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Il Sindaco Pisapia

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  • ASPETTANDO ILMIRACOLO MINGOIA · Alle pagine 6 e 7 SCONTRIABELGRADO Serbi inpiazza perRatkoMladic JANNELLOe BERTUCCIOLI · Alle pagine4e 5 PALERMOKO:3a1.BENELAFERRARI Inter, è sua la Coppa Italia AlonsosecondoaMonaco Servizi e commento diBUCCHIONI · Nel QS RISCHIOEPIDEMIA:CASI INCINQUEPAESI Il batteriokiller spaventa l’Europa InGermaniagiàdiecimorti GIARDINAe FRASSOLDATI · Alle pagine2 e 3 BALLOTTAGGIO A MILANO LA MORATTI PUNTA ALLA RIMONTA PISAPIA ALLA CONQUISTA DI PALAZZO MARINO COMUNQUE VADA SARÀ UNA SORPRESA Milano 9 771124 211498 10530 Fondato nel 1956 LUNEDÌ 30 maggio 2011 | Anno 56 - Numero 20 € 1,00 | 2.440.000 lettori (dati audipress 2010/III) | www.ilgiorno.it
  • Martedì 31 maggio 2011 www.ilgiorno.it e-mail: redazione.milano@ilgiorno.net Redazione: via A. Stradivari, 4 - 20131 Milano - Tel. 02 27799111 - Fax: 02 27799537 · Pubblicità: S.P.E. Tel. 02 575771 - Fax: 02 57577630 BONEZZI · All’interno IL DUELLO Ilsindaco:collaboreròconLetizia Il vincitore: «Insiemeper l’Expo».L’avversaria: l’hochiamatopercomplimentarmi ILBELRENÈ REDELGOSSIP ILCOMMENTO D ONNEmisteriose,frequentazioni conpersonaggi poco raccomandabili. Finora, circolano solo indiscrezioni sulla sospensione della semilibertà aRenato Vallanzasca. Una cosa è certa: il bel Renè fa sempre parlare di sé, nel bene e nelmale. Più nel male, per la verità, visto che la sua faccia d’angelo fa spesso dimenticare ai più di quali crimini efferati si siamacchiato nella lunga carriera criminale. In tutto, 260 anni di carcere e quattro condanne all’ergastolo. Ci voleva solo unaDama bianca in cerca d’autore. Insomma, gli occhi azzurri del bandito della Comasinaavrebbero colpito ancora nel segno, nonostante la compagnadi sempre lo difenda a spada tratta. D’altro canto, il mago delle evasioni paga il prezzo della notorietà: è vero o no che qualche tempo fa è stato persino girato un contestato film sulla sua vita lontano dalle patrie galere? Comedire, onori e oneri. Quel che più inquieta è il fatto che le cronache gossipare, che hanno lasciato i sicuri lidi delle riviste patinate per invadere anche le pagine dei quotidiani, abbiano abbandonato per un attimo i buchi delle serrature altrui per mettersi a spiare tra le sbarre di una cella. Non è troppo? ROSSI · All’interno ProcessoRuby,difesaall’attacco Pioggiadi eccezioni: «Il premiernonva giudicatoaMilano» di NICOLA PALMA ANASTASIO e MINGOIA · All’interno MARIO MANTOVANI GIANFRANCO FINI Comunali Pisapia vince sulla Moratti con 10 punti di vantaggio, centomila in piazza Duomo · Servizi all’interno vs
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ MARTEDÌ 31 MAGGIO 2011 Coordinatore regionale del Pdl MarioMantovani «I risultati del primo turno dicono che il Popolo della Libertà in città non ha perso consenso» ILDUELLO: «È tornato al voto un elettorato di sinistra che mancava da anni e questo ha influito sull’esito finale» Pisapia sindaco, trionfo alle urne: 50mila consensi in più L’avvocato stacca la Moratti di dieci punti. Letizia deve arrendersi nonostante il recupero di 24mila voti di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — IL DIVARIO diventa un solco. Profondo e irrecuperabile. Giulia- no Pisapia batte Letizia Moratti per 67.783 voti. Ben 25.322 voti in più di distacco rispetto al pri- mo turno di 15 giorni fa (42.461 voti il divario tra i due rivali il 15 e 16 maggio). A parità di affluen- za, o quasi, tra primo turno (673.185 i votanti, il 67,5 per cen- to) e il ballottaggio (671.417 i vo- tanti, il 67,3 per cento).La percen- tuale dei consensi tra il neosinda- co e l’ormai ex sindaco non men- te: al secondo turno Pisapia rag- giunge il 55,1 per cento, laMorat- ti si ferma al 44,9 per cento. Oltre dieci punti percentuali di distacco. Quasi quattro in più in confronto al primo turno (Pisapia al 48 per cento, la Moratti al 41,6 per cento). UNA SFILZA di nu- meri che dimostrano che il tentativo di ri- monta della Moratti, di fatto, non èmai par- tito. A parità di votan- ti, il distacco tra i due ri- vali è diventato più am- pio tra primo turno e bal- lottaggio. Gli elettori del Terzo polo, che al primo turno avevano consegnato il 5,5 per cento al candida- to sindaco Manfredi Palmeri, nonhanno votato inmassa laMo- ratti, anzi. In pochi, invece, sem- brano aver seguito il comporta- mento annunciatodaPalmeri: vo- tare scheda bianca o nulla. Dal primo turno al ballottaggio, infat- ti, sia le «bianche» (5.257 al primo turno, 2.560 al secondo turno) che le «nulle» (10.335 contro 5.279) si sono dimezzate. L’altra variabile che poteva allontare o avvicinare Pisapia e la Moratti era il comportamento degli eletto- ri «grillini», che al primo turno hanno assegnato un ottimo 3,2 per cento al candidato sindaco Mattia Calise. I seguaci delMovi- mento Cinque Stelle di Beppe di ROSSELLA MINOTTI — MILANO — HA GLI OCCHI lucidi, Matteo Salvini (nella fo- to), anche se con la tempra di sempre scende, uni- co, ad affrontare le troupe televisive e i giornalisti mentre ai piani alti di via Bellerio Bossi e i suoi sono riuniti in un gran consiglio di guerra. La di- fesa? «Abbiamo fatto di tutto di più». L’accusa? «È stato un voto contro Berlusconi». Monolitico come sempre il blocco Lega. In segno di lutto in pochi indossano i tradizionali accessori in verde, cravatta o foulard. Dito puntato contro la campa- gna sbagliata del Pdl. «Evidentemente— riba- disce Salvini— imilanesi si sono infastidi- ti perché non volevano sentir parlare di manifesti sulle Br, di giudici e di ladri d’auto. Volevano sentir parlare di asili e dei problemi della città». Poi, com’è nel suo fortissimo carattere, passa subito all’attacco: «Adesso abbiamo a Palazzo Marino quattro consiglieri della Lega che non ne faranno passa- re una.La sinistra ha fatto una campagna elettorale intelli- gente, molto intelligente, ora però deve governare la città. Perché a linea 4 del metrò bisogna co- struirla». Sulla Moratti non infierisce l’europarla- mentare: «No ai processi del lunedì, quando si perde si perde tutti».Meno tenero Igor Iezzi, il se- gretario provinciale del Carroccio che resta fuori dai giochi del Comune: «Letizia Moratti inizial- mente la campagna sbagliata inizialmente l’ha su- bita, poi però ne ha sposato quantomeno il meto- do.L’accusa su Skydell’auto rubata l’abbiamopa- gata tantissimo, e non solo in termini di consen- so. Nei giorni successivi, quando andavamo in gi- ro a fare campagna, la gente ci diceva che racconta- vamo un sacco di bugie». Iezzi ha anche stilato un decalogo degli errori cui attribuire la sconfitta: «il comizio di Berlusconi davanti al tribunale, il dare del senzacervello a chi votava a sinistra, il con- certo di Gigi D’Alessio, la frase del premier adObama, Lassini e i suoimanifesti, Lassi- ni che va sul pullman del Milan, l’affitto delle case Aler aumentato pochi giorni pri- madel voto, laMoioli che ha fattomale l’as- sessore alle politiche sociali dando i soldi agli immigrati, la pagina facebook del sindaco, la Santanchè con la fantasti- ca battuta “Se vince Pisapia a Palaz- zoMarino ci sarà droga libera”. L’ormai ex assessore Alessandro Morelli sfodera più o meno lo stesso elenco, e sintetizza in un «Grazie Silvio!» più che ironi- co l’amarezza della sconfitta, che tra i giovani di via Belle- rio è davvero tanta. IL CARROCCIO SALVINI: PROCESSI INUTILI. IEZZI: TROPPI SBAGLI Amarezza leghista: «Grazie Silvio» *
  • ••3MILANOATTUALITA’MARTEDÌ 31 MAGGIO 2011 Leader del Fli GianfrancoFini «Pisapia ha raccolto anche i voti del centrodestra che non ne può più di anatemi e brutte figure del governo» «Mi piacerebbe che il centrodestra riflettesse su ciò che è accaduto» lite adestra Pisapia sindaco, trionfo alle urne: 50mila consensi in più L’avvocato stacca la Moratti di dieci punti. Letizia deve arrendersi nonostante il recupero di 24mila voti LA FESTA Giuliano Pisapia mentre raggiunge piazza Duomo dove lo attendono circa 50mila sostenitori Nella folla, bandiere rosse e arancioni Grillo, come previsto dopo il pri- mo turno, sembrano aver preferi- to Pisapia alla Moratti. LA MORATTI è riuscita alme- no a evitare un distacco «alla na- poletana».Nel capoluogo parteno- peo il dipietrista Luigi De Magi- stris ieri ha battuto il berlusconia- no Gianni Lettieri 65,3 a 34,6 per cento. Più di 30 punti di divario tra i due candidati sindaco. L’or- mai ex sindaco diMilano, invece, ha limitato i danni. Anche se l’at- tesa «remuntada», come detto, non è nemmeno iniziata. La Mo- ratti, comunque, al ballottaggio è riuscita a conquistare 24.473 voti in più rispetto a quelli del primo turno: 15 giorni fa l’avevano vota- ta 273.401 milanesi, ieri invece gli elettori filo-Letizia sono stati 297.874. Ciò significa che buona parte di coloro che al primo tur- no avevano votato Moratti sono tornati ai seggi e che l’ex sindaco ha guadagnato consensi tra gli elettori delTerzo polo e dei candi- dati sindaco minori. Ma Pisapia ha fatto meglio e «doppia» la Mo- ratti, visto che conquista 49.795 voti in più rispetto a 15 giorni fa. Sta in questo dato, in fondo, la chiave del risultato finale. GLI SFORZI del sindaco, del Pdl e della Lega nelle piazze e neimercati citta- dini non sono bastati per evitare la sconfit- ta. Difficile, d’altra parte, colmare il divario accumu- lato al primo tur- no. Soprattutto in una competi- zione elettorale in cui l’elettorato di centrosinistra è tornato inmassa a vota- re per far vincere Pisapia e per dare un segnale di sfrat- to al Governo Berlusconi proprio da Milano, la città del presidente del Consi- glio e leader del Pdl. E così il divario tra Pisapia e la Moratti è diventato un solco. Profondo e irrecu- perabile. *
  • Mercoledì 1 giugno 2011 www.ilgiorno.it e-mail: redazione.milano@ilgiorno.net Redazione: via A. Stradivari, 4 - 20131 Milano - Tel. 02 27799111 - Fax: 02 27799537 · Pubblicità: S.P.E. Tel. 02 575771 - Fax: 02 57577630 SERVIZIO · All’interno Verbali giù del 13% Multe in calo Il boom dell’Ecopass èun ricordo IL DUELLO Mantovani:orarilanciamoilPdl Il coordinatoreprontoa cedere il passo,«ma c’è da fare».La Adamo:vicesindaco?Vedremo ARIA FRIZZANTE DA 8 SETTEMBRE PALMA · All’interno ILCOMMENTO P ROVATEa cercare una maglietta arancione in un negozio. Non ne troverete più, se non firmando un pacco di cambiali fino al 2045. Il vento è cambiato, e imilanesi si adeguano. Tira un’arietta leggera leggera. Quella da 8 settembre. Data fatidica in cui trovare un fascista era diventato assai difficile. Siamo così: il lattaio è contento, la maestra va in giro con la sciarpina arancio di Pisapia e al bar commentano che «lei era tanto antipatica». Sarà. Vanne a trovare uno che ammetta di avere rivotato laMoratti al ballottaggio. Eppure ci sono. Ma stanno in silenzio, o dissimulano pubblicamente. L’applauso è partito anche in Comune, con il giretto d’onore di Pisapia. Conversione a «U» rapidissima. E li sentirete anche dire, se il vento dura, di «non avermai votato Berlusconi». E proprio in Comune è partito il rompete le righe. Non c’è laMotonave Baionetta ad aspettare la fuga dei generali e del re a Pescara, maaPalazzoMarino, oggi, scadono tutti i contratti degli uomini della comunicazione. Gli uffici di assessori, dirigenti e portavoce si svuotano. Con una differenza.Nel 1943 la fuga era obbligata. Loro, invece, sarebbero rimasti volentieri al proprio posto. SERVIZIO · All’interno Partecipate, poltrone a rischio Attesa sulle scelte del centrosinistra, tremano 240 manager di GUIDO BANDERA MINGOIA · all’interno GIANCARLO ALBORI FRANCESCO MARIA GIRO Scala, accordoadhoc LaCgil chiude: subito il contratto nazionale ComuneS’insedia Pisapia. E Berlusconi lascia SERVIZI · All’interno vs
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ MERCOLEDÌ 1 GIUGNO 2011 LETAPPE In caso di dimissioni immediate anche della Moratti due pidiellini (Armando Vagliati e Fabio De Pasquale) entreranno al posto suo e di Silvio Convocato probabilmente per il 20 giugno Oltre a Berlusconi anche Letizia Moratti potrebbe dimettersi prima di entrare in aula Dopo oltre diciott’anni di amministrazioni targate centrodestra il Comune di Milano torna nelle mani di una giunta di centrosinistra CAMBIODELLAGUARDIA LaMoratti in mattinata saluterà collaboratori e dipendenti Alle 16 nella Sala dell’Orologio Giuliano Pisapia assumerà la guida di Palazzo Marino Momento storico ILNODOSULL’EXPO LAMORATTI È ANCORACOMMISSARIOSTRAORDINARIO DECIDERÀSERESTARETALESOLODOPOESSERSI CONSULTATACOLPREMIERSILVIOBERLUSCONI Gli ingressi L’avvicendamento Il primo Consiglio — MILANO — UNA PIAZZA GREMITA co- me non mai di donne, felici e ra- diose, e di giovani. Gli stessi, che secondo le prime analisi dei flussi elettorali, hanno votatomassiccia- mente per Pisapia contribuendo decisamente all’ottimo risultato elettorale. Da qui la scelta delle donne mila- nesi, all’indomani della vittoria, di prendere carta e penna e scrive- re al neoeletto sindaco «una lette- ra aperta» per sollecitarlo, dice Ila- ria Cova, portavoce del Comitato donnemilanesi «ad una scelta che veda accanto a te in qualità di vice- sindaca una donna». In verità è già nel programma e circolano già dei nomi da giorni, da Marilena Adamo a Patrizia Toia ma spiega ancora Cova, «c’è sempre una cer- ta preoccupazione fintanto che non si arriva alla nomina ufficia- le, finchè insomma non si passa dal programma alla pratica». Ed ecco la lettera aperta. «Noi voglia- mo un riconoscimento alla mobi- litazione delle donne - riprende a dire Cova - . Le donne milanesi con le quali, caro Giuliano, abbia- mo riempito le piazze del 29 gen- naio, del 13 febbraio, dell’8 marzo e abbiamo “circondato” Palazzo Marino durante la campagna elet- QUOTE ROSA GIUNTA AL FEMMINILE, Le donne all’avvocato: ora mantieni le promesse di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — IL MOMENTO STORICO è fis- sato per oggi alle 16, aPalazzoMa- rino, nella Sala dell’Orologio. Il nuovo sindaco Giuliano Pisapia debutta nella sede del Comune. Passaggio di consegne con il pri- mo cittadino uscente LetiziaMo- ratti.Unmomento storico, sì, per- ché dopo oltre 18 anni di ammini- strazioni comunali targate centro- destra, Milano entrerà nella nuo- va era del centrosinistra. Grandi manovre negli uffici di Palazzo Marino. Il trasloco della Moratti dal suo ufficio si è praticamente già concluso. L’ormai ex primo cittadino questa mattina saluterà per l’ultima volta i collaboratori e i dipendenti del Comune, in atte- sa dell’arrivo dell’atto di procla- mazionedi Pisapia sindacoda par- te dell’ufficio centrale elettorale. LA MORATTI lascia Palazzo Marino. Ma sul suo futuro resta- no ancora da sciogliere due nodi: l’ex sindaco conserverà l’incarico di commissario straordinario per l’Expo 2015 e resterà in Consiglio comunale? Sul primo punto, la Moratti intende prendere la pro- pria decisionedopo essersi consul- tata con il premier Silvio Berlu- sconi. Quanto allo scranno in Consiglio comunale, i boatos dan- noLetizia verso le dimissioni im- mediate dall’assemblea di Palaz- zo Marino. Ciò significa che l’ex sindaco non parteciperà dagli scranni dell’opposizione alla pri- ma seduta del Consiglio comuna- le, convocatamolto probabilmen- te il prossimo 20 giugno. Lo stes- so discorso vale per Berlusconi, eletto a Palazzo Marino con 28.474 preferenze. Non sarà lui a presiedere la prima seduta come consigliere «anziano», cioè il più votato, ma il più eletto nella lista del Pd, Stefano Boeri (13.100 pre- ferenze). In casodi dimissioni del- laMoratti e di Berlusconi, suben- treranno due pidiellini, Armando Vagliati e Fabrizio De Pasquale. PISAPIA, intanto, ieri ha inizia- to la sua prima giornata da sinda- co in pectorenegli uffici di viaLar- ga per un saluto ai dipendenti co- munali. Il neoprimo cittadino, poi, è andato a SanSiro, nei caseg- giati popolari di viaMar Jonio, da dove ha lanciato questo messag- gio: «Voglio mantenere gli impe- gni chehopreso in campagna elet- torale». Nel pomeriggio, invece, Pisapia ha visitatoOnorinaBram- billa, vedova dello storico coman- dante partigiano Giovanni Pesce, morto nel 2007. Il primo cittadi- no, infine, si è recato negli studi diTelenova. E da lì ha lanciato un affondoda riformista contro il lea- der di Sel Nichi Vendola, che lu- nedì è stato il protagonista di un comizio in Piazza Duomo: «A Vendola voglio bene. Ma quando va in una città che non conosce dovrebbe ascoltare più che parla- re». Non basta. Pisapia ha anche replicato all’attacco a lui rivolto daBeppeGrillo («Vince sempre il sistema, è l’Italia di Pisapippa»): «Grillo stavolta parla senza cono- scere la realtà. Quando si fanno proposte serie, si raccoglie il voto anche dei grillini». Polemiche a parte, Pisapia domani, in occasio- ne della festa della Repubblica, parteciperà alla sua prima cerimo- nia da sindaco con tanto di fascia tricolore. E ieri ha incassato la te- lefonata di «congratulazioni» e «auguri di buon lavoro» da parte del candidato sindaco del Terzo poloManfredi Palmeri. Pisapia debutta in Comune, Berlusconi invece se ne va Oggi passaggio di consegne con la Moratti. Il premier si dimette da consigliere. Il sindaco sferza Vendola e Grillo ILARIA COBA (COMITATO) «Serveun riconoscimento forte allamobilitazione femminile di questimesi»
  • ••3MILANOATTUALITA’MERCOLEDÌ 1 GIUGNO 2011 LERISPOSTEDELPRIMOCITTADINO AGRILLO:NONSADI COSASTAPARLANDO AVENDOLA: GLI VOGLIOBENE,MA IN TRASFERTA SAREBBEMEGLIOASCOLTARECHEPARLARE BOERIALPOSTODELCAVALIERE BERLUSCONI VERSOL’ADDIOAPALAZZO MARINO. APRESIEDERE IL PRIMOCONSIGLIO SARÀ IL CONSIGLIERE«ANZIANO»BOERI LOSFOTTÒDELCARROCCIO SALVINI: «CERTOLACITTÀÈGIÀPIÙGENTILE NIENTECARTEATERRAEAUTO INSECONDAFILA È ILMIRACOLODI SANPISAPIA» torale, presenti moltissime delle 180 candidate delle liste che ti hanno sostenuto, aspettano una ri- sposta che sia all’altezza del loro investimento e che riconosca la lo- ro forza e la loro competenza sulla città. La democrazia paritaria non si nutre infatti solo di numeri equivalenti tra uomini e donne, ma si fonda sulla sfida di uno sguardo differente sul governo metropolitano: per Milano è arri- vato il momento di scegliere con decisione questa strada, già per- corsa dall’Europa più avanzata». INTANTO, IERI mattina, Giu- lianoPisapia ha incontrato le don- ne lavoratrici e i lavoratori del Co- mune che lo hanno accolto con grande gioia. «C’èmolto da lavora- re. In questi anni le professionali- tà comunali sono state a lungo mortificate, sostituite dai troppi consulenti.Ora c’è voglia di riscat- to - diceTatianaCazzaniga, segre- taria Funzione pubblica Cgil - Il sindaco sa. La situazione più gra- ve è quella dei servizi all’infanzia ma ci sono altri settori di rivede- re. Intanto è stato bandito un con- corso per due posti di dirigente nel settore amministrativo». Stefania Consenti UNA LETTERA APERTA AL VINCITORE Le donne all’avvocato: ora mantieni le promesse Pisapia debutta in Comune, Berlusconi invece se ne va Oggi passaggio di consegne con la Moratti. Il premier si dimette da consigliere. Il sindaco sferza Vendola e Grillo TATIANA CAZZANIGA (CGIL) «Incontro emozionante maora c’è da riorganizzare lamacchina comunale» DECISO Matteo Salvini in basso e a destra, insieme a Umberto Bossi e Letizia Moratti durante l’evento di chiusura della campagna elettorale di ROSSELLA MINOTTI — MILANO — IL DAY AFTER diMatteo Salvini è, come sempre, in prima linea. Tutti ai posti di combattimento, i le- ghisti, pronti a fare una sana e padana opposizione. Matteo, com’è stata la primagiornata dopo la sconfitta? «Piena di impegni e richieste. Su Facebook mi arri- vano centinaia di messaggi, proposte, suggerimenti. Oggimi faccio il mercato di via Gaeta, in zona Affo- ri. Insomma la prima giornata da opposizione sui problemi concreti diMilano, e non ci spaventa. Imi- lanesi ci hanno chiesto di fare opposizione e la fare- mo». Amarezza quanta? «Ah certo quando perdi non sei mai contento. Ho visto però che la città è già più gentile, gioiosa, alle- gra. Nessuno butta più le carte per terra, nessuno parcheggia in secondo fila, non ci sono più le cacche di cane per strada. È il miracolo di San Pisapia». Lei alla vigilia del ballottaggio è stato sostitui- to nel ruolo di vicesindaco, in una ipotetica giunta Moratti, da Castelli. Però in tanti, nella base leghista, la volevanoal posto di De Cora- to. «Per carità, Salvini vicesindaco aggiungeva o toglie- va solo lo 0,1 per cento.Comunque la settimanapros- sima riuniamo i nostri 35 consiglieri di zona e i 4 consiglieri comunali, fra i quali ci sonomolti giova- ni alla prima esperienza. Verificheremo che Pisapia mantenga almeno lametà dellemirabolanti promes- se che ha fatto». Su Radio Padania sembra crescere l’insoffe- renzadellabasenei confronti delPdlediBerlu- sconi. «Radio Padania Libera ha i microfoni aperti, se uno vuole tastare il polso e l’umore dei nostri, non solo a Milano ma a Novara e Bologna l’accende e ascolta. Che effettivamente ci siano alcune esternazioni su certe fissazioni di Berlusconi, che non sono capite, è vero. Detto questo noi ora parliamo diMilano, della città, e dell’opposizione che faremo col Pdl». I vertici della Legahannomandato lei in prima linea a parlare della sconfitta con le tv. «Bisogna metterci la faccia sia quando si vince sia quando si perde. Ora vedremo qual è la squadra di Pisapia, chi fa che cosa. D’altronde siamo nati all’oposizione come Lega, e lì torniamo. E poi vo- glio proprio vedere cosa fanno questi». La tentazione Pd e le offerte di Bersani? «A oggi ci sono dodici Pd diversi, non si capisce chi è il Partito Democratico. Quando la sinistra avrà le idee più chiare e parlerà con una voce unica vedre- mo». Salvini: non c’è tempo per mettersi a piangere La Lega sa fare opposizione Il vicesindaco mancato: li mettiamo alla prova
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ GIOVEDÌ 2 GIUGNO 2011 DavideBoni ILDUELLO SVOLTAAPALAZZOMARINO Milano non è Bari: speriamo quindi che Vendola non sia mai preso ad esempio da parte della neo amministrazionemilanese Mentre Vendola abbraccia i suoi fratelli rom emusulmani dalla Puglia emergono dati inquietanti sull’aumento di tasse VS LAPOLEMICA DOPOESSERESTATOBACCHETTATO DALNEOSINDACOPERL’INTERVENTO INDUOMO ILLEADERDI SELSI SCUSA. PISAPIA: TUTTOOK Chiedo scusa a Giuliano Pisapia per il verbo «espugnare» usato durante i festeggiamenti a Milano Questomio errore non scalfirà il nostro legame saldato nei giorni delle vittorie — MILANO — UN «RISULTATO straordina- rio» dicono, all’unisono, Roberto Cornelli, Francesco Laforgia e Stefano Boeri. Nell’ordine: segre- tariometropolitano, coordinatore dei circoli e capolista del Partito democratico. A comunali conclu- se, i democratici possono vantare sei presidenti di zona su nove (gli altri tre sono comunque espressio- ne della coalizione di centrosini- stra), 20 consiglieri comunali su 48, in totale, e su 29 se si conside- rano quelli di maggioranza. Il Pd è il secondo partito in città, a un niente dal Pdl: 28.64 contro 28.74 per cento al primo turno. «Ci ha premiato — spiega Cornelli — il lavoro di radicamento finalizzato alla costruzione del consensonel- le periferie». Boeri, campione di preferenze al primo turno, sotto- linea anche la «la lezione di sen- so di responsabilità rispetto all’elettorato» data all’indomani delle primarie, quando proprio Boeri, candidato sindaco del Pd, fu sconfitto da Giuliano Pisapia. La vittoria di quello che sarebbe poi diventato il sindaco diMilano provocò, come si ricorderà, le di- missioni dei vertici locali del par- tito proprio in virtù dell’appoggio di questi a Boeri. Respinte le di- missioni, il Pd ha poi fatto squa- dra, senza altre esitazioni, intorno a Pisapia, divenendo il perno del- la coalizione del centrosinistra. Ma l’architetto in predicato di di- ventare assessore nella Giunta Pi- sapia spiega il successo elettorale dei democratici anche con la capa- cità «di intercettare gli spostamen- ti del ceto medio che solitamente si rivolgeva al centrodestra, dei giovani e del mondo cattolico». «Il Pd—conclude Boeri—ha sa- puto porsi come soggetto riformi- sta sui temi della scuola pubblica, dell’integrazione, della casa, dell’ambiente». è Laforgia, quin- di, a parlare dell’immediato futu- ro: «Ora ci impegnamo a far salta- re qualsiasi mappatura preconfe- zionata dei diversi apporti e bilan- cini: bisogna evitare l’errore fatto dalla destra di considerare il pote- re come qualcosa da occupare». Parole riferite anche e soprattutto ai criteri per la formazione della Giunta: «Rinnovamento e compe- tenze sono i soli criteri da tener presente— dice, a proposito Cor- nelli—:nessunpaletto perGiulia- no Pisapia». Ma, come ovvio con- siderando i risultati elettorali, il Pd, primo partito della coalizio- ne, con Sel ferma al 4.7 per cento, aspira a sei assessorati. E in que- ste ore è iniziato il confronto all’interno dei partiti e tra i parti- ti, il sindaco e la coalizione. La ro- sa del Pd per la squadra di gover- no comprende al momento otto nomi. Che dovranno scendere a 6, tre uomini e tre donne. In lizza StefanoBoeri, PiefrancescoMajo- rino, Davide Corritore, Pierfran- cesco Maran, Maria Grazia Gui- da, Marilisa D’Amico, Patrizia Toia,Marilena Adamo e Carmela Rozza. Secondo le ultime, Boeri potrebbe fare il vicesindaco, non l’assessore a Expo o Urbanistica. Maran sembra destinato al ruolo di capogruppo cittadino, succe- dendo a Majorino. Quanto alle donne, la Adamo, parlamentare, si èmessa a disposizione come tut- ti ma è pronta a restare a Roma. L’altra esclusa potrebbe essere la Rozza. Selmanderà inGiuntaDa- niela Benelli e Ines Quartieri. Giambattista Anastasio di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — UNA STRETTA di mano, con- vinta finalmente. E sorrisi, di quelli che piacciono ai fotografi. Ore 16.02, sala Tempere di Palaz- zo Marino: i numerosi flash im- mortalano l’inizio del mandato del sindaco Giuliano Pisapia, il passaggio di consegne tra Letizia Moratti e quello che fino a tre giorni fa era il suo sfidante. Leti- zia gli fa strada verso la sala, gli stringe la mano, sorride con lui poi gli lascia la scena: via senza di- re nulla. «Poche parole— dice al- lora Pisapia—per ringraziareLe- tizia Moratti e quanti in questi 5 anni si sono impegnati per Mila- no. Domani (oggi ndr) — annun- cia— PalazzoMarino sarà aperto a tutti, spero di incontrare anche bambini e anziani». In occasione dellaFesta della Repubblica, la se- de del Comune starà aperta, infat- ti, dalle 16 alle 17. «Ringrazio — conclude Pisapia — i dipendenti del Comune, so che tra loro ci so- no professionalità importanti e da valorizzare». L’applauso dei pre- senti dentro la sala, una cinquanti- na di persone assiepate fuori, da- vanti a Palazzo Marino, anche con le bandiere arancioni. «Giulia- no, Giuliano» cantano dalla piaz- za. Giuliano («Voglio che i mila- nesi mi chiamino così» ha detto) è ancora dentro, però. Ci resterà un’ora abbondante. Prima l’in- contro con Giuseppe Mele poi con Antonio Acerbo, segretario e direttore generale (dimissiona- rio) del Comune. Nel frattempo, Pisapia firma i primi atti da sinda- co. Primo tra tutti il provvedimen- to per la «pubblicità della procla- mazione degli eletti nei consigli di zona», l’atto chedà il via all’atti- vità dei parlamentini. «LamiaMi- lano ripartirà proprio dalle perife- rie» dirà poi. Prima di concedersi ai fotografi, un colloquio privato con la Moratti: «Ci siamo parlati con molta serenità — riferisce il sindaco— e con reciproco rispet- to: credo che anche questo sia un segnale della volontà di un lavoro comune per il futuro di Milano». «Lavoro comune»: la Moratti sembra intenzionata a lasciare la nomina a commissario straordina- rio all’Expo. «Su Expo — com- menta Pisapia — ci dovrà essere un gioco di squadra complessi- vo».A proposito diExpo, laGiun- ta regionale ha approvatomartedì lo statuto della Newco destinata a rilevare le aree: «Un atto dovuto — commenta il sindaco — ,non si poteva far cadere quell’impe- gno in vista dell’appuntamento col Bie il 14 giugno. Certo è che quello che è stato deciso martedì è provvisorio».L’idea dell’assesso- rato all’Expo potrebbe essere rivi- sta: «Ci sono in Comune uffici che si occupano già dell’Esposizio- ne». Possibile si decidadi ampliar- ne nome e deleghe. Quanto alla Giunta, Pisapia conferma l’inten- zione di dare alle donne la metà degli assessorati. E sul vicesinda- co dice: «Ho le mie idee». E ieri a PalazzoMarino c’era ancheMan- fredi Palmeri: il posto da presi- dente del Consiglio comunale sembra suo. Il primo giorno da sindaco. «Chiamatemi solo Giuliano» Stretta di mano e parole cordiali con la Moratti, poi l’incontro coi funzionari. Oggi Comune aperto al pubblico Nichi Vendola Presidente del consiglio regionale L’APPELLO «Serve un lavoro di squadra per l’Expo».Unmessaggio rivolto anche aLetizia IL BENVENUTO I dipendenti comunali lo accolgono con applausi e una gerbera arancione LACERIMONIA A sinistra, la folla che attende l’arrivo di Giuliano Pisapia per l’insediamento a Palazzo Marino. A destra, mentre riceve unmazzo di gerbere arancioni in omaggio al colore della campagna elettorale. Nella pagina accanto il sindaco con Letizia Moratti Leader di Sel LANUOVAMAGGIORANZA IPOTESI VICESINDACO PER BOERI. TRA I NOMI PER LA SQUADRA ANCHE LA TOIA. MARAN CAPOGRUPPO Il Pd punta a sei assessorati, «ma non mettiamo nessun paletto»
  • ••3MILANOATTUALITA’GIOVEDÌ 2 GIUGNO 2011 ILNUOVOCONSIGLIO MANFREDIPALMERI SEMBRADESTINATO AFARE IL PRESIDENTEDELCONSIGLIO COMUNALEANCHENELLAGIUNTAPISAPIA La gallery integrale dell’insediamento a Palazzo Marino di Pisapia si trova su Il primo giorno da sindaco. «Chiamatemi solo Giuliano» Stretta di mano e parole cordiali con la Moratti, poi l’incontro coi funzionari. Oggi Comune aperto al pubblico GUARDALEFOTO www.ilgiorno.it/milano INAULA Gian Domenico Pisapia, a destra, con il collega Raffaele Della Valle DAGIOVANE AncoraGian Domenico Pisapia, durante la pausa di un processo nel 1969 di MARIO CONSANI — MILANO — «QUESTO CODICE me lo rinfacceranno fino alla morte». Processo Enimont, estate del ’94. Il professor Gian Domenico Pisapia, padre riconosciuto dell’allora “nuovo” Codice di procedura penale, ripete la battuta mentre esce dall’aula dopo averla detta al pm Antonio Di Pietro, allora grande accusatore di Mani pulite. Tonino gli aveva appena chiesto se l’allora segretario del pri Giorgio LaMalfa, suo assistito, volesse patteggiare il reato di illecito finanziamento pubblico ai partiti. Alla risposta negativa, Di Pietro allargò le braccia: «Professore, cosa vuole: questo codice lo ha scritto lei e mi ha dotato di poteri immensi». L’anziano penalista lì per lì se la cavò con quella battuta, ma poi volle tornare sull’argomento rivolgendosi ai giornali che l’avevano riportata: «I “poteri immensi” di cui godono oggi i pubblici ministeri - scrisse - non erano né voluti né previsti dal nuovo codice, che è stato stravolto da leggi successive». Se ne sarebbe andato di lì a poco, il professore, che poco prima, da quasi ottantenne, aveva debuttato come candidato dei Progressisti alle elezioni politiche e poi avrebbe respinto, già molto malato, l’offerta del presidente della Repubblcia Scalfaro di entrare a far parte del nascente governo Dini comeministro degli Interni. Nato a Caserta, figlio di un direttore di banca, laureato a ven’tanni, Gian Domenico Pisapia è stato indubbiamente il più famoso avvocato penalista italiano. Impossibile ricordare tutti i processi più famosi che lo videro impegnato. Era tale la sua autorevolezza che fu protagonista di una vicenda senza precedenti. Una volta telegrafò al presidente della Corte d’ assise che stava processando per l’omicidio di un benzinaio a scopo di rapina un certo Pasquale Virgilio, chiedendogli che il dibattimento si fermasse: «State condannando un innocente». E poi testimoniò in aula di aver ricevuto la confessione del vero assassino. Ovviamente non poteva rivelarne il nome, essendo legato al segreto professionale. Ma la sua parola bastò a che nemmeno il pubblico ministero scegliesse di chiedere la condanna di Virgilio. E due anni più tardi i veri responsabili dell’ omicidio di piazzale Lotto vennero arrestati e confessarono. Ma non solo di assassini ed ergastoli si occupava il professor Pisapia, naturalmente. Celebre è rimasta, negli anni ’60, la sua contromossa nel processo ai liceali del Parini per la “Zanzara”, il giornale studentesco che aveva lanciato un sondaggio piuttosto inusuale, per quei tempi, sulle abitudini sessuali dei ragazzi. Vinse esibendo un introvabile libretto dell’ abate Oraison che, con il visto del Vaticano, e sotto il titolo “Come amare”, si addentrava in dettagli piuttosto espliciti. E a lui dovette probabilmente l’assoluzione anche VincenzoMuccioli, l’inventore di San Patrignano, sotto processo per le catene ai tossicomani che non riuscivano ad evitare le tentazioni della roba. Condannato a un anno e mezzo in primo grado, Muccioli venne assolto in appello. L’avvocato Pisapia, in coppia con il collega Alberto Dall’ Ora, tra i difensori anche di Enzo Tortora, riuscì a convincera la Corte con un’ arringa di cui il presidente volle conservare la registrazione: «Quei metodi erano una necessità legata alla crisi di astinenza - disse il professore - era la spiaggia estrema... Occorreva trovare la mediazione fra diritto e vita. Altrimenti noi avremmo i codici contro la vita, com’è scritto in un vecchio libro di Pascal». IL PAPÀDELPRIMOCITTADINO È STATO IL PIÙ FAMOSO AVVOCATO PENALISTA ITALIANO. DIFESE «LA ZANZARA» E MUCCIOLI Pisapia padre, il professore che donò poteri immensi ai pm CONL’INGEGNERE Gian Domenico Pisapia con Carlo De Benedetti a Palazzo di Giustizia nel 1982
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ SABATO 11 GIUGNO 2011 “ “ LANUOVAGIUNTA LATABELLADIMARCIA«ORAPOSSODIREDIAVERFORMATOLAGIUNTA IN MENO DI 10 GIORNI». MERCOLEDÌ PRIMA RIUNIONE CONGLI ASSESSORI, IL20 IL PRIMOCONSIGLIO di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — IN CAMPAGNA elettorale ave- va promesso di riservare metà de- gli assessorati alle donne e auspi- cato che fosse donna anche il vice- sindaco. Promessa e auspicio che il sindaco Giuliano Pisapia non ha tradito. A Milano una Giunta così rosa non si eramai vista. Il vi- ce di Pisapia sarà Maria Grazia Guida, direttrice della Casa della Carità, in quota Pd, con delega a Educazione e Istruzione, Rappor- ti con il Consiglio comunale e At- tuazione del programma. Quindi, l’ex assessore provinciale Daniela Benelli (Area metropolitana, de- centramento e servizi civici), la so- ciologa del centro studi Cgil, Cri- stina Tajani (Politiche per il lavo- ro, Sviluppo economico,Universi- tà e ricerca), la manager del grup- po Sanpellegrino Chiara Bisconti (Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero), l’avvocato AdaLucia De Cesaris (Urbanisti- ca, Edilizia privata) e la direttrice del carcere di Bollate, Lucia Ca- stellano (Casa, Demanio, Lavori pubblici). L’altrametà della squa- dra vede schierati Stefano Boeri, l’architetto curatore del master- planExpo e campione di preferen- ze nella lista Pd, che si occuperà di Cultura, Expo,Moda e Desing, Franco D’Alfonso (Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale), ex mana- gerFininvest, consulente d’azien- daper imercati internazionali, co- ordinatoredella lista «Milano civi- ca per Pisapia», storico socialista e uomo vicino al sindaco, il capo- gruppodel PdPiefrancescoMajo- rino (Politiche sociali e servizi per la salute), l’altro, giovanissi- Pisapia, svolta rosa: sei donne in squadra Guida vicesindaco. Perfetta parità fra sessi. Il primo cittadino: «L’avventura inizia adesso» Io ho ascoltato tutti ma poi ho preso le mie decisioni in autonomia, se avrò sbagliato sarà colpa mia Questa Giunta è il frutto di una grande stagione di partecipazione, ora inizia una grande avventura dentro e nell’interesse della città IO, SINDACO AUTONOMO GLI ASSESSORI.. . STEFANO BOERI CULTURA, EXPO MODAEDESIGN Età: 54 anni Architetto Partito: Pd MARCO GRANELLI SICUREZZA Età: 47 anni Dirigente Caritas Partito: Pd BRUNO TABACCI BILANCIO E PATRIMONIO Età: 64 anni Libero professionista Partito: Api PIERFRANCESCO MAJORINO POLITICHE SOCIALI E SERVIZI SALUTE Età: 38 anni Professione: politico Partito: Pd SCELTE DI STAGIONE FRANCO D’ALFONSO COMMERCIO Età: 55 anni Manager Partito: lista civica P. FRANCESCO MARAN MOBILITÀ Età: 31 anni Partito: Pd
  • ••3MILANOATTUALITA’SABATO 11 GIUGNO 2011 “ “ LAGIORNATA Alle 16, l’appuntamento a Palazzo Marino per le foto di rito e l’incontro con la stampa. Pisapia ha svelato la composizione della sua Giunta e gli assessori hanno risposto alle prime domande Dopo la sospensione di giovedì sera le ultime trattative per formareù la squadra riprendono al mattino per chiudersi intorno all’ora di pranzo Poi l’appuntamento con la stampa Il pomeriggio Lamattina NESSUNCONFLITTO «NONÈVEROCHEHOFATTOLE6DELMATTINO DISCUTENDOCON I PARTITINÉCHEHOSBATTUTO IPUGNISULTAVOLO:LACOALIZIONEÈUNITA» LESIGNOREDI GIULIANO LUCIACASTELLANO, CHIARABISCONTI EADALUCIADECESARISSONOLETRE «INDIPENDENTI»VOLUTEDAPISAPIA PALLAALCENTRO ILVICESINDACOGUIDA,MARCOGRANELLI ETABACCIPERLACOMPONENTECATTOLICA NESSUNASSESSORATOALLA SINISTRARADICALE mo, campione di preferenze dei democratici, Piefrancesco Maran (Mobilità, Ambiente, Arredo ur- bano e verde) e Marco Granelli (Sicurezza e coesione sociale, Poli- zia locale, Protezione civile e Vo- lontariato), altro esponente catto- lico del Pd. Infine, Bruno Tabac- ci al Bilancio: l’onorevole dell’Api non si dimetterà dal par- lamento. Il sindaco terrà le dele- ghe a Partecipate, Innovazione. Risorse Umane, Giovani, Agenda digitale, Comunicazione. Altro impegno sul quale aveva insistito Pisapia era il «no alle spartizioni di partito». Riletti in questa chia- ve, i dodici nomi degli assessori dicono che nessun posto in squa- dra è stato riservato alla sinistra radicale (Federazione della Sini- stra), che deve accontentarsi della presidenzadel Consiglio comuna- le: ieri il sindaco ha fatto espressa- mente il nome di Basilio Rizzo. Nessun posto neppure per l’Italia dei Valori e i Radicali. Mentre i primi ipotizzano già l’appoggio esterno, i secondi assicurano, tra- mite il neoconsigliere comunale Marco Cappatto, «pieno sostegno a Pisapia». Da parte sua, il sinda- co dice: «Ho ascoltato tutti ma poi ho preso le decisioni in piena autonomia. Sono consapevole che c’è chi pensa di non aver ricevuto il giusto riconoscimento per il contributo dato in campagna elet- torale. Li ringrazio tutti e li invito a continuare a lavorare per il bene della città». Pisapia ha voluto una Giunta con una buona base catto- lica (Guida,Granelli, uomodiRo- sy Bindi, Tabacci) e civica, trami- te le «indipendenti» Castellano, Bisconti e De Cesaris. Il resto al Pd (cinque assessori) e a Sel (due). Pisapia, svolta rosa: sei donne in squadra Guida vicesindaco. Perfetta parità fra sessi. Il primo cittadino: «L’avventura inizia adesso» Da persona che sarà garante di maggioranza eminoranza credo sia giusto che Basilio Rizzo sia indicato presidente del Consiglio comunale Proporrò Valerio Onida e Umberto Ambrosoli per il Garante della trasparenza e Piero Bassetti per l’internazionalizzazione DANIELA BENELLI MUNICIPALITÀ Età: 59 anni Partito: Sel L’INVESTITURA DIBASILIO RIZZO LANOMINA DI TRESAGGI . . .E LE ASSESSORE MARIA GRAZIA GUIDA VICESINDACO Età: 56 anni Direttrice Casa della carità Partito: Pd LUCIA CASTELLANO CASA EDEMANIO Età: 47 anni Direttrice del carcere di Bollate Partito: indipendente CHIARA BISCONTI SPORT-BENESSERE Età: 44 anni Dirigente Nestlé Partito: indipendente CRISTINA TAJANI POLITICHE DEL LAVORO Età: 32 anni Dirigente sindacale Partito: Sel ADA LUCIA DE CESARIS URBANISTICA Età: 51 anni Avvocato Partito: indipendente
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ GIOVEDÌ 16 GIUGNO 2011 L’archistar leader di preferenze si occuperà anche degli eventi legati all’Esposizione del 2015 L’ex direttrice del carcere modello di Bollate dovrà affrontare la spinosa questione delle case Aler La numero due di Pisapia è stata per anni al fianco di don Colmegna alla Casa della Carità L’ex responsabile della Cultura in Provincia dovrà occuparsi del decentramento L’ex dirigente della San Pellegrino avrà anche la delega al Benessere Il socialista ha già incontrato i commercianti per il via libera all’isola pedonale sui Navigli GLI ASSESSORI L’ESORDIOAPALAZZOMARINO LA CONFERMA arriva dal suobraccio destro, Pao- lo Glisenti: «LetiziaMoratti resterà in Consiglio co- munale — come noto da giorni — e lo farà con un gruppo autonomo».Un gruppo che, per ora, ha in lei l’unico componente, come concesso dalle norme ai candidati sindaci. Non intende defilarsi, la Moratti. «Resterà inConsiglio per tutti i cinque anni delman- dato di Giuliano Pisapia» assicura, ancora, Glisenti. Intendeporsi comepunto di riferimento dell’opposi- zione, per questo ha convocato per oggi una riunio- ne dei consiglieri di minoranza (Pdl, Lega Nord ma anche Lista Terzi-Moioli). Una riunione mirata a concordare il discorso da tenere lunedì, durante il primoConsiglio comunale del quinquennioPisapia, ma anche a indicare e concordare le linee program- matiche dell’opposizione. Un fatto che nel Pdl, se- condo indiscrezioni, ha creato qualchemalcontento. All’interno del partito c’è chi avrebbe preferito che, dopo la sconfitta elettorale, laMoratti si facesse defi- nitivamente da parte. «Meglio sarebbe stato se aves- se tenuto la carica di commissario Expo e avesse la- sciato il Consiglio, invece ha fatto il contrario» mor- mora qualcuno. È accaduto l’esatto contrario. Nel Pdl, però, è corsa contro il tempo per arrivare a lune- dì col capogruppogià designato e scongiurare l’ipote- si della votazione. Il partito è letteralmente spaccato in due tra l’ala mantovaniana che sostiene Giulio Gallera e l’ala ciellina che, col supporto dei fedelissi- mi diGuidoPodestà, spinge invece per CarloMasse- roli. Per RiccardoDeCorato sarà studiato un incari- co ad hoc. Giambattista Anastasio La Moratti in Consiglio con un gruppo autonomo IL CIELLINOMASSEROLI «TANTI CATTOLICI HANNOAPPLAUDITO LA VITTORIA DI PISAPIA, VISTI I PRIMI ATTI DELLA SUAGIUNTA MI CHIEDO SE SIANO ANCORA CONVINTI DELLA SCELTA» di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — AI MICROFONI si presenta so- loMariaGraziaGuida. Al vicesin- daco relazionare sull’esito della prima riunione della Giunta co- munale targata Giuliano Pisapia. «Una riunione operativa» sintetiz- za laGuida. LaGiunta hamesso a punto la delibera con gli indirizzi generali del programma del man- dato, delibera che sarà sottoposta oggi ai consiglieri comunali. Quindi sono state perfezionate al- cune nomine: Davide Corritore succede ad Antonio Acerbo come direttore generale del Comune, Maurizio Baruffi, finora portavo- ce del sindaco, succede ad Alber- to Bonetti Baroggi. Come antici- pato ieri, entrambi percepiranno meno dei loro predecessori: il compenso del direttore generale scende da 230 a 210mila euro lor- di all’anno (taglio del 10 per cen- to), il compenso del capo di gabi- netto passa da 160 a 140mila euro lordi annui (taglio del 15 per cen- to). Solo le prime decurtazioni. Guida e Baruffi confermano che il numero dei dirigenti esterni passerà dai 32 lasciati in eredità dalla gestioneMoratti a 14 e che i compensi saranno rivisti, anche in questo caso, con tagli nell’ordi- ne del 15 per cento. L’obiettivo è parificare i compensi degli ester- ni a quelli delle posizioni apicali interne a Palazzo Marino. Secon- do i primi calcoli il Comune ri- sparmierà 2milioni di euro all’an- no. «L’obiettivo — spiega la Gui- da—èduplice: fare economiama anchemandare un segnale alla cit- tà, il segnale di una politica che badi all’interesse comune». For- malizzate anche le deleghe. Senza sorprese, rispetto a quanto annun- ciato venerdì, giorno di insedia- mentodella nuovaGiunta. «E sen- za alcuna polemica», assicurano Baruffi e Guida. L’attenzione era tutta sulle deleghe a Stefano Boe- ri, dopo il botta e risposta tra il ne- oassessore e l’amministratore de- legato di Expo Spa, Giuseppe Sa- StefanoBoeri Cultura Lucia Castellano Assessore alla casa MariaGrazia Guida Vicesindaco Daniela Benelli Areemetropolitane ChiaraBisconti Sport FrancoD’Alfonso Commercio La Giunta debutta con il «sì» al Gay Pride Patrocinio alla sfilata, è polemica. Pisapia: Alemanno ha fatto lo stesso e a Roma è stato un successo
  • ••3MILANOATTUALITA’GIOVEDÌ 16 GIUGNO 2011 L’avvocato dovrà occuparsi del Piano di governo del territorio varato dall’ex Giunta L’esponente dell’area cattolica del Pd prende il posto di Riccardo De Corato Ruolo di prestigio per l’ormai ex capogruppo del Pd a Palazzo Marino L’ex dirigente della Camera del Lavoro dovrà dare risposte anche ai giovani precari Toccherà al più giovane coniugare il programma verde di Pisapia e quello dei referendari Il rutelliano già al lavoro per studiare i conti del Comune e l’eredità della Giunta Moratti GLI ASSESSORI L’ARCIGAY «IL VENTO INCITTÀÈDAVVEROCAMBIATO: ERANOQUINDICI ANNI CHENONVEDEVAMO ILPATROCINIODELCOMUNEALL’INIZIATIVA» NOMINEECOMPENSI RIDOTTI CORRITORENUOVODIRETTOREGENERALE EBARUFFI A CAPODELGABINETTO, CONFERMATI I TAGLI AI COMPENSI: «UN SEGNALEALLA CITTÀ» la. A Boeri, come annunciato ve- nerdì, resta la delega all’Expo, co- sì declinata: «promozione, valoriz- zazione, diffusione della manife- stazione e condivisione dei suoi ri- sultati». Sembra che di organizza- tivo ci sia poco. Poco potere deci- sionale. La Guida conferma, pe- rò, quanto detto daPisapiamarte- dì a Parigi: «Boeri sarà assesso- re di Expo a 360 gradi, è chiaro che gli aspetti organizzativi competano a Expo Spa». «Sarò l’interfaccia del Comune con Expo, come concordato col sinda- co: nonc’è alcun caso»dice lo stes- so Boeri. Ad aprire il primo caso è invece il patrocinio gratuito concesso dalla Gabinetto del sindaco, tra gli altri eventi, anche alla «Gay Pride Pa- rade, la manifestazione dell’orgo- glio gay, in programma il 25 giu- gno. «Bella notizia, il vento è dav- vero cambiato—commentaMar- co Mori, presidente dell’Arcigay —: erano 15 anni chenon vedeva- mo il patrocinio del Comune». «I tanti cattolici chehanno applaudi- to alla vittoria di Pisapia sono an- cora convinti della scelta?» chie- de polemico il ciellinoCarloMas- seroli, ex assessore. «Dopo il gran- de successo della manifestazione di Roma— replica Pisapia— nei confronti della quale lo stesso sin- daco Gianni Alemanno ha avuto parole di apprezzamento, anche Milanoha ritenuto opportuno pa- trocinare il Gay Pride». LEDELEGHEAGLI ASSESSORI FORMALIZZATE LECOMPETENZE DEI DODICI DELLA SQUADRA. A BOERI LA VALORIZZAZIONE DELL’EXPO: «COMEDAACCORDI COLSINDACO» LuciaDeCesaris Urbanistica MarcoGranelli Sicurezza Pierfrancesco Majorino Politiche sociali Cristina Tajani Politiche del lavoro PierfrancescoMaran Mobilità BrunoTabacci Bilancio AL LAVORO Il sindaco Giuliano Pisapia e nella foto grande la prima seduta della Giunta La Giunta debutta con il «sì» al Gay Pride Patrocinio alla sfilata, è polemica. Pisapia: Alemanno ha fatto lo stesso e a Roma è stato un successo
  • •• 12 CRONACAMILANO DOMENICA 4 SETTEMBRE 2011 LAFESTADELPD ALAMPUGNANO Dibattiti,gadgetetantapioggia Pisapia va alla «cena arancione» Sindaco in visita agli stand e al ristorante Valtellina. Ma niente pizzoccheri RISTORO BAGNODI FOLLA GETTONATISSIMAL’OSTERIA DELLOGNOCCOFRITTO MAC’ÈCHI VAALTIBETANO «GIULIANO!». IL POPOLO DEMOCRATICOACCLAMA ILNUMEROUNO INCOMUNE di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — I PIZZOCCHERI allaValtelline- se? Macché. Il sindaco Giuliano Pisapia preferisce il risotto con i funghi.Lo chef del ristoranteVal- tellina, comunque, non si offen- de. Festa del Pd nell’area del Pa- lasharp. Cena «arancione» ieri se- ra per Pisapia. Sotto il tendone del ristorante più gettonato della kermesse democratica si accalca- no quasi 500 persone. C’è chi vuo- le semplicemente mangiare e chi invece vuole vedere più da vicino il primo cittadino più amato dal centrosinistramilanese.Ad affian- care Pisapia, i vertici cittadini del Pd: il segretario provinciale Ro- berto Cornelli e la capogruppo in Comune Carmela Rozza. Lui, Pi- sapia, non si sottrae al bagno di folla. Fin dal tardo pomeriggio, quando arriva nell’area della Fe- sta per partecipate a un incontro nello Spazio Coop. A intervistare il sindaco ci pensa la giornalista di Repubblica Concita De Grego- rio. Sotto il tendone, più di cin- quecento persone. IL DIBATTITO inizia con un po’ di ritardo rispetto all’orario fis- sato delle 18. Il motivo? La linea 1 della metropolitana bloccata da Palestro a Pagano rallenta l’afflus- so del popolo arancione alla festa. E, come se non bastasse, alle 18.30 scoppia un tremendo tem- porale. La luce che fa funzionare i microfoni salta un paio di volte. La folla si accalca dentro il tendo- neper nonbagnarsi. L’areadavan- ti al Palasharp si trasforma in un lago. Il dibattito va avanti. La piogga smette dopounamezzoret- ta. Pisapia termina il dibattito e va a fare un giro tra gli stand della Festa democratica, che quest’an- noha adottato lo slogan «DaMila- no avanti tutti!». Il sindaco passa da libreria, spazio dibattiti e spa- zio giovani. E poi avanti fino agli stand dove vendono un po’ di tut- to, fino all’Osteria dello Gnocco fritto e al Ristorante tibetano. Fo- to. Autografi. L’entusiasmo del popolo del centrosinistra per il primocittadino chehabattutoLe- tiziaMoratti resta alto, nonostan- te dal 1˚ settembre il biglietto dell’Atm non costi più un euro ma 1,5 euro. Il mini-tour negli spazi della festa, intanto, prose- gue. L’ultima tappa, come da pro- gramma, è al ristorante Valtelli- na. Cosamangia il sindaco?Risot- to con i funghi, un po’ di affettato, il tutto bagnato dal vino «Infer- no».E i pizzoccheri? Sarà per l’an- no prossimo. TEMPORALE I militanti del Partito democratico costretti a camminare su una passerella di legno improvvisata per raggiungere gli stand della Festa del Pd nell’area del Palasharp I L G IORNO DEL LA C U L T U R A PERCHÉVENIRE ACONOSCERE NOIEBREI ROBERTO JARACH* CONFRONTO PUBBLICO Il primo cittadino parla dei temi di attualità allo Spazio Coop P ERCHÉ i milanesi oggi dovrebbero venire al Tempio di via Guastalla? Per conoscerci. Saremo anche a Palazzo Sormani, con una mostra sui 150 anni dell’Italia unita visti attraverso la stampa ebraica. Noi ebrei siamo la minoranza più antica del Paese, quella italiana è la comunità ebraica più antica del mondo dopo Israele. AMilano, invece, le prime famiglie s’insediarono proprio grazie all’Unità d’Italia che consentì agli ebrei di esercitare i diritti ottenuti con lo Statuto Albertino. Nei primi anni Venti in città si contavano 19 banche appartenenti a famiglie ebree. Qui l’intreccio tra la comunità e la società, ad eccezione della parentesi dolorosa tra il ‘38 e il ‘45, è stato sempre molto stretto, con un forte riconoscimento da parte delle istituzioni. Siamo una minoranza ascoltata, perché non abbiamo problemi di rappresentatività: esistono organizzazioni - la Comunità e l’Unione delle comunità ebraiche italiane - nelle quali gli ebrei si riconoscono. Perciò possiamo e vogliamo offrire il nostro contributo alle altre minoranze presenti sul territorio. Il tema di questa Giornata europea della cultura ebraica è “Ebraismo 2.0”. Abbiamo puntato subito sulle nuove tecnologie. Strumenti come la webradio Jewbox, creata da un gruppo di giovani entusiasti, Mosaico, il sito della comunità, la nuova edizione digitale di Pagine ebraiche possono parlare a tutti. Per continuare a conoscerci. * Presidente della Comunità ebraica di Milano Una bancarella che vende abiti etnici alla Festa del Partito democratico nell’area del Palasharp Uno dei punti di ristoro presenti a Lampugnano La kermesse del Pd andrà avanti fino al 19 settembre I militanti democratici si concedono un panino tra un dibattito e un giro tra gli stand
  • DOMENICA 4 SETTEMBRE 2011 CRONACAMILANO 13 •• di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — PUNTA SULLA FAMIGLIA, «la famiglia come noi la intendia- mo», assicura che presto Milano avrà «un registro delle coppie di fatto» e anticipa che parlerà di questi temi anche con il Papa, quando nel giugno prossimo Be- nedettoXVI arriverà nel capoluo- go lombardo per l’Incontro mon- diale delle famiglie. Il sindaco Giuliano Pisapia si presenta alla Festa del Partito democratico nell’area del Palasharp e non si sottrae alle domande sui temi eti- ci. «Un tema che — ammette — divide anche la nostra coalizio- ne». IL PRIMO CITTADINO parla sotto il tendone dello Spazio Co- op affollato da simpatizzanti de- mocratici durante il tremendo temporale che si è abbattuto ieri pomeriggio su Milano. «Cosa di- rò al Papa? Le stesse cose che ho già detto alle autorità della gerar- chia cattolica durante la campa- gna elettorale — replica il primo cittadino ai cronisti —. Che io ri- spetto i principi della Chiesa, ma il mio compito deve anche tener conto di situazioni diverse». Sì, perché il sindaco durante il con- fronto pubblico afferma che «a Milano dobbiamo riconoscere un dato di fatto: le famiglie tradizio- nali ormai sono una minoranza. Certo, la Costituzione afferma che la famiglia è quella fondata sulmatrimonio. Io la penso diver- samente. Milano avrà il registro delle coppie di fatto». Applausi convinti del popolo del Pd. Ma per i democratici milanesi non è solo tempo di pensare alla fami- glia e all’incontro con Benedetto XVI. Sulle prime pagine dei gior- nali c’è la vicenda giudiziaria che ha coinvolto uno degli esponenti più in vista del Pd, Filippo Pena- ti, indagato per le tangenti relati- ve all’ex area Falck di Sesto San Giovanni. Pisapia, che pure non è del Pdma sa benissimo che la sua maggioranza a Palazzo Marino si regge sul partito di PierLuigiBer- sani, affronta così il caso Penati: «Lancio un appello a quell’unità che ci ha fatto vincere la campa- gna elettorale. Si sta riflettendo su una situazione imprevista, impre- vedibile e inaccettabile, che mi sembra creare problemi anche nel centrodestra. Milano, comunque, non sta vivendo una nuova Tan- gentopoli». IL RISCHIO DI TANGENTI e infiltrazioni mafiose incombe an- che sugli appalti dell’Expo. Pisa- pia incalza il centrosinistra in Co- mune: «Milano deve avere a bre- ve la commissione antimafia». Quanto al progetto Expo, il sinda- co-commissario per l’evento del 2015 afferma: «Condivido l’idea di un ridimensionamento di Expo, ma bisogna lasciare tutto quantonecessario affinché l’even- to sia attrattivo e lasci qualcosa usufruibile dai milanesi. In parti- colare le vie d’acqua e il recupero della Darsena». L’ULTIMO TEMA caldo è l’au- mento del biglietto del tram e i possibili nuovi rincari delle tasse. Come evitarli? Pisapia annuncia chedomani si insedierà la task for- ce comunale per combattere l’eva- sione fiscale e quella sui tram. Obiettivo: recuperare le somme evase ogni anno per la Tarsu («20 milioni di euro all’anno») e i bi- glietti del tram («4 milioni di eu- ro»): «Se ci impegniamo perché queste somme rientrinonon avre- mo bisogno di nessun aumento e potremomigliorare i servizi». FESTADEL PD IL SINDACO: PRESTO IL REGISTRO. LE FAMIGLIE TRADIZIONALI? UNA MINORANZA Pisapiapuntasullecoppiedi fatto «Prontoaparlarne anchealPapa» — MILANO — «OGNI GIORNO che passa, sul piano politico, la vicenda di Penati si aggrava. Aveva costruito un sistema di potere parallelo (non parlo di responsabilità penali, quelle le vedremo). Lo dico con l’amarezza di chi sa di aver sbagliato. Per troppo, in troppi, praticamente tutti, l’abbiamo ritenuto un interlocutore comunque obbligato e ne abbiamo sottovalutato la concezione distorta del potere medesimo». È questa l’autocritica dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, esponente di punta del Pd milanese. Un’autocritica pubblicata ieri sulla sua pagina Facebook, che ha scatenato commenti, anche stizziti, da parte di alcuni simpatizzati democratici. A cui Majorino replica così: «Io con Penati ho litigato aspramente, ad esempio sulla sicurezza, e lui non mi voleva— direi esplicitamente— come capogruppo del Pd in Consiglio comunale nel 2008. Tuttavia ci ho sempre discusso, a volte perfino invidiando esplicitamente la sua capacità di passare come uno “pragmatico” e di “governo”. Ammettere che non c’eravamo accorti di quanto stesse accadendo (ripeto: a prescindere dalla rilevanza penale) vuol dire credere di dover fare un partito per il futuro radicalmente diverso. Un partito che si dà regole di controllo interno e “reciproco” con gli amministratori molto più efficaci, affrontando anche esplicitamente il tema dei costi della politica». M.Min. SORRISI Il sindaco Giuliano Pisapia alla Festa del Pd col capogruppo in Comune Carmela Rozza e il segretario provinciale Roberto Cornelli ILDIBATTITONELPD Majorino faautocritica: sottovalutati imetodi distorti diPenati RINCARI E TANGENTI «Se recuperiamoTarsu eAtm nonaumenteremo le tariffe Penati?NonèTangentopoli»
  • MARTEDÌ 11 OTTOBRE 2011 CRONACAMILANO 11 •• ILPIANO Fisco e casa agevolati per riportare aMilano i talenti fuggiti all’estero LA SVOLTA IL SINDACO ANNUNCIA LA NUOVA LINEA DI PALAZZO MARINO «Basta pubblicità in piazza Duomo» Pisapia alla kermesse del Kuwait: ci sono altri luoghi del centro — MILANO — DA UN LATO, la legge nazionale «Controesodo» che garantisce sgravi fiscali, Irpef in testa, per quanti hanno lavorato almeno due anni all’estero e intendono tornare in Italia. Dall’altro, le iniziative allo studio del Comune: visti e permessi di soggiorno facilitati per i partners e i figli dei cervelli milanesi di ritorno, agevolazioni - tramite un sito internet a loro dedicato - per ritrovare casa in città e uno sportello dedicato a chi desidera riprovare a farsi una carriera a Milano. Ancora - per iniziare - un censimento tramite il quale il Comune chiede ai migranti eccellenti di registrarsi alla relativa anagrafe e di segnalare i servizi e le opportunità di cui hanno bisogno per tornare nel capoluogo lombardo. Questi lo spirito e i contenuti di «Welcome Talent!», il progetto appena lanciato dall’assessore comunale al Lavoro, Cristina Tajani, in collaborazione con le associazioni «Controesodo» e «Italents, dalla fuga alla rete dei talenti». «Ogni anno — spiega la Tajani — circa 50 mila under 40 lasciano l’Italia per andare incontro a opportunità di lavoro migliori all’estero. Una ricchezza che ora intendiamo riportare in patria e, nello specifico, a Milano. La nostra città è una pista di partenza per molti giovani talenti italiani, sappiamo di lavorare in controtendenza, ma il Comune di Milano e le istituzioni non possono ignorare la realtà di un Paese che espelle i giovani più qualificati e, con loro, il proprio futuro. Lo sportello unico e il censimento, che partono oggi (ieri ndr) sono le prime azioni per fare di Milano anche uno scalo di ritorno». Giambattista Anastasio di MASSIMILIANO MINGOIA e NICOLA PALMA — MILANO — «NO ALL’USO di piazzaDuomo per fi- ni pubblicitari». E ancora, portare gli eventi in altre piazze, sia del centro che della periferia. Il sindaco Giuliano Pisa- pia annuncia la nuova linea di Palazzo Marino in fatto di manifestazioni sul sa- grato dellaCattedrale. «Solo iniziative po- litiche e kermesse nazional-popolari - aveva anticipato qualche giorno fa l’asses- sore al Commercio, Franco D’Alfonso, in un’intervista al Giorno -. Ci sono altri luoghi da valorizzare». A scatenare l’en- nesimapolemica sul «suk» di piazzaDuo- mo, la tensostruttura biancamontata per Don’t wait discover Kuwait, la cinque gior- ni, iniziata ieri, dedicata alla promozione culturale dell’emirato. Un accordo sanci- to dalla precedente amministrazione e confermato giocoforza dalla nuovaGiun- ta: «Gli impegni vanno rispettati - pre- mette Pisapia proprio al termine del suo intervento sotto le due cupole installate vicino piazzaMercanti -ma poi si valute- rà caso per caso, facendo anche proposte alternative che interessino altre zone del- la città che si possono così valorizzare». Il concetto è chiaro: «Bisogna ragionare complessivamente sull’utilizzodelle piaz- ze di Milano - riflette il sindaco - sapen- do che ci sono tante piazze belle per ospi- tare momenti che possono arricchire la città». Conunpunto fermo: «PiazzaDuo- mo deve rimanere aperta sia per rispetto alla Cattedrale sia per rispetto alla città». Nel periodo natalizio, ad esempio, «asso- lutamente certo» l’albero, confermaPisa- pia, allestito grazie a sponsor privati. E poco altro. NIENTE GIOIELLERIA di Tiffany, tanto per intenderci. «Questa piazza non può essere un luogo dove si possono uti- lizzare più di tanto gli spazi per finalità pubblicitarie». Tuttavia, il Comune do- vrà attendere il 2012 per varare il nuovo corso: «Fino ad allora - la precisazione dell’assessore D’Alfonso - ci limiteremo a gestire la situazione, anche se in questi mesi abbiamo già rispedito al mittente tutte le richieste che non contribuiscono a valorizzare un patrimonio come la piaz- za più importante della città». A gennaio, poi, nascerà una commissione interasses- sorile, presieduta dal responsabile della Cultura, Stefano Boeri, cui sarà delegata la concessione delle autorizzazioni. «Si valuterà caso per caso». TENDONE La tensostruttura montata in piazza Duomo per la cinque giorni dedicata alla promozione culturale del Kuwait IL CRITERIO Il Comune: si valuterà caso per caso anche facendopropostealternative che interessinopiù zonedella città
  • MARTEDÌ 18 OTTOBRE 2011 CRONACAMILANO 11 •• ILSINDACOSIRACCONTA DADIMENTICAREDATENERE Fra Garibaldi e il Che salvo Guevara, anzi vado io in soffitta IlPisapia inedito:«Marx?Dastudiare Mala lottadiclasseèrobadamuseo» Nel suo libro-intervista il primo cittadino cita l’icona Lenin, ma difende la «legge bavaglio» Nella scelta fra Padre Pio o Madre Teresa, salvo Madre Teresa — MILANO — DAL PROSSIMO 1˚ di- cembre i cassintegratimila- nesi potranno viaggiare gra- tis sui mezzi pubblici. La Giunta Pisapia ha trovato le risorse, 500 mila euro, per consentire ai lavoratori in mobilità di potersi spo- stare senza timbrare il bi- glietto da 1,50 euro dell’Atm. L’assessore alle Politiche sociali Pierfrance- sco Majorino esulta: «Ab- biamo trovato il doppio del- le risorse stanziate dalla Giunta Moratti». In Consi- glio comunale, intanto, ieri è proseguito il dibattito sul- le agevolazioni per l’uso dei mezzi pubblici previste dal- la Giunta dopo l’aumento del biglietto Atm, in parti- colare gli abbonamenti gra- tuiti per gli anziani e quelli per gli under 26. A sorpre- sa, all’inizio della seduta dell’assemblea di Palazzo Marino, sono stati presenta- ti oltre 500 emendamenti dal consigliere del Pdl An- dreaMascaretti. UNA MOSSA di ostruzio- nismo che però non è stata portata alle estreme conse- guenze. Ieri sera, infatti, re- stavano solo una cinquanti- na di emendamenti da esa- minare. Tra gli altri, anche le proposte dell’ex sindaco LetiziaMoratti di una ridu- zione del 50 per cento degli abbonamenti per i disoccu- pati e per le famiglie con fi- gli. La Moratti attacca la Giunta Pisapia: «La mano- vra tariffaria costerà aimila- nesi 40 milioni di euro. Si tratta di un’operazione ini- qua, che penalizza le fami- glie e i lavoratori, già dura- mente colpiti dalla cirsi eco- nomica e per i quali non è prevista alcuna agevolazio- ne». L’aula è convocata an- cheper oggi, quandoproba- bimente si arriverà all’ap- provazione della delibera». Non si fa attendere la repli- ca del capogruppo del Pd CarmelaRozza: «LaMorat- ti continua a ignorare tre co- se. Innanzitutto che l’au- mentodel bigliettononpor- ta aumenti agli abbonamen- ti, per cui tutti sono incenti- vati ad abbonarsi. E con l’aumento del biglietto si coprono anche le agevola- zioni». Infine, secondo l’Agenziamobilità ambien- te e territorio, a settembre l’Atm ha avuto un incre- mento di passeggeri dell’1 per cento.Nonostante il rin- caro dei biglietti da 1 a 1,50 euro. M.Min. La bandiera rossa la teniamo lì L’internazionalismo sì, ma non quello comunista Un simbolo da mettere al museo. Anche la lotta di classe al museo Ma con molti visitatori LOSCONTROCONBOERI GLI STATI UNITI MAI AMATI No, non va in soffitta È un filosofo Resta da studiare e da discutere Fra Turati e Lenin? Se si tratta di salvare l’icona dico Lenin Lenin PadrePio «SULL’EXPO C’È STATA FRIZIONE NONHAAPPREZZATO CHE ILBIE HAACCANTONATO LA SUA IDEA» «L’AMERICA?NONÈUNLUOGO CHEMI ATTRAE, MANONCHIUDO GLI OCCHI DI FRONTE AOBAMA» di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — «MARX?No,Marx non va in sof- fitta. Era un filosofo. Resta da stu- diare e discutere. La bandiera ros- sa?Ma no, teniamola lì. La falce e il martello? Direi di sì, magari di- ciamo: al museo. La lotta di clas- se? Anche quella al museo, ma un museo che abbia molti visitatori, soprattutto giovani. I rapporti so- ciali, oggi, si muovono in altre lo- giche.L’internazionalismo comu- nista? Se mi avessi detto “l’inter- nazionalismo“ ti avrei risposto no. Ma quello “comunista“ ti di- co sì, eccome. Il centralismo de- mocratico? In soffitta, in soffitta. “Che” Guevara o Garibaldi? Sal- vo “Che“ Guevara. Anzi, vado io in soffitta! Madre Teresa o Padre Pio? Salvo Madre Teresa. Turati o Lenin? Se si tratta di salvare l’icona, dico Lenin». Il sindaco Giuliano Pisapia si presta al gioco delle bandiere da continuare a sventolare o damettere in soffitta, nel libro intervista «Due arcobale- ni nel cielo diMilano»— in libre- ria da domani (Bompiani, euro 15) — e ne esce un ritratto curio- so, sorprendente per certi versi, del sindaco dal volto gentile che ha riportato il centrosinistra alla guida del Comune dopo quasi vent’anni di opposizione. PISAPIA difende la sua identità politica radicata a sinistra, ma gli capita anche di spiazzare il letto- re. Ad esempio quando difende quella che è stata definita la «leg- ge bavaglio»: «È inaccettabile in un Paese democratico e civile ve- dere questioni che non c’entrano nulla con le indagini sciorinate sulla stampa per pura spettacola- rizzazione. La campagna contro quella legge? Non mi vede d’ac- cordo.È sbagliata.Non è il proble- madi “salvaguardare i potenti”. E poi capita troppo spesso che, a se- conda dell’orientamento politico, vengano pubblicati determinati atti e non altri». L’ala più giusti- zialista del centrosinistra non sa- rà per nulla d’accordo con queste parole del sindaco. Ma tant’è. Pi- sapia va avanti per la sua strada. Si definisce «un sindaco di sini- stra con una coalizione di centro- sinistra». Critica il funzionamen- to del Consiglio comunale: «Vedo la tendenza a passare ore e ore a discutere e a polemizzare in ma- niera non costruttiva e spesso al solo fine di ottenere l’attenzione dei media. Spero che ciò derivi dal fatto che siamo all’inizio della legislatura e che l’attuale opposi- zione non abbia ancora digerito la sconfitta elettorale». Racconta per la prima volta del suo scontro con l’assessore all’Expo, e suo rivale al- le primarie, StefanoBoeri: «Sì, c’è stata qualche frizione. Non ha ap- prezzato il fatto che il Bie abbia prima accolto e poi ridimensiona- to il progetto a cui aveva parteci- pato». Nega di aver aspirazioni da leader del centrosinistra: «Non penso affatto a un’autocandidatu- ra. Ho preso l’impegno di occu- parmi di Milano». Elenca i leader da inserire nel pantheondemocra- tico: Berlinguer, De Gasperi e Pertini. Ma cita anche, «per una rivalutazione», Moro e Fanfani. Nomina i suoi amici, o meglio, «i rapporti di stima» nel centrode- stra: Antonio Martino, Alfredo Mantovano, Pier Ferdinando Ca- sini, Dario Rivolta. Ammette di non amare gli Stati Uniti: «Ci so- no stato poco.Non è un luogo che mi attrae. Ma non posso chiudere gli occhi di fronte al cambiamen- to tra società e politica che la presi- denza di Barack Obama ha fatto intravedere. Restano le diffidenze nei confronti di alcuni aspetti del sistema». LE PAGINE sul Pisapia giovane, le prime, regalano aneddoti inedi- ti. Come quello dell’allora studen- te universitario Giuliano alla Cat- tolica nel giorno in cui le forze dell’ordine caricano imanifestan- ti capeggiati da Mario Capanna, appena espulso dall’università: «Capii che il dialogo con il potere non era uno scenario realistico». Da allora, dal ’68, dai rapporti con «Servire il popolo», dalla tesi uni- versitaria in scienze politiche sul- la «storia dei movimenti politici extra-istituzionali», Pisapia di strada ne ha fatta: da avvocato pe- nalista, da parlamentare indipen- dente, da candidato alle primarie e alle Comunali. Da sindaco. TRASPORTO PUBBLICO DAL 1˚ DICEMBRE AIUTI AI LAVORATORI IN MOBILITÀ. L’AMAT: IL RINCARO DEI TICKET NON INCIDE SUGLI UTENTI Atm gratis per i cassintegrati. E a settembre più passeggeri SCONTRO IN CONSIGLIO Mascaretti presenta 500 emendamenti La Moratti all’attacco Falceemartello Garibaldi Marx Internazionalismo
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ MERCOLEDÌ 7 DICEMBRE 2011 LEAUTORITÀ “ di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — Sindaco, ha mai assi- stito alla Prima della Scala o per Giuliano Pisapia quello di stasera sarà undebuttoas- soluto? «Sarà un esor- dio assoluto. Negli anni scorsi ho rice- vuto inviti ma ho prefe- rito assiste- re alle repli- che delle se- rate succes- sive.Preferi- sco godermi gli spettacoli senza teleca- mere e riflet- tori». S t a s e r a non potrà evitarené te- lecamere né riflettori: comevivequestavi- gilia? «Sono emozionato ma anche un po’ intimorito. Emozionato per- ché, da sindaco, avrò il piacere e l’orgoglio di ricevere tante perso- nalità in occasione di uno spettaco- lo grandioso. Intimorito perché mi troverò in una situazione alla quale non sono abituato: sono an- dato più volte alla Scala ma, come dicevo prima, in altre occasioni». Ha accennato all’orgoglio di ricevere tantepersonalità.Sa- rebbero potute essere di più senonavestemesso invendi- ta i biglietti solitamente dati inomaggioalleautorità loca- li e straniere... «Sa che in queste settimane tanti suoi colleghi delle tv e dei giornali stranieri mi hanno voluto sentire su questa scelta?» E loro che dicono? «Scelta esemplare». Niente buffet, personalità di prestigio senza biglietto: va bene l’austerity ma non si ri- schia di sminuire la Prima? «InGiunta il problema ce lo siamo LAGRANDEPRIMA di NICOLA PALMA — MILANO — SINTONIA TOTALE tra il regi- staRobert Carsen e ilmaestroDa- niel Barenboim. Almeno a con- frontare le dichiarazioni dei due sul Don Giovanni di Mozart. «Non libertino ma libero, un sole che illumina chi gli sta intorno», le parole usate dal regista canade- se per definire il protagonista del libretto diDaPonte. «Unuomo li- bero, schiavo solo della volontà di sedurre: chi di voi non hamai co- nosciuto un tipo simile?», gli fa eco il direttore d’orchestra. Affa- scinato dal personaggio che stase- ra farà damattatore alla Primadel- la Scala. Ieri pomeriggio, con una mezz’ora di giustificato ritardo, Barenboim è arrivato al Teatro Ringhiera di via Boifava, in com- pagnia del sovrintendente Stépha- ne Lissner, per una lezione sul dissoluto punito: sala gremita e maxischermo all’esterno. Un ap- puntamento, quello del Gratoso- glio, voluto dallaGiunta comuna- le e presentato dall’assessore Stefa- no Boeri: «È giusto - ha affermato l’archistar - che le cose importan- ti che accadono a Milano venga- no comunicate anche negli spazi lontani dal centro». ILLUMINANTE e ironico co- me di consueto il neo direttore musicale del Piermarini: «Ci so- no poche opere - ha esordito Ba- renboim, sul palco insieme al cri- ticomusicale EnricoGirardi - do- ve sia la musica che il libretto so- no dei capolavori: una di queste è Don Giovanni, dove c’è un rap- porto strettissimo tra la grande musica diMozart e un libretti co- me quello di Da Ponte: vanno sempre insieme, una è al servizio dell’altro, come in un permanen- te ping pong». Parole da innamo- rato, quelle dell’artista israelo-ar- gentino, che riserva un compli- mento speciale al compositore au- striaco: «È stato unodei primi eu- ropei, capace di esprimersi in più lingue: è tedesco nel Flautomagi- co, è certamente italiano nel Don Giovanni». Già, Don Giovanni, che Carsen fa simbolicamente re- suscitare dagli Inferi: «Il regista ha volutomostrare - confermaBa- renboim senza svelare i dettagli dell’allestimento - Don Giovanni come uno che conosce paura: tut- ti lo pensanomorto, invece lui tor- na. Evidentemente, tutto il mon- do è burla». Burla che va di pari passo con il dramma nell’opera in scena stasera: «Forse è per questo - sorride ilmaestro - che tanti regi- sti sono arriva- ti alla conclusio- ne che non è pos- sibile metterla in scena». Stavolta ci prova Carsen, con una regia ideata ap- postaper il Pierma- rini e che al Pier- marini è dedicata: «Sarà teatro nel tea- tro», taglia cortoBa- renboim. In attesa di salire sul podio: «A me piace il 7 di- cembre - conclude - perché ho il senti- mento che tutta Mi- lano respiri e viva la Scala: la mattina va- do a fareunapasseg- giata e si “sente” la Scala dappertut- to». «Mi ha convinto Benigni: per la Scala metto lo smoking» Pisapia, al debutto, racconta la sua vigilia: «Emozionato e intimorito. E pensare che da giovane non mi interessava» IL MAESTRO DANIEL BARENBOIM «Un vero evento Tutta la città respira l’opera» Il 7 mattina vado sempre a fare una passeggiata e si sente la Scala dappertutto: questo mi piace moltissimo I lavoratori dei locali notturni di Milano stufi delle condizioni in cui li costringe il loro contratto di lavoro si riversano davanti alla Scala e inscenano una violenta protesta che richiede il deciso intervento della polizia per mettere fine ai tafferugli Stavolta a scatenare i disordini sono gli extraparlamenti di Autonomia Operaia. Gli scontri con la polizia sono violentissimi. Alla fine molti manifestanti vengono fermati e gli agenti sequestrano numerose bottiglie molotov Habituè della Scala il premier debutta nel Palco reale Al suo fianco il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. In teatro ci saranno anche Corrado Passera, Piero Giarda e Anna Maria Cancellieri 1973 1976 L’ATMOSFERA DELDEBUTTO Monti
  • MERCOLEDÌ 7 DICEMBRE 2011 MILANOATTUALITA’ 3 •• PodestàNapolitano Anche quest’anno il numero uno della Provincia sarà accompagnato dalla figlia Arianna, che oggi compie gli anni. Nel Palco reale anche il governatore Formigoni e il presidente del Consiglio regionale Boni Il capo dello Stato è arrivato ieri sera da Mantova Oggi avrà una serie di incontri privati compreso il colloquio col cardinale Angelo Scola. Prima della Scala farà visita alle Gallerie d’Italia “ “ posto. Ma questa scelta ha dimo- strato il contrario, ha finito col da- re più valore alla Scala e alla sua Prima. All’estero hanno apprezza- to e quei biglietti sono stati acqui- stati per lo più da milanesi. Li ab- biamo venduti tutti e 110 anche se alcuni costavano2mila euro.Qual- cuno ha preferito rinunciare ad al- tro pur di aver quei biglietti: abbia- mo restituito la Prima agli appas- sionati. Non dimentichiamoci, poi, che il ricavato (200 mila euro ndr) sarà devoluto in parte a Bor- getto di Vara, Comune ligure col- pito dall’alluvione, e in parte ad un progetto sociale che resterà alla nostra città». È sembrata una scelta dema- gogica, quella sui biglietti. «Non è così. Abbiamo ritenuto ne- cessario e indispensabile dare un segnale di sobrietà in un momen- to di crisi per tanti concittadini. Le isituzioni devono dare l’esem- pio. E i primi a rinunciare ai bi- glietti sono stati gli assessori e i consiglieri comunali». Non si è lamentato nessuna delle autorità escluse? «No, anzi ho ricevuto telefonate e lettere di plauso». Qualeprogetto saràrealizza- to in città grazie ai biglietti? «L’ipotesi più plausibile è ristrut- turare una scuola oggi abbandonta e trasformarla inun centro di acco- glienza per famiglie impoveritesi con la crisi». Austerità: lei comesaràvesti- to stasera? «Scegliere l’abito è stato un dilem- ma.Mi sono confrontato con ami- ci, parenti, con chiunque. Alcuni mihannodetto che, per rispetto al- la Scala, nonpotevononpresentar- mi in smoking. Altri hanno detto che bisognava dare unulteriore se- gno di sobrietà alla città». E alla fine? «Mi ha convinto Roberto Benigni. L’ho visto in tv con lo smoking e allorami sono detto: l’abito non fa davvero il monaco. E se sta bene a lui, lo smoking posso metterlo an- ch’io. Poimi hanno colpito i ragaz- zi, domenica, alla Prima dei giova- ni. Lì ho rischiato la gaffe». Perché? «Era domenica e si trattava di in- contrare dei giovani, così mi ero messo un golf. Poi li ho visti quasi tutti in giacca e cravatta e allora so- no corso a Palazzo Marino e sono tornato alla Scala incravattato. Ve- dere quei ragazzi in abito elegante per rispetto al teatromiha ulterior- mente rasserenato sulla scelta del- lo smoking.Manonme lo sono fat- to fare su misura». Oggi come a inizio anni ’70: crisi economicaebloccodel- le auto. In quegli anni ha mai partecipato alle con- testazionidavantial tea- tro la sera della Prima? «Non sono mai andato a contestare e lanciare uova alla Scala. All’epoca non ero uno studente ma uno studente-lavoratore». Il giovane Pisapia come vedeva la Prima della? «Non mi entusiasmava. Non ne capivo il significa- to per la città né capivo il senso di tutta quella mondanità. Oggi è diver- so». Oggi come la vede? «La Prima illumina Mila- no, ricorda al mondo la centralità culturale della no- stra città». LANOTTEDEI DEBUTTANTI PISAPIAALLAPRIMADASINDACO,BARENBOIM ESORDISCECOMEDIRETTOREMUSICALE CARSENAL PRIMO ALLESTIMENTOPER LA SCALA PALCOREALE POSTI D’ONOREPERNAPOLITANOEMONTI DELEGAZIONEDIMINISTRI ALPIERMARINI: GIARDA,ORNAGHI, PASSERAECANCELLIERI «Mi ha convinto Benigni: per la Scala metto lo smoking» Pisapia, al debutto, racconta la sua vigilia: «Emozionato e intimorito. E pensare che da giovane non mi interessava» Li abbiamo venduti tutti e ad acquistarli sono stati i milanesi: abbiamo ridato la Prima agli appassionati All’estero hanno apprezzato La Prima nonmi entusiasmava, non ne capivo il significato per la città né il senso di tutta quella mondanità. Oggi è diverso DAVANTIALTEATRO PRESIDIO INPIAZZADEI SINDACATI DI BASE ATTESI STUDENTIUNIVERSITARI, CENTRI SOCIALI E LAVORATORI DELLOSPETTACOLO NEGLI ANNI SETTANTA La fine degli anni 70 è rimasta celebre per la violenza che ha scatenato. E che si ripete con gli estremisti di sinistra davanti al teatro alla Scala 1998 Marina Ripa di Meanamostra il seno con la scritta «No fur», no alle pellicce. Stavolta a protestare sono gli animalisti, che partiti in corteo da piazza Santo Stefano, approdano in piazza della Scala poco beffando un servizio d’ordine a dir poco disattento. 1984 È il famoso anno delle uovamarce sulle pellicce delle signore e dei petardi fra i piedi di gentleman in smoking, con Pertini e Craxi costretti ad entrare da un ingresso secondario. Una contestazione in piena regola con in prima fila 300 operai della Marelli appena licenziati PROTAGONISTI Il sindaco Giuliano Pisapia. A sinistra: il direttore d’orchestra Daniel Barenboim I BIGLIETTI TOLTI ALLEAUTORITÀ 1977
  • Fondato nel 1956 GIOVEDÌ 8 dicembre 2011 | Anno 56 - Numero 290 € 1,00 | 2.590.000 lettori (dati Audipress 2011/II) | www.ilgiorno.it Milano 9 771124 211498 11208 Previdenzaemattone Larivoltadellabenzina Carburanti al top inEuropa,monta laprotesta. Stangatada1.600euroa famiglia Pensioni: sogliaa1.400europer il recuperodel carovita?Spiragli sull’Imu L’Istat bocciaMonti «Così crea povertà» Servizi · Da pag. 2 a pag. 10 Servizio · Apagina 4 M ARIOMonti non deve rispondere agli elettori, non farà mai un comizio, parla ai cittadini con la signorile freddezzadell’economista che si rivolge al cervello piuttosto che all’animadelle persone. Secondo Renato Mannheimer, con la terribile manovra di domenica scorsaMonti ha perso soltanto nove punti di gradimento (da 73 a 64), mantenendo comunque una posizione elevatissima, superiore a quella di Prodi e di Berlusconi all’inizio dei loromandati. In quel caso gli elettori sconfitti non potevanoapprezzare i vincitori. In questo il consenso è abbastanza bipartisan, anche se l’88 per cento del Pd (che porta il centrodestra sul filo del 50 per cento) è dovuto anche al fatto che conMonti è finito l’incuboBerlusconi. Il gradimento – se durevole anche nelle prossime settimane – dimostrerebbe che gli italiani hanno accettato lamanovra. Eppure l’ondata dimessaggi che hamandato quasi in tilt i computer di ‘Porta a porta’ è di segno esattamente contrario. Lamanovra è fatta di tagli, di tasse e di incentivi alla crescita. Il problemaè che i tagli e soprattutto le tasse (a cominciare da quella immediata sui carburanti) pesano subito. La crescita arriverà. [Segue a pagina 10] ILCOMMENTO LA FREDDEZZA DEL TECNICO LarispostaaTwilight IlDracula ‘splatter’ diArgento morde in 3 D DANESE · A pagina38 di GABRIELECANÈ ·Apagina6 Napoli in festa, battuto il Villarreal Avanti in Champions FIESOLI eFRANCI·NelQuotidianoSportivo QUEI TAGLI DA APPLAUDIRE di BRUNOVESPA EDITORIA DA MONTICHIARI A ROMA PER I BEAGLES Era il re dei Casalesi Preso nel suobunker il camorrista Zagaria FEMIANIe commentodiBONI·Alle pagine12e13 LASTORIA GATTA,GIUDICI,GIORGI, PALMAecommentodiMINOTTIallepagg33,34e35BONEZZI eMONACO· InMilano VIVONO IN BOX angusti dove non arrivanomai luce naturale e aria e dove non possonomuoversi. Quello è tutto il mondo che conoscono fino a quando in furgone lasciano la loro «casa» per finire nei laboratori di vivisezione. È il destino dei beagles, cani dalle lunghe orecchie e dagli occhioni dolcissimi. Pare siano particolarmente adatti alla vivisezione e in tutto il mondo li allevano proprio per questo. Anche aMontichiari, in provincia di Brescia. Qui c’è un’azienda, la Green Hill, dove vivono in attesa della morte 2.500 cani adulti, oltre alle cucciolate. Ogni mese partono daMontichiari 250 cani diretti ai laboratori. In loro difesa si sono alzate le proteste degli animalisti. E si è mobilitato anche il sindaco diMontichiari che è andato a Roma perché Green Hill chiuda. [Segue a pagina 14] di LAURAACCORDINO GRAZIE PRESIDENTE UN’OVAZIONE PER NAPOLITANO ALLA PRIMA DELLA SCALA Nel Palco Reale ospiti il Capo dello Stato, il presidente del Consiglio Mario Monti e il sindaco Giuliano Pisapia con le consorti
  • •• 8 MILANOATTUALITA’ GIOVEDÌ 8 DICEMBRE 2011 I PREMIATI Contestato dalla Lega, per la posizione aperta nei confronti dell’immigrazione, il premio al cardinal Dionigi Tettamanzi, ex arcivescovo di Milano. In alto, la Premiata Forneria Marconi, storico gruppo rock italiano, autore di «Impressioni di settembre» e di un memorabile album con Fabrizio De André. A destra, Guido Rossi, 80 anni, giurista e avvocato, ex senatore, presidente Consob e commissario straordinario della Figc. Le figlie e la moglie di Vincenzo Capacchione, il cardiologomorto lo scorso giugno per un aneurisma, dopo avere eseguito un intervento d’urgenza perfettamente riuscito. A sinistra, Eugenio Finardi, una delle icone della musica italiana, autore di canzoni indimenticabili come «Lamusica ribelle» o «Extraterrestre». LECIVICHEBENEMERENZE Eugenio Finardi Il cardinaleTettamanzi I Capacchione LaPfmeRossi IL PARALLELOCONLONDRA IL SINDACO: LONDRAPERPULIRE IL FIUMETAMIGI CI HAMESSO DIECI ANNI. NOI VOGLIAMOMETTERCI MOLTOMENOPERPULIRE L’ARIADIMILANO — MILANO — SI FATICA ad avanzare tra le bancarelle della tradizionale fiera degli Oh Bej Oh Bej ieri al suo primo giorno di apertura. In piazza Castello, ai fianchi e dentro al parco Sempione, sono numerosi i cittadini che «buttano l’occhio» sui banchi per farsi un’idea dei regali ma pochi, poi, reggono in mano un sacchetto di merce acquistata. «Si fa un giro, per ora» molti spiegano, e si tratta soprattutto di famiglie e di coppie. C’è anche qualche gruppo di signore di mezza età, e una di loro osserva, «qui di natalizio e di tipico c’è veramente poco». A non mancare sono sicuramente i «firuni» di castagne, tradizionali emolto richiesti, soprat- tutto daimilanesi over 60 che li cercano,mimetizzati tra merce di altro genere. «Faccio il tifo per gli Oh bej oh bej - è il commento di Stefano Maullu, assessore al commercio della regione Lombardia - spero solo che l’ennesimo blocco del traffico voluto da Pisapia non contribuisca ad ammazzare anche questo appuntamento storico per la nostra città». «La tradizionale fiera di Sant’Ambrogio è un evento per Milano - ag- giunge Maullu - con settecento anni di storia alle spalle e ricadute im- portantissime per l’economiameneghina, specie di questi tempi. Negli anni passati abbiamo avuto edizioni con punte di 100.000 visitatori al giorno, e i dati della Camera di Commercio ci dicono che questa setti- mana un milanese su cinque visiterà la rassegna». Ma la fiera è anche un discreto business. «Il ponte di Sant’Ambrogio vale per la città un indotto di 31 milioni» - prosegue l’assessore - e mandarlo all’aria para- lizzando la città proprio in questi giorni potrebbe davvero essere un danno incalcolabile per la nostra economia. Ma purtroppo la decisione è stata presa e dunque ne pagheremo le conseguenze. Speriamo almeno che vengano rinforzati i mezzi pubblici». LAFIERA FOLLA AL PRIMO GIORNO DI APERTURA Castello in festa per gli Oh bej Bancarelle prese d’assalto ma molti guardano senza comprare
  • GIOVEDÌ 8 DICEMBRE 2011 MILANOATTUALITA’ 9 •• 59 27 PREMIATI MEDAGLIED’ORO Molti musicisti ieri sul palco del Dal Verme per la cerimonia di consegna degli Ambrogini. Fra questi, il cantautore Eugenio Finardi e la Pfm Premio anche a Guido Rossi e, alla memoria, a Marco Colombaioni e Vincenzo Capacchione Premiato l’ex arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi. Una scelta contestata dalla Lega Nord per le aperture del cardinale nei confronti degli immigrati Il Carroccio non lo ha applaudito alla cerimonia LACRISI ECONOMICA IL PRIMOCITTADINO: LACRISI ECONOMICA ÈDEVASTANTE,MILANONEAVVERTEGLI EFFETTI QUESTASITUAZIONESI VINCERESTANDOUNITI L’AFFONDODELCARROCCIO IL LUMBARDMORELLI SULCARDINALE: NONÈUNPASTOREDI ANIME,MADI VOTI LAREPLICA: LACHIESA ÈALSERVIZIO DI TUTTI LAMORATTI ASSENTE L’EXSINDACOMANCAALL’APPELLO ALBANCODELLAPRESIDENZA ASSENTEANCHE ILRADICALECAPPATO di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — AMBROGINI D’ORO tra emergenza smog e polemiche sulla Grande medaglia d’oro all’ex arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Teatro Dal Verme. Ieri matti- na. Cerimonia di consegna delle 59 civiche benemerenze edizione 2011. Primo discor- so alla città nel giorno di Sant’Ambrogio perGiulianoPisapia. Il sindaco sale sul pal- co delDal Verme e confessa la sua preoccu- pazione per l’inquinamento fuori control- lo: «È un problema drammatico. Non ci dormo la notte. Rifletto e parlo con gli esperti, sgombrando la mente da facili slo- gan e ideologie.Ho capito che ci vorrà tem- po e che ci sarà bisognodimisure struttura- li che avranno effetto a lungo termine». Pi- sapia, comunque, lancia un segnale di spe- ranza: «A Londra per pulire le acque del Tamigi ci hannomesso dieci anni. Noi vo- gliamo metterci molto meno per pulire l’aria diMilano. Ce la faremo». Il primo cit- tadino parla anche della «crisi devastante di cuiMilano avverte gli effetti inmodope- sante», «una crisi che si vince restando uni- ti e sostenendo i più deboli». LA CIVICA BENEMERENZA più atte- sa, intanto, è quella a Tettamanzi. Tutti in piedi, politici e pubblico, quando l’ex arci- vescovo viene chiamato sul palco a ritirare il premio. Nel banco della presidenza si al- za anche il leghista AlessandroMorelli, ma non applaude, mentre l’altro lumbard Luca Lepore batte le mani.Morelli spiega: «Pre- ferisco i pastori di anime a quelli di voti». Il capogruppo del Carroccio Matteo Salvini, arrivato alDalVerme a fine cerimonia, rin- cara la dose: «Nessuna simpatia per quella parte di Chiesa che fa politica e usa islamici e romper accusare imilanesi di essere egoi- sti. Benvenuto al nuovo arcivescovo Ange- lo Scola». Tettamanzi replica con il sorriso sulle labbra: «Come vescovo non posso non amare tutti, in particolare coloro che hannobisognodi comprendere che il servi- zio che la Chiesa compie non è a favore di alcuni escludendo altri». L’applausometro, prima della premiazione di Tettamanzi, aveva toccato alti picchi per le civiche bene- merenze alla memoria di Vincenzo Capac- chione eMarco Colombaioni e per gli Am- brogini a Pfm, Eugenio Finardi e persona- le dell’ospedale San Raffaele (a sorpresa si alzano i capigruppo del centrosinistra, non quelli del centrodestra). ASSENTI per cause di forzamaggiore alla cerimonia, dueMedaglie d’oro: la giornali- sta Rossana Rossanda e il cantante lirico Carlo Bergonzi. Tra i capigruppo, invece, l’assenza più vistosa è quella dell’ex sinda- co, ora consigliere di opposizione, Letizia Moratti. Manca all’appello anche il radica- le Marco Cappato. L’inquinamento avvelena gli Ambrogini Scontro su Tettamanzi, la Lega non applaude Pisapia: «Lo smog? Non ci dormo la notte. Meno di dieci anni per pulire l’aria»
  • Venerdì 9 dicembre 2011 www.ilgiorno.it e-mail: redazione.milano@ilgiorno.net Redazione: via A. Stradivari, 4 - 20131 Milano - Tel. 02 27799111 - Fax: 02 27799537 · Pubblicità: S.P.E. Tel. 02 575771 - Fax: 02 57577630 · Servizio all’interno · Servizio all’interno aMilano Indagini sul ritrovamento Lasalmadi Mike sottoesame in piazzale Gorini Incontro inPrefettura Monti-Geithner due ore di vertice 55 Smog,nienteautoperduegiorni Oggiedomanistopal trafficodalle10alle18.Atmpotenzia imezzipubblici IL DOMINATORE DELL’ARIA ILCOMMENTO D I UNAQUALITÀ bisogna dare atto al sindaco Pisapia. Il coraggio. Per la prima volta nella storia di Milano, infatti, viene decretato per otto ore e per due giorni di fila un blocco totale del traffico. Duro da digerire, e che non ha mancato di suscitare polemiche molto aspre. Gli attacchi più marcati arrivano non tanto e non solo dall’opposizione,ma dai commercianti, che intravedono il rischio di comprometteremomenti chiave negli acquisti prenatalizi, peraltro in una fase di crisi pesante. I dubbi sonomolti. In primis sull’efficacia del provvedimento. LaRegione, per esempio, sostiene che il pm10 non dipende così tanto dal traffico e che comunque lo smog non è tra le prime cause di mortalità. Il secondo riguarda poi la premessa della giunta, annunciata soltanto qualche settimana fa: lo stop serve più a introdurre una nuovamentalità ambientale che ad abbattere le polveri. Dunque? Pisapia ha ascoltato tutti, ma alla fine ha tirato dritto. Un po’ comeMonti, si è votato a scelte impopolari, pur di curare il grandemalato: l’aria. Maqui sta il punto. Anche tutti i Comuni dell’hinterlandnon hannoaderito all’iniziativa. Poco coraggio o poca fiducia nei risultati? E alla fine hanno lasciato solo l’ultimo dominatore dell’aria. GIUDICI e PALMA · All’interno Barenboim: Milano mi ama Il direttore musicale: «Una Prima straordinaria» · Servizi all’interno di ENRICO FOVANNA ANASTASIO · All’interno Scala Il sindaco Pisapia: l’opera più forte delle vanità
  • •• 6 MILANOATTUALITA’ VENERDÌ 9 DICEMBRE 2011 LAGRANDEPRIMA di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — SINDACO PISAPIA, alla vigilia della Prima si eradettoemozionatoper il suo debuttomaan- che un po’ intimorito perché non le era mai ca- pitato di trovarsi nella situazione della Prima: televisioni, riflettori, personalità.Orache laPri- ma è andata, ci svela come l’ha vissuta? « L’ho vissuta benissimo. È stata rispettata, pur nell’eleganza e nella solennità dell’evento lirico più importante a livello internazionale, quella so- brietà che avevo chiesto e auspicato. Un fatto che, invece di declassare la Prima della Scala, le ha da- to ancora più valore proprio perché ad essere pro- tagonista della serata è stata soprattutto l’opera del DonGiovanni». Che le rimarrà impresso di questa sua prima volta? «I messaggi che mi hanno inviato via cellulare i miei assessori...» Che le hanno scritto? «È stata una prima straordinaria dal punto di vista dell’operama anche dal punto di vista della parte- cipazione. Questa Prima è stata soprattutto un ap- LASODDISFAZIONEPIÙGRANDE «HOAVUTOMESSAGGI ENTUSIASTI DAGLI ASSESSORI CHEERANOTRA LAGENTE EMI AGGIORNAVANO SULLAGRANDEPARTECIPAZIONE DEIMILANESI» Pisapia: l’opera più forte della vanità «Pur nell’eleganza, è stata rispettata la sobrietà che quest’anno avevamo richiesto» RAGGIANTI In alto, Caterina Balivo insieme al compagnoGuido Maria Brera A destra, il presidente della Triennale Davide Rampello con lamoglie LA DIRETTRICE L’industriale Sergio Dompé è intervenuto alla prima insieme alla figlia Natalie A sinistra, il direttore generale della Rai, da pochi mesi in carica, Lorenza Lei ISTITUZIONI A destra, Giuseppe Sala e il vicepresidente della Regione Andrea Gibelli. Sopra, Antonella Boralevi IL PREFETTO Gian Valerio Lombardi, prefetto di Milano, in compagnia della moglie Rosaria
  • VENERDÌ 9 DICEMBRE 2011 MILANOATTUALITA’ 7 •• puntamento con la città. Al di là dei circa duemila fortunati presenti in teatro l’opera, infatti, è stata mandata in diretta anche in teatri di periferia, ci- nema, auditorium, nelle carceri di Bollate e San Vittore. Eho ricevutomessaggi entusiasti dagli as- sessori che erano lì, nei cinema e nelle periferie: mi hanno via via aggioranato sulla grande parteci- pazione dei milanesi a questi eventi, sulla grande risposta della città. Un punto importante, questo, per una cultura che sia davvero diffusa dal centro alla periferia». Ha definito il Don Giovanni di Carsen uno spet- tacolo straordinario. Promuove in toto regia e scenografia o c’è qualcosa dell’una o dell’al- tra che non le è piaciuto? «La scenografiami ha colpitomolto.Molto sugge- stiva l’idea di usare lo specchio cheha riflesso l’in- terno della sala del Teatro.Ha permesso di vivere l’opera ancora piùda vicino, ci ha fatto sentire par- te integrante di quanto avveniva sul palco, così co- me una delle ultime scene, dove il personaggio del Commendatore era lì con noi sul palco reale. Uno spettacolo straordinario che mi è piaciuto nel suo complesso». UNOSPETTACOLODI DEMOCRAZIA «ALDI LÀDEIDUEMILAFORTUNATI PRESENTI IN TEATRO L’OPERAERA INDIRETTAANCHE INTEATRIDI PERIFERIA CINEMAENELLECARCERI DI BOLLATEESANVITTORE» Le altre immagini della grande Prima della stagione scaligera saranno pubblicate nei prossimi giorni sulle pagine della Cronaca di Milano Pisapia: l’opera più forte della vanità «Pur nell’eleganza, è stata rispettata la sobrietà che quest’anno avevamo richiesto» Tutte le foto sul«Giorno» L’ARCHISTAR A sinistra una sobria quanto impeccapile Gae Aulenti, celebre architetto friulana L’ARTISTA In alto, Inge Feltrinelli, famosa fotografa di celebrities hollywoodiane A sinistra, Vittorio Grilli, viceministro all’Economia, con la consorte IL SINDACO A destra il sindaco Giuliano Pisapia, in smoking no-logo, con la moglie Cinzia Sasso A sinistra il presidente del Consiglio regionale Davide Boni con la consorte L’IMPRENDITORE In alto, il vicepresidente della Fondazione Teatro alla Scala, Bruno Ermolli insieme alla sua signora LA STILISTA A destra, la celebre designer Marta Marzotto, che da anni non manca mai una Prima, vestita con un prezioso ed elegante caffetano di Cavalli
  • SABATO 17 DICEMBRE 2011 CRONACAMILANO 13 •• Sea, giallo sull’offerta indiana Ma Pisapia esulta: conti salvi Pronti a dare 40 milioni di più, ma arrivano tardi di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — UNMINUTO e 180 passi. Tanto ci vuole per andare a piedi da Palazzo Marino a via Silvio Pellico 19, uno degli ingressi del Palazzo dellaRagio- neria dove ieri, entro e non oltre le 10, erano attese le offerte per la gara del Comune su Sea-Serravalle. Un minuto. Centottanta passi. Intorno a questi due dati banali ruota il giallo dell’offerta del fondo indiano Srei, pronto a sborsare 425milioni di euro per aggiudicarsi il 29,75 per cento del- la Sea, la società che gestisce gli aero- porti di Malpensa e Linate. L’OFFERTA degli indiani è stata bocciata perché protocollata con die- ci minuti di ritardo e alla fine ad ag- giudicarsi il 29,75 per cento della Sea è stato il fondo F2i di Vito Gambera- le che ha offerto 385 milioni più un euro. Un euro in più rispetto alla ba- se d’asta di 385 milioni di euro. Il le- gale rappresentate di Srei Vinod Sahai, però, sostiene di essere arriva- to al Palazzo dellaRagioneria in tem- po, alle 9.55: «Alle 9.50 ero nella por- tineria di Palazzo Marino. Mi è stato detto che l’offerta andava presentata in via Silvio Pellico 19, uno degli in- gressi del Palazzo della Ragioneria. Ci sono arrivato alle 9.55». Primadel- la scadenza del bando fissata per le 10. «Una volta entrato al Palazzo del- la Ragioneria — continua Sahai — mihanno fatto aspettare alcuniminu- ti prima di accompagnarmi all’uffi- cio protocollo al primopiano».Offer- ta protocollata alle 10.10. Fuori tem- po massimo. Il legale rappresentate di Srei non ci sta: «Lamia presenza a Palazzo Marino alle 9.50 è stata con- fermata dal direttore del settore Par- tecipateMariangela Rimoldi». IL SINDACO Giuliano Pisapia, in- tanto, esulta: «L’esito della gara odierna permette a Milano di rispet- tare il Patto di stabilità per il 2011». Entro il 29 dicembre, infatti, F2i do- vrà versare la prima trance di 340mi- lioni di euro, che riporterà in attivo il bilancio 2011. L’opposizione, però, attacca. Il capogruppoPdlCarloMas- seroli dice: «La farsa si è compiuta. Vince F2i con un’offerta di un euro in più. Una vergogna». Il leghista Matteo Salvini rincara la dose: «L’esclusione degli indiani toglie ai milanesi 40 milioni di euro». La re- plica del sindaco: «Polemiche stru- mentali utili solo a creare confusio- ne». — MILANO — IL CONSIGLIO comunale ha votato la riduzione del canone sui passi carrai e la Lega è rimasta da sola a fare oppo- sizione in aula. L’emendamento sulla delibera per la revisione della Cosap, concordato fra maggioranza e Pdl, è stato approvato in aula con i voti del centrosinistra e del principale gruppo d’opposizionema con l’astensione del- laLega. Lamodifica prevede una ridu- zione dei «coefficenti» che definisco- no la nuova tariffa sui passi carrai, del 10% per quelli commerciali e del 30% per quelli non commerciali. DOPOILvoto sul principale punto og- getto d’accordo, gran parte del Pdl ha lasciato l’aula. A fare opposizione nell’assemblea di palazzo Marino al provvedimento sullaCosap resta laLe- ga: «Restiamocontrari a questa delibe- ra perché profondamente ingiusta», ha detto l’ex assessore al Turismo Ales- sandroMorelli. Il Carroccio ha comunque chiesto una sospensione della seduta per un con- fronto con la maggioranza sulla prose- cuzione dei lavori. Sconti sulle tasse per i passi carrai, il Carroccio vota contro SODDISFATTO Giuliano Pisapia felice per l’esito dell’asta CONTRASTO Alessandro Morelli, consigliere comunale della Lega Nord IL SINDACO «L’esito della gara ci permette di rispettare il Patto di stabilità» Pdl e Lega vanno all’attacco
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ MARTEDÌ 20 DICEMBRE 2011* “ EMERGENZAINQUINAMENTO — MILANO — DAL PRESIDENTE della Re- gione, Roberto Formigoni, al sin- daco Giuliano Pisapia, passando per il presidente della Provincia, Guido Podestà, tutti esprimono «apprezzamento» per gli impegni assunti dal ministro all’Ambien- te, Corrado Clini, ieri a Palazzo Lombardia, in occasione del verti- ce sullo smog con i governatori e gli amministratori locali delle quattro regioni del bacino pada- no: Lombardia, Piemonte, Vene- to ed Emilia Romagna. Il mini- stro e gli enti locali hanno concor- dato di collaborare alla stesura del «Piano aria nazionale», prossimo incontro il 16 gennaio. Il Piano aria nazionale recepirà—ha fatto sapere il ministro — quel proto- collo d’intesa scritto a Palazzo Isimbardi dalla Provincia con i Comuni dell’hinterland: «I prov- vedimenti devono essere presi su scala metropolitana» ha ribadito Clini. «Il nostro metodo, quello della concertazione— commenta Podestà— è stato apprezzato e ri- conosciuto dal ministro». «Un in- contro utile, costruttivo. Sicura- mente un buon inizio di percor- so. Siamo fiduciosi» dice il sinda- co Giuliano Pisapia. Il presidente della Regione, Roberto Formigo- ni, esprime «grande apprezzamen- to» per la disponibilità dimostra- ta dal responsabile delle politiche ambientali del governo Monti. Ma il governatore non ha manca- to di sfruttare l’incontro con Cli- ni per chiedere all’esecutivo il re- integro dei fondi per il trasporto pubblico locale, ritenuti dallo stes- soministro «strategici permiglio- rare la qualità dell’aria». Per ora, Clini si è impegnato a garantire 40milioni alle 4 regioni (11 quelli che spettano alla Lombardia) per rinnovare (con Euro 6 e veicoli elettrici) il parco circolante dei mezzi pubblici. Un cofinanzia- mento, in realtà. Poco a fronte dei 266 milioni di euro di tagli, pro- prio alla voce «trasporto pubbli- co». «Ho chiesto al ministro — fa sapere Formigoni — il reintegro dei fondi, una richiesta che le Re- gioni porteranno domani (oggi, ndr) all’incontro con il Governo». Gi.An. Autoelettriche Bikesharing Carsharing VEICOLI VERDI LOSTANZIAMENTO ANNUNCIATO DALMINISTRO SERVIRÀ ADACQUISTAREMEZZI ELETTRICI E EURO 6 PER IL TRASPORTO PUBBLICO INPIANURA PADANA Fiera V ia le A b r u z z i Monumentale V ia le E . B a z z i Piazzale Lodi Garibaldi Via Piranesi Area C D’ARCO L’idea è che lo stanziamento di 500mila euro copra gli ingressi in centro ai quali non si può rinunciare Come quelli per gli ospedali TeleriscaldamentoEffetto Area C: in centro 26mila auto in meno Ecco il piano di Atm Bus, potenziate 20 linee. In metrò ora di punta estesa IL VERTICE IL MINISTRO INCONTRA LE REGIONI Smog, Clini lancia il piano per il Nord Formigoni: trasporti, ci ridiano i fondi Utilizzano l’energia chimica immagazzinata in un serbatoio costituito da una o più batterie ricaricabili Traducibile come «condivisione della bicicletta», è uno degli strumenti di mobilità non inquinante L’auto condivisa si usa su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio È una soluzione sicura ed economica per la produzione di acqua igienico sanitaria e il riscaldamento degli edifici residenziali MARANE I FONDI PER I POVERI di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — VENTISEIMILA INGRESSI in meno nella Cerchia dei Bastio- ni dal 16 gennaio 2012. Vale a di- re: ventiseimila ingressi in meno nel centro storico dal giorno in cui entrerà in vigore «Area C», l’Ecopass come da riforma della Giunta Pisapia. La stima è ripor- tata nel documento comune sotto- scritto da Atm e Amat («Agenzia Mobilità Ambiente Territorio») e presentato all’amministrazione comunale proprio per predispor- re al meglio l’avvio della nuova congestion charge nel centro stori- co. All’interno della Cerchia, se- condo lo stesso documento, saran- no oltre 31mila i pendolari inmo- vimento, con picchi di 3.700 pen- dolari nell’ora di punta che va dal- le 8 alle 9 del mattino nei giorni ordinari, e picchi fino a 5.000 pen- dolari nei giorni di eventi - quali i saldi - o di festività. PER FRONTEGGIARE il mag- gior afflusso di passeggeri, Atm e Amat hanno messo a punto un piano di potenziamento del tra- sporto pubblico. Molto si punta sulle linee di superficie. Saranno prolungati i percorsi di quattro li- nee di autobus: 37, 39, 67 e 74. Si tratta di linee che oggi si fermano al confine dell’area a pagamento e che dal 16 gennaio entreranno in- vecenel centro storico per allegge- rire il carico di passeggeri in me- tropolitana. L’obiettivo è evitare che si ricorra alla metropolitana per i piccoli spostamenti, evitare, cioè, quanto avviene oggi quando si è diretti centro: si scende dall’autobus e ci si immette sulle banchine del metrò per le poche fermate neces- sarie ad arrivare in piazzaDuomo edintorni.Nonbasta. Sarannopo- tenziate in tutto 20 linee di super- ficie, bus ma anche tram. Anche inquesto caso il potenziamento ri- guarderà le linee dirette in cen- tro, quale quella del tram3.Quin- dici linee saranno potenziate nel- le ore di punta, in particolare nel- la fascia che va dalle 8 alle 9 del mattino. Cinque linee saranno po- tenziate anche nelle ore di morbi- da, quelle di minor afflusso. QUANTO alle metropolitane, sulla linea rossa correranno due treni in più rispetto ad oggi nell’ora di punta che va dalle 8 al- le 9: dal 16 gennaio si passerà quindi da 43 a 45 convogli. Fino ad aprile sulle linee verde e gialla della metropolitana il servizio ga- rantito nell’ora di punta che va dalle 8 alle 9 sarà esteso di un’ora. Detto altrimenti, fino alle 10 del mattino i treni viaggieranno con la frequenza di corsa assicurata già oggi dalle 8 alle 9. Ad aprile dovranno arrivare nuovi convogli sia per la linea gialla che per la li- nea verde ed allora si procederà ad aumentare i convogli come nel caso della linea rossa. Senza conta- re, poi, nel 2012, l’avvio della nuo- va metropolitana 5. Il piano di Atm eAmat punta a decongestio- nare il trasporto pubblico nell’area nord-est della città e, in particolare, i flussi di passeggeri registrati alle stazioni Repubbli- ca, Centrale e Cadorna. Conte- stualmente all’avvio di Area C sa- ranno definiti i criteri per accede- re al fondo da 500 mila euro allo studio di Palazzo Marino per fi- nanziare il pedaggio alle fasce eco- nomicamente più deboli. «Il fon- do— dice l’assessore alla Mobili- tà Piefrancesco Maran — servirà a coprire la spesa per gli sposta- menti necessari, quali quelli ver- so gli ospedali o, in alcuni casi, il posto di lavoro». giambattista.anastasio@ilgiorno.net I NUMERI Undici milioni per rinnovare il parco circolante deimezzi Ma il taglio è di 266milioni
  • MARTEDÌ 20 DICEMBRE 2011 MILANOATTUALITA’ 3 ••* “ “ IL GOVERNATORE «ABBIAMOCHIESTO ALMINISTRO DI AFFIANCARCI NELMONITORAGGIO PERFARCAPIRE LERAGIONI DELLEMISURE» IL PRESIDENTEDELLAPROVINCIA GUIDOPODESTÀ: «IL PROTOCOLLO DEI 134 SINDACI DELLA PROVINCIA SARÀCONSIDERATO NELLA STESURADELPIANOPER L’ARIA» di NICOLA PALMA — MILANO — «SIAMO DISPONIBILI al confronto ma saremo sempre contrari a provvedimenti puramente dimostrativi». Non usa mezzi termini Simonpaolo Buongiardino, delegato dell’Unione del Commercio. Aquali provvedimenti si riferisce? «Al blocco del traffico innanzitutto. Ormai è stato dimostrato che non serve a risolvere l’emergenza smog. D’altra parte, però, danneggia le categorie produttive della città: è dura accettare il calo delle vendite, certamente causato anche dalla crisi economica, e poi vedere che le scelte del Comune non sortiscono effetti nella lotta all’inquinamento. Amio giudizio, la decisione del sindaco di non revocare lo stop alle auto nel weekend di Sant’Ambrogio ha denotato una particolare insensibilità nei nostri confronti: sono state favorite alcune realtà commerciali dell’hinterland a scapito degli operatori milanesi». In un’intervista al Giorno, il sindaco Pisapia ha affermato che, in caso dimancato accordo con gli altri Comuni, Milano andrà per la sua strada, anche attraverso nuovi blocchi del traffico. «Nel caso PalazzoMarino proseguisse su questa strada, esprimeremo il nostro forte dissenso: siamo sempre pronti al dialogo, e in questi anni lo abbiamo dimostrato, ma non possiamo accettare di buon grado provvedimenti a mero carattere dimostrativo». Tra questi c’è anche la prescrizione di chiudere le porte degli esercizi commerciali? «Certo, non c’è dubbio. Non si può impedire in modo coercitivo ai negozianti di adottare una modalità di rapporto con il cliente ormai consolidata da anni: è stata una scelta sbagliata, e per fortuna il Comune ha corretto il tiro». In questi giorni si parla tanto di lobby, sia a livello nazionale che nelle realtà locali. A tal proposito, il sindaco ha detto che non si farà condizionare. «E fa bene». E voi commercianti? «Noi lavoriamo solo per difendere gli interessi della parte produttiva della città: è giusto che un amministratore non si faccia condizionare, ma è altrettanto sacrosanto che ascolti le nostre istanze». nicola.palma@ilgiorno.net INCENTROSTORICO CONLENUOVEREGOLENELLA CERCHIA SI SPOSTERANNO COIMEZZI 31MILA PENDOLARI PICCHI DI 3.700 ALL’ORADI PUNTA Non è solo colpa delle auto occorrono politiche severe sui riscaldamenti occorre, soprattutto che ci sia un progetto di GIULIA BONEZZI — MILANO — RISPONDE dopo parecchi squilli. «Scusi, ero in bicicletta». E tanto basterebbe per inquadrare il rapporto di Lella Costa, attrice, col problema smog. Parafrasando Kennedy, «non chiederti cosa può fare il Comune, ma cosa puoi fare tu». Cosa bisognerebbe fare, in generale? «Intanto impostare un ragionamento lungo, per non trovarci solo ad affrontare l’emergenza, come accade da tempo. Mi avvilisce che ci voglia sempre un’ordinanza, sempre seguita da polemiche. L’aria è di tutti, tutti respiriamo lo smog; non ci sono privilegi che tengano». Il blocco del traffico? «Ricordo l’ultimo esperimento di targhe alterne che si fece a Milano: ci si rese conto che quello era il numero di auto che la città riusciva a gestire». Lametà. «Non è solo colpa delle auto, occorrono politiche severe sui riscaldamenti; occorre, soprattutto, un progetto. Ma più ancora che tutti noi, invece di star lì a chiederci cosa può fare la città, cominciamo a domandarci cosa possiamo fare noi. Anzi, a farlo. Ho la sensazione che quel che davvero è mancato, in questi anni, è stato un lavoro culturale, la condivisione dell’idea che il Paese starebbe meglio se tutti ci facessimo carico di un pezzettino». Il suo pezzettino? «Muovermi in bicicletta. Anche la sera tardi». Al Comune però si potrebbero chiederemezzi pubblicimigliori. «Senz’altro: per quanto mi sia simpatico il sindaco, non si può chiedere di lasciare a casa l’auto quando la metropolitana ti fa aspettare 18 minuti». E poi aMilano tutto si vede tranne la solidarietà civica cui fa appello lei. «Mi pare un andamento generale: “Bene le riforme purché non tocchi a me”. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare». Sul traffico c’è una divisione “milanesi contro hinterland“? «La mia sensazione è che passi sopra la testa dei cittadini. E tutti faremmo bene a chiederne conto ai nostri eletti. Cosa, se non la salute, è il bene comune?». giulia.bonezzi@ilgiorno.net Se il Comune riproporrà il blocco del traffico manifesteremo il nostro dissenso: ormai è chiaro che non serve a nulla CONTRARI AL BLOCCO «No a provvedimenti a scopo dimostrativo Il Comune ci ascolti» FAVOREVOLI AL BLOCCO «Basta egoismi Ognuno si sforzi di fare la sua parte» SIMONPAOLO BUONGIARDINO LELLA COSTA
  • •• 4 MILANOATTUALITA’ MARTEDÌ 10 GENNAIO 2012 — MILANO — «L’INTER non è certo una squadra scarsa...». Come dire, i milanisti, nemmeno i più ottimisti, pensavano davvero che quest’anno i cugini potessero rimanere confinati nella parte bassa della classifica. Certo, riflette Fabrizio Cesariello, numero due del club Lombardia Rossonera (presidente Andrea Raccis), «fortunatamente hanno perso tanti punti all’inizio». Vincesse l’Inter, però, tornerebbe a -5. «Loro si giocano tutto, non c’è dubbio.Noi abbiamo la chance di assestare un colpo quasi definitivo: ricacciarli a -11 signifi- cherebbe estrometterli dalla lotta per lo scudetto». Pronostici? «Per carità, tanto poi succede il contrario. Diciamo che mi auguro di rivedere il Diavolo caparbio che ho visto l’altro giorno a Bergamo: se giochiamo daMilan, non ce n’è per nessuno». Milan e Inter stanno anche disputando un derby di mercato. En- trambe le società sono sulle tracce di Carlos Tevez: come finirà? «Tevez è un grande giocatore, e a tutti farebbe comodo averlo. Piutto- sto, mi sorprende l’improvviso interesse dei cugini, anche perché il giocatore ha già espresso la sua volontà: vuole il Milan». Al derby, però, non ci sarà. Né da una parte né dall’altra. Chi deciderà questa stracittadina? «Tutto dipenderà dall’atteggiamento della squadra: se l’orchestra suonerà al meglio, emergeranno anche i nostri solisti». Un nome su tutti? «Ne faccio due: Thiago Silva in difesa e Ibrahimovic in attacco». Chi teme dell’Inter? «Non ci sono giocatori che mi preoccupano particolarmente, anche se uno come Pazzini ci ha sempre dato fastidio in passato». Andrà allo stadio? «Certo». Sa che in estate cominceranno i lavori per rendere San Siro un impianto all’inglese: niente fossato, via le barriere. Voi tifosi vi sentite pronti alla rivoluzione? «Benvenga, purché si approfitti dell’occasione permigliorare tutti i ser- vizi del Meazza». Nicola Palma All’incontro a Palazzo Reale hanno partecipato anche il rossonero Gianluca Zambrotta e il nerazzurro Esteban Cambiasso. Il milanista ha ricordato la finale di Champions tra Juve e Milan (lui militava tra i bianconeri), l’interista dei segreti dell’Inter del triplete. Le presenzeLe presenze del recordmandel recordman Paolo MaldiniPaolo Maldini Al secondo postoAl secondo posto Beppe Bergomi (44)Beppe Bergomi (44) I gol realizzati nelle stracittadine di A L’ultimo porta la firma di Antonio Cassano su rigore QUI ROSSONERI FABRIZIO CESARIELLO «Loro si giocheranno tutto Io mi fido di Ibra e Thiago Occhio a Pazzini in area» Mourinho perde il primo derby sulla panchina dei nerazzurri A decidere il match, un colpo di testa del fantasista brasiliano Ronaldinho Il Biscione si prende la rivincita cinquemesi dopo: aprono Adriano e Stankovic, gol inutile siglato dal centravanti verdeoro Pato 56 494 2-1 Stracittadina d’estate, alla seconda di campionato. I nerazzurri schiantano i cugini: apre Thiago Motta poi completano lo showMilito su rigore, Maicon e Stankovic 1-0 A Palazzo Reale ieri l’incontro «Palla al centro. Calcio d’inizio» con la presentazione del libro in versione rossonera e nerazzurra «La “Madunina” svetta in Europa», scritto da Marco D’Avanzo. Il sindaco, di fede interista, ha curato la prefazione di entrambe le versione del volume. In sala anche l’assessore Bisconti I campioni 0-4 ASPETTANDOILDERBY L’incontro 15/02/2009Inter-Milan Gironediritorno 28/09/2008Milan-Inter Gironed’andata «LAMADUNINA» È IL LIBROPRESENTATOAPALAZZOREALE ESCRITTODAMARCOD’AVANZO ÈUNASTORIA ROSSONERAENERAZZURRA Pisapia carica l’Inter: «È una sfida-scudetto» Esordio al Meazza per il sindaco: la stracittadina preferita? Quella del ’71 con gol di Corso 29-08-2009Milan-Inter Gironed’andata di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — È IL SUO PRIMO DERBY da sindaco. «E spero non sia l’ultimo», scherza Giuliano Pisapia. Lui, in- terista doc, sta pensando di andare a San Siro dome- nica sera per il derby della Madonnina. «Un prono- stico?Da nerazzurro posso dire che spero vinca l’In- ter e mi auguro sia una partita con tanti gol e un bel gioco». Lamemoria del primo cittadino corre indie- tro nel tempo, fino al 1971: «È il derby che ricordo con più emozione, anche perché vidi un gol bellissi- mo, quello diMariolino Corso». Era il 7marzo 1971, Pisapia aveva 22 anni. Inter 2, Milan 0. Primo a gol con classica punizione a foglia morta del «sinistro di Dio», Corso appunto. «Come mi sto preparando al derby? Con gioia ed entusiasmo. È una partita im- portante per lo scudetto. La rimonta dell’Inter è en- tusiasmante e mi fa ben sperare. Tevez al Milan o
  • MARTEDÌ 10 GENNAIO 2012 MILANOATTUALITA’ 5 •• — MILANO — «POTREBBE anche venir fuori un pari: non sarebbe un cattivo risultato». In effetti, sulla ruota di San Siro non esce da un po’. Certo, Luca Cipriani, presidente di Milano Interista (260 iscritti, di cui una novantina abbo- nati), preferirebbe di gran lunga la vittoria: «Arriviamo al derby in un momento positivo...». Dopo l’inizio choc, i nerazzurri di Ranieri hanno infilato una striscia di vittorie che li ha riportati a -8 dalla capolista Milan. Di solito, nei derby vince chi è sfavorito... «Non ci credo, il derby resta una gara particolare. Speriamo di disputarla al meglio, con tutti i giocatori a disposizione: sarebbe dura scendere in campo senzaMaicon e Sneijder. E poi, è ora di vin- cere uno scontro diretto: finora li abbiamo persi quasi tutti». Stracittadina anche sul fronte-mercato: Tevez sì o no? «È uno determinante, come Ibra, ma non so se serve all’Inter: se Sneijder torna ai suoi livelli, possiamo tranquillamente farne a meno». Un calciatore che ruberebbe al Milan? «DicoNocerino. Quest’estate ho sperato che venisse da noi. Alla fine, è andato al Milan, e sta facendo un grande campionato». A decidere il match, però, saranno gli attaccanti. Teme Ibra? «È un grande giocatore, anche se negli ultimi anni è stato Pato il più pericoloso: spesso ci ha fatto gol». E l’Inter? «Confido nella ritrovata vena realizzativa del PrincipeMilito». L’anno prossimo, la stracittadina potrebbe giocarsi in un Meaz- za rinnovato, all’inglese: cosa ne pensa? «Bisogna adeguarsi alle novità e farsi trovare pronti. Poi toccherà alle forze dell’ordine sanzionare i tifosi indisciplinati. Certo, ci sono anche altre cose da cambiare». A cosa si riferisce? «Al calendario della Serie A: prima parlano di stadio aperto alle fami- glie, poi ci costringono a seguire le partite di sera.Diventa un problema per i ragazzi che il giorno dopo devono andare a scuola. Forse è per questo che si vedono sempre meno spettatori». La soluzione? «Far giocare al pomeriggio, alle diciotto al massimo». N.P. Il sindaco lancia un appello a Milan e Inter: «Auspico che le società prendano spunta dalla nostra anteprima della Prima della Scala dedicata ai giovani e offrano biglietti scontati per lo stadio a giovani e a chi non può permettersi di pagarli. Io lo sto già facendo» QUI NERAZZURRI LUCA CIPRIANI «Arriviamo carichi alla gara ma potrebbe uscire un pari Spero nei gol del Principe» I derby di campionato sin qui disputati con 64 vittorie dell’Inter e 60 del Milan Il Diavolo spegne la remuntada dei nerazzurri di Leonardo La prima rete di Pato arriva dopo meno di unminuto, poi ancora Pato e rigore finale di Cassano 176 L’undici del Triplete si aggiudica anche la seconda sfida stagionale A segno Milito e Pandev, Julio Cesar para un rigore a Ronaldinho Loscontoper i giovani 0-1 Zlatan Ibrahimovic, al primo derby in maglia rossonera, è subito decisivo È proprio lo svedese a realizzare il rigore che spacca la stracittadina 2-0 46% 3-0 2/4/2011Milan-Inter Gironediritorno GLI STADI VUOTI PERRISOLVERE IL PROBLEMA IL SINDACO PROPONE CHE LE DUE SQUADRE CITTADINE IN CERTE PARTITE OFFRANO I BIGLIETTI A PREZZI SCONTATI AI GIOVANI IL TIFOSOMILANISTA «L’INTERSI GIOCA TUTTO, NONC’ÈDUBBIO. NOI ABBIAMO LACHANCEDI ASSESTARE UNCOLPODEFINITIVO: RICACCIARLI A -11» LAVOCEDELBISCIONE «POTREBBE ANCHEVENIR FUORI UNPARI EDETTO IN TUTTA SINCERITÀ PERNOI NONSAREBBEUNCATTIVORISULTATO» 24/01/2010Inter-Milan Gironediritorno 54% Pisapia carica l’Inter: «È una sfida-scudetto» Esordio al Meazza per il sindaco: la stracittadina preferita? Quella del ’71 con gol di Corso Secondo te sarà ilMilan avincere il derby? all’Inter? L’importante è che arrivi aMilano». Paro- le pronunciate dal sindaco ieri pomeriggio a Palazzo Reale, durante l’incontro «Palla al centro. Calcio d’inizio. Storia di Milan e Inter dalla Champions al derby», l’occasione per presentare il libro, in doppia versione rossonera e nerazzurra, «La “Madunina” svetta in Europa», scritto da Marco D’Avanzo. La doppia prefazione è di Pisapia. In sala il milanista Gianluca Zambrotta, l’interista Esteban Cambiasso e l’assessore allo Sport Chiara Bisconti. Il sindaco parla anche del problema degli stadi vuoti: «Mi pia- cerebbe avvenisse un’iniziativa tipo l’anteprima del- la Prima della Scala dedicata ai giovani. Auspico che Milan e Inter, piuttosto che lasciare posti vuoti, per determinate partite offrano i biglietti a prezzi sconta- ti ai giovani o a chi non può permettersi di pagarli. Io, con i biglietti-omaggio che ricevo, faccio così». massimiliano.mingoia@ilgiorno.net 14-11-2010Inter-Milan Gironediandata
  • •• 8 CRONACAMILANO DOMENICA 15 GENNAIO 2012 LASFIDASUIDIRITTI LEREAZIONI«Registro delle coppie di fatto nel 2012» La promessa di Pisapia scatena lo scontro Il sindaco: ne sono orgoglioso. Il centrodestra: provocazione, arriva il Papa Il presidente Pd della Commissione Affari Istituzionali (foto): «Stiamo lavorando damesi alla delibera Il modello di riferimento è quello di Torino» — MILANO — UN NUOVO stadio nell’areaExpo dopo il 2015. Il sindaco Giuliano Pisapia rilancia un’ipotesi di cui si è iniziato a parlare nel 2007, quando l’Inter sem- brava determinata a traslo- care da San Siro e costruirsi uno stadio di proprietà iper-moderno. Tra le aree prese in considerazione, proprio quella ai confini tra Milano e Rho che ospiterà l’Esposizione universale. Sì, perché dopo il 2015 una parte dei terreri (una metà resterà a verde con tanto di parco agroalimentare) do- vrà essere riutilizzata. In chemodo?Aquesta doman- da il primo cittadino ieri, durante la trasmissione di Fazio Fazio «Che tempo che fa», ha risposto così: «Ci sarà una grande sede pubblica. Potrebbe essere una sede Rai o un grande stadio anche per la musica, per non dare fastidio ai cit- tadini». Ogni riferimento di Pisapia alle ormai tradi- zionali proteste estive dei residenti che abitano a ri- dosso del Meazza prima e durante i concerti è pura- mente voluto. AL DI LÀ del rock a San Siro, però, il tema è il futu- ro dell’area Expo. Il nume- ro uno di Palazzo Marino ha parlato in più di un’occa- sione della realizzazione di una sede Rai sui terreni espositivi. Ma è la prima volta che avanza l’ipotesi di un nuovo stadio al posto dei padiglioni. Dall’Inter, però, non arrivano segnali di progetti già avviati in questa direzione. Per ora la società nerazzurra è soprat- tutto impegnata a completa- re i lavori di riqualificazio- ne del Meazza insieme al Milan, a partire dall’elimi- nazione del fossato tra cam- po e tribune, che a partire dalla prossima stagione cal- cistica renderà l’impianto milanese simile a quelli in- glesi. DA PIÙ di dieci anni sono Milan e Inter a gestire San Siro, di proprietà delComu- ne, tramite un consorzio ap- pena ribattezzato M-I San Siro srl. L’ipotesi del traslo- co della Scala del calcio non sembra interessare alla società rossonera, mentre quella nerazzurra, se l’ipote- si areaExpodiventasse con- creta, potrebbe tornare a far- ci un pensierino. M.Min. Il leghista: «Nell’anno del Forum della famiglia Pisapia annuncia il registro delle coppie di fatto: si sta configurando l’ennesimo scivolone di un sindaco confuso» IL PROVVEDIMENTO L’INCONTRODI GIUGNO ILREGISTROAPRIRÀL’ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI ANCHE AINUCLEI OMOSESSUALI INESTATEALPARCONORD L’INCONTRODELLEFAMIGLIE CONBENEDETTOXVI VERSO IL 2015 IL PRIMO CITTADINO: DOPO L’EVENTO SU QUEI TERRENI UNA SEDE RAI O UN IMPIANTO CALCISTICO ANCHE PER I CONCERTI Nuovo stadio nell’area Expo, il Comune rilancia il progetto Il capogruppo pidiellino a Palazzo Marino attacca: «La promessa del sindaco Pisapia è un’evidente provocazione, quasi un affronto alla Chiesa» di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — «IL REGISTRO delle unioni di fatto diventerà realtà entro quest’anno. Manterrò l’impegno e ne sono orgoglioso». Dagli studi di «Che tempo che fa», il program- ma di Fazio Fazio andato in onda ieri sera suRaiTre, il sindacoGiu- liano Pisapia fissa la scadenza per uno degli obiettivi della sua am- ministrazione comunale. Milano avràun registro delle coppie di fat- to, comprese quelle omosessuali e lesbiche, entro il 2012, per far ac- cedere ai servizi sociali e al diritto alla casa anche le famiglie non tra- dizionali, non sposate né eteroses- suali. Una promessa che Pisapia ha scritto nel programmaelettora- le e aveva già ribadito a settem- bre, durante la festa del Pd. Ora ci ritorna con tanto di data.La presi- dente della commissione Affari istituzionali di Palazzo Marino, Marilisa D’Amico (Pd), assicura che la scadenza sarà rispettata: «Stiamo lavorando da mesi alla delibera sul registro delle unioni di fatto, il modello che abbiamo preso come riferimento è quello del Comune di Torino. In più le coppie di fatto milanesi potranno accedere alle agevolazioni per i trasporti, ad esempio gli abbona- menti Atm scontati per le fami- glie con quattro o più figli». AVANTI con il registro. Proprio nell’anno in cui Milano ospiterà la giornata mondiale della fami- glia.A giugnoBenedettoXVI è at- teso al ParcoNord.Una concomi- tanza, quella tra il registro e l’arri- vo del Papa, che scatena le reazio- ni dell’opposizione di centrode- stra inComune.Duro il capogrup- po del Pdl Carlo Masseroli: «La promessa di Pisapia è un’evidente provocazione, quasi un affronto alla Chiesa». Affondo ribadito dal leghista AlessandroMorelli. Il se- gretario del Pd Pier Luigi Bersa- ni, intanto, parla di «buona inizia- tiva». Ma qualche malumore tra i democratici in Comune c’è, in particolare sull’iter con cui il sin- daco vuole portare avanti la deli- bera: prima il «sì» della Giunta, poi la discussione in Consiglio. La capogruppo Pd Carmela Roz- za non ci sta: «È un iter sbagliato perché i diritti civili non si affron- tano per posizione politica, ma nel confronto sereno fra culture. Il registro deve nascere in Consi- glio». Polemiche a parte, Fabrizio Marrazzo (Gay Center) esulta: «Bene il registro, ora aspettiamo la legge sul riconoscimento delle coppie omosessuali». massimiliano.mingoia@ilgiorno.net INTER EMILAN Nerazzurri interessati a una nuova struttura Rossoneri più freddi AlessandroMorelli ALLA RAI Giuliano Pisapia ieri nello studio di Fabio Fazio A destra, Marilisa D’Amico CarloMasseroli MarilisaD’Amico I DUBBI NEL PD Bersani: «Buona iniziativa» Ma laRozza boccia l’iter proposto dal primo cittadino FUTURO Lo stadio Meazza potrebbe lasciare il campo a una nuova struttura, probabilmente in zona Expo
  • GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO 2012 CRONACAMILANO 5 •• di DANIELE MONACO — MILANO — «IL POPULISMO di Adriano Celentano non ha limiti. È una vergogna. Noi paghiamo la Rai e lui usa i nostri soldi per fare la sua beneficenza». CarloMasseroli, ca- pogruppo del Popolo delle Liber- tà in consiglio comunale, sferra un attacco frontale alla scelta del Molleggiato di devolvere il cachet della sua partecipazione al Festi- val di Sanremo in favore di Emer- gency e di alcune famiglie biso- gnose scelte da sette sindaci d’Ita- lia. «Sono convinto - aggiunge Masseroli -, che Celentano abbia preso questa decisione per ripulir- si la coscienza dopo che si è solle- vato il polverone delle polemiche sul suo enorme compenso, che rappresenta uno schiaffo morale ai poveri in difficoltà in questo momento economico pieno di sa- crifici». Se una parte della politica attacca, il mondo dello spettacolo difende il cantante della via Gluck: «Celentano è uno degli ul- timi “primitivi” - afferma il Mae- stro Dario Fo -: non agisce con calcolo, né con freddezza e non si fa prendere dalla psicosi di arraffa- re. Credo che fare beneficenza fos- se davvero la sua intenzione ini- ziale. Purtroppo però chi ha la co- scienza sporca, ad esempio chi non paga le tasse, sospetta sempre di chi si comporta in modo disin- teressato».Ma l’affondo diMasse- roli non si ferma qui: «Sono stupi- to dalle parole del sindaco e di chi plaude a Celentano, che fa benefi- cenza alle associazioni scelte da lui, con i soldi pagati da ciascuno di noi. Preferirei che ciascun ita- liano potesse decidere come usare quei soldi e a chi fare beneficen- za». Su questo aspetto è invece MarioLavezzi a soccorrere ilMol- leggiato: «La beneficenza si fa di nascostoma, visto che è nata la po- lemica, Celentano ha fatto bene ad annunciare a chi e come avreb- be donato il denaro - spiega il can- tautore -.Tuttavia,Adriano è sem- pre stato attento ai problemi socia- li e anche altre volte ha aiutato Emergency. Di più: questo gesto potrebbe essere un esempioper al- tri e laRai dovrebbe fissare un tet- to ai compensi per gli artisti e da- re un buon servizio pubblico». Proprio la Rai è l’altro obiettivo polemico di Masseroli: «La beffa di Celentano arriva nei giorni in cui siamo obbligati a pagare la te- levisione di Stato. Se vogliamo es- ser seri sulle liberalizzazioni si pri- vatizzi la Rai, oppure l’azienda pubblica resti sulmercatoma sen- za il canone, alle stesse regole dei privati». Sull’argomento intervie- ne Diego Abatantuono: «Credo che la Rai abbia investito su Ce- lentano pensando al denaro della pubblicità che la sua performance farà riguadagnare. Il dibattito sul canone ci può stare, ma va fatto a partire dai tanti dirigenti che lavo- ranomale e fanno danni all’azien- da pubblica, ad esempio facendo perdere quote di audience ai tele- giornali. Non va fatto su chi porta ascolti come Celentano». “ ILDONODELMOLLEGGIATO “ IL CACHET ILGESTO www.ilgiorno.it/milano 69% 31% IL CANTANTERICEVERÀ UNACIFRASTELLARE PERPARTECIPAREASANREMO L’ARTISTAHAPROMESSO CHEDEVOLVERÀ ILCOMPENSOAI POVERI Il dibattito lo aprirei sui dirigenti che fanno danni all’azienda pubblica non su chi porta ascolti come Celentano di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — SINDACO GIULIANO PISAPIA, ha parlato con Adriano Celentano a proposito della scelta del cantante di devolvere il cachet che gli ha riser- vato il Festival di Sanremo a sette città tra le quali ancheMilano? Che vi siete detti? «Sì, ho parlato conAdriano Celentano e con suamo- glie, ClaudiaMori.Quandomihanno chiamato emi hanno parlato dell’iniziativa sono stato molto con- tento e ho apprezzato questa scelta. Perché unisce il Nord e il Sud del Paese, grazie al coinvolgimento di diversi Comuni. E unisce anche l’Italia con il mon- do, perché parte del cachet sarà devoluto a favore di ospedali di Emergency. Ma devo dire la verità: non sono rimasto particolarmente colpito dalla sua scelta perché Celentano è rock, è un personaggio dal quale possiamo aspettarci di tutto, compreso un gesto di grande generosità come questo». Le ha spiegato perché tra le sette città destina- tarie del cachet ha scelto ancheMilano? «Evidentemente ha ritenuto che Milano sia tornata a essere una città rock». Che pensava del cachet riservato dalla Rai a Celentano prima che il cantante decidesse di devolverlo?Permolti350milaeuroperunase- rata o 750 mila euro per tre serate sono un emolumento davvero troppo alto. «LaRai fa delle scelte che rispondono anche a criteri economici, evidentemente hanno ritenuto che gli in- troiti da pubblicità, sponsor e altre fonti potessero sostenere un cachet di quella portata». L’opposizione comunale però è critica: “Celen- tano - dice il capogruppo del Pdl, CarloMasse- roli - fa beneficenza con soldi nostri”. «Èuna critica che non capisco. Sono soldi cheCelen- tano avrebbe potuto tenere per sé. Non capisco cosa ci sia da criticare sul fatto che in unmomento di cri- si come quello attuale, difficile permolti e insosteni- bile per alcuni altri, Adriano abbia deciso di devolve- re quei soldi a famiglie in difficoltà e a ospedali che da tempo lavorano in situazioni estreme». Come selezionerete le famiglie destinatarie dell’elargizione? «Non lo abbiamo ancora deciso. Purtroppo a Mila- no, così come in tutta Italia, non sarà difficile, in que- sto momento, trovare delle famiglie numerose che non ce la fanno proprio ad arrivare alla fine del me- se». giambattista.anastasio@ilgiorno.net «Adriano ha scelto Milano perché è tornata una città rock» Il sindaco Pisapia: gesto generoso, sbaglia chi lo critica DIEGO ABATANTUONO Dario Fo Carlo Masseroli Penso che la beneficenza si faccia di nascosto ma visto che c’è polemica Adriano ha fatto bene a dire a chi avrebbe dato i soldi Ègiusto che il Comune accetti la beneficenza diAdrianoCelentano? Giuliano Pisapia Adriano Celentano LE REAZIONI DARIO FO LO GIUSTIFICA: È UN PRIMITIVO, HA AGITO D’ISTINTO L’ira di Masseroli: basso populismo noi paghiamo la Rai e lui regala i soldi MARIO LAVEZZI
  • ••15DOMENICA 11 MARZO 2012 I TEMI Il Pdl vuole unmanifesto davanti a Palazzo Marino Il Pd: testo bipartisan lunedì in Consiglio Il primo cittadino oggi incontrerà il console indiano per parlare dei militari arrestati Mozioni in aula 33% Vertice col console www.ilgiorno.it/milano di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — «LO STRISCIONE per i marò in Galleria? Non penso che vada tolto». Il sindaco Giuliano Pisa- pia getta acqua sul fuoco della po- lemica sul poster che il Pdl ha sro- tolato venerdì pomeriggio da una finestra del proprio gruppo consi- liare affacciata sull’Ottagono. Un blitz, orchestrato dal consigliere pidiellino Riccardo De Corato, chenon è piaciuto pernulla al pre- sidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, che un paio d’ore dopo la posa dello striscione ha mandato i vigili urbani con l’ordi- ne di rimuoverlo. Ilmotivo? Il di- vieto di esporre manifesti sugli edifici comunali senza autorizza- zione. Niente da fare. De Corato, che è anche parlamentare, si è ri- fiutato di dare le chiavi ai ghisa: «Questo è l’ufficio di un deputato e ci vuole l’autorizzazione del Par- lamento». Risultato: lo striscione con i volti diMassimilianoLator- re e SalvatoreGirone (ancora dete- nuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori) e la scritta «Salviamo i nostrimarò» anche ie- ri sventolava in Galleria. Con il benestare di Pisapia. IL SINDACO oggi pomeriggio incontrerà il console indiano Sanjay Kumar Verma. «È ora di passare dagli striscioni ai fatti — sottolinea il numero unodi Palaz- zo Marino —. Darò delle idee su come aiutare Italia e India a risol- vere il problema». Pisapia si veste da diplomatico ma domani in Consiglio comunale la sua mag- gioranzadovrà tentare di sbroglia- re il nodo che riguarda lemozioni sullo striscione pro-marò da met- tere sulla facciata di PalazzoMari- no.Lunedì scorso il Pdl ha propo- sto una mozione che chiedeva di esporre un manifesto con la scrit- ta «Salviamo i nostrimarò».Nien- te di fatto. Il centrosinistra ha im- pedito che il documento venisse discusso. Ma ora la capogruppo del PdCarmelaRozza sta lavoran- do a una «mozione unitaria» che prevede lo striscione e la scritta «Riconsegnate i marò all’Italia». Pisapia si augura «una discussio- ne costruttiva». Il Pdl annuncia battaglia. Il coordinatore Giulio Gallera parla di «ripensamento del sindaco» sullo striscione appe- so inGallera.DeCorato rincara la dose: «L’incontro di Pisapia con il console è solo propaganda per recuperare le figuracce di questi giorni». Il Pdl domani intende ri- proporre in aula la stessamozione di lunedì scorso. Se sarà bocciata, l’opposizione valuterà se votare quella proposta dalla maggioran- za. «Tutto dipende dalla scritta», prende tempo De Corato. massimiliano.mingoia@ilgiorno.net UN FACCIA A FACCIA in nome della sinistra arancione. Il sindaco Giuliano Pisapia e il vincitore delle primarie del centrosinistra aGeno- vaMarcoDoria, che ha sconfitto il candidato del Pd come fece Pisapia, ieri pomeriggio sono stati i protagonisti della presentazione del libro «La sinistra arancione.DaMilano all’Italia?» (L’Ornitorinco, 116 pagi- ne, 10 euro) di Tomaso Greco e Jacopo Perazzoli alla Feltrinelli Ex- press in Stazione Centrale. Doria: «Forti analogie con Pisapia». Pisa- pia: «A Genova sfida possibile». Ma Pisapia ha frenato su una lista di sindaci arancioni in vista delle elezioni politiche. Patto arancione a sinistra conDoria 67% Giusto scegliere di privatizzare laSea? Marò, sì di Pisapia al poster inGalleria «Ma ora servono fatti» Il sindaco: lo striscione Pdl può restare — MILANO — SCELTE DOLOROSE per non far diminuire i servizi aimilanesi. L’affaire Sea potrebbe concluder- si così, ma ancora nulla è deciso. Parole di Giuliano Pisapia. Il sin- daco, davanti alla platea delle Acli, è sembrato fare un passo in avanti nella direzione della vendi- ta del 25 per cento delle quote del- la Sea (la società controllata dal Comune che gestisce gli aeroporti diLinate eMalpensa) per far repe- rire al Comune i 300milioni di eu- ro indispensabili per acquistare 30 nuovi treni della linea 1 della metropolitana in vista dell’Expo 2015. Un’operazione già descritta dall’assessore al Bilancio Bruno Tabacci. Pisapia, per ora, non la conferma, ma sottolinea: «Se do- vremo fare scelte dolorose che ga- rantiranno a tutti il posto di lavo- ro dove c’è, credo saranno da ri- spettare, perché l’unica cosa che non possiamo fare è diminuire i servizi difficili da erogare in una dura situazione di bilancio». I 5 mila lavoratori della Sea, intanto, si preparano allo sciopero fissato il prossimo 27 marzo. «Il diritto di sciopero è intoccabile e lo ri- spetterò sempre», afferma Pisa- pia. Un lancio di agenzia, intanto, afferma cheTabacci avrebbe defi- nito «illegittimo» lo sciopero. Im- mediata la replica diOnorioRosa- ti (Cgil): Il sindacato è una forza responsabile». M.Min. AEROPORTI «NULLA È DECISO. LO SCIOPERO? DA RISPETTARE» Vendita Sea, la Giunta: possibili scelte dolorose di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — A MENO di una settimana dalla data spartiacque di venerdì 17 marzo, il Comune lancia un appel- lo a quanti, dal 16 gennaio ad og- gi, sono entrati inAreaC senza pa- gare il pedaggio o, nel caso dei re- sidenti in centro e del traffico di servizio, senza regolarizzare la propria posizione iscrivendosi al database. «Da lunedì 19 — ricor- da la nota di Palazzo Marino — ogni ingressonellaCerchia deiBa- stioni dovrà essere accompagnato dall’attivazione del tagliando il giorno stesso in cui lo si effettua o al massimo entro la mezzanotte del giorno successivo».Detto altri- menti: da lunedì 19 si torna alla normalità, il pedaggio va pagato nel giro di 24 ore. Pena, 87 euro di multa. Secondo i dati di Palazzo Marino, in questi primi due mesi si sono registrati al database 28.354 residenti in centro. Secon- do le stime diffuse daAmat prima dell’avvio della congestion char- ge, il totale dei veicoli intestati a residenti o domiciliati in centro ammonta a 41.900 unità. All’ap- pello mancherebbero quindi 13.500 targhe. Quanto al traffico di servizio, i veicoli già registrati sono 18.375. Certo è che finora gli ingressi nella Cerchia già pagati sono 477 mila. Tale è, infatti, il numero dei codici Pin attivati. Quale che sia la modalità di paga- mento scelta, l’automobilista de- ve infatti attivare un codice se vuole procedere a saldare il conto con Area C. Oltre 300mila i codi- ci attivati tramite il tagliando gior- naliero, quello da 5 euro, 14.600 tramite i tagliandi che consento- no più ingressi. In 83 mila hanno scelto il Telepass, 15 mila le ri- chieste di attivazione del Rid sul conto corrente bancario, modali- tà di pagamento. Intanto il sito - non istituzionale - www.areacmi- lano.it ha lanciato un sondaggio sulla segnaletica predisposta dal Comune. Leggibile o no? «No», secondo i primi commenti. giambattista.anastasio IL 17 SCADE LA MORATORIA. ALL’APPELLO MANCANO 13 MILA RESIDENTI Area C, il Comune ai ritardatari: 7 giorni per pagare Bruno Tabacci Giuliano Pisapia
  • •• 2 MILANOATTUALITA’ MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 “ La polizia ha sgomberato i manifestanti che hanno occupato il cortile di Palazzo Marino BLITZAPALAZZOMARINO Le tensioni L’INCURSIONE ALLE 14.15DI IERI 26MILITANTI DELCANTIERE HANNOOCCUPATO IL CORTILEDELCOMUNE EPOI FATTO IRRUZIONE IN SALAALESSI — MILANO — C’È UN ELEMENTO «confor- tante» e un altro inquietante a pro- posito dei No Tav a Milano. Par- tiamo dai numeri: secondo gli in- vestigatori della Digos la protesta contro la Torino-Lione in Val di Susa non ha attecchito. Almeno non ha fatto presa come i leader del Movimento si attendevano («ma questo non consente né di abbassare al guardia, né di mini- mizzare la protesta», ammonisco- no gli esperti). La brutta notizia è che il bacino da cui «pescano» i NoTav è sconfinato: centri socia- li, anarchici, insurrezionalisti, an- tagonisti, collettivi. Una galassia, appunto. Dove a turno prendono il sopravvento componenti più o meno violente. Un movimento molto articolato, senza regia, sen- za cupola e con strategiemultiple. A volte in contrapposizione (l’at- tentato dell’altro ieri è stato scon- fessato dai No Tav). A MILANO, a portare acqua al mulino dei cosiddetti «valligiani» sono in tanti: il Cantiere, gli ex della Bottiglieria occupata, gli ex del Conchetta, Cox 18, il Torchie- ra.Case occupate, centri sociali co- stretti a chiudere e a spostarsi, ad occupare piscine, capannoni e poi sgomberati. Quartiere generale il Ticinese, ma non solo. Senza di- menticare anche i centri sociali or- mai quasi conquistati alla legalità, da via dei Transiti, dove ancora funziona il laboratorio popolare e il Lencavallo. Frange estremiste, numericamente insignificanti ri- spetto al seguito degli storici Cen- tri sociali milanesi. E poi gli ex anarchici, dalla famosa casa di via De Amicis al collettivo anarchico turbolento negli anni 90 che ave- va firmato gli attentati a palazzo Marino, all’intendenza di Finan- za, alla caserma dei carabinieri. E infine il variegato mondo dei col- lettivi studenteschi. L’elenco è lungo e cambia di continuo, pro- prio perché la stagione degli sgomberi, soprattutto con la giun- ta Moratti, ha cercato di prosciu- gare lo stagno dove sguazzano i potenziali agitatori. Non sempre con successo. Ma il paradosso è fin troppo evidente: nonostante questo bacino, le iniziative deiNo Tavhanno raccolto adesioni «mo- deste». Negli ultimi due mesi, da quando la questione della Val di Susa ha ripreso vigore, a Milano ci sono state nove manifestazio- ne, tra blitz nelle stazioni (Centra- le, Rogoredo e Lambrate) cortei più omeno spontanei, occupazio- ni di scuole, librerie e strade. L’IRRUZIONE inComunedi ie- ri non è altro che la replica di quanto avvenne il primomarzo al liceo classico Carducci. Anche in quella occasione una conferenza del procuratore Caselli era stata boicottata.E il 24 gennaio alla Fel- trinelli di corso Buenos Aires il «movimento» aveva protestato contro l’uscita del film Acab (sul- le violenze alG8). Lamobilitazio- ne parte dai siti storici degli anta- gonisti, Indymedia, innanzitutto, ma non solo. E con i social network la parola d’ordine si pro- paga in tempo reale a distanza di centinaia di chilometri. Così si de- cide di bloccare la stazione Cen- trale o di impedire l’incontro in Comune. Si tratta di un «manipo- lo» di giovani. Alcune centinaia, sostengono alla Digos. Che han- no una formazione politica diver- sissima, dai centri sociali ai collet- tivi studenteschi anarchico-insur- rezionalisti. Questi ultimi riman- gono attualmente quelli col poten- ziale violento più evidente e peri- coloso. T.F. — MILANO — CONDANNA pressoché unani- medel blitzNoTav aPalazzoMa- rino. Con sfumature diverse. Si parte dal Pd: «L’irruzione in Sala Alessi è un atto squadrista — at- tacca il deputato Emanuele Fiano —. Il movimento No Tav si con- ferma purtroppo animato da pul- sioni che niente hanno a che fare con l’espressione democratica del dissenso». Sulla stessa linea il ca- pogruppodel Pd inComune, Car- mela Rozza: «Ho visto solo tanta arroganza e molta presunzione» afferma Rozza. Fuori dal coro del centrosinistra il presidente del Consiglio comunale, Basilio Riz- zo, che definisce la protesta «legit- tima» perché «tutti sono liberi di parlare». Di tutt’altro tenore le prese di posizione del centrode- stra. Che pone l’accento sul pre- sunto atteggiamento «buonista» della Giunta Pisapia nei confron- ti dei centri sociali. «Colpevole ac- condiscendenza», la definizione del pidiellino Giulio Gallera, che reputa «grave» il fatto che «invece di procedere immediatamente al- lo sgombero del cortile e all’arre- sto di chi ha fatto irruzione si è aperta una trattativa capitanata dai rappresentanti dei centri so- ciali in Consiglio comunale, Luca Gibillini eMirkoMazzali».Duris- simo l’ex vicesindaco Riccardo De Corato: «Non era mai accadu- to che questi squallidi personaggi organizzassero una squallida bra- vatadel genere: la curaPisapia-Li- monta è clamorosamente fallita». Gli fa eco il leghistaMatteo Salvi- ni: «Con Palazzo Marino occupa- to il sindaco Pisapia raccoglie quello che ha seminato, amoreg- giando con no global e centri so- ciali». Condanna senza se e senza ma anche da Guido Podestà:« So- no capaci solo di imporre la pro- pria ideologia antidemocratica e incivile». Indignati anche Formi- goni («Escalation inaccettabile») e Roberto Maroni: «La Tav non c’entra — chiosa l’ex ministro dell’Interno—questi sono violen- ti che devono essere contrastati con ogni mezzo». Sconcertato il presidente dell’Anpi Lombardia, Antonio Pizzinato, che commen- ta così lo striscione esposto dai manifestanti («Non usate la me- moria dei vecchi partigiani con- tro i partigiani di oggi»): «Sono lo- ro che si mettono contro i parti- giani — afferma Pizzinato — che si sono battuti per unPaese demo- cratico e senza violenza». L’area deiNoTav dai centri sociali all’ala anarchica Ecco la galassia degli antagonisti Ancora una volta assistiamo ad azioni intimidatorie condotte da nonmeglio precisati gruppi No Tav Grave lo striscione anti-Anpi LE REAZIONI CONDANNA DALL’ANPI Pdl e Lega attaccano il sindaco «Raccoglie quel che ha seminato» Fiano (Pd): un atto da squadristi I punti caldi in città VIA DE AMICIS Gli eredi della famosa casa del collettivo anarchico che fu accusato di attentati dimostrativi IL PRESIDENTE Basilio Rizzo, che guida il Consiglio comunale è stato il primo a scendere A destra, il procuratore Giancarlo Caselli GUIDO PODESTÀ VIA MONTEROSA Il centro sociale Il Cantiere è fra i più attivi Molti i giovani che ne fanno parte Attivo il supporto al fronte No Tav BOTTIGLIERIA Stabile in via Savona occupato e sgomberato diverse volte nell’arco degli ultimi anni TRANSITI Nello stabile occupato in zona Loreto si era concluso un corteo dei No Tav
  • MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MILANOATTUALITA’ 3 •• “ “ “ L’assalto dei giovani No Tav al portone di Palazzo Marino Il blitz si è concluso con l’intervento della polizia L’invasione L’OBIETTIVO NELMIRINO DEIMANIFESTANTI IL CONVEGNO «LEGALITÀ DIFFICILE» DI QUATTRO OREDOPO CON LA PARTECIPAZIONE DEL GIUDICE CASELLI GLI ALTRIBERSAGLI CONTESTATI ANCHE I PARTIGIANI CRITICHEALLAGIUNTACHEHACONCESSO ILPRESTIGIOSO SPAZIO PERLACONFERENZA di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — PIAZZADELLASCALA. Ore 14.15. Il blitz deiNoTav scatta fulmi- neo. Ventisei militanti del centro sociale Cantiere irrompono all’inter- no di PalazzoMarino. Poco possono fare i due vigili urbani piazzati di fronte all’ingresso della sede del Comune. Gli antagonisti, quasi tutti giovanissimi, occupano prima il cortile di Palazzo Marino, poi dieci di loro riescono a entrare nella prestigiosa Sala Alessi, dove quattro ore dopo è in programma il convegno «Legalità difficile». Tra i relatori an- nunciati, il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, colui che lo scorso gennaio ha fatto scattare gli arresti nei confronti di 26 manife- stanti No Tav della Val di Susa. I manifestanti del Cantiere occupano Palazzo Marino proprio per contestare la presenza di Caselli al conve- gno.Manelmirino finiscono anche l’Anpi, tra gli organizzatori dell’in- contro, e la Giunta «arancione» guidata dal sindaco Giuliano Pisapia, rea, secondo i disobbedienti, di aver concesso la sala per il convegno con l’«odiato» Caselli. I militanti del Cantiere srotolano subito lo stri- scione «Non usate la memoria dei vecchi partigiani contro i partigiani di oggi. Da che parte fischia il vento?» e intonano il coro «Mio nonno partigiano me l’ha insegnato, la Resistenza non è reato». Il presidente del Consiglio comunale BasilioRizzo e il consigliere di SelMirkoMaz- zali, entrambi esponenti della sinistra radicale, tentano una mediazio- ne con gli occupanti. Rizzo avanza due proposte: far parlare i giovani durante il convegno conCaselli o ospitarli per un altro incontro il gior- no dopo. Niente da fare. Le proposte sono rispedite al mittente. Gian- marco Peterlongo, 22 anni, uno dei portavoce dei Cantiere, è netto: «Non vogliamo far passare sotto silenzio la presenza di Caselli a Palaz- zoMarino. I manifestanti No Tav devono essere scarcerati». LATRATTATIVA si interrompe. Si passa alle maniere forti. Le for- ze dell’ordine trascinano fuori a forza i manifestanti dalla Sala Alessi e dal cortile del Comune. Nessun ferito. Gli antagonisti sgomberati da PalazzoMarino si siedono a terra in piazza della Scala. Il presidio dura un’oretta. I cori contro la Giunta Pisapia non mancano. Poi i manife- stanti si alzano e se ne vanno. Sono le 17.Manca ancora un’ora al conve- gno. A quel punto scende in campo il sindaco Giuliano Pisapia, che in una nota assicura: «Il convegno con Caselli si farà. Nessuno pensi di intimidirci con atti di violenza e sopraffazione». La condanna del blitz antagonista è netta: «La libertà di espressione è alla base della nostra convivenza democratica ed è alla base della nostra Costituzione. Non è accettabile che si cerchi di impedire lo svolgimento di un convegno organizzato a PalazzoMarino da numerose associazione, tra cui l’Anpi, sul temadella legalità conuna figura esemplare comequella diGiancar- lo Caselli». Carlo Smuraglia (Anpi), infine, replica così ai manifestanti che si definiscono «i nuovi partigiani»: «Non abusisinodella parola par- tigiano, c’è chi ha perso la vita per affermare la libertà di tutti». massimiliano.mingoia@ilgiorno.net L’INTERVENTODEGLI AGENTI DOPOUNATRATTATIVA CONMAZZALI ERIZZO ARRIVANOLE FORZEDELL’ORDINE PERSGOMBERARE IMANIFESTANTI Non era mai accaduto che simili personaggi organizzassero una protesta così squallida La cura arancione ha fallito Non abusino della parola partigiano perché c’è gente che ha perso la vita per affermare la libertà di tutti — MILANO — GIUNTO regolarmente al dibattito sulla legalità previsto per le 18, accolto da unminuto di applau- si da aprte delle molte persone che riempivano la Sala Alessi, il procuratore capo di Torino Gian- carlo Caselli ha stigmatizzato subito la scelta dei No Tav di occupare per protesta Palazzo Marino. «Ringrazio la gente presente in sala - ha detto - che testimonia essere contro chi manifesta, dicia- mo così in maniera piuttosto discutibile, delle idee che con la democrazia non ha nulla a che ve- dere. Una sala così piena è riaffermazione che la democrazia è rispetto di tutto e tutti ma non di chi non ha rispetto degli altri». E circa il timore che prova su certe ripetute manifestazioni di dis- senso da parte degli antagonisti, risponde in mo- do altrettanto chiaro: «Se non mi sentissi minac- ciato leggendo certe scritte sui muri, che spero non si ripetano, sarei superficiale». Ma ne ha an- che per l’associazione dei partigiani e in particola- re per il presidente Smuraglia, che riguardo alla contestazione dei No Tav aveva detto: «E’ una contestazione a Caselli o alla libertà di tutti? E’ una contestazione a chiun- que voglia esprimere il proprio pensiero». «Se Smuraglia - è la secca replica di Caselli - avvoca- to, professore e presidente dell’Anpi ha detto quelle cose avrà le sue buone ragioni». Infine Caselli interviene anche sul tema del convegno, la legalità: «Noi magistrati - dice - registriamo e ricostruiamo i fatti accaduti, ma spetta alla politica, che deve rivendica- re il suo ruolo, trarre spunti dagli ele- menti dell’attualità. Bisogna trovare unità di intenti, non solo formale, come è accaduto dopo le stragi di Falcone e Borsellino. Per questo è importante che la Commis- sione sia stata votata dal Consiglio comunale all’unanimità: in demo- crazia non è consentito dividersi sul contrasto alle mafie» LA REPLICA IL PROCURATORE CAPO HA PARTECIPATO AL DIBATTITO SULLA LEGALITÀ «Se non mi sentissi minacciato sarei un superficiale» Nessuno pensi di intimidirci con violenza e sopraffazione La libertà di espressione è alla base della nostra convivenza democratica Occupato il Comune Protesta controCaselli Pisapia: è inaccettabile L’azione del Cantiere per bloccare un convegno RICCARDO DECORATO CARLO SMURAGLIA GIULIANO PISAPIA
  • •• 4 MILANOATTUALITA’ VENERDÌ 6 APRILE 2012 GIOIELLI INVENDITA LAMISSIVAI 71MARCHI PRESTIGIOSI SUGGERISCONO ALCOMUNEUNACOGESTIONE: L’AREAÈVALUTATAUNMILIARDODI EURO — MILANO — SANTO VERSACE, il presidente di Altagam- ma, «conferma tutto» quel che ha detto l’assesso- re al BilancioBrunoTabacci, il suo vicinodi ban- co alla Camera, sulla proposta di creare una Fon- dazione per laGalleria tra l’associazione dei gran- dimarchi italiani dellamoda e del design e il Co- mune, pubblica al 51 per cento e privata al 49. Per i dettagli rimanda ai dirigenti di Altagamma, che ieri non erano raggiungibili, ma intanto prende corpo l’idea di trasformare il salotto di Milano in un bis del Quadrilatero dellaModa. Idea che non sconvolge la quasi confinante cittadella delle grif- fe, o almeno non Guglielmo Miani, presidente dell’associazione di viaMontenapoleone che ne è l’arteria. «Non ne sapevo nulla - confessa -. Ma ben venga un’operazione che valorizzerebbe un bene così importante per Milano come la Galle- ria, utilizzandolo per promuovere le eccellenze italiane e il lusso». Miani la Galleria la conosce: non solo è amministratore delegato di Larusmia- ni, griffe di sartoria che vi ebbe il suo storico ne- gozio,ma i suoi zii gestiscono l’altrettanto storico BarZucca, oggi tornato Camparino. E al bivio tra considerare l’operazione Altagamma una minac- cia o un volan opta decisamente per il volano: «Bi- sogna ricordarsi, e ne è un esempio la recente vit- toria di Prada nel bando per occupare gli spazi del McDonald’s con un’offerta ben superiore a quella di Apple, che ci sono imprenditori che ri- schiano per supportare l’Ottagono». CON QUALCHE precisazione, però. Primo, da- to che Altagamma riunisce le griffe del Made in Italy, «amio avviso ènecessario offrire pari oppor- tunità di accedere a una vetrina così importante ai brand stranieri che investono a Milano». Fer- mo restando il mix tra boutique e caffè, «che pe- raltro cerchiamo di promuovere anche in via Montenapoleone, dove negli ultimi 18 mesi han- no aperto due ristoranti e altri arriveranno in fu- turo. Bisognerebbe invece limitare le attività non strategiche per una galleria del lusso». Tipo il fast food. Ferma restando anche una differenza so- stanziale tra ilmonumento e un’arteria tipoMon- tenapo: «LaGalleria èmèta di turismo anche cul- turale, non solo per shopping. Questo comporta dinamiche diverse in termini di fatturato, impat- to, attrattività». E mobilità: «Mi batto ogni gior- no per far comprendere cheMontenapoleone de- ve restare aperta al traffico, proprio perché ha una clientela completamente differente». E ipotiz- zando un ingresso dei privati in Galleria col 49 per cento, «il chemi auguro comporti investimen- ti adeguati al valore dell’immobile di cui parlia- mo», le nuove risorse «dovrebbero servire anche a riqualificare altre strade importanti per il turi- smo.Ad esempio imarciapiedi di viaMontenapo- leone». Giulia Bonezzi giulia.bonezzi@ilgiorno.net LA REAZIONE MIANI, LEADER DEI COMMERCIANTI DI MONTENAPOLEONE Anche il Quadrilatero ci sta «Ma le griffe straniere restino qui» SNOBBATO L’edificio al 10 di corso di Porta Romana non è stato assegnato durante l’asta IMMOBILI IN VENDITA, A SEGNO 2 GARE SU 5 Sede di Porta Romana l’asta fa ancora flop Alla Giunta 2 milioni 35 Santo Versace ATTRATTIVA Il Comune di Milano potrebbe accettare l’ingresso di altri soci nella proprietà dello storico immobile che si affaccia su piazza Duomo Gli edifici sulmercato CEDUTO Lo stabile di via Lelio Basso 9 venduto all’asta di GIAMBATTISTA ANASTASIO — MILANO — PER LA PRIMA VOLTA sulmercato conunbando riveduto e corret- to.Ma non è servito: il palazzo gioiello del patrimonio comunale, quel- lo al civico 10 di corso di Porta Romana, valore di partenza di 39.6 mi- lioni di euro, è rimasto invenduto. La nuova asta si è chiusa il 31 mar- zo, ma senza offerte. L’immobile fu al centro di un caso chiusosi solo ad ottobre 2011. Nel 2007 gli uffici comunali non ritennero di dover togliere dal bando di vendita, alla voce «pesi e gravami», il vincolo di destinazione d’uso che obbligava l’eventuale acquirente a riservare gli 11 mila metri quadrati del palazzo ad uffici pubblici. La delibera di fine 2011ha eliminato quel vincolo, il palazzo è stato rimesso sulmerca- to insieme agli altri immobili inseriti nei fondi immobiliari «Milano 1» e «Milano 2» della società Bnp Paribas Reims Sgr, in cui il Comune ha delle quote. Alla data del 31 marzo, giorno di chiusura dell’ultima asta, risultano venduti 2 immobili sui 4 del fondo 2 messi sul mercato. Oltre allo stabile di corso di Porta Romana, che rientra nel fondo 1. Settimana prossima si terrà una riunione tra gli esperti di Bnp Paribas Reims e i broker per mettere a punto nuove strategie di vendita pro- prio per l’immobile di corso di Porta Romana. «In questo momento il mercato è fermo—dice Alberto Segneghi, responsabile Fondi pubbli- ci di Bnp Reims—. Quel palazzo può essere acquistato solo da svilup- patori immobiliari». Oltre ai 39.6 milioni di euro di base d’asta, chi compra dovrà spenderne altri 20 per lavori di ristrutturazione. «Il gros- so del patrimonio immobiliare del fondo — precisa però Segneghi — sarà messo in asta quest’estate, intorno a luglio». Nulla è perduto, in- somma. Intanto il Comune e la società immobiliare devono acconten- tarsi della cessione - concretizzatasi nella gara del 31 marzo - del casci- nale di via Lelio Basso 9 e dei capannoni di via Galileo Ferraris 7. Il primo vale 1.050.000 euro, il secondo 700.000 euro. Invenduti, oltre al palazzo di corso di PortaRomana, gli immobili di piazzaleAbbiategras- so e via Don Calabria: valore complessivo di 7 milioni di euro. giambattista.anastasio@ilgiorno.net Milioni di euro di incasso per gli affitti nel caso l’operazione portasse a una revisione dei canoni di locazione
  • VENERDÌ 6 APRILE 2012 MILANOATTUALITA’ 5 •• IL RUOLOPOLITICO L’ASSESSORE AL BILANCIO E SANTO VERSACE SONOVICINI DI SCRANNO INPARLAMENTO UNCONTATTOAGEVOLATODAGLI INCONTRI IL CONTROLLOPUBBLICO NELLAPROPOSTADEI PRIVATI SI ASSICURA ALL’AMMINISTRAZIONELAMAGGIORANZA CON IL 51%DIUNFONDO IMMOBILIARE PERTURISTI L’OBIETTIVODEI PRIVATI ÈUNSALOTTO CHEDIVENTIUNLUOGODEDICATO ALLOSHOPPINGPERSTRANIERI — MILANO — «LA GALLERIAnon può essere solo un luogo esclusivo.Nel Salotto devono avere spazi anche le associazioni culturali e i giovani del Con- servatorio». La capogruppo del Pd Carmela Rozza frena sull’offerta rivolta al sindaco Giuliano Pisapia dalla Fondazione Altagamma. L’idea di un Salotto che diventi un paradiso delle griffe e sia dedicato esclusivamente allo shopping dei turisti stranieri non sembra convin- cere il maggior partito della maggioranza a Palazzo Marino. Giusto mercoledì, prima che l’offerta delle griffe diventasse di pubblico domi- nio, alcuni consiglieri del Pd, da Mattia Stanzani a Carlo Monguzzi, avevano difeso la presenza in Galleria di McDonald’s, che invece do- vrà lasciare spazio a Prada. Monguzzi ieri su Facebook ha precisato il suo pensiero: «All’Ottagono in Galleria non mi piacciono né McDo- nald’s né Prada. Non ci fossero vincoli giuridici ed economici preferi- rei che ci fosse una libreria con tavolini dove gustare tisane o buon vino senza dover accendere unmutuo». Un’idea del Salotto molto di- versa da quella presentata da Santo Versace al Comune. L’opposizio- ne, intanto, punta il dito contro l’assessore Bruno Tabacci. Sì, perché sembra essere statoTabacci, vicino di scrannodiVersace inParlamen- to, il regista dell’operazione griffe nel Salotto. Il capogruppo del Pdl CarloMasseroli attacca: «Dopo quello che sta accadendo per la Galle- ria si può parlare dimetodoTabacci: una trattativa privata che diven- terà una gara pubblica di cui si conosce già il vincitore. La Galleria come la Sea». Masseroli contesta il metodo ma anche il merito dell’operazione: «Chi l’ha detto che in Galleria ci debbano essere solo le griffe della moda? L’interesse pubblico è che la Galleria viva 24 ore al giorno. Magari anche conmarchi come Apple». RiccardoDe Cora- to, infine, nota: «Anche sulla Galleria nella maggioranza rosso-aran- cione la scena è sempre la stessa: confusione e risse». M.Min. REAZIONI MASSEROLI: VICENDA SIMILE ALLA SEA Il Pd: no a un luogoper ricchi Il Pdl critica ilmetodoTabacci 49% 51% 35 127 di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — UN «PARADISO» DELLE GRIFFE di alta moda in Galleria Vittorio Emanuele grazie a una cogestio- ne pubblico-privato del Salotto dei milanesi che po- trebbe fruttare a Palazzo Marino, proprietario della Galleria, 450milioni di euro.La proposta è contenu- ta in una lettera datata 15 marzo e indirizzata al sin- dacoGiulianoPisapia.Lamissiva è firmata dal parla- mentare dell’Api Santo Versace in qualità di presi- dente della Fondazione Altagamma, che raggruppa 71marchi di prestigio tra cuiFerrari, Valentino,Ver- sace, Tod’s, Salvatore Ferragamo, Artemide, Ducati, Zegna, Etro, Illy, Loro Piana, Max Mara e Techno- gym, giusto per citarne alcuni. Il rutelliano Versace è vicino di scranno a Montecitorio dell’assessore al Bilancio Bruno Tabacci. Un contatto che sembra aver agevolato, e nonpoco, la presentazione dellama- nifestazione di intereresse per la Galleria da parte della Fondazione Altagamma al Comune. TABACCI, non a caso, promuove l’idea del «Salotto della moda» e aggiunge: «La prossima settimana il sindaco incontrerà i vertici di Altagammaper appro- fondire il discorso». Valore stimato della Galleria: unmiliardo di euro. La formula che potrebbemette- re d’accordo Comune e griffe? «Una cogestione con controllo perpetuo della Galleria da parte di Palazzo Marino», spiega Tabacci. Lo strumento con cui rag- giungere l’obiettivo? Un fondo immobiliare di cui il Comune avrebbe il 51 per cento delle quote e i priva- ti il 49 per cento. La formula èmessa nero su bianco nella lettera inviata al sindaco. Nella missiva si pro- pone di «realizzare un progetto di merchandising che coinvolta anche i piani superiori della Galleria», si parla del «conferimento del cespite (la Galleria, ndr) a un fondo immobiliare gestito da Sgr (società di gestione del risparmio, ndr)». La proposta prevede di «predisporre un piano economico-finanziario che promuova il mantenimento perpetuo della titolarità e della proprietà al Comune attraverso lamaggioran- za delle quote del fondo». Ai privati già in affitto in Galleria sarebbe «offerta una prelazione» per entrare nella quota minoritaria del fondo (il 49 per cento). Per Palazzo Marino «l’incasso previsto è di 450 mi- lioni di euro». «L’adeguamento del valore locativo» del 51 per cento del fondo porterebbe nelle casse co- munali «35 milioni di euro all’anno». Un affarone per il Comune, che ora incassa appena 127mila euro dall’affitto dei piani alti dellaGalleria. Tabacci sotto- linea il dato economico: «Adesso la Galleria frutta praticamente zero. Questa offerta invece la valuta un miliardo di euro». SOLDI A PARTE, lo scetticismo della maggioran- za in Comune è determinato dall’aspetto culturale dell’operazione. Sì, perché l’obiettivo di Altagamma è strettamente commerciale: «Determinare un vola- no di sviluppo del turismo finalizzato allo sviluppo del turismoda shopping». Indicate anche le naziona- lità dei turisti su cui si punta: «Stati Uniti, Canada e Giappone». Insomma, la Galleria che diventa un pa- radiso delle shopping per attirare turisti danarosi. massimiliano.mingoia@ilgiorno.net Galleria, offerta al Comune: compriamometà del Salotto in cambio di 450milioni Lettera di Versace (Altagamma) al sindaco Pisapia La percentuale che passerebbe nelle mani del nuovo socio privato La quota di proprietà della Galleria che resterebbe nelle mani di Palazzo Marino L’affitto annuo in migliaia di euro che oggi Palazzo Marino raccoglie dalla locazione dei piani alti Bruno Tabacci
  • •• 4 MILANOATTUALITA’ MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2012 Il vento arancione prometteva centri per i giovani e spazi per la cultura. In realtà nulla è stato realizzato È intollerabile che vi siano grattacieli lasciati a marcire mentre i cittadini non hanno luoghi in cui ritrovarsi Le occupazioni sono una forzatura della legalità che le istituzioni non possono e non devono accettare Milano ha bisogno di spazi e Pisapia si sta impegnando per dare risposte concrete in questo senso Il caso della Torre Galfa è la prova di come a Milano ci sia bisogno di nuovi spazi di aggregazione La decisione del prefetto è incontestaile: non si possono tollerare delle violazioni di legge così evidenti HANNODETTO “ “ “ “ “ “ ILGRATTACIELOOCCUPATO RobertoCornelli Segretario del Pdmilanese RomanoLaRussa Consigliere regionale del Pdl Paolo Ferrero Segretario di Rifondazione RobertoBiscardini Segretario del Psi milanese GuidoPodestà Presidente della Provincia IL PRESIDIOCONDARIOFO IL PREMIONOBELHASOLIDARIZZATOALUNGO CONGLI ANTAGONISTI DELCOLLETTIVO: «STUPIDOSVUOTARELATORREPERNONUSARLA» Sgombero all’alba La torre Galfa torna libera e vuota Macao, nove attivisti denunciati RobertoFormigoni Presidente della Regione — MILANO — E ALLA FINE LE FORZE dell’ordine hanno sgomberato, all’alba, la Torre Galfa. Occupata da una decina di giorni da un col- lettivo che ha voluto attirare l’at- tenzione sulla mancanza di spazi sociali. Sgombero avvenuto nella massima tranquillità, i giovani, in tutto una ventina, presenti a quell’ora negli spazi del Colletti- vo Macao non hanno opposto al- cuna resistenza come racconta Giulia: «Tutto si è svolto nella massima tranquillità. Dieci di noi si sono offerti volontari per l’iden- tificazione. Il signor Ligresti ci ha regalato un container dove ripor- re le nostre cose, ma noi abbiamo declinato l’invito. Utilizzeremo mezzi nostri». E Dario Fo, fra i primi a sostenere i ragazzi del Col- lettivo Macao, ha criticato lo sgombero della Torre Galfa. «Ri- prendersi una torre per tenerle vuota come prima è un gesto im- becille, inutile», ha affermato il Premio Nobel. «Il diritto c’è se si fa qualcosa per la comunita», ha osservato. «Qui abbiamo gente pronta ad agire per i diritti - ha ag- giunto - loro (chi sgombera, ndr.) sono nell’inutilità dei gesti». «Non possiamo prescindere da ciò che accade oggi in Italia - ha poi continuato -, la classe politica dà i numeri, c’è il pericolo tsuna- mi che crolli tutto». Sul posto è giunto il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo. Presenti anchedon Virginio Colmegnadel- la Casa della Carità e il consigliere regionale Giulio Cavalli. Per ore gli accessi a viaGalvani sono rima- sti chiusi al traffico. A richiamare gente in via Galvani, ai piedi della torre, un tam tam partito su twit- ter nel medesimo istante in cui le forze dell’ordine si sono schierate all’ingresso della struttura, all’al- ba, per l’intervento richiesto dalla proprietà. «L’ESPERIENZA di Macao ha evidenziato - dicono all’unisono alcuni consiglieri comunali di maggioranza dei diversi partiti da Monguzzi a Mazzali - come una città come Milano abbia bisogno di spazi sociali, la politica e l’am- — MILANO — SI PRESENTA di fronte ai gio- vani di Macao poco dopo le 18.30 e annuncia che il Comune è pronto a mettere a loro disposi- zione l’ex Ansaldo di via Torto- na, «spazi che ricordano una par- te della storia di Milano». Il sin- dacoGiulianoPisapia incassa ap- plausi tiepidi ma anche qualche fischio in via Galvani, dove ieri gli occupanti della Torre Galfa sgomberata di prima mattina si sono radunati in assemblea per- manente. Una «no stop» di inter- venti, spesso critici nei confron- ti del primo cittadino. Il «popolo di Macao» accusa Pisapia di non aver impedito lo sgombero del grattacielo di proprietà del grup- po Ligresti. VOCI che rimbalzano fino a Pa- lazzo Marino. Alla 10, in via De Amicis, durante la commemora- zione pubblica di Antonio Cu- stra, Pisapia si schiera con gli or- mai ex occupanti abusivi: «Tutti i temi che riguardano la cultura non si possono risolvere con gli sgomberi». E ancora: «Macao è un’esperienza molto positiva, un metodo innovativo che in Italia e in Europa ha già avuto succes- so». Non solo. Il sindaco fa capi- re che il Comune sta pensando all’assegnazione diretta di uno spazio ai giovani sbattuti fuori dalla Torre Galfa. Alle 12.30 Pi- sapia raduna gli assessori pro- prio per discutere di quale spa- zio assegnare a Macao, «voglia- mo dare una risposta positiva nel rispetto delle regole». L’in- contro dura cinque ore. I boatos di Palazzo Marino parlano di un confronto aspro e di posizioni di- stinte e distanti tra gli assessori. La sintesi? Offrire l’ex Ansando ai giovani di Macao. Bando o as- segnazione diretta? La formula resta ancora un po’ ambigua. In ogni caso Pisapia decide di anda- re in via Galvani a comunicare la proposta del Comune. «Ci met- to la faccia», dirà poco dopo all’assemblea di Macao. Il sinda- co ammette che sul fronte dell’as- segnazione degli spazi pubblici «abbiamo qualche ritardo» ma assicura che in «poche settima- ne, forse anche prima» l’ex Ans- aldo sarà a disposizione dei gio- vani: «Spero che la vostra prossi- ma assemblea si possa tenere lì, io ci sarò. Un giovane di Macao chiede al sindaco di poter resta- re nella Torre Galfa fino ad allo- ra. Pisapia replica con una battu- ta: «Stasera (ieri, ndr) non fate troppo casino in piazza». L’OPPOSIZIONE in Comune attacca Pisapia. Carlo Masseroli (Pdl) parla di «gestione malde- stra» del caso da parte del sinda- co e di «inaccettabile trattativa per l’assegnazione dei nuovi spa- zi». Il presidente della Provincia GuidoPodestà nota: «Leoccupa- zioni abusive sono una forzatura della legalità». Massimiliano Mingoia massimiliano.mingoia@ilgiorno.net ASSEMBLEA APPLAUSI E FISCHI AL SINDACO Pisapia boccia il blitz e offre un’alternativa: «Andate all’Ansaldo» IN STRADA Gli attivisti di Macao protestano per lo sgombero in modo allegro e colorato
  • MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2012 MILANOATTUALITA’ 5 •• 62% www.ilgiorno.it/milano LAPROPOSTA LIGRESTI OFFRE AGLI OCCUPANTI UN CONTAINER DOVEMETTERELEATTREZZATTURE MALORORIFIUTANO: GRAZIE, FACCIAMODASOLI 38% Sgomberata laTorreGalfa Ègiusto? ministrazione si devono fare cari- co di questo fatto. Siamo sicuri che questa ammini- strazione darà seguito a quello che faceva parte del programma elettorale e cioè dare cultura e spa- zi sociali alla città. Lo sgombero pare essere avvenuto a seguito di una querela della proprietà, a cui stamattina sono seguite 9 denun- ce. Crediamo fermamente che questa situazione nonmeriti di fi- nire in un’aula di giustizia , chie- diamoquindi alla proprietà di riti- rare la querela o di impegnarsi a non presentarla, al fine di non far pagare giudiziariamente a questi giovani, il loro deside- rio di cultura. Siamo pure convinti che gli sgomberi non risolvano i problemi degli spazi sociali e di cul- tura». PRESENZE In alto, Dario Fo che ha protestato per lo sgombero e il sindaco Giuliano Pisapia mentre parla al collettivo
  • DOMENICA 20 MAGGIO 2012 MILANOATTUALITA’ 3 •• ILNUOVOBLITZ Palazzo Citterio è un edificio del ’700 acquistato dallo Stato nel 1972 ma chiuso da 28 anni. Due anni fa era stato in parte riaperto per una mostra di Paul McCarthy IL PROGETTO LOSCONTRONELPD LOSTABILEOCCUPATO IERI DOVREBBEOSPITAREPARTE DEI QUADRI DELLA PINACOTECA LAROZZACONTROBOERI: ERRORIDI ALCUNIASSESSORI IL PDL: SUBITO LO SGOMBERO L’edificio settecentesco di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — OCCUPATO Palazzo Citterio, a rischio la Grande Brera. Il nuovo blitz del collettivo Macao dopo la Torre Galfa — il grattacielo del gruppo Ligresti occupato lo scor- so 5 maggio e sgomberato dalle forze dell’ordine dieci giorni do- po— «mette in pericolo» uno dei progetti culturali più importanti per la Milano dei prossimi anni: la Grande Brera. È l’assessore co- munale alla Cultura Stefano Boe- ri a lanciare l’allarme. Sì, perché Palazzo Citterio dovrebbe servire per l’ampliamento della Pinacote- ca di Brera. «Siamo costernati per- ché dopo 20 anni di disattenzio- ne, il Ministero dei Beni cultura- li, la Soprintendenza, l’Accade- mia di Brera e il Comune avevano trovato un accordo su un progetto che si basa su un finanziamen- to di 21milioni di euro, di cui 12milioni per rimette- re a posto una parte impor- tante di Palazzo Citterio». Una riqualificazione— sot- tolinea l’assessore — che «permetterà finalmente di mostrare al grande pubblico quel bene comune che è costi- tuito dalle straordinarie opere della Pinacoteca che ora non sono visibili perché nascoste nei depo- siti». Boeri ricorda che le prossi- me tappe del progetto prevedono «entro autunno i bandi di gara e la prossima primavera i lavori a Palazzo Citterio». TAPPE a forte rischio dopo l’oc- cupazione da parte dei giovani di Macao. La Giunta Pisapia boccia ancheper questo il blitz del collet- tivo dei «Lavoratori dell’arte». A nome di tutto l’esecutivo parla il vicesindaco Maria Grazia Guida: «Non condividiamo in alcun mo- do questa nuova occupazione pri- va di senso». Linea dura, dettata dal sindaco Giuliano Pisapia e condivisa anche da Boeri, l’asses- sore più aperto al dialogo con i giovani di Macao durante l’occu- pazione della TorreGalfa. In quei giorniBoeri aveva distinto tra spa- zi privati come il grattacielo e spa- zi pubblici come l’ex Ansaldo, of- ferta agli occupanti abusivi. Una presa di posizione subito contesta- ta daCarmelaRozza, la capogrup- po del Pd, lo stesso partito di Boe- ri. Dopo l’occupazione di Palazzo Citterio, la Rozza torna alla cari- ca: «Forse qualche assessore non ha ben interpretato il suo ruolo». Ogni riferimento a Boeri e Pier- francescoMajorino, anche lui del Pd, sembra voluto. Riccardo De Corato (Pdl) affonda il coltello nella piaga: «Gli abusivi diMacao seguono i consigli di Boeri. Ora il questore faccia sgomberare Palaz- zoCitterio». Il capogruppo pidiel- linoCarloMasseroli rincara la do- se: «La nuova occupazione mette in evidenza che la situazione è sfuggita di mano a Pisapia». massimiliano.mingoia@ilgiorno.net Vi ale Vi ale M on za V ia le Z a ra Vi a C. Fa rin i Via Pa d Vi ale Um br ia nzo Fopp a elli Sempione Cav alc av ia b ac ula Co rso Ge no va C eg ina Ma rgh er ita PORTA VENEZIA PORTA SEMPIONE BULLONA PORTA VOLTA CASCINA DEI POMI GHISOLFA Piazza Carbonari Via G LARGO MARINAI D ITALIA Parco Solari Cimitero Monumentale Stazione Centrale Stazione Garibaldi F.S. Corso Indipendenza P.za Fontana PORTA RTAP AORORTORP AAPO TA AAEZIENENVEVEV AANEZIAVVENENEEZIAIAAEZV AV NE A Torre Galfa via Galvani Palazzo Citterio via Brera D’ARCOD’ARCO IL COLLETTIVO DOPO LA TORRE GALFA Macao concede il bis: occupato Palazzo Citterio Grande Brera a rischio ASSALTO I componenti del collettivo Macao prendono possesso degli spazi di Palazzo Citterio, a Brera Il Comune ora reagisce: atto inaccettabile (Newpress)
  • •• 8 CRONACAMILANO MARTEDÌ 22 MAGGIO 2012 DEBITIETASSE 700 50,01 18 IL CENTRODESTRA I milioni di euro che Palazzo Marino otterrebbe scendendo al 18% nelle quote della Sea La percentuale delle quote Sea che Palazzo Marino intendemettere sul mercato per fare cassa La quota percentuale che il Comune intende conservare col sistema della golden share MASSEROLI (PDL): CONSULTAZIONE SEGNODIDEBOLEZZADELSINDACO LACESSIONE?SCELTADI DESTRA di MASSIMILIANO MINGOIA — MILANO — VENDITA DEL 50,01 per cento della Sea, ma solo dopo una con- sultazione popolare che confermi questa decisione. È questa la linea della maggioranza di centrosini- stra inComune sul futurodella so- cietà che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Linea fissata dal sindaco Giuliano Pisapia do- po il vertice politico di domenica notte e un incontrodiGiunta con- vocato ieri pomeriggio. La cessio- ne del 50,01 per cento con unban- do internazionale e non con la quotazione in Borsa è valutata 700 milioni di euro. Soldi che il primo cittadino vorrebbe utilizza- re per «investimenti a favore della città». Dai nuovi treni della me- tropolitana a nuove case popolari. Per ottenere l’obiettivo, però, Pa- lazzo Marino dovrebbe scendere ben al di sotto della maggioranza di Sea: dopo lo scambio di azioni Sea-Serravalle con la Provincia, al Comune resterebbe il 18 per cen- to della Spa aeroportuale. Addio controllo pubblico? Pisapia repli- ca così: «Se venderemo una quota maggioritaria di Sea, il Comune manterrà il controllo sulle linee strategiche della società». Lo stru- mento utilizzato? La golden share, cioè la vendita con il manteni- mento di poteri speciali. Il sinda- co annuncia che venerdì, il gior- no dell’approvazione del bilancio preventivo, la Giunta metterà ne- ro su bianco la linea sulla Sea: a meno di sorprese, la cessione del 50,01 per cento. Dopo il passag- gio inConsiglio comunale—con- tinua Pisapia — «apriremo una grande consultazione con la città e in base a questa prenderemo la decisione finale». Che tipo di con- sultazione?Un referendummuni- cipale? Il primo cittadino prende tempo: «Lo statuto comunale pre- vede vari tipi di consultazione, la nostra coalizione altri: assemblee nelle Zone e incontri con le forze sociali. Vedremo». L’opzione del- la consultazione è emersa domeni- ca notte durante unduro confron- to tra Pisapia e il presidente del Consiglio comunale Basilio Riz- zo.L’esponente della sinistra radi- cale prima si è detto «nettamente contrario» alla cessione del 50,01 per cento di Sea, ha minacciato le dimissioni dalla presidenza dell’assemblea e poi ha proposto di indire un referendum su Sea: «Farò campagna per il no. Se i cit- tadini voteranno sì, mi adeguerò. Ma la consultazione non preveda domande a cui si può dare solo una risposta positiva come nelle trasmissioni tv di Catalano».Mag- gioranza divisa. Pisapia ne pren- de atto ma rilancia: «È una diver- genza che non può che far tornare l’unità». La pensa diversamente il capogruppo del Pdl Carlo Masse- roli: «La scelta della consultazio- ne è un segnale di enorme debo- lezza da parte della maggioranza. La vendita del 50,01 per cento del- la Sea? Una decisione di destra che Pisapia non ha il coraggio di prendere e che la Moratti non era riuscita ad assumere». La capo- gruppo Pd Carmela Rozza ribat- te: «La Giunta e la maggioranza prenderanno una decisione. Il re- ferendum è una scelta di traspa- renza, un atto di coraggio da parte di Pisapia». Intanto i sindacati confederali, a cui la linea della Giunta è stata anticipata ieri mat- tinadall’assessore al BilancioBru- no Tabacci, bocciano la vendita del 50,01 per cento. «Meglio la quotazione in Borsa», ribadisce Onorio Rosati (Cgil). E a Linate ieri pomeriggio è già scattata l’agi- tazione dei lavoratori della Sea. massimiliano.mingoia@ilgiorno.net Sea, referendum per vendere il 50% Maggioranza divisa, no dei sindacati Pisapia: ampia consultazione. Rizzo: io voterò contro L’OPERAZIONE Il Comune avrebbe700milioni mascenderebbeal 18% «Controllo con golden share»
  • MARTEDÌ 22 MAGGIO 2012 CRONACAMILANO 9 •• NEL2012PALAZZOMARINOPREVEDE DIARRIVAREAQUOTA153MILIONI: NEL 2011 L’INCASSOSI FERMAVAA126MILIONI ARRIVAL’AUMENTO: SI PASSA DAI 32MILIONI DEL2011AI 56MILIONI DI QUEST’ANNO, BEN24MILIONI INPIÙ LECONTRAVVENZIONI L’IMPOSTASULREDDITO ILPATTODI STABILITÀ L’OBIETTIVOÈAPPROVARE IL PIANO ENTRO IL 30GIUGNOPERAVERE ILBONUS DA20MILIONI PREVISTODALGOVERNO IL 2012 sembra essere l’anno buono. Final- mente il Comune dovrebbe riuscire a liberarsi del 18,6 per cento della Serravalle, la società che gestisce l’A7 e le tangen- ziali milanesi. Una quotaminoritaria poco appetibile dal mercato dopo che nel 2005 la Provincia dell’era Penati aveva conquistato la maggio- ranza della Spa autostradale. Da allora Palazzo Marino ha cercato di cedere le sue quote della Serravalle. Senza successo. Ma entro il 15 lu- glio dovrebbe andare in porto lo scambio di azioni Sea-Serravalle tra Comune e Provincia. Palazzo Marino cederà la Serravalle (145 milioni di euro), ma non senza versare un conguaglio per il 14,5 per cento di Sea della Provincia. Bilancio, stangata sumulte stradali e addizionale Irpef Sanzioni: 400 mila euro al giorno ÈPREVISTA per oggi l’approvazione del Piano di governo del ter- ritorio riveduto e corretto dalla Giunta Pisapia. Ameno di rallenta- menti dell’ultima ora. Anche ieri in Consiglio comunale è continua- ta la discussione delle proposte dimodifica al documento urbanisti- co, proposte divise in 99 gruppi. Ma anche ieri la polemica tra mag- gioranza e opposizione non è mancata. I consiglieri del Pdl sono usciti dall’aula replicando una protesta già attuata nel corso delle scorse sedute dell’assemblea. «Non ci sono stati i termini e lemodali- tà per svolgere un dibattito regolare — va all’attacco il pidiellino RiccardoDeCorato— enon partecipiamo alla seduta di questa sera (ieri, ndr) coerentemente con quanto fatto nell’ultima seduta». 145 99 1,06% 12 di MASSIMILIANO MINGOIA— MILANO —TRA LE PIEGHE della bozza del bilancio preventivo che arrive- rà inGiunta comunale venerdì, ec- co spuntare il dato che riguarda le multe da codice della strada: 191,7 milioni di euro, di cui 38,7milioni di euro da contravvenzioni relati- ve agli anni scorsi. Insomma, Pa- lazzo Marino nel 2012 prevede di incassare dalle multe agli automo- bilisti 153milioni di euro. In prati- ca oltre 400 mila euro al giorno. Una stangata non da poco. Supe- riore a quella del 2011, anno in cui l’amministrazione comunale mise a bilancio 126 milioni di euro dal- lemulte, 27milioni di euro inme- no rispetto al 2012. LA STANGATA sulle sanzioni da codice della strada non sarà l’unica del bilancio preventivo che laGiunta guidata dal sindacoGiu- liano Pisapia intende adottare per far quadrare i conti comunali e ri- spettare il Patto di stabilità impo- sto dal Governo. Gli ultimi boatos comunali parlano di un rincaro non da poco dell’addizionale Ir- pef.Da 32milioni di euro di incas- si nel 2011 a 56milioni di euro nel 2012: 24 milioni di euro in più. Addio allo schema applicato l’an- no scorso: esenzione dall’addizio- nale per le famiglie con redditi fi- no a 33.500 euro e 0,2 per cento per tutti i redditi superiori. Lo schema del 2012 conferma l’esen- zione per i redditi fino a 33.500 eu- ro e l’aliquota dello 0,2 per cento dai 33.500 ai 55 mila euro. Dai 55 mila ai 75 mila euro, invece, si ap- plicherebbe un’aliquota dello 0,3 per cento e oltre i 75mila euro del- lo 0,5 per cento. GLIALTRINUMERIdel Bilan- cio? Un nodo ancora da sciogliere riguarda l’Imu, la nuova imposta municipale unica sulle case. Sulle prime case laGiunta intende appli- care l’aliquota-base dello 0,4 per cento (122 milioni di euro nelle casse comunali). Sulle seconde ca- se, invece, l’amministrazione co- munale pare intenzionata a alzare l’aliquota-base dello 0,76 per cen- to fino all’aliquota massima dell’1,06 per cento (495 milioni di euro). Ma alla fine la super-Imu sulle seconde case potrebbe riguar- dare solo quelle sfitte, con sconti per gli alloggi popolari e per quelli di proprietà di anziani finiti in ca- se di riposo.Le altre entrate riguar- dano il recupero dell’ex Ici (18mi- lioni di euro), la tassa sui rifiuti (281 milioni di euro dalla Tarsu), il canone di occupazione di suolo pubblico (43,5 milioni di euro dal Cosap), la pubblicità (20 milioni di euro) e i dividendi della società partecipate (26 milioni di euro da Sea e A2A). L’obiettivo resta quel- lo di approvare il bilancio preven- tivo entro il 30 giugno per conqui- stare il bonus da 20 milioni di eu- ro per Milano previsto dal Gover- no per gli enti locali che rispetta- no il Patto di stabilità. massimiliano.mingoia@ilgiorno.net Pgt, l’approvazione finale è attesa per oggi Ma l’opposizione continua la sua protesta PARTECIPATE SerravalleallaProvincia nello scambioconSea I milioni di valore del 18,6 per cento della Serravalle di proprietà del Comune Bruno Tabacci Le categorie di proposte da esaminare Per l’Imu maxi-aliquota Girodi vite sulle seconde case La percentuale dell’aliquota da applicare alle seconde case Tassa di soggiorno Contano le stelle I milioni di euro di incassi previsti dall’applicazione della tassa di soggiorno a partire dal 1˚ luglio SALASSO Bloccata l’aliquota sulla prima casa ridotta al minimo il Comune ora cerca di recuperare soldi dalle seconde abitazioni tassandole al massimo consentito dalla legge
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