhagavad Gita - Cap. 4 verso 36-42) 33 L’ILLUSIONE, LA NATURA MATERIALE & LA NATURA DEMONIACA L’anima viene catapultata in questo mondo ed è soggetta al piacere dei sensi e alle tre influenze della natura materiale: “ LA NATURA MATERIALE E’ FORMATA DA TRE INFLUENZE: VIRTU’, PASSIONE E IGNORANZA. O ARJUNA DALLE POTENTI BRACCIA, QUANDO L’ESSERE VIVENTE ENTRA IN CONTATTO CON LA NATURA MATERIALE SUBISCE IL CONDIZIONAMENTO DI QUESTE TRE INFLUENZE. O ARJUNA SENZA PECCATO, L’INFLUENZA DELLA VIRTU’, CHE E’ PIU’ PURA DELLE ALTRE, ILLUMINA L’ESSERE E LO LIBERA DALE CONSEGUENZE DI TUTTE LE SUE COLPE. CHI SUBISCE IL SUO INFLUSSO E’ CONDIZIONATO DA UN SENSO DI FELICITA’ E DI CONOSCENZA. L’INFLUENZA DELLA PASSIONE NASCE DA DESIDERI ILLUMINATI E ARDENTI. ESSA LEGA L’ANIMA INCARNATA ALL’AZIONE MATERIALE E AI SUOI FRUTTI. O DISCENDENTE DI BHARATA, SAPPI CHE L’INFLUENZA DELLE TENEBRE, NATA DALL’IGNORANZA, E’ CAUSA D’ILLUSIONE PER TUTTI GLI ESSERI INCARNATI. LA PAZZIA, L’INDOLENZA E IL SONNO, CHE LEGANO L’ANIMA CONDIZIONATA, SONO IL RISULTATO DI QUESTA INFLUENZA. LA VIRTU’ CONDIZIONA L’UOMO ALLA FELICITA’. LA PASSIONE LO CONDIZIONA AI FRUTTI DELL’AZIONE, E L’IGNORANZA, COPRENDO LA CONOSCENZA, LO VINCOLA ALLA PAZZIA. TALVOLTA L’INFLUENZA DELLA VIRTU’ PREVALE E SCONFIGGE L’INFLUENZA DELLA PASSIONE E DELL’IGNORANZA. TALVOLTA E’ L’INFLUENZA DELLA PASSIONE A SCONFIGGERE VIRTU’ E IGNORANZA, E ALTRE VOLTE, L’IGNORANZA SCONFIGGE VIRTU’ E PASSIONE. COSI’, QUESTA LOTTA PER IL SOPRAVVENTO NON HA MAI FINE. QUANDO TUTTE LE PORTE DEL CORPO UMANO (NOVE PORTE: DUE OCCHI, DUE ORECCHI, DUE NARICI, UNA BOCCA, UN ORIFIZIO GENITALE E UNO ANALE) SONO ILLUMINATE DALLA CONOSCENZA, SI POSSONO SPERIMENTARE GLI EFFETTI DELLA VIRTU’. QUANDO VI E’ UN INCREMENTO DELLA PASSIONE, SI SVILUPPANO I SINTOMI DI UN GRANDE ATTACCAMENTO, SI MOLTIPLICANO LE ATTIVITA’ INTERESSATE E GLI SFORZI INTENSI, I DESIDERI INCONTROLLABILI E LE ASPIRAZIONI ARDENTI. QUANDO L’IGNORANZA CRESCE, SI MANIFESTANO LE TENEBRE, L’OZIO E L’ILLUSIONE”. (Bhagavad Gita - Cap.14 verso 5-13) > 34 “ CHI MUORE SOTTO L’INFLUENZA DELLA VIRTU’ RAGGIUNGE I PIANETI SUPERIORI, I PIANETI PURI DOVE VIVONO I GRANDI SAGGI. CHI MUORE SOTTO L’INFLUENZA DELLA PASSIONE RINASCE TRA COLORO CHE SI DEDICANO ALL’ATTIVITA’ INTERESSATA: CHI MUORE SOTTO L’INFLUENZA DELL’IGNORANZA RINASCE NEL REGNO ANIMALE. L’AZIONE COMPIUTA IN VIRTU’, L’AZIONE PIA, PORTA ALLA PURIFICAZIONE, QUELLA COMPIUTA IN PASSIONE PORTA ALLA SOFFERENZA, MENTRE L’AZIONE COMPIUTA IN IGNORANZA ALLA STUPIDITA’. DALLA VIRTU’ SI SVILUPPA LA VERA CONOSCENZA, DALLA PASSIONE, SI SVILUPPA L’AVIDITA’ E DALL’IGNORANZA SI SVILUPPA LA STUPIDITA’, LA FOLLIA E L’ILLUSIONE. LE PERSONE SITUATE NELLA VIRTU’ SI ELEVANO GRADUALMENTE AI PIANETI SUPERIORI. LE PERSONE DOMINATE DALLA PASSIONE VIVONO SUI PIANETI TERRESTRI, E COLORO CHE SUBISCONO IL CONDIZIONAMENTO IGNOBILE DELL’IGNORANZA SCIVOLANO NEI MONDI INFERNALI. QUANDO IN OGNI AZIONE SI COMPRENDE CON CHIAREZZA CHE SONO SOLTANTO LE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE AD AGIRE, E CHE IO, IL SIGNORE SUPREMO, LE TRASCENDO, ALLORA SI RAGGIUNGE LA MIA NATURA SPIRITUALE. QUANDO L’ESSERE INCARNATO E’ IN GRADO DI SUPERARE QUESTE TRE INFLUENZE CHE ACCOMPAGNANO IL CORPO, SI LIBERA DALLA NASCITA, DALLA MORTE, DALLA VECCHIAIA E DALLE SOFFERENZE CHE NE DERIVANO, E PUO’ GUSTARE IL NETTARE IN QUESTA VITA STESSA. ARJUNA CHIESE: MIO CARO SIGNORE, DA QUALI SINTOMI SI RICONOSCE COLUI CHE HA GIA SUPERATO LE TRE INFLUENZE MATERIALI? COME SI COMPORTA E IN CHE MODO LE TRASCENDE? DIO, LA PERSONA SUPREMA DISSE: O FIGLIO DI PANDU, CHI NON PROVA AVVERSIONE PER L’ILLUMINAZIONE, L’ATTACCAMENTO E L’ILLUSIONE, NE’ PROVA DESIDERIO PER QUESTE COSE IN LORO ASSENZA; CHI NON VACILLA NE’ SI LASCIA TURBARE DA TUTTE QUESTE REAZIONI CAUSATE DALLE INFLUENZE MATERIALI, MA RESTA NEUTRALE E TRASCENDENTALE SAPENDO CHE SONO SOLTANTO QUESTE INFLUENZE AD AGIRE; CHI SITUA NEL SE’ E GUARDA CON EQUANIMITA’ IL PIACERE E LA SOFFERENZA; CHI CONSIDERA DELLO STESSO VALORE LA ZOLLA DI TERRA, LA PIETRA E L’ORO, CHI E’ EQUANIME VERSO CIO’ CHE E’ DESIDERABILE E CIO’ CHE NON LO E’, CHI E’ STABILE, EQUILIBRATO DI FRONTE ALL’ELOGIO E AL RIMPROVERO, DI FRONTE ALL’ONORE E AL DISONORE, CHI TRATTA CON IMPARZIALITA’ L’AMICO E IL NEMICO, E HA RINUNCIATO A OGNI ATTIVITA’ MATERIALE – DI QUESTA PERSONA SI PUO’ AFFERMARE CHE HA TRASCESO LE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE. CHI S’IMPEGNA COMPLETAMENTE NEL SERVIZIO DEVOZIONALE, SENZA DEVIARE IN NESSUNA CIRCOSTANZA, TRASCENDE SUBITO LE TRE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE E RAGGIUNGE IL LIVELLO DEL BRAHMAN. 35 IO SONO LA BASE DEL BRAHMAN IMPERSONALE, CHE E’ IMMORTALE, IMPERITURO, ETERNO ED E’ LA POSIZIONE COSTITUZIONALE DELLA FELICITA’ SUPREMA”. (Bhagavad Gita - Cap.14 verso 14-27) la natura dell’illusione viene descritta da Krishna ad Arjuna in questo modo: “ COLORO CHE SONO LIBERI DAL FALSO PRESTIGIO, DALL’ILLUSIONE E DALLE FALSE RELAZIONI, CHE COMPRENDONO L’ETERNO, CHE HANNO CHIUSO CON LA LUSSURIA MATERIALE E HANNO SUPERATO LA DUALITA’ DELLA GIOIA E DEL DOLORE, E SENZA PERPLESSITA’ SANNO COME ARRENDERSI ALLA PERSONA SUPREMA, RAGGIUNGONO QUESTO REGNO ETERNO. QUESTA MIA SUPREMA DIMORA NON E’ ILLUMINATA NE’ DAL SOLE NE’ DALLA LUNA NE’ DAL FUOCO O DALL’ELETTRICITA’. COLORO CHE LA RAGGIUNGONO NON TORNANO MAI PIU’ IN QUESTO MONDO. GLI ESSERI VIVENTI, IN QUESTO MONDO DI CONDIZIONI, SONO MIEI FRAMMENTI ETERNI, MA ESSENDO CONDIZIONATI LOTTANO DURAMENTE CON I SEI SENSI, TRA CUI LA MENTE. COME L’ARIA TRASPORTA GLI ODORI, COSI‘ L’ESSERE VIVENTE, NEL MONDO MATERIALE, TRASPORTA DA UN CORPO ALL’ALTRO LE SUE DIVERSE CONCEZIONI DI VITA. COSI’ SI RIVESTE DI UNA FORMA CORPOREA, POI DI NUOVO L’ABBANDONA PER PRENDERNE UN’ALTRA. OGNI VOLTA CHE SI RIVESTE DI UN NUOVO CORPO GROSSOLANO, L’ESSERE VIVENTE OTTIENE UN PARTICOLARE SENSO DELL’UDITO, DELLA VISTA, DEL TATTO, DEL GUSTO E DELL’ODORATO, CHE GRAVITANO ATTORNO ALLA MENTE. EGLI GODE COSI’ DI UNA DETERMINATA GAMMA DI OGGETTI DEI SENSI. GLI STOLTI NON RIESCONO A CAPIRE COME L’ESSERE VIVENTE LASCI IL CORPO O DI QUALE SPECIE CORPOREA DOVRA’ GODERE SOTTO L’INCANTESIMO DELLE TRE INFLUENZE MATERIALI, MA COLORO CHE HANNO GLI OCCHI ILLUMINATI DALLA CONOSCENZA POSSONO CAPIRLO. GLI SPIRITUALISTI FERMAMENTE STABILITI NELLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE POSSONO VEDERE TUTTO CIO’ CON CHIAREZZA, MA COLORO CHE NON HANNO UNA MENTE EVOLUTA E NON SONO SITUATI NELLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE, SEBBENE SI SFORZINO, NON RIESCONO A COGLIERE CIO’ CHE ACCADE. LO SPLENDORE DEL SOLE CHE DISSIPA LE TENEBRE DEL MONDO INTERO EMANA DA ME. E ANCHE LO SPLENDORE DELLA LUNA E DEL FUOCO EMANANO DA ME. ENTRO IN TUTTI I PIANETI E CON LA MIA ENERGIA LI MANTENGO NELLA LORO ORBITA. DIVENTO LA LUNA E FORNISCO COSI’ LA LINFA VITALE A TUTTI I VEGETALI. SONO IL FUOCO DELLA DIGESTIONE NEL CORPO DI OGNI ESSERE VIVENTE E MI UNISCO ALL’ARIA VITALE, INSPIRATA ED ESPIRATA, PER ASSIMILARE LE QUATTRO VARIETA’ DI ALIMENTI. SONO NEL CUORE DI OGNI ESSERE E DA ME VIENE IL RICORDO, LA CONOSCENZA E L’OBLIO. IL FINE DI TUTTI I VEDA E’ QUELLO DI CONOSCERMI. IN VERITA’ IO SONO COLUI CHE HA COMPOSTO IL VEDANTA (LA CONCLUSIONE DEL SAPERE) E SONO COLUI CHE CONOSCE I VEDA. 36 ESISTONO DUE CATEGORIE DI ESSERI, I FALLIBILI E GLI INFALLIBILI. NEL MONDO MATERIALE OGNI ESSERE E’ FALLIBILE, MA NEL MONDO SPIRITUALE TUTTI SONO INFALLIBILI. OLTRE A QUESTE DUE CATEGORIE DI PERSONE VI E’ LA PIU’ GRANDE PERSONALITA’ VIVENTE, L’ANIMA SUPREMA, L’ETERNO SIGNORE IN PERSONA, CHE ENTRA NEI TRE MONDI E LI SOSTIENE. POICHE’ SONO TRASCENDENTALE, AL DI LA’ DEL FALLIBILE E DELL’INFALLIBILE, E POICHE’ SONO IL PIU’ GRANDE, SONO CELEBRATO NEL MONDO DEI VEDA COME LA PERSONA SUPREMA. COLUI CHE MI CONOSCE COME DIO, LA PERSONA SUPREMA, E NON HA DUBBI, CONOSCE OGNI COSA, PERCIO’ S’IMPEGNA CON TUTTO SE STESSO NEL SERVIRMI CON DEVOZIONE ”. (Bhagavad Gita - Cap. 15 verso 5-19) Per quanto riguarda la NATURA DEMONIACA, esaminiamo la questione dal punto di vista della spiegazione di Krisna, il quale ci racconta le metodologie dei potenti della terra che puntano esclusivamente al bene materiale e alla ricchezza, escludendo l’amore e la verità divina; la Bhagavad-gita infatti ci racconta nel capitolo sedici le differenti nature: “ ORGOGLIO, ARROGANZA, PRESUNZIONE, COLLERA, RUDEZZA E IGNORANZA SONO LE QUALITA’ CARATTERISTICHE DEGLI UOMINI DI NATURA DEMONIACA. LE QUALITA’ DIVINE PORTANO ALLA LIBERAZIONE, MENTRE LE QUALITA’ DEMONIACHE PORTANO ALLA SCHIAVITU’. MA NON TEMERE, TU SEI NATO CON QUALITA’ DIVINE. IN QUESTO MONDO ESISTONO DUE CATEGORIE DI ESSERI CREATI, GLI UNI DIVINI E GLI ALTRI DEMONIACI. TI HO GIA’ PARLATO A LUNGO DELLE QUALITA’ DIVINE, ORA ASCOLTA DA ME GLI ATTRIBUTI DEMONIACI. LE PERSONE DEMONIACHE NON SANNO CIO’ CHE SI DEVE FARE E CIO’ CHE NON SI DEVE FARE. IN LORO NON C’E’ NE’ PUREZZA, NE’ COMPORTAMENTO CORRETTO, NE’ VERIDICITA’. DICONO CHE QUESTO MONDO E’ IRREALE, PRIVO DI FONDAMENTO E DI UN DIO CHE LO CONTROLLI; DICONO CHE E’ PRODOTTO SOLTANTO DAL DESIDERIO SESSUALE E NON HA ALTRA CAUSA CHE LA LUSSURIA. SULLA BASE DI TALI CONCLUSIONI, GLI UOMINI DEMONIACI, SMARRITI E PRIVI DI INTELLIGENZA, S’IMPEGNANO IN ATTIVITA’ DANNOSE E IGNOBILI DESTINATE ALLA DISTRUZIONE DEL MONDO. GLI UOMINI DEMONIACI, PREDA DELL’ILLUSIONE, SI RIFUGIANO IN UNA LUSSURIA INSAZIABILE E NELLA PRESUNZIONE DELL’ORGOGLIO E DEL FALSO PRESTIGIO. ATTRATTI DA CIO’ CHE E’ TEMPORANEO, SONO SEMPRE SPINTI VERSO ATTIVITA’ MALSANE (GUERRA/ POTERE E RICCHEZZE). 37 ESSI CREDONO CHE LA GRATIFICAZIONE DEI SENSI SIA LA NECESSITA’ PRIMARIA DELLA CIVILTA’ UMANA, COSI’ FINO AL TERMINE DEI LORI GIORNI VIVONO UN’ANSIA SENZA LIMITI. IMPIGLIATI IN UNA RETE DI DESIDERI, IMMERSI NELLA LUSSURIA E NELLA COLLERA, ACCUMULANO DENARO CON MEZZI ILLECITI PER SODDISFARE I SENSI. L’UOMO DEMONIACO PENSA: “OGGI POSSIEDO TUTTA QUESTA RICCHEZZA E SECONDO I MIEI PIANI NE OTTERRO’ ANCORA DI PIU’. QUELL’UOMO ERA UN MIO NEMICO E IO L’HO UCCISO E ANCHE GLI ALTRI MIEI NEMICI SARANNO A LORO VOLTA UCCISI. IO SONO IL PADRONE DI TUTTO, SONO COLUI CHE GODE DI TUTTO. SONO PERFETTO, POTENTE E FELICE. SONO L’UOMO PIU’ RICCO E SONO ATTORNIATO DA UNA PARENTELA ARISTOCRATICA. NON ESISTE NESSUNO POTENTE E FELICE COME ME. COMPIRO’ SACRIFICI, FARO’ LA CARITA’ E COSI’ POTRO’ GODERE.” ECCO COME QUESTE PERSONE SONO SVIATE DALL’IGNORANZA. COSI’, AGITATO DA MOLTEPLICI ANSIE E IMPRIGIONATO IN UNA RETE D’ILLUSIONI, SI ATTACCA TANTO FORTEMENTE AL PIACERE DEI SENSI CHE SCIVOLA VERSO LE REGIONI INFERNALI. COMPIACIUTO DI SE’, SEMPRE ARROGANTE, SVIATO DALLA RICCHEZZA E DAL FALSO PRESTIGIO, TALVOLTA PER ORGOGLIO COMPIE SACRIFICI CHE SONO TALI SOLO DI NOME (PREDICANDO BENE MA RAZZOLANDO MALE), SENZA SEGUIRE ALCUN PRINCIPIO E ALCUNA REGOLA. POICHE’ SI RIFUGIANO NEL FALSO EGO, NELLA PREPOTENZA, NELL’ORGOGLIO, NELLA LUSSURIA E NELLA COLLERA, I DEMONI DIVENTANO INVIDIOSI DI DIO, LA PERSONA SUPREMA, CHE RISIEDE NEL LORO STESSO CORPO E IN QUELLO DEGLI ALTRI, E BESTEMMIANO LA VERA RELIGIONE. GLI INVIDIOSI E I MALVAGI, PIU’ DEGRADATI TRA GLI UOMINI, IO LI GETTO PER SEMPRE NELL’OCEANO DELL’ESISTENZA MATERIALE TRA LE VARIE SPECIE DI VITA DEMONIACA. RINASCENDO VITA DOPO VITA NELLE SPECIE DEMONIACHE, TALI PERSONE NON RIESCONO MAI AD AVVICINARSI A ME (QUESTO INFERNO VIENE INTESO COME LA CONDANNA DI NON POTER VEDERE MAI LA LUCE DELL’AMORE DI DIO). A POCO A POCO SPROFONDANO IN CONDIZIONI DI ESISTENZA SEMPRE PIU’ ABOMINEVOLI. 38 SONO TRE LE PORTE CHE CONDUCONO A QUESTO INFERNO: LA LUSSURIA, LA COLLERA E L’AVIDITA’. OGNI UOMO SANO DI MENTE DOVREBBE ALLONTANARSENE PERCHE’ ESSE PORTANO ALLA DEGRADAZIONE DELL’ANIMA. L’UOMO CHE HA SAPUTO EVITARE QUESTE TRE PORTE DELL’INFERNO, SI DEDICA AD ATTIVITA’ CHE FAVORISCONO LA REALIZZAZIONE SPIRITUALE E GRADUALMENTE RAGGIUNGE LA DESTINAZIONE SUPREMA ”. (Bhagavad Gita - Cap. 16 verso 4-23) “NELL’ALTRO CAMPO, KRISHNA E ARJUNA, IN PIEDI SU UN GRANDE CARRO TRAINATO DA CAVALLI BIANCHI, FANNO RISUONARE LE LORO CONCHIGLIE TRASCENDENTALI”. (Bhagavad Gita – Cap.1 Verso 14) 39 CONCLUSIONE Accettare l’incarnazione terrena di Dio è un atto difficile in questo mondo materiale, ma è altrettanto elementare comprendere che se tutte quante noi anime incarnate partecipiamo tutte insieme al gioco della vita, chi può impedire a Dio onnipotente di interagire con noi in questo universo materiale? Chi può infatti negare che Dio non abbia realmente potuto rivestire un ruolo importante tra noi per insegnarci la via della salvezza o la conoscenza salvifica? Alcuni iniziati sono convinti che Krishna rappresenti in questo mondo l’energia psichica di Dio, mentre Gesù Cristo sia la parola incarnata di Dio (il Verbo che si è fatto carne). Krishna (Infinitamente Affascinante) non si incarna, appare e scompare nel mondo materiale, giocando il ruolo sia dell’essere umano che di qualsiasi creatura del creato a suo piacimento – Quando decide di lasciare questo mondo poco prima dell’inizio del Kali Yuga, finge la morte e abbandona questo universo materiale ritornando nel suo regno spirituale. “NON C’E’ DUBBIO CHE SRI’KRISHNA SIA IL SIGNORE SUPREMO, ALTRIMENTI COME AVREBBE POTUTO UCCIDERE LA GIGANTESCA PùTANà MENTRE SI TROVAVA ANCORA TRA LE BRACCIA DELLA MADRE?…. ….DOPO CHE I PASTORI E I LORO ANIMALI EBBERO BEVUTO LE ACQUE AVVELENATE DELLA YAMUNà, IL SIGNORE (ancora bambino) LI RIPORTO’ IN VITA COL SUO SGUARDO MISERICORDIOSO. E PER PURIFICARE LE ACQUE DELLA YAMUNà VI SI TUFFO’ COME PER GIOCO E PUNI’ KàLIYA, IL SERPENTE VELENOSO CHE SI ERA NASCOSTO NEL FIUME E DALLA BOCCA USCIVA UN TORRENTE DI VELENO. CHI, SE NON IL SIGNORE SUPREMO, POTREBBE COMPIERE TALE GESTA”. (Srimad Bhagavatam Canto 2 Cap.7 Verso 27-28) 40 “QUANDO, SU RICHIESTA DI KRISHNA, I PASTORI DI VRINDAVANA INTERRUPPERO IL SACRIFICIO DESTINATO A INDRA, IL RE DEI CIELI, QUESTI VOLLE FAR SCOMPARIRE IL TERRITORIO DI VRAJA SOTTO UNA PIOGGIA TORRENZIALE CHE SAREBBE DURATA SETTE GIORNI CONSECUTIVI. ALLORA SRI’ KRISHNA, NELLA SUA MISERICORDIA SENZA CAUSA VERSO GLI ABITANTI DI VRIJA, SOLLEVO’ CON UNA SOLA MANO (con il mignolo) LA COLLINA CHIAMATA GOVARDHANA, SEBBENE NON AVESSE CHE SETTE ANNI, PROTEGGENDO COSI’ GLI ANIMALI DALLE ACQUE MINACCIOSE.” (Srimdad Bhagavatam – Canto 2 Cap.7 Verso 32) In questa occasione Krishna dimostra, alla superbia di Indra, la sua superiorità su tutto il creato – Essendo Dio onnipotente, Krishna, impartisce una lezione all’essere celeste, che poco dopo, si inchinerà ad offrirgli le scuse e gli omaggi. Govinda “fonte di piacere e di gioia per la terra, per i sensi di tutti gli esseri & protettore delle mucche”. 41 L’Induismo e il Cristianesimo (in particolare il Cattolicesimo) hanno in comune l’incarnazione divina o la discesa di Dio in questo mondo, l’eternità dell’Anima, la trinità divina (Trimurti), l’adorazione di immagini e statue sacre, il ritorno di Dio durante la fine dei tempi sopra un cavallo bianco ( Cristo nel Cristianesimo - Kalki ultimo Avatara nell’Induismo). Anche Dante Alighieri, conoscitore delle dottrine esoteriche dei Rosacroce, nella sua Divina Commedia ha celato e al tempo stesso mostrato molte analogie tra Cristianesimo e Induismo, iniziando dai tre canti e partendo proprio dalla crisi esistenziale come Arjuna nella Gita: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. (Inferno – Canto Primo – Dante Alighieri) I tre Canti della Divina Commedia: Inferno – Purgatorio – Paradiso sono associabili ai tre Guna Indù che incatenano l’Anima alle influenze della natura materiale, condizionando l’individuo nel modo di essere, di pensare e di agire; per la loro interazione avviene la Creazione, il Mantenimento e la Distruzione dell’universo. Ignoranza (controllata da Shiva -distruzione ) – Passione (controllata da Brahma - creazione) – Virtù (controllata da Vishnu – mantenimento). Dio (Krishna) è situato al di sopra della Trimurti ed essendo elevato nel piano spirituale è totalmente estraneo alla contaminazione materiale – similmente gli Gnostici consideravano il vero Dio del tutto Trascendente, mentre il Dio minore potrebbe essere in questo caso associato a Brahma, il Creatore e Demiurgo di questo Universo materiale. Nella Divina Commedia Dante Alighieri arriverà alla conclusione del suo viaggio ritrovando l’Amore puro (Beatrice/Anima), l’eterno amico (Virgilio/Coscienza) ed infine Dio. “O ARJUNA, SUPERA LE TRE INFLUENZE DELLA NATURA MATERIALE CHE COSTITUISCONO L’OGGETTO PRINCIPALE DEI VEDA. LIBERATI DA OGNI DUALITA’, DALL’ANSIA DI GUADAGNO E DI SICUREZZA MATERIALE E STABILISCITI NEL SE’”. (Bhagavad Gita - Cap.2 Verso 45) Personalmente credo che nei tre Canti della Divina Commedia ci sia anche un analogia con il concetto della tripartizione Gnostica: Gli gnostici dividevano il mondo in tre categorie: a livello più basso si situavano gli ILICI (uomini dominati dalla materia, sordi a qualsiasi richiamo), nella seconda categoria vi erano gli PSICHICI (i cristiani comuni che intuiscono qualcosa di diverso), la categoria più elevata appartiene ai PNEUMATICI (coloro che si sono messi in discussione e hanno iniziato la ricerca del Dio nascosto). "Gesù disse: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto”. (Vangelo di Tommaso - Verso 2 - Vangelo Gnostico) 42 Possiamo anche trovare qualche riscontro, se pur in maniera differente, in San Francesco D’assisi, considerato dai Cattolici come il Santo per eccellenza, il quale riteneva, come nella dottrina vedica, inseparabile il Creatore dal creato e dalle creature. San Francesco chiama fratello sole il sole, sorella luna la luna, sorella morte la morte, ed è un eterno innamorato di Dio e di tutto il suo creato. Nel Cantico delle creature San Francesco scrive: “Altissimo, onnipotente, buon Signore tue sono le lodi, la gloria e l'onore ed ogni benedizione. A te solo, Altissimo, si confanno, e nessun uomo è degno di te. Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione. Laudato sii, o mio Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo le hai formate limpide, belle e preziose. Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e per l'Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo per il quale alle tue creature dai sostentamento. Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,la quale è molto utile, umile, preziosa e casta. Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco, con il quale ci illumini la notte: ed esso è robusto, bello, forte e giocondo. Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba. Laudato sii, o mio Signore, per quelli che perdonano per amor tuo e sopportano malattia e sofferenza. Beati quelli che le sopporteranno in pace perchè da te saranno incoronati. Laudato sii, o mio Signore, per nostra sora Morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scampare. Guai a quelli che morranno nel peccato mortale. Beati quelli che si troveranno nella tua volontà poichè loro la morte non farà alcun male. Laudate e benedite il Signore e ringraziateloe servitelo con grande umiliate”. (Cantico delle creature – Tradotto in Italiano moderno) La Bhagavad Gita viene considerata inoltre come un testo rivoluzionario, contro una determinata cognizione di dottrina di alcuni Brahmani (sacerdoti membri della casta induista); come il Vangelo risulta palesemente un insegnamento innovativo e rivoluzionario nel mondo ebraico, contro l’insegnamento di alcuni scribi, farisei e sadducei, dottori più della lettera che non della sostanza del messaggio di Dio. La Bhagavad Gita ci invita ad agire in questo mondo materiale; è la via dell’azione verso Dio che ci conduce dal mondo materiale verso il mondo spirituale – il fine ultimo dell’essere umano. 43 In Conclusione - Dio è Amore. Questo Amore non è un sentimento umano che spesso e volentieri decade in questo mondo sotto forma di parola poetica, ma una forza creatrice e sostenitrice, a volte distruttrice (la quale trasforma) che aiuta o tenta di migliorare l’individuo e tutta l’umanità se carpita e assorbita. La concezione Atea non può comprendere tale forza, tale essenza o presenza divina in questo mondo e nemmeno la più formale dottrina dogmatica si avvicina a questa teoria che menziona la forza creatrice (Dio) in tutto il creato e in tutte le sue creature. L’Amore è la Via, Verità e Vita che conduce a Dio. “Io sono la via, verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (Giovanni 14:6) “Nessuno ha un amore più grande di questo: Dare la vita per i propri amici”. (Giovanni 15:13) “Gesù gli disse: “che cosa sta scritto nella legge? Che cosa vi leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. E Gesù disse: “Hai risposto bene; fa questo e vivrai”. (Luca 10:26-28) “Sono la fonte (Dio) di tutti i mondi, spirituali e materiali, tutto emana da me. I saggi che conoscono perfettamente questa verità mi servono e mi adorano con tutto il loro Cuore”. (Bhagavad Gita - Cap.10 Ver.8) “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. (Paradiso XXXIII, 145 - Dante Alighieri) 44 DIO E’ AMORE! Michele Perrotta. 45 BREVE GLOSSARIO da “La Bhagavad Gita così com’è” di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ANIMA: Infinitesimale particella d’energia, parte integrante di Dio, l’anima costituisce l’essere in sé. E’ differente dal corpo materiale in cui è situata ed è l’origine della coscienza. Come Dio, l’essere supremo, l’anima ha un’individualità propria e una forma eterna (immortale), piena di conoscenza e felicità. Rimane tutta via distinta da Dio e non lo eguaglia mai, perché possiede i suoi attributi solo in minima quantità. Costituisce l’energia marginale di Dio, perché può tendere sia verso l’energia materiale sia verso l’energia spirituale. E’ designata anche con i nomi di “essere vivente” (Atma), “anima individuale” (Jivatma), o “anima infinitesimale” (Anu-Atma), secondo l’aspetto che si desidera sottolineare. ANIMA CONDIZIONATA: E’ l’anima incarnata che identificandosi col corpo, cade sotto il giogo delle leggi della natura e si fa ingannare dal piacere dei sensi. ANIMA INCARNATA: Essere vivente rivestito di un corpo. ANIMA SUPREMA (PARAMATMA): Emanazione Plenaria di Dio che vive nel cuore di ogni essere, in ogni atomo della creazione materiale e anche tra gli atomi. Costituisce l’aspetto “localizzato”, onnipresente, della verità assoluta e rappresenta il grado intermedio della realizzazione dell’Assoluto. CORPO MATERIALE: “Vestito” temporaneo che ricopre l’anima condizionata. E’ formato da otto elementi: cinque grossolani (terra, acqua, fuoco, aria, etere) e tre sottili (mente, intelligenza, falso ego). CORPO SPIRITUALE: Forma originale dell’essere. E’ costituito di elementi spirituali (Sat-Cid-Ananda), cioè l’eternità, la conoscenza e la felicità assoluta. EGO MATERIALE: Chiamato anche FALSO EGO: L’illusione di essere maestro assoluto, il proprietario supremo e il beneficiario legittimo di tutti i piaceri del mondo. L’anima individuale s’identifica così col corpo materiale di cui è rivestita e con tutto ciò che lo riguarda (aspetto, nazionalità, razza, famiglia, ceto sociale, fede religiosa, piaceri e sofferenze). E’ all’origine del condizionamento materiale. EMANAZIONE PLENARIA: Manifestazione di Dio, attraverso una forma personale che non è la sua forma originale ma che possiede gli stessi poteri assoluti. 46 ENERGIA ILLUSORIA (MAYA): Sotto il suo influsso, l’anima condizionata crede di essere il controllore della creazione, il proprietario e il beneficiario supremo. Identificandosi con l’energia materiale, cioè il corpo (con i sensi), con la mente e con l’intelligenza materiale, l’anima dimentica la relazione eterna che la unisce a Dio e, condizionata da questa energia, si lancia alla ricerca dei piaceri di questo mondo e s’incatena sempre più al ciclo di nascite e morti (Reincarnazione). ENERGIA MARGINALE: Una delle tre principali energie del Signore (spirituale, marginale e materiale). E’ costituita dagli esseri viventi, parti infinitesimali di Dio, che sebbene siano di natura spirituale possono cadere sotto l’illusione dell’energia materiale a causa dei loro poteri limitati. ENERGIA MATERIALE: Energia esterna o natura materiale: Una delle tre principali energie del Signore (spirituale, marginale, e materiale). E’ la manifestazione della potenza esterna di Dio, formata dai ventiquattro elementi materiali (i cinque elementi grossolani, i tre elementi sottili, i cinque oggetti dei sensi, i cinque organi di percezione, i cinque organi d’azione e l’insieme delle tre influenze della natura allo stato non manifestato). Costituisce l’universo in cui viviamo. L’interazione dei suoi elementi si opera sotto l’influsso del tempo e a contatto con l’energia spirituale del Signore, da cui si distingue perché talvolta è manifestata e talvolta non manifestata. ENERGIA SPIRITUALE: Energia interna: Una delle tre principali energie del Signore (spirituale, marginale e materiale). E’ la manifestazione della potenza interna del Signore e costituisce il mondo spirituale, dimora originale di tutti gli esseri. Al contrario dell’energia materiale, è fatta di eternità, conoscenza e felicità, e anima inoltre l’energia materiale. ETERE: Elemento materiale più sottile dell’aria. Penetra in ogni cosa. IGNORANZA: la sua influenza comporta illusione, confusione, ozio e paura del diverso e del nuovo. INTELLIGENZA: Intelligenza materiale: E’ definita come la capacità di valutare gli impulsi ricevuti dalla mente e di analizzare la natura e il funzionamento dell’energia materiale. Ma poiché questa analisi è compiuta senza considerare il rapporto che esiste tra la natura e Dio, causa originale di tutte le cose, l’intelligenza materiale rimane incompleta ed è impegnata solo per soddisfare le esigenze del corpo. E’ dunque un’energia materiale sottile che può velare la coscienza del sé spirituale. Intelligenza spirituale (Buddhi): E’ l’intelligenza originale dell’essere, permette di comprendere come tutte le cose (compresi sé stessi) esistano in relazione a Dio. Essa ci libera dalle concezioni materiali della vita. KARMA: Legge della natura secondo cui ogni azione materiale, buona o cattiva, comporta una conseguenza che lega ancora più il suo autore all’esistenza condizionata e al ciclo di nascite e morti (Reincarnazione). 47 LIBERAZIONE (Mukti): La liberazione. Con questa parola s’intende generalmente il fatto di sfuggire alle rigide leggi della natura materiale (nascita, malattia, vecchiaia, morte), o anche lo scopo di annientare l’ego per diventare Uno con l’Assoluto. La liberazione finale consiste nel ritrovare il legame personale che ci unisce eternamente a Dio. MAESTRO SPIRITUALE: Anima realizzata che ha il potere di guidare gli uomini sul sentiero della realizzazione spirituale e liberarli così dal ciclo di nascite e morti (Reincarnazione). NIRVANA: Stato che mette fine all’esistenza materiale e che precede l’attività spirituale, devozionale. PASSIONE: E’ un’influenza della natura materiale. Sotto il suo influsso si sviluppa l’avidità, un grande senso di attaccamento alle cose materiali, desideri incontrollabili e aspirazioni ardenti. Colui che subisce il suo influsso è sempre insoddisfatto, cerca continuamente di migliorare la sua condizione materiale e di godere sempre più dei frutti del suo lavoro. PIANETI INFERNALI: Pianeti che appartengono al sistema planetario inferiore. Là l’atmosfera è particolarmente tenebrosa e demoniaca, e gli esseri che a causa dei loro atti colpevoli sono costretti a vivervi, conducono un’esistenza di estrema sofferenza. PIANETI SUPERIORI: Pianeti che appartengono al sistema planetario superiore. Là gli esseri sono più evoluti, la vita è più lunga e i piacere materiali molto più intensi che sugli altri pianeti dell’universo. Le anime virtuose vengono inviate su questi pianeti per raccogliere il frutto delle loro buone azioni. Ma anche lì nascita e morte sono presenti, perciò il devoto non è attratto da essi. PURO DEVOTO: Colui che si dedica, anima e corpo, al servizio del signore dopo essersi liberato da ogni attaccamento ai frutti delle sue azioni (Karma) e alla conoscenza speculativa (Jnana) e raggiunge così la perfezione della devozione a Dio e l’apogeo della realizzazione spirituale. REALIZZAZIONE SPIRITUALE: Consiste dapprima nel comprendere che l’anima, per la sua natura eterna e immutabile, piena di conoscenza e felicità, si distingue dal corpo di materia; si deve poi realizzare la verità assoluta e ritrovare la propria relazione con l’Assoluto, Dio, servendolo con amore e devozione. SAMADHI (concentrazione mentale): Stato di estasi perfetta raggiunta con l’assorbimento totale nella coscienza di Dio. SE’ SPIRITUALE: Vera identità dell’essere individuale, altro nome per ANIMA. 48 YOGA (unione con l’Assoluto, Dio): Ogni metodo che permette di controllare la mente e i sensi e di unire l’essere individuale all’essere Supremo, Dio. “COLORO CHE SONO PIENAMENTE COSCIENTI DI ME E SANNO CHE IO, IL SIGNORE SUPREMO, SONO IL PRINCIPIO CHE GOVERNA LA MANIFESTAZIONE MATERIALE, GLI ESSERI CELESTI E TUTTI I SACRIFICI, POSSONO CAPIRMI E CONOSCERMI ANCHE ALL’ISTANTE DELLA MORTE”. (Bhagavad Gita – Cap.7 Verso 30) “PRONUNCIANDO QUESTE PAROLE, KRISHNA, DIO LA PERSONA SUPREMA, MOSTRA AD ARJUNA LA SUA FORMA A QUATTRO BRACCIA (Narayana), POI RIPRENDE LA SUA FORMA A DUE BRACCIA PER RICONFORTARE L’IMPAURITO ARJUNA.” (Bhagavad Gita – Cap.11 Verso 50) Per maggiori informazioni consiglio a tutti i lettori di leggersi La Bhagavad Gita così com’è e Lo Srimad Bhagavatam tradotto da A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Novembre 2011 – versione rivisitata 2012 fine Michele P. 49
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